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Avv. Daniele Majori

Avv. Daniele Majori ha scritto 922 articoli per Avvocato Daniele Majori

La scansione procedimentale prevista per l’esercizio del recesso della stazione appaltante ex art. 134 d.lgs. n. 163/2006 non sottrae la relativa controversia alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di disciplina legislativa che comunque configura tra le parti una posizione paritetica, né, del resto, la strutturazione di detto articolo 134 preclude al giudice ordinario di definire il proprio giudizio anche con riguardo al contenuto del contraddittorio procedimentale precedentemente instauratosi tra le parti e al loro concreto operato.

(Consiglio di Stato, sez. V, 30 luglio 2014, n. 4025) «[Ad avviso dell’appellante] il collegamento tra il comma 3 e le altre previsioni dell’art. 134 del D.L.vo 163 del 2006 non lascerebbero dubbi in ordine alla circostanza che la dichiarazione di recesso da parte dell’Amministrazione debba essere preceduta da una fase che si apre con … Continua a leggere

La P.A. non può fondare il provvedimento conclusivo su ragioni del tutto nuove rispetto a quelle rappresentate nella comunicazione ex art. 10-bis della legge n. 241 del 1990, pena la violazione del diritto dell’interessato di effettiva partecipazione al procedimento, che si estrinseca nella possibilità di presentare le proprie controdeduzioni utili all’assunzione della determinazione conclusiva dell’ufficio.

(Consiglio di Stato, sez. III, 29 luglio 2014, n. 4021) «[E’] fondato il motivo col quale si lamenta la violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241/1990. Assume rilievo la diversità di motivazione del provvedimento finale di diniego rispetto alle ragioni rappresentate nel preavviso di rigetto, in quanto l’obbligo di motivazione dei provvedimenti costituisce il … Continua a leggere

In materia di pratiche commerciali scorrette, la possibile sovrapposizione tra una disciplina settoriale e la disciplina generale deve essere risolta alla luce dell’art. 19, comma 3 del Codice del consumo, il quale dispone che, in caso di contrasto (da intendersi quale difformità di fonte e di portata tra le discipline), l’applicazione della disciplina generale è esclusa (solo) quando quella settoriale regoli aspetti specifici delle pratiche commerciali scorrette.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 luglio 2014, n. 3896) «Con un primo motivo, lamentando l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione sul punto, deducono l’erroneità della sentenza appellata laddove ha escluso la sovrapposizione di interventi tra l’Autorità per la concorrenza e il mercato e le Autorità creditizie, sostenendo, in sintesi, la prevalenza della normativa bancaria su … Continua a leggere

L’ATI mista è tale perché coniuga i due aspetti della attribuzione in capo alla mandataria della categoria prevalente e della possibilità per le mandanti sia di concorrere alla categoria prevalente sia di partecipare orizzontalmente per tutte le categorie scorporabili in diversa percentuale: si realizzano pertanto dei sub raggruppamenti orizzontali ai quali si applica la disciplina del raggruppamento orizzontale al fine di individuare (ex art 37, co. 6, d.lgs. n. 163/2006, in combinato disposto con l’art. 92, co. 2, D.P.R. n. 207/2010) i requisiti di partecipazione e di esecuzione per ciascuna impresa raggruppata, ben potendo la mandante del raggruppamento verticale essere mandataria del sub raggruppamento orizzontale per le categorie scorporabili.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 22 luglio 2014, n. 420) «Con il terzo motivo di ricorso è censurata la violazione dell’art. 92 comma 2 del DPR 207/2010 poiché l’aggiudicataria – concorrendo in qualità di ATI mista con la società mandante […] – avrebbe dovuto rispettare i principi stabiliti nella norma evocata in tema di percentuali di … Continua a leggere

Nell’ottica di tutela preventiva che ispira l’informativa antimafia, la circostanza che il socio di maggioranza muova le leve della gestione sociale non esclude ex se che il socio di minoranza non possa avere alcuna influenza, quanto meno di fatto, sulla conduzione dell’impresa (nella fattispecie, una compagine sociale assai ristretta, a base familiare, il cui capitale è detenuto da soli due soci, peraltro fratelli).

(Consiglio di Stato, sez. III, 21 luglio 2014, n. 3873) «Con il primo motivo l’appellante lamenta l’erroneità del giudizio, espresso dal T.A.R. campano, laddove esso ha ritenuto che, anche a fronte della ritenuta illibatezza morale del socio amministratore […], il socio di minoranza, nonché fratello di questi […], possa incidere sulle scelte gestionali dell’impresa, poiché … Continua a leggere

La posizione del concorrente di un appalto pubblico, il quale decida di ritirarsi dalla competizione, è del tutto assimilabile – anche per quel che riguarda l’interesse all’annullamento del provvedimento di aggiudicazione e, dunque, la legittimazione a proporre ricorso – a quella di chi non ha mai partecipato alla gara o ne è stato escluso legittimamente, atteso che quel partecipante ha volontariamente e consapevolmente deciso di disinteressarsi degli ulteriori sviluppi della gara, per ragioni solitamente legate alla convenienza economica dell’offerta a suo tempo presentata.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 23 luglio 2014, n. 1956) «Viene in decisione il ricorso promosso [dalla società Alfa], la quale ha impugnato gli atti con i quali l’Azienda ha aggiudicato in via definitiva al [R.T.I. Beta] la procedura aperta relativa all’”Affidamento del contratto per sei anni per la realizzazione, gestione e manutenzione del nuovo … Continua a leggere

L’affidamento di servizi legali – configurabile allorquando l’oggetto del servizio non si esaurisce nel patrocinio legale a favore dell’Ente, ma si configura quale modalità organizzativa di un servizio, affidato a professionisti esterni, più complesso e articolato, che può anche comprendere la difesa giudiziale ma in essa non si esaurisce – soggiace alle regole delle procedure concorsuali di stampo selettivo, incompatibili con il solo contratto di conferimento del singolo e puntuale incarico legale.

(Tar Campania, Salerno, sez. II, 16 luglio 2014, n. 1383) «Il Collegio osserva che, nella fattispecie in esame, l’incarico affidato ai legali esterni consisteva nella complessiva attività di assistenza e consulenza legale da espletarsi in favore del Comune, ovvero nella gestione di tutto il servizio di attività legale dell’amministrazione, comprensivo, come specificato nello schema di … Continua a leggere

L’art. 41 c.p.a., nel momento in cui prevede, a pena di decadenza, la notificazione entro un termine perentorio del ricorso giurisdizionale ad almeno un controinteressato “che sia individuato nell’atto”, pone al tempo stesso un obbligo a carico della P.A. emanante, di comunicare a chi intende ricorrere contro l’atto (e ne faccia richiesta) i dati essenziali concernenti il soggetto “individuato”, onde rendere possibile la notificazione del ricorso e, dunque, l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale, ex artt. 24 e 113 Cost.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 16 luglio 2014, n. 3735) «La sentenza appellata ha ritenuto: – che la notificazione effettuata presso l’ufficio sia nulla; – che non risulti applicabile l’art. 44, co. 4, Cpa, poiché, posto che “la residenza, la dimora ed il domicilio del [controinteressato] erano, all’epoca, ignoti e non conoscibili”, occorre invece fare … Continua a leggere

Se residua la pur sola possibilità di risarcimento per equivalente, il giudice investito dell’azione di annullamento – anche in assenza di una domanda risarcitoria (proponibile ex art. 30, co. 5, c.p.a. sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della sentenza) – accerta a questi altri fini l’eventuale illegittimità degli atti impugnati.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 18 luglio 2014, n. 3848) «Circa la domanda subordinata di accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato a fini risarcitori […] il Collegio osserva che effettivamente l’art. 34 Cod. proc. amm. prevede l’ipotesi in cui, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulti più utile al ricorrente: in un tal caso … Continua a leggere

Appartiene alla Corte dei conti la giurisdizione sulla domanda del dipendente di un ente pubblico locale, già in quiescenza, diretta al computo di emolumenti nella pensione o nella base pensionistica, sia quando un assegno percepito non sia stato valutato in sede pensionistica, sia quando, ai fini del complessivo trattamento previdenziale, si chieda di computare integralmente un assegno percepito solo in parte.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 14 luglio 2014, n. 3612) «[L’odierno appellato], segretario comunale in quiescenza, ha proposto ricorso innanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, per l’accertamento del diritto di ottenere, ai sensi dell’art. 40 del CCNL del comparto del personale dipendente dai Ministeri, come integrato dall’accordo aggiuntivo … Continua a leggere

E’ possibile ottenere la sanatoria delle opere abusive realizzate in zona sottoposta ad un vincolo di inedificabilità relativa soltanto qualora non si tratti di opere realizzate dopo l’imposizione del vincolo ed in assenza o in difformità del titolo abilitativo e che risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 10 luglio 2014, n. 595) «Il provvedimento gravato giustifica il rigetto dell’istanza di condono anche perché l’intervento è realizzato in zona soggetta a vincolo paesaggistico, non è stata richiesta la sanatoria ambientale e non è sanabile ai sensi del comma 27 dell’art. 32 del d.l. n. 269 del 2003. Parte … Continua a leggere

Il Tar Sicilia osserva che solo nella misura in cui le parti offrano al giudice atti defensionali chiari e sintetici è possibile che il giudice renda un celere servizio di giustizia, con la tempestiva pubblicazione del dispositivo e il deposito di una sentenza chiara e sintetica (e possibilmente anche semplificata).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 8 luglio 2014, n. 1787) «[R]ileva pregiudizialmente il Collegio che la complessità dei ricorsi anche con riferimento al numero dei motivi e al peculiare intreccio delle posizioni processuali, ha evidentemente impedito la celere definizione della controversia, il che di regola dovrebbe peraltro avvenire con la pubblicazione del dispositivo e la … Continua a leggere

Scaffale delle novità: G. Napolitano – A. Zoppini (a cura di), “Annuario di diritto dell’energia 2014. Quali regole per il mercato del gas?”

(Società editrice il Mulino, 2014; 312 pp.; Cod. ISBN 978-88-15-25119-0; € 25) Il mercato del gas ha un’enorme rilevanza geopolitica ed economica a livello globale. Molte sono le sfide che lo caratterizzano e che richiedono adeguate soluzioni giuridico-istituzionali: si pensi all’esigenza di una più forte politica europea anche esterna, data la dipendenza dell’Europa dalle importazioni, … Continua a leggere

Chiarimenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) sugli obblighi di pubblicazione dei provvedimenti amministrativi di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 33/2013.

Secondo quanto previsto dall’art. 23, c. 1, del d.lgs. n. 33/2013, le amministrazioni sono tenute a pubblicare gli elenchi dei provvedimenti finali dei seguenti procedimenti: a) autorizzazione o concessione; b) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, … Continua a leggere

In assenza di deroghe legislative, deve ritenersi che i Comuni non capoluogo di provincia non possano procedere ad acquisire autonomamente neppure lavori, servizi e forniture d’importo inferiore ad euro 40.000 mediante affidamento diretto, poiché la nuova disposizione di finanza pubblica di cui all’art. 9, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89, che ha novellato il comma 3-bis dell’articolo 33 del Codice dei contratti pubblici, assume nell’ordinamento carattere di specialità, e quindi di prevalenza, rispetto alla norma generale di cui all’art. 125, commi 8 e 11, dello stesso Codice.

(Corte dei conti, sez. Regionale di Controllo per il Piemonte in sede consultiva, 2 luglio 2014, deliberazione n. 144/2014/SRCPIE/PAR) Nell’allegato parere la Corte dei conti ha chiarito che le opzioni organizzative previste dalla norma succitata per costituire la centrale di committenza a cui possono rivolgersi i Comuni sono, pertanto, (1) nell’ambito delle unioni dei comuni … Continua a leggere

L’ordinanza di rigetto dell’istanza di esibizione di documenti nel giudizio civile ex art. 210 c.p.c. non preclude l’accoglimento, da parte del G.A., dell’istanza di accesso cd. difensivo agli stessi documenti, in ragione dell’autonomia e della diversità sussistenti tra il vaglio giudiziario di rilevanza diretta, ai fini processuali e probatori, svolto in sede giudiziale civile ai sensi del citato art. 210 c.p.c., e la valutazione – da compiersi in astratto e, per dir così, “ab externo”, da parte della P. A. in prima battuta e, quindi, dal giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva – sulla necessità che il richiedente conosca la documentazione oggetto dell’istanza di accesso a fini di cura e di difesa dei propri interessi.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 9 giugno 2014, n. 310) «Quanto […] ai rapporti tra istanza di accesso ex art. 22 e seguenti della l. n. 241/90, con particolare riferimento all’art. 24, comma 7, della l. n. 241/90, e istanza di esibizione di documenti nel giudizio civile, ex art. 210 c. p. … Continua a leggere

Con riferimento alla causa di esclusione prevista dall’art. 38, co. 1, lett. i), d.lgs. n. 163/2006, la Corte di giustizia ha stabilito che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE, nonché il principio di proporzionalità, non ostano a una normativa nazionale che – riguardo agli appalti pubblici di lavori il cui valore sia inferiore alla soglia definita all’articolo 7, lettera c), della direttiva 2004/18/CE – obblighi l’amministrazione aggiudicatrice a escludere dalla procedura di aggiudicazione un offerente responsabile di un’infrazione in materia di versamento di prestazioni previdenziali, se lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate è di un importo superiore, al contempo, a EUR 100 e al 5% delle somme dovute.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-358/12, 10 luglio 2014, Consorzio Stabile Libor Lavori Pubblici contro Comune di Milano) «29 Per quanto riguarda gli appalti pubblici, è interesse dell’Unione in materia di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi che l’apertura di un bando di gara alla concorrenza sia la più … Continua a leggere

La qualità di “vittima del dovere” non consegue automaticamente al riconoscimento della ricorrenza di causa di servizio, ma, al contrario, presenta, rispetto ad essa, caratteristiche speciali: mentre per quest’ultima è necessario e sufficiente provare il nesso causale fra lo svolgimento del servizio (in qualunque forma in concreto realizzatosi) e l’insorgenza dell’infermità, l’attribuzione della qualità di “vittima del dovere” richiede, altresì, una peculiare conformazione del fattore causante l’infermità, rappresentato da uno specifico, concreto e ben individuato episodio.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 26 giugno 2014, n. 1656) «Con ricorso notificato in data 21.09.2012 e depositato in data 09.10.2012, il ricorrente espone: di avere prestato servizio operativo come Vigile del Fuoco dal 04.01.1982 al 25.06.1996; di essere, poi, transitato nei ruoli amministrativi; di essere, quindi, stato dispensato dal servizio per permanente inidoneità fisica … Continua a leggere

L’Amministrazione può provvedere in autotutela – anche quando siano già state aperte le buste contenenti le offerte economiche – ad escludere le imprese già ammesse con riserva ad una gara che si svolge col criterio del maggior ribasso, non rilevando, in tal caso, il principio di segretezza.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 18 giugno 2014, n. 327) «Con il motivo che conviene esaminare in via prioritaria per esigenze logiche l’appellante torna a dedurre che l’Amministrazione non poteva provvedere in sede di autotutela ad escludere le imprese già ammesse con riserva, in quanto erano già state aperte le buste contenenti … Continua a leggere

Processo amministrativo: violazione del dovere di sinteticità degli atti e liquidazione delle spese di giudizio (artt. 3, comma 2, e 26, comma 1, c.p.a.).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 1° luglio 2014, n. 3296) «Le spese del presente grado di giudizio, liquidate come da dispositivo, seguono la regola della soccombenza (art. 26 c.p.a.) e sono liquidate anche in considerazione del principio di sinteticità degli atti processuali (art. 3 e art. 26 co. 1 c.p.a.). Si deve, infatti, tener conto … Continua a leggere

E’ illegittimo l’affidamento dei lavori alla mandataria nel caso in cui un componente del costituendo RTI verticale – nel caso specifico la mandante – dopo l’aggiudicazione provvisoria, abbia ritenuto di non costituire più tale RTI, salvo che sia provato, dalla componente o dai componenti rimasti, che detto rifiuto di perfezionare la costituzione del raggruppamento temporaneo non è stato dettato da sopraggiunte inidoneità soggettive od oggettive a contrattare (ossia per eludere una eventuale e successiva esclusione dalla gara), ma che, invece, tale evenienza è stata frutto di una mera scelta organizzativa della mandante.

(Tar Veneto, sez. I, 1° luglio 2014, n. 970) «La ricorrente, con la costituenda RTI (verticale) capeggiata dall’attuale ricorrente, con mandante la [società Alfa], è risultata aggiudicataria provvisoria della gara di cui all’oggetto. Successivamente quest’ultima società rappresentava alla stazione appaltante di non essere più interessata ad assumere il lavoro di cui all’appalto in argomento. Contestualmente … Continua a leggere

Non può essere accolta l’istanza di accesso agli atti presentata esclusivamente per risalire all’identità dell’autore della segnalazione di un abuso edilizio, essendo invece necessaria l’allegazione di specifici interessi giuridici la cui tutela sarebbe preclusa in caso di mancata conoscenza dei dati identificativi di colui che ha presentato l’esposto.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 26 giugno 2014, n. 1656) «[L’]atto per il quale il ricorrente ha proposto istanza d’accesso ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241 del 90 consiste in un esposto presentato da un terzo al Comune […], esposto con il quale venivano segnalati all’Amministrazione presunti abusi edilizi che … Continua a leggere

Se l’Amministrazione non ha preso parte al giudizio penale (nella fattispecie, conclusosi con una sentenza di assoluzione), non vi è un vincolo di giudicato che impedisce l’autonomo apprezzamento dei fatti oggetto degli impugnati provvedimenti da parte del giudice amministrativo, che ben può utilizzare come fonte anche esclusiva del proprio convincimento le prove raccolte nel giudizio penale, purché le risultanze probatorie siano sottoposte a un autonomo vaglio critico svincolato dall’interpretazione e dalla valutazione che ne abbia già dato il giudice penale, e purché la valutazione del materiale probatorio sia effettuata in modo globale e non frammentaria e limitata a singoli elementi di prova.

(Consiglio di Stato, sez. V, 30 giugno 2014, n. 3282) «[A]i sensi dell’art. 652, comma 1, c.p.p.: “La sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto all’accertamento che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell’adempimento di … Continua a leggere

L’applicazione della disciplina civilistica delle obbligazioni agli impegni contenuti negli accordi tra amministrazioni dipende dal contenuto degli accordi e delle singole clausole contenute negli stessi.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 giugno 2014, n. 3194) «[I]l comma 2 del già citato art. 15 della legge n. 241 del 1990 prevede, in generale, che anche agli accordi fra amministrazioni si applichino, se compatibili con la natura degli stessi, le disposizioni dettate dall’articolo 11, commi 2 e 3 per gli accordi che, … Continua a leggere

Regolamento AGCM sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie.

Il regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie – adottato con delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) n. 23788 dell’8 agosto 2012 – è stato aggiornato in seguito all’emanazione del decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21, («Attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti … Continua a leggere

Fatturazione elettronica P.A.: chiarimenti e software gratuito.

Il Decreto Ministeriale n. 55 del 3 aprile 2013, entrato in vigore il 6 giugno 2013, ha fissato la decorrenza degli obblighi di utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti economici con la Pubblica Amministrazione ai sensi della Legge n. 244/2007, art. 1 commi da 209 a 214. In ottemperanza a tale disposizione, a decorrere dal … Continua a leggere

L’impresa partecipante alla gara per l’affidamento di un appalto pubblico non ha l’onere di impugnare il silenzio serbato dalla stazione appaltante sull’informativa ex art. 243 bis d.lgs. n. 163/2006: l’inerzia al riguardo nulla aggiunge all’assetto di interessi previsto nel provvedimento principale e da punto di vista sostanziale ha contenuto meramente confermativo che, non essendo foriero di autonomi effetti lesivi, non è suscettibile di doverosa impugnazione.

(Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2014, n. 3203) «Con il secondo motivo di gravame è stato censurato il mancato scrutinio da parte del Giudice di primo grado della eccezione che l’impugnazione del silenzio serbato sulla informativa ex art. 243 bis del d. lgs. n. 163/2006 senza la formulazione di specifiche censure al riguardo … Continua a leggere

Ricorso gerarchico: il decorso del termine di novanta giorni per la formazione del silenzio-rigetto non ha effetti sostanziali (non concreta, cioè, alcun provvedimento amministrativo fittizio), sicché – una volta formatosi detto silenzio – l’Amministrazione non perde la facoltà di decidere e il privato può scegliere tra l’immediato ricorso in sede giurisdizionale (o straordinaria) contro il provvedimento di base, entro i termini di decadenza, e il successivo ricorso giurisdizionale contro l’eventuale decisione gerarchica tardiva, ove lesiva.

(Tar Piemonte, sez. II, 20 giugno 2014, n. 1100) «Sostiene anzitutto l’Avvocatura che il ricorso […] avrebbe dovuto essere proposto entro sessanta giorni dalla formazione del silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico. Posto che, a norma dell’art. 6 del d.P.R. n. 1199 del 1971, il ricorso gerarchico “si intende respinto a tutti gli effetti” decorso il termine … Continua a leggere

Il promissario acquirente di beni immobili deve ritenersi legittimato all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che riguardano il suo dante causa quanto meno nei seguenti casi: a) nell’ipotesi in cui il promissario acquirente abbia già la materiale disponibilità del bene, il che avviene quando il contratto preliminare prevede la consegna anticipata; b) nel caso in cui il preliminare di compravendita contenga una clausola espressa che attribuisca al promissario acquirente la possibilità di richiedere il rilascio di titoli edilizi; c) nel caso in cui l’atto impugnato sia lesivo degli interessi del proprietario e, di riflesso, anche degli interessi del promissario acquirente (in quest’ultima ipotesi parte della giurisprudenza ammette quindi la possibilità per il promissario acquirente di agire direttamente in giudizio per la tutela di un interesse connesso ad un diritto di proprietà non ancora acquisito).

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 18 giugno 2014, n. 1592) «La giurisprudenza non ha un orientamento univoco in materia di legittimazione del promissario acquirente di beni immobili in ordine all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che li riguardano. Si osserva comunque, in linea generale, che la legittimazione del promissario acquirente all’impugnazione di … Continua a leggere

L’Adunanza Plenaria n. 14/2014 conferma l’indirizzo prevalente della giurisprudenza, secondo cui – una volta intervenuta la stipulazione del contratto per l’affidamento dell’appalto di lavori pubblici – l’Amministrazione non può più esercitare il potere di revoca, dovendo operare con l’esercizio del diritto di recesso.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 20 giugno 2014, n. 14) «La questione da esaminare è esposta dalla V Sezione nei termini che di seguito si sintetizzano riportando il quadro della normativa rilevante e delle posizioni della giurisprudenza al riguardo, con l’indicazione, su questa base, dell’ipotesi interpretativa ritenuta preferibile. 1.1. La normativa rilevante. Nella normativa si … Continua a leggere

Viola l’articolo 6 § 1 CEDU l’applicazione di una legge con effetti retroattivi, adottata nel corso del giudizio e non giustificata da un impellente motivo di interesse generale, che decide l’esito della controversia e ne rende inutile la prosecuzione.

(Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sez. II, 24 giugno 2014, Azienda Agricola Silverfunghi S.A.S. ed altri c. Italia, ric. nn. 48357/07, 52677/07, 52687/07 e 52701/07) CASE OF AZIENDA AGRICOLA SILVERFUNGHI S.A.S. AND OTHERS v. ITALY Fonte:www.echr.coe.int      

La disciplina contenuta nell’art. 13 del Codice dei contratti pubblici costituisce una sorta di microsistema normativo, collegato alla peculiarità del settore considerato, dal momento che la norma – pur ripetendo i principi dell’art. 24 della legge n. 241 del 1990 sul bilanciamento degli interessi contrapposti alla trasparenza ed alla riservatezza – è più puntuale e restrittiva, definendo esattamente l’ambito di applicazione della esclusione dall’accesso, ancorandola, sul versante della legittimazione soggettiva attiva, al solo concorrente che abbia partecipato alla selezione e, sul piano oggettivo, alla sola esigenza di una difesa in giudizio: ne consegue la necessità di un accurato controllo in ordine alla effettiva utilità della documentazione richiesta, secondo un giudizio prognostico che non può prescindere dalle eventuali preclusioni processuali in cui sia incorso il richiedente, quale, nel caso in esame, l’esclusione della istante dalla gara con provvedimento divenuto definitivo (essendo scaduti i termini per proporre ricorso).

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 giugno 2014, n. 3079) «In base al combinato disposto dell’art. 24 della l. n. 241 del 1990 e dell’art. 13 del d. lgs. n. 163 del 2006, nonché in base ai principi affermati dalle Adunanze Plenarie n. 4 del 2011 e n. 9 del 2014 in materia di legittimazione … Continua a leggere

Né l’art. 23 della l. 18 aprile 2005, n. 62, né l’art. 57 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, né i principi comunitari consolidati in materia contrattuale, impediscono il rinnovo espresso dei contratti, allorché la facoltà di rinnovo, alle medesime condizioni e per un tempo predeterminato e limitato, sia ab origine prevista negli atti di gara e venga esercitata in modo espresso e con adeguata motivazione.

(Tar Piemonte, sez. I, 12 giugno 2014, n. 1019) «La costruzione di parte ricorrente desume argomenti a proprio favore attribuendo una valenza generale e di principio all’evoluzione normativa subita dalla l. n. 537/93, e alla giurisprudenza sviluppatasi in argomento, che, seguendo l’impostazione di parte ricorrente, indurrebbe anche la nullità di eventuali previsioni della legge di … Continua a leggere

La Corte dei Conti specifica che l’art. 55 quinquies d.lgs. n. 165/2001 (introdotto dal c.d. “decreto Brunetta”) si presenta quale previsione ad hoc volta a sanzionare la specifica fattispecie dell’assenteismo fraudolento nel pubblico impiego, ricollegando ad essa l’azionabilità del risarcimento del danno (patrimoniale diretto ed all’immagine) derivatone a carico della P.A.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Campania, 23 maggio 2014, n. 512) «In via preliminare, il Collegio è chiamato ad esaminare l’eccezione di inammissibilità dell’atto di citazione (e di nullità della sottostante attività istruttoria della Procura erariale) formulata dal convenuto […] in relazione al profilo del contestato danno all’immagine. La predetta eccezione si … Continua a leggere

La controversia concernente la procedura di affidamento della sub-concessione di un’area del demanio aeroportuale per l’esercizio di un punto vendita è soggetta alla giurisdizione del G.A., ma a tale procedura non si applicano specificamente le norme del Codice dei Contratti Pubblici (salvo il loro eventuale e non doveroso recepimento nella “lex specialis” regolativa della procedura selettiva, come predisposta dalla società concessionaria dei servizi aeroportuali).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 29 maggio 2014, n. 5808) «La presente controversia attiene alla procedura di selezione […] indetta [dalla concessionaria aeroportuale] e volta all’affidamento della “subconcessione” di un’area […] per l’esercizio di un punto vendita […] a fronte della corresponsione […] da parte dell’affidatario, di un compenso costituito da royalties annue sul … Continua a leggere

L’Amministrazione procedente può annullare in autotutela, senza preventiva riconvocazione della Conferenza di servizi, l’autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387/2003 originariamente rilasciata, posto che nel vigente ordinamento amministrativo il potere di autotutela spetta ontologicamente alla stessa Autorità che ha emanato il provvedimento da annullare o revocare (oltre che, in determinati casi, a quella gerarchicamente sovraordinata).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 maggio 2014, n. 282) «Con il primo e articolato motivo l’appellante deduce che l’Assessorato non poteva autonomamente intervenire in autotutela rispetto al deliberato della Conferenza ex art. 12 D. L. vo 387/2003 e che, sulla scorta del principio del contrarius actus, solo la Conferenza stessa avrebbe … Continua a leggere

La decadenza dalla graduatoria e la revoca dell’aggiudicazione per mancata presentazione, da parte della mera aggiudicataria provvisoria, di una polizza assicurativa attinente all’espletamento del servizio entro il termine perentorio indicato dalla stazione appaltante si pongono in contrasto sia con l’art. 46, co. 1-bis d. lgs. n. 163/2006, sia con lo stesso principio di proporzionalità delle sanzioni.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 30 maggio 2014, n. 1435) «Il nodo interpretativo centrale attiene alla legittimità della richiesta [della stazione appaltante] rivolta alla ricorrente, mera aggiudicataria provvisoria, avente ad oggetto la produzione di una polizza assicurativa richiesta dal capitolato speciale d’oneri; e della conseguente decadenza dalla graduatoria e revoca dell’aggiudicazione stessa per mancata presentazione … Continua a leggere

La vittima di un prezzo di protezione («umbrella pricing») può ottenere il risarcimento del danno subito ad opera degli aderenti ad un’intesa restrittiva della concorrenza, ancorché non abbia intrattenuto vincoli contrattuali con gli stessi, laddove risulti accertato che, alla luce delle circostanze di specie e, segnatamente, delle peculiarità del mercato interessato, detta intesa fosse tale da poter incidere sull’applicazione di un prezzo di protezione da terzi agenti autonomamente e che tali circostanze e peculiarità non potessero essere ignorate dai membri dell’intesa medesima.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. V, causa C-557/12, 5 giugno 2014, Kone AG e altri contro ÖBB Infrastruktur AG) «19 Con la questione pregiudiziale il giudice del rinvio chiede, sostanzialmente, se l’articolo 101 TFUE osti ad un’interpretazione e ad un’applicazione del diritto di uno Stato membro, consistente nell’escludere categoricamente, per motivi di ordine giuridico, … Continua a leggere

L’AVCP, con un comunicato del suo Presidente, specifica che le indicazioni contenute nella determinazione n. 4/2012 devono essere intese nel senso che è sempre consentita la possibilità di costituire raggruppamenti temporanei, anche sovrabbondanti, e che l’eventuale esclusione può avvenire solo in alcuni casi particolari, cioè qualora ciò sia proporzionato e giustificato in relazione alla tipologia o alla dimensione del mercato di riferimento.

(Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, comunicato del Presidente del 12 maggio 2014, avente ad oggetto «Indicazioni alle stazioni appaltanti in materia di esclusione dei raggruppamenti temporanei di imprese “sovrabbondanti”») «Al fine di fornire chiarimenti circa la problematica in oggetto, si osserva quanto segue. Nella determinazione del 10 ottobre … Continua a leggere

La mitigazione introdotta dall’Ad. Plen. n. 10/2012 – nel senso di disporre l’esclusione del cessionario, in caso di mancata presentazione della dichiarazione relativa al requisito di cui all’art. 38, co. 1, lett. c, d.lgs. n. 163/2006 con riferimento agli amministratori e direttori tecnici operanti presso il cedente nell’ultimo triennio (ora, nell’ultimo anno), solo qualora venga effettivamente riscontrata l’assenza del requisito (e sempre che il bando di gara non contenga al riguardo un’espressa comminatoria di esclusione) – riveste portata meramente transitoria, in quanto riguarda esclusivamente le procedure di gara espletate prima della pubblicazione della pronuncia n. 10/2012 (cfr. in tal senso Ad. Plen. n. 21/2012).

(Tar Piemonte, sez. I, 22 maggio 2014, n. 921) «Secondo quanto precisato dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con sentenza del 04 maggio 2012, n. 10, in ipotesi di cessione d’azienda avvenuta in data anteriore alla partecipazione ad una gara, sussiste in capo al cessionario l’onere di presentare la dichiarazione relativa al requisito di cui … Continua a leggere

Il D.A.S.P.O. può essere comminato non solo in relazione agli episodi di violenza che avvengano all’interno o in prossimità degli stadi, ma anche per comportamenti tenuti nell’ambito della partecipazione a manifestazioni calcistiche, partecipazione che, nel caso delle trasferte, ricomprende anche le condotte tenute durante i viaggi di andata e ritorno.

(Tar Toscana, sez. II, 30 maggio 2014, n. 944) «[L’]art. 6 L. 401/1989 afferma che l’episodio di violenza può verificarsi “in occasione o a causa di manifestazioni sportive “ e non può dubitarsi che il transito del pullman dei tifosi, ove si trovava il ricorrente, sia avvenuto all’atto del rientro da una partita di calcio … Continua a leggere

L’obbligo di risarcimento del danno da ritardo di cui all’art. 2-bis l. n. 241/1990 è limitato all’ipotesi in cui si verta nell’ambito di un procedimento amministrativo, non potendo la norma applicarsi a casi di attività della P.A. diversa da quella procedimentalizzata (vale a dire a quella attività, costituente procedimento amministrativo, caratterizzata dalla presenza di un potere amministrativo da esercitare e di norma destinata a concludersi con l’emanazione di un provvedimento amministrativo).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 22 maggio 2014, n. 2638) «L’art. 2-bis l. 7agosto 1990 n. 241, afferma (comma 1) che le pubbliche amministrazioni (e gli altri soggetti indicati) “sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto, cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”. Il successivo comma 1-bis, introdotto dall’art. … Continua a leggere

Alcune osservazioni dell’AVCP sul recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni.

In vista del recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni (Direttive ‘Appalti’, n. 2014/24/UE, ‘Utilities’, n. 2014/25/UE e ‘Concessioni’ n. 2014/23/UE), l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha inviato al Governo ed al Parlamento un atto di Segnalazione – il n. 3 del 21 maggio 2014 – con cui evidenzia l’opportunità di dare … Continua a leggere

Il coniuge – anche in pendenza del giudizio di separazione o divorzio – ha diritto di accedere alla documentazione fiscale, reddituale e patrimoniale dell’altro coniuge, al fine di difendere il proprio interesse giuridico, attuale e concreto, la cui necessità di tutela è reale ed effettiva e non semplicemente ipotizzata.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 maggio 2014, n. 2472) «L’odierno appellato […] è stato convenuto in giudizio dal coniuge […] dinanzi al Tribunale di Roma con ricorso per separazione personale. Al fine di tutelare i propri interessi nel giudizio di separazione, con nota del 17 maggio 2013, inoltrata il 21 maggio 2013 e ricevuta … Continua a leggere

Ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo: domande e risposte per avvocati a cura del CCBE.

La guida “La Corte europea dei diritti dell’Uomo – Domande e risposte per gli avvocati”, redatta dal Council of Bars and Law Societies of Europe (CCBE), è rivolta agli avvocati che intendono adire la Corte europea dei diritti dell’uomo. Contiene informazioni e consigli pratici per guidarli nel procedimento dinanzi ai giudici nazionali prima del ricorso … Continua a leggere

Risarcimento dei danni da ritardata assunzione: profili di giurisdizione e criteri di quantificazione.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 9 maggio 2014, n. 1195) «La controversia ha ad oggetto la richiesta di risarcimento dei danni da ritardata assunzione subiti dal ricorrente, il quale è stato escluso da una procedura concorsuale con provvedimento annullato in sede giurisdizionale ed ha ottenuto dalla Amministrazione la retrodatazione a fini esclusivamente giuridici. Si chiede, … Continua a leggere

E’ illegittima la riduzione autoritativa delle tariffe per il servizio idrico disposta con ordinanza contingibile ed urgente, non essendo in alcun modo riconducibile all’esercizio del potere extra ordinem previsto dall’art. 50, co. 5, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 13 maggio 2014, n. 4955) «[L]a ricorrente […] lamenta l’illegittimità dell’ordinanza contingibile ed urgente adottata in data 29 dicembre 2012 dal Sindaco […], limitatamente alla parte in cui dispone la riduzione autoritativa delle tariffe applicate per le utenze dell’acqua. A tale fine la ricorrente denuncia, tra l’altro, violazione dell’art. … Continua a leggere

L’AVCP detta alcuni criteri interpretativi in ordine all’applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 38, co. 1, lett. a), del Codice dei contratti pubblici afferenti alle procedure di concordato preventivo a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 186-bis della legge fallimentare (concordato con continuità aziendale).

(Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, determinazione n. 3 del 23 aprile 2014) Con la Determinazione n. 3 del 23 aprile 2014 – recante, «Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni contenute nell’art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006 afferenti alle procedure di concordato preventivo a seguito … Continua a leggere

Il soggetto che intende cessare l’attività commerciale non è più tenuto a darne comunicazione preventiva, ma può inoltrarla entro il termine di 30 giorni dalla data di cessazione.

Lo ha chiarito il Ministero dello Sviluppo Economico con l’allegata risoluzione n. 72134 del 29 aprile 2014. Risoluzione MiSE n. 72134 del 29 aprile 2014 Fonte:www.sviluppoeconomico.gov.it

Sull’ordine di esame dei ricorsi (principale e incidentale) quando le imprese ricorrenti sono le uniche due partecipanti alla gara.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 29 aprile 2014, n. 1126) «Poiché le imprese ricorrenti sono le uniche partecipanti alla gara ed entrambe contestano la reciproca mancata esclusione dalla procedura di gara, deve farsi applicazione del principio espresso dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ( DECIMA SEZIONE – Sentenza 4 luglio 2013) secondo il quale “il … Continua a leggere

In tema di decorrenza del termine di impugnazione dell’aggiudicazione di un appalto, la Corte di Giustizia dichiara (con specifico riferimento ai settori dell’acqua, energia, trasporti e telecomunicazioni di cui alla direttiva 92/13/CEE) che – qualora sia intervenuta una nuova decisione dell’amministrazione aggiudicatrice, adottata dopo la decisione di aggiudicazione di un appalto ma prima della firma del contratto e che possa incidere sulla legittimità di detta decisione di attribuzione – il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento deve iniziare nuovamente a decorrere dalla comunicazione agli offerenti della decisione successiva o, in assenza di detta comunicazione, dal momento in cui questi ultimi ne hanno avuto conoscenza; invece – nel caso in cui un offerente abbia conoscenza, dopo la scadenza del termine di ricorso previsto dalla normativa nazionale, di un’irregolarità asseritamente commessa prima della decisione di aggiudicazione di un appalto – il diritto di ricorso contro tale decisione gli è garantito soltanto entro tale termine, salvo espressa disposizione del diritto nazionale a garanzia di tale diritto, conformemente al diritto dell’Unione.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. V, causa C-161/13, 8 maggio 2014, Idrodinamica Spurgo Velox srl ed altri contro Acquedotto Pugliese SpA) «33 Con tali questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede in sostanza se il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento contro la decisione di aggiudicazione di un … Continua a leggere

E’ legittima la previsione della lex specialis che riconosce alla stazione appaltante la facoltà di richiedere l’informazione antimafia di cui all’art. 10 del D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 in ipotesi di appalto sotto soglia (nella fattispecie, in attuazione di obblighi derivanti dalla sottoscrizione di un protocollo di legalità) e, comunque, la circostanza che la normativa de qua sancisca l’obbligo di acquisire l’informazione esclusivamente nel caso di appalti di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria non vale a fondare la tesi contraria relativamente agli appalti sotto soglia, per i quali, pertanto, l’informazione deve ritenersi valida.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 aprile 2014, n. 2040) «Il Ministero dell’Interno, appellante, contesta le conclusioni cui è pervenuto il T.A.R., nella sentenza oggetto di ricorso, prospettando […] l’illegittimità della condotta della stazione appaltante che ha richiesto l’informazione antimafia di cui all’art. 10 del D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 in ipotesi di appalto … Continua a leggere

Poiché l’affitto di azienda non è contemplato tra le ipotesi per le quali la normativa del Codice dei contratti pubblici stabilisce un espresso onere dichiarativo ex art. 38, co. 1, lett. c) anche con riferimento agli amministratori che hanno operato presso la cedente nell’anno antecedente la data di indizione del bando (né, nel caso di specie, ciò è previsto dagli atti di autoregolamentazione), in mancanza di una “indicazione chiara” è legittimo il soccorso istruttorio.

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 24 aprile 2014, n. 1205) «Per quanto riguarda la prima censura, la questione posta all’esame del Collegio può essere riassunta nella necessità o meno di rendere la prescritta dichiarazione di cui all’art. 38 lett. c) del Codice dei contratti relativa agli amministratori della società cedente in affitto un ramo d’azienda. … Continua a leggere

La concorrente che ha presentato l’offerta a mano, ma senza rispettare i requisiti previsti per la spedizione in autoprestazione ex art. 8 d.lgs. n. 261/1999, viene legittimamente esclusa dalla gara avente ad oggetto un servizio tra quelli indicati nell’Allegato II B al Codice dei contratti pubblici e, perciò, disciplinata soltanto dagli artt. 65, 68 e 225 dello stesso Codice e non anche dall’art. 77, comma 4, d.lgs. n. 163/2006 (ai sensi del quale la consegna a mani delle offerte può essere vietata soltanto se non garantisce l’integrità e la segretezza dei plichi).

(Tar Basilicata, sez. I, 19 aprile 2014, n. 264) «Risulta palesemente infondato il primo motivo di impugnazione, attesocchè le parole dell’art. 13 del Disciplinare di gara (“il plico, a pena di esclusione, deve pervenire esclusivamente nei seguenti modi: 1) tramite raccomandata A/R del servizio postale di Poste Italiane; 2) tramite corrieri o agenzie di recapito … Continua a leggere

Grava sul soggetto che resiste all’accesso l’onere di chiarire analiticamente sotto quali profili le indicazioni contenute nella propria offerta costituiscano segreti tecnici o commerciali (da intendersi quali elaborazioni o ricerche ulteriori in grado di aggiungere valore al servizio offerto solo se non conosciute da terzi) e – qualora la dimostrazione dell’esistenza di un vero e proprio segreto non sia fornita in modo puntuale – torna a prevalere il principio di accessibilità dell’offerta, a tutela del diritto di difesa dei concorrenti.

«[L]a ricorrente con lettera del 5 novembre 2013 ha formulato istanza di accesso, chiedendo copia dei seguenti atti di gara: (i) documentazione amministrativa prodotta dalla controinteressata; (ii) documentazione tecnica prodotta dalla controinteressata; (iii) offerta tecnica della controinteressata; (iv) verbali di gara, sia della commissione amministrativa sia della commissione tecnica, comprese le note del presidente della … Continua a leggere

Nell’ordinamento italiano, per costante elaborazione pretoria, non trova riconoscimento la teoria c.d. del “one shot”: si è infatti affermato che l’annullamento di un provvedimento amministrativo a carattere discrezionale che abbia negato la soddisfazione di un interesse legittimo pretensivo non determina la sicura soddisfazione del bene della vita, ma obbliga semplicemente l’Amministrazione a rinnovare il procedimento tenendo conto della portata conformativa della sentenza.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 25 marzo 2014, n. 1457) «[S]ebbene sia preferibile ed auspicabile che le Amministrazioni, provvedendo sulle istanze del privato, esternino in prima battuta tutti i motivi asseritamente ostativi, la prassi di indicare soltanto il “principale” motivo reiettivo non è ex se preclusiva a che, nel prosieguo del procedimento, ed anche a … Continua a leggere

Nella concreta individuazione della massima occupabilità delle aree rientranti nella loro circoscrizione (e nella conseguente disciplina di tale occupabilità attraverso l’adozione dei piani di massima occupabilità) i singoli municipi, in virtù della specifica situazione di fatto esistente e per altrettanto specifici e motivati interessi pubblici, possano escludere dalle concessione alcune aree, diverse ed ulteriori da quelle individuate dalla Giunta comunale: mentre, infatti, la scelta in tal senso operata da quest’ultima trova giustificazione nell’interesse pubblico di carattere generale, relativo cioè all’intero territorio urbano, quella operata dai singoli municipi può (e deve) trovare giustificazioni nelle esigenze, anch’esse pubbliche e generali, ma limitate all’ambito territoriale dei municipi stessi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 8 aprile 2014, n. 1646) «Con il primo motivo di gravame, riproponendo la censura già sollevata in primo grado, la società appellante ha dedotto che il Municipio […] non sarebbe stato competente ad adottare il c.d. piano (ad occupabilità) zero” […], in applicazione del quale era stato emanato l’impugnato diniego … Continua a leggere

In caso di trasferimento di azienda, l’ammissione del subentrante è subordinata a due sole condizioni, ossia che – ai sensi e per gli effetti dell’art. 51 del Codice dei contratti pubblici – l’atto di cessione sia comunicato alla stazione appaltante e che questa abbia verificato l’idoneità soggettiva ed oggettiva del cessionario (nella fattispecie, pertanto, è stato escluso che l’Amministrazione, dopo aver positivamente accertato il possesso dei requisiti dell’originaria mandante all’atto della partecipazione alla gara e fino alla prima aggiudicazione, dovesse ulteriormente verificare la permanenza dei requisiti soggettivi di partecipazione in capo alla cedente anche al momento della seconda aggiudicazione, intervenuta a distanza di quasi tre anni dalla prima a causa di una complessa vicenda contenziosa).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 9 aprile 2014, n. 2031) «L’art. 51 del codice dei contratti pubblici afferisce proprio alle vicende modificative soggettive dei partecipanti alla gara nella fase antecedente alla stipulazione del contratto. Dispone la norma che “Qualora i candidati o i concorrenti, singoli, associati o consorziati, cedano, affittino l’azienda o un ramo d’azienda, … Continua a leggere

Per il Tar Veneto, in caso di deposito di documenti in giudizio con il rispetto dei termini relativi, il termine per la proposizione di motivi aggiunti generalmente decorre dalla data del deposito stesso (poiché è configurabile un onere del ricorrente di accertare in segreteria l’eventuale deposito), mentre quando i termini di deposito, peraltro ordinatori, siano rimasti inosservati, la decorrenza del termine è legata all’effettiva conoscenza del deposito stesso, con dimostrazione di questa a carico della controparte che eccepisce la tardività.

(Tar Veneto, sez. III, 4 aprile 2014, n. 467) «Considerato: che con i ricorsi in epigrafe, da riunirsi per connessione oggettiva e soggettiva, vengono impugnati in via principale i provvedimenti con cui i soggetti controinteressati, i cui esercizi commerciali confinano con quello della società ricorrente, sono stati autorizzati all’occupazione di suolo pubblico con tavolini e … Continua a leggere

Come già stabilito dall’Adunanza Plenaria n. 8/2012, ai sensi e per gli effetti dell’art. 38, co. 1, lett. i), d.lgs. n. 163 del 2006, la nozione di violazione grave non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale e, in particolare, dalla disciplina del documento unico di irregolarità contributiva: ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l’aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (d.u.r.c.) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacare il contenuto.

(Consiglio di Stato, sez. V, 8 aprile 2014, n. 1647) «[L]a Sezione è dell’avviso che non vi sia ragione per discostarsi dal convincente e condivisibile indirizzo giurisprudenziale a mente del quale la regolarità contributiva e fiscale, richiesta come requisito indispensabile per la partecipazione ad una gara di appalto ai sensi dell’art. 38 del D. Lgs. … Continua a leggere

Scaffale delle novità: F. Novario, “Le prove informatiche nel processo civile”.

(Giappichelli Editore – collana ‘Diritto e Professione. Nuova serie’, 2014; 352 pp.; Cod. ISBN 978-88-7524217-6; € 40) La promulgazione della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che istituisce e vincola all’utilizzo del solo Processo Civile Telematico entro il 30 giugno 2014, quale apporto informatico giuridico al fine di deflazionare l’operato delle cancellerie e ridurre costi … Continua a leggere

I vincoli imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea in tema di limitazioni della spesa (patto di stabilità, spending review, fabbisogni standard) non possono porsi quali condizioni di procedibilità del ricorso per l’ottemperanza, ma costituiscono la cornice normativa di riferimento entro cui il giudice amministrativo – e, per esso, il commissario ad acta – traccia il percorso per il reperimento delle risorse necessarie e sufficienti per consentire l’adempimento delle obbligazioni delle pubbliche amministrazioni.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 25 marzo 2014, n. 622) «Non possono avere rilievo le condizioni di indisponibilità di fondi, addotte dall’amministrazione comunale nella dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 547 cod. proc. civ., ne corso dell’azione esecutiva intrapresa dagli odierni ricorrenti. La funzione tipica del giudizio di ottemperanza, caso tra i più significativi di giurisdizione … Continua a leggere

Trasmissione di atti amministrativi a mezzo PEC ed effetti processuali: il perfezionamento della notifica telematica è disciplinato dall’art. 45, co. 2, d.lgs. n. 82/2005, in vigore dal 20 gennaio 2011 (“Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”).

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 28 marzo 2014, n. 1875) «Deve ora il Collegio interrogarsi sul valore giuridico agli effetti processuali delle trasmissioni di atti amministrativi effettuate mediante l’impiego della posta certificata. Osserva al riguardo che l’impiego di tale mezzo elettronico di comunicazione è contemplato dal d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice … Continua a leggere

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i nuovi parametri forensi.

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 Aprile 2014, il Decreto Ministeriale n. 55/2014 recante i nuovi parametri forensi, in attuazione della legge di riforma dell’ordinamento professionale. I nuovi parametri entrano in vigore il 3 Aprile 2014. Decreto Ministeriale n.55-2014 recante i Nuovi parametri forensi Fonte:www.consiglionazionaleforense.it

Il diniego di apertura di una nuova attività economica deve avere una motivazione “ragionevolmente proporzionata” rispetto alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, così come richiesto dall’art. 1, comma 2, d.l. n. 1/2012, convertito in legge n. 27/2012.

(Tar Piemonte, sez. II, 14 marzo 2014, n. 460) «In base a quanto stabilito dall’art. 31, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito in legge n. 214 del 2011 (nel testo risultante dalle modifiche apportate dall’art. 1, comma 4-ter, del decreto-legge n. 1 del 2012, convertito in legge n. 27 del 2012), la … Continua a leggere

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea le nuove direttive su appalti pubblici e concessioni.

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 94 del 28 marzo 2014 le nuove direttive in materia di appalti pubblici e concessioni. Le direttive entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. Le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE sono abrogate a decorrere dal 18 aprile 2016. Direttiva 2014-23-UE (contratti di concessione) Direttiva 2014-24-UE (appalti pubblici) … Continua a leggere

Nel caso in cui la perdita di chance subita dipenda dalla mancata indizione di una gara, non potendosi dare la prova (eziologica o statistica) che la negata possibilità di partecipare si sarebbe tradotta in probabilità di vittoria, la quantificazione del danno può essere effettuata sulla base di una percentuale dell’utile che il ricorrente avrebbe potuto conseguire, qualora avesse avuto la possibilità di partecipare alla gara e l’avesse vinta.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 17 marzo 2014, n. 679) «Il Collegio ritiene che tale comportamento illecito [la mancata celebrazione di una gara pubblica] sia astrattamente idoneo a produrre un danno risarcibile in capo alle imprese che avrebbero potuto partecipare alla gara che l’Amministrazione avrebbe dovuto indire. Invero, l’interesse sostanziale che deve risultare leso affinché … Continua a leggere

Il rimborso del contributo unificato in favore del ricorrente vittorioso nella lite è dovuto dall’Amministrazione resistente anche in caso di compensazione delle spese.

(Consiglio di Stato, sez. III, 14 marzo 2014, n. 1298) «L’interessato propone appello contro la sentenza, relativamente al punto della compensazione delle spese. Deduce che nel sistema del codice del processo amministrativo la compensazione delle spese è ammessa solo a titolo di eccezione, e per ragioni che debbono essere specificamente motivate; ma in questo caso … Continua a leggere

L’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di errori materiali in cui l’amministrazione sia incappata, di natura non invalidante ma che diano luogo a mere irregolarità, e a tale istituto non si può ricorrere oltre un congruo limite temporale, onde non pregiudicare la certezza dei rapporti, specie in caso di incidenza pregiudizievole sulla situazione giuridica del destinatario dell’atto; inoltre, l’amministrazione è tenuta a porre in essere un procedimento omologo, anche per quel che concerne le formalità pubblicitarie, di quello a suo tempo seguito per l’adozione dell’atto modificato, richiedendosi una speculare, quanto pedissequa, identità dello svolgimento procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 marzo 2014, n. 1036) «Premesso che ai fini dell’inquadramento di un atto amministrativo non assume rilievo dirimente l’autoqualificazione datane dall’amministrazione emanante, dovendosi invece aver riguardo al suo contenuto sostanziale ed alla funzione da esso perseguita, si osserva che l’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di … Continua a leggere

Le motivazioni che le ditte partecipanti alle gare d’appalto forniscono per giustificare i ribassi rispetto al prezzo a base d’asta, devono riferirsi a fatti certi ed attuali, e non ad eventi futuri ed incerti (nella fattispecie, si è perciò rilevata la correttezza della decisione del seggio di gara, che aveva ritenuto che le giustificazioni che facevano leva sulla possibilità di ottenere sgravi contributivi e fiscali fossero generiche e non sufficientemente documentate, né, allo stato, documentabili).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 7 marzo 2014, n. 670) «Con il secondo e con il quarto mezzo di gravame – che possono essere trattati congiuntamente in considerazione della loro connessione argomentativa – la società ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 16, 23 e 25 del D.Lgs. n.157/1995, violazione e falsa applicazione del … Continua a leggere

Decidendo sulla questione della praticabilità dell’offerta “migliorativa”, il Consiglio di Stato ha affermato che la stazione appaltante può concordare con l’aggiudicatario uno sconto maggiore rispetto a quello offerto in gara, senza che ciò costituisca una nuova aggiudicazione o una distorsione della concorrenza, a condizione che l’adeguamento sia minimo e, pertanto, non sfoci in un “nuovo appalto” (nella fattispecie, si è ritenuto che tali presupposti fossero stati rispettati).

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 febbraio 2014, n. 943) «Fondato è il motivo col quale [l’odierna appellante] lamenta che illegittimamente l’Azienda ha deciso di non aggiudicarle la gara sul presupposto erroneo della non praticabilità sotto il profilo giuridico dell’offerta “migliorativa” proposta […]. Invero, su invito della stazione appaltante, successivamente all’esclusione dalla gara [della controinteressata] … Continua a leggere

Al riconoscimento della natura amministrativa dei pareri di congruità sulle parcelle professionali resi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati consegue, da un lato, la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle impugnazioni degli stessi e, dall’altro lato, la soggezione della relativa procedura di adozione alle norme generali che governano l’azione amministrativa (ivi compreso l’art. 7 della legge n. 241 del 1990, nella fattispecie ritenuto violato per l’omessa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli assistiti).

(Tar Veneto, sez. I, 13 febbraio 2014, n. 183) «In via pregiudiziale, deve essere esaminata l’eccezione di difetto di giurisdizione di questo Giudice. 8.1. L’eccezione è infondata. Il Collegio, ad un attento esame proprio della fase di merito, ritiene di dover condividere l’indirizzo espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass. SS.UU. 24 giugno … Continua a leggere

In relazione gli atti di normazione secondaria non soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o in altre analoghe fonti pubbliche (come le norme tecniche di attuazione di cui si tratta nella fattispecie) non opera la regola “iura novit curia”, con la conseguenza che spetta alla parte che li invoca l’onere di produrli in giudizio, in base al generale principio sull’onere probatorio espresso dall’art. 2697 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 marzo 2014, n. 1018) «L’appellante si spinge a sostenere l’applicabilità del principio iura novit curia alle disposizioni delle Nta (riferendo ciò sia alla delibazione giudiziale che all’originario istante “operatore professionale del settore”). […] Quanto alla posizione dell’ organo giudicante l’affermazione del comune è sinanco temeraria: trattavasi di atti amministrativi … Continua a leggere

Nel sistema concessorio-autorizzatorio imposto dal nostro ordinamento – che non contrasta con l’ordinamento comunitario – la qualità di concessionario costituisce il presupposto imprescindibile per svolgere l’attività di scommesse e giochi pubblici, sicché la licenza di polizia può essere rilasciata esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva la possibilità di svolgere l’attività suddetta.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 28 febbraio 2014, n. 2351) «Il Collegio rileva che, con sentenza della C.G.U.E., Sez. III, 12 settembre 2013 n. C-660/11, è stato affermato, tra l’altro, che: – gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, la circostanza che … Continua a leggere

La possibilità che ad un’aggiudicazione provvisoria non segua quella definitiva è un evento del tutto fisiologico (artt. 11, co. 11, 12 e 48, co. 2, d.lgs. n. 163/2006), inidoneo di per sé a ingenerare qualunque affidamento tutelabile e obbligo risarcitorio, qualora non sussista nessuna illegittimità nell’operato dell’Amministrazione.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 febbraio 2014, n. 942) «Va condivisa la sentenza di primo grado nella parte in cui ha ritenuto legittima la delibera n. 902 dell’1.12.2011, che dichiara di non procedere all’aggiudicazione definitiva della gara, aggiudicata solo in via provvisoria il 9.2.2011, e revoca la delibera di indizione della procedura n. 2078/2009, … Continua a leggere

Sulla possibilità, per il proprietario di un terreno rimasto privo di regolamentazione a causa della decadenza dei vincoli espropriativi, di presentare un’istanza volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica e sull’obbligo per l’Amministrazione di definire il procedimento così avviato dal privato.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 21 febbraio 2014, n. 560) «[S]econdo l’orientamento consolidato della giurisprudenza che se, a causa della decadenza dei vincoli di natura espropriativa, un terreno sia rimasto privo di regolamentazione non vi è dubbio che il proprietario possa presentare un’istanza volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica – così come … Continua a leggere

In coerenza con il canone dell’autotutela e con il principio generale di revocabilità e modificabilità degli atti amministrativi discrezionali (in funzione della migliore aderenza dei loro assetti all’interesse pubblico), la localizzazione di un intervento pubblico può essere sempre modificata dall’Amministrazione competente (re melius perpensa e specialmente alla luce di elementi sopravvenuti), fintanto che sul presupposto della decisione già assunta non si siano prodotti effetti giuridici o fattuali irreversibili, tra i quali non può essere fatto rientrare il mero fatto che un finanziamento fosse stato accordato con riferimento alla sede inizialmente scelta.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 febbraio 2014, n. 826) «Con il primo motivo dell’originario ricorso introduttivo, in questa sede riproposto, si deduce che il potere del Comune di modificare l’individuazione del sito destinato a Centro Servizi si era ormai consumato allorché il Patto Territoriale era stato approvato dal Ministero del Tesoro e sottoscritto definitivamente … Continua a leggere

L’art. 6 della legge n. 537/93 ha natura imperativa e l’istituto della revisione prezzi riguarda (senza eccezioni) tutti i contratti pubblici inerenti servizi e forniture ad esecuzione periodica o continuativa, qualificabili come appalti, sicché la norma è applicabile pure in mancanza o contro la volontà contrattuale manifestata (nella fattispecie, si è perciò disposta la sostituzione ed integrazione con la suddetta disposizione di legge – che non contempla alcuna franchigia – della clausola convenzionale che attribuiva rilevanza agli scostamenti in eccesso delle voci di costo soltanto al superamento di una soglia minima, pari al 10%, ed escludeva dal computo il primo anno).

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 20 febbraio 2014, n. 273) «[L]a società ricorrente invoca l’applicazione al caso di specie dell’art. 6 della legge n. 537/93, nell’interpretazione ormai costantemente e unanimemente seguita dalla giurisprudenza amministrativa, secondo cui la norma ha natura imperativa e l’istituto della revisione prezzi riguarda (senza eccezioni) tutti i contratti pubblici inerenti servizi … Continua a leggere

Non può considerarsi nulla, ai sensi dell’art. 46, co. 1-bis, d.lgs. n. 163/2006, la previsione della lex specialis che richieda, a pena di esclusione, che le referenze bancarie abbiano un determinato contenuto specifico (nella fattispecie, l’attestazione del possesso, da parte dell’impresa concorrente, della capacità finanziaria adeguata all’esecuzione dell’appalto).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 18 febbraio 2014, n. 1992) «L’art. 41, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 prevede, al comma 1, che “negli appalti di forniture o servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti: a) dichiarazione di almeno due … Continua a leggere

In considerazione della ratio dell’art. 243-bis del Codice dei contratti pubblici, nonché delle specifiche previsioni di cui ai suoi commi 3 e 5, la statuizione dell’Amministrazione sull’informativa (ed il diniego tacito di autotutela formatosi sullo stesso preavviso di ricorso) non deve necessariamente essere oggetto di autonoma impugnazione, in quanto si pone esternamente ad un procedimento di gara che si è già esaurito ed è censurabile entro un termine breve di 30 giorni.

(Tar Puglia, Lecce, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 459) «In via preliminare, occorre esaminare l’eccezione di inammissibilità del gravame sollevata dal Comune […] per l’omessa impugnazione del diniego tacito di autotutela formatosi sul preavviso di ricorso. In proposito si osserva che, ai sensi dell’art. 243-bis del d.lgs. n. 163/2006, prima di esperire il giudizio, … Continua a leggere

Per il Tar Puglia, i consiglieri provinciali devono ritenersi legittimati, ai sensi dell’art. 14 l. della legge 21 marzo 1990, n. 53, ad autenticare le sottoscrizioni delle liste relative alle competizioni elettorali della Provincia di appartenenza nonché di tutti i Comuni ricadenti nel relativo territorio provinciale.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 232) «In una vicenda analoga a quella oggetto del presente gravame la Sezione, con la sentenza n. 1416/2013, aveva reputato di aderire al filone giurisprudenziale secondo il quale “il consigliere dell’ente locale esercita il potere di autentica delle sottoscrizioni ex art. 14 della legge 21 marzo … Continua a leggere

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sulle controversie instaurate dal concessionario della riscossione dei tributi contro l’Amministrazione finanziaria per ottenere lo sgravio provvisorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 gennaio 2014, n. 26) «[D]opo la l. n. 205 del 2000 sussiste la giurisdizione della Corte dei conti su controversie del concessionario della riscossione dirette a ottenere lo sgravio provvisorio. A questo riguardo, la Sezione non intende discostarsi dal consolidato orientamento giurisprudenziale delle sezioni unite della … Continua a leggere

Atteso che l’art. 38, co. 1, lett. c), d.lgs. n. 163/2006 rende evidente l’intento del legislatore di estendere alla materia dei requisiti generali per la partecipazione alle gare d’appalto anche gli effetti – di estinzione delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna – conseguenti al sopravvenire di una pronuncia di riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. o di estinzione del reato ex art. 445, co. 2, c.p.p., deve coerentemente concludersi per l’inesistenza di un obbligo di dichiarare la stessa condanna, in quanto da tale dichiarazione non potrebbe comunque sortire alcuna conseguenza sul piano procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 febbraio 2014, n. 736) «Certamente se, in linea generale, le false dichiarazioni sul possesso dei requisiti necessari per la partecipazione a gare pubbliche, relativamente all’assenza di sentenze penali di condanna, si configurano come causa autonoma di esclusione dalla procedura comparativa, nondimeno deve concordarsi con il primo giudice che l’art. … Continua a leggere

Non è configurabile, in capo al singolo operatore televisivo, un diritto alla piena conversione in tecnologia digitale delle reti analogiche già esercite prima dello switch-off secondo il cd. principio di conversione “uno a uno”, atteso che detto criterio – già applicato per la Regione Sardegna nel vigore della delibera n. 603/07/CONS per l’assegnazione in via meramente temporanea del diritto d’uso delle frequenze televisive – da un lato non aveva natura definitiva, dall’altro, essendo stato sostituito ad opera dei differenti criteri posti dalla successiva delibera n. 181/09/CONS, non può essere considerato ultrattivo.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 4 febbraio 2014, n. 1398) «I fatti oggetto del presente giudizio riguardano il generale processo di riorganizzazione del sistema televisivo italiano, nella transizione dal sistema analogico a quello digitale, le cui funzioni pubbliche sono state attribuite, per i profili regolamentari all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, per l’attribuzione dei diritti … Continua a leggere

Ai sensi dell’articolo 40 c.p.a, le censure dedotte devono essere specifiche e precise, a salvaguardia, tra l’altro, della effettiva garanzia del contraddittorio e del diritto di difesa nonché della precisa ed univoca individuazione del thema decidendum, esigenze che risultano ancor più stringenti in materia elettorale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 febbraio 2014, n. 665) «La giurisprudenza ha sottolineato che, ai sensi dell’articolo 40 c.p.a, le censure dedotte con un ricorso giurisdizionale amministrativo devono, sin dal primo grado di giudizio, essere specifiche e precise, a salvaguardia, tra l’altro, della effettiva garanzia del contraddittorio e del diritto di difesa, postulato dall’articolo … Continua a leggere

Le decisioni della Corte europea dei Diritti dell’Uomo non sono assimilabili ad un titolo esecutivo giudiziale suscettibile di esecuzione forzata, poiché nessuna disposizione della CEDU prevede meccanismi esecutivi diretti di tali provvedimenti, e, quindi, non rientra tra le attribuzioni di alcuna autorità giudiziaria nazionale la cognizione delle domande volte ad ottenere l’esecuzione delle decisioni della Corte europea: i mezzi a disposizione dei privati per sollecitare l’esecuzione delle decisioni contenenti statuizioni a loro favorevoli consistono (a) nella possibilità di rivolgersi direttamente e senza formalità al Comitato dei Ministri ovvero (b) nella possibilità di richiedere direttamente – a determinate condizioni – alla stessa Corte l’interpretazione della sentenza.

(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 424) «Il ricorrente ha proposto ricorso dinanzi alla Corte d’appello di Messina ai sensi della legge n. 89/2001 (legge Pinto), chiedendo l’equa riparazione, ai sensi dell’art. 3 di detta legge, per violazione del termine ragionevole del giudizio intentato dinanzi al Tar Sicilia – Catania con ricorso … Continua a leggere

In attesa che la Corte di Giustizia stabilisca se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione (ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale), il Tar Liguria sostiene l’ammissibilità della prospettazione di censure “al buio”, purché – a seguito della conoscenza della documentazione – il ricorrente abbia provveduto a dare concretezza, con lo strumento dei motivi aggiunti, alle questioni prospettate in via ipotetica con l’atto introduttivo del giudizio.

(Tar Liguria, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 220) «[O]ccorre stabilire se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale. La questione è … Continua a leggere

I parcheggi pertinenziali, realizzati nel sottosuolo degli immobili e che possono essere costruiti anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti ai sensi dell’art. 9 l. n. 122/1989, sono solo quelli costruiti totalmente al di sotto del piano di campagna naturale (e non quelli artificialmente interrati per effetto del riporto di terra) ed inoltre detti parcheggi rientrano, comunque, tra le costruzioni edilizie del tutto vietate nell’ambito della fascia di rispetto stradale di cui al D.M. 1° aprile 1968, n. 1404.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 febbraio 2014, n. 485) «[C]osì stabilisce l’art. 9 della L. 24-3-1989 n. 122 nel testo ratione temporis vigente e pertanto applicabile alla odierna fattispecie: “ I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza … Continua a leggere

Non vi è possibilità di sostituire in corso di gara la cooperativa esecutrice dei lavori non risultata in possesso del requisito della regolarità contributiva, poiché – come statuito dall’Adunanza Plenaria n. 8/2012 – ammettere la sostituzione successiva della consorziata, in caso di esito negativo della verifica sul possesso dei requisiti generali, significherebbe vanificare il controllo preventivo ex art. 38 d.lgs. n. 163/2006 in capo alla ditta originariamente indicata nella domanda di partecipazione.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 29 gennaio 2014, n. 197) «Per quanto concerne il merito delle censure dedotte con i terzi motivi, esse attengono alla determinazione n. 199 del 4 giugno 2013 con cui il Comune […], avendo riscontrato una sopravvenuta irregolarità contributiva in capo alla [cooperativa] originariamente indicata per l’esecuzione dei lavori dal [consorzio … Continua a leggere

In tema di cd. gara a doppio oggetto (tesa all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 28 gennaio 2014, n. 105) Parte ricorrente lamenta «la violazione dei principi comunitari in materia di gare “a doppio oggetto” (tese all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio) in quanto – pur nell’incertezza derivante dall’abrogazione dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 in esito al referendum e alla dichiarazione … Continua a leggere

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo ed altresì la teorica accessibilità di documenti che, pur relativi alla fase esecutiva di un rapporto contrattuale, pertengono comunque all’attività di un soggetto di diritto privato (l’ANAS) espletata per il perseguimento di interessi pubblici (la realizzazione di un’opera pubblica), attività ovviamente disciplinata dal diritto nazionale e comunitario.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 29 gennaio 2014, n. 210) «Viene preliminarmente eccepito il difetto di giurisdizione dell’adito giudice amministrativo, atteso che gli atti oggetto della domanda di accesso sono atti contrattuali relativi alla fase di esecuzione dell’appalto aggiudicato dall’ANAS. L’eccezione non è fondata. Osserva il Collegio che la normativa sull’accesso ai documenti amministrativi ha … Continua a leggere

E’ sanzionabile come fattispecie particolare di pubblicità ingannevole anche il messaggio pubblicitario che non si rivela palesemente come tale (in modo dichiarato, ovvero attraverso contrassegni grafici o sonori, o con altri mezzi di immediata percezione), in considerazione del fatto che l’occultamento della natura promozionale di un messaggio è di per sé idonea a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le scelte.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 13 gennaio 2014, n. 358) «Rileva il Collegio come alla luce della vigente normativa e dei principi generali in materia di pratiche commerciali scorrette, implicanti omissioni ingannevoli, l’occultamento della natura promozionale di un messaggio è di per sé idoneo a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le … Continua a leggere

La pretesa risarcitoria – ove non si sia verificato un mero disagio o fastidio – esige un’allegazione di elementi concreti e specifici da cui desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, l’esistenza e l’entità del pregiudizio subito, che non può essere ritenuto sussistente in re ipsa, né è consentito l’automatico ricorso alla liquidazione equitativa.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 29 gennaio 2014, n. 1161) «Come è noto, in materia di risarcimento del danno, trova piena applicazione l’art. 2697 c.c., ora recepito anche dall’art. 64 c.p.a., in base al quale “chi vuol far valere un diritto in giudizio, deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”. In tema … Continua a leggere

Si deve ritenere, in via generale, che la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento di una domanda interrompe anche i termini per la formazione di un eventuale silenzio assenso, in quei casi in cui l’ordinamento ha inteso assegnare al silenzio serbato dall’amministrazione su un’istanza il valore di assenso alla richiesta.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 gennaio 2014, n. 418) La questione centrale del ricorso riguarda «l’avvenuta (contestata) formazione del silenzio assenso sulla domanda di installazione dell’impianto di telefonia mobile che era stata presentata dalla società [appellata] il 26 luglio 2005, ai sensi dell’art. 87 del d. lgs. n. 259 del 2003. [I]l T.A.R. per … Continua a leggere

La presentazione della cauzione provvisoria configura un adempimento necessario a pena di esclusione, come stabilito dall’AVCP nella determinazione n. 4/12 in tema di predisposizione di bandi tipo.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 14 gennaio 2014, n. 466) «E’ controversa anche la clausola che impone la prestazione della cauzione provvisoria […]. La prescrizione – come ha correttamente rilevato la difesa della resistente – è pienamente coerente con quanto stabilito nella determinazione dell’AVCP n. 4/12, in tema di predisposizione di bandi tipo. L’Autorità … Continua a leggere

Nella prospettiva dell’art. 47 della direttiva 2004/18/CE, il subappalto può essere considerato come uno strumento negoziale che, pur differenziandosi dall’avvalimento sotto il profilo strutturale, ha tuttavia in comune con esso la funzione di allargare la possibilità di partecipazione alle gare da parte di soggetti sforniti dei requisiti di partecipazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Bis, 13 gennaio 2014, n. 361) «Con il quinto motivo del ricorso principale l’ATI ricorrente lamenta la violazione dell’art. b.1 del bando, dell’art. 3.b del disciplinare, dell’art. 92 del DPR n. DPR 207/2010: illegittimamente l’Amministrazione non ha disposto l’esclusione della controinteressata […] che non era in possesso del requisito speciale … Continua a leggere

La grave situazione economica in cui versa la sanità (e, dunque, le Aziende sanitarie) nella Regione Lazio integra il difetto di uno dei presupposti previsti dall’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., per la condanna dell’Amministrazione al pagamento della penalità di mora (cd. astreinte).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 21 gennaio 2014, n. 749) «Indipendentemente dall’adesione o meno, da parte del Collegio, all’orientamento giurisprudenziale (Cons. St., sez. III, 6 dicembre 2013, n. 5819) che esclude la penalità di mora con riferimento alle sentenze di condanna a somme di denaro, certo è che l’astreinte non è applicabile nel caso … Continua a leggere

Il d.lgs. n. 259/2003 ha disciplinato un procedimento semplificato per la realizzazione delle infrastrutture delle comunicazioni elettroniche ai soli fini urbanistici, edilizi ed igienico sanitari – che è destinato a prevalere unicamente sulla disciplina edilizia dettata con il T.U. di cui al d.p.r. n. 380/2001 – restando salva invece la piena applicabilità delle norme a tutela paesaggistica, sicché è legittimo il rigetto della domanda di autorizzazione paesaggistica in sanatoria relativamente ad un traliccio avente funzione di sostegno di impianti per radiotrasmissione, fondato sull’incompatibilità paesaggistica dell’intervento in questione (date anche le dimensioni del traliccio, nell’ordine di 20 metri di altezza).

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 gennaio 2014, n. 96) «[E’] necessario ricordare e precisare come alla base dell’atto di diniego impugnato con il ricorso in primo grado vi fosse una richiesta di autorizzazione paesaggistica in sanatoria, presentata dalla proprietà a norma dell’art. 181, co. 1 quater, del d.lgs. 42/2004, nell’ambito di un procedimento sanzionatorio … Continua a leggere

Anche dopo la novella del 2012, è da ritenersi preclusa la partecipazione alle gare pubbliche del concorrente sottoposto a concordato con continuità qualora, prima della scadenza del termine prefissato per la presentazione delle istanze di partecipazione, l’iter iniziato dall’imprenditore non sia approdato al decreto del tribunale di ammissione al concordato con continuità e di formale apertura della procedura di concordato finalizzata all’omologazione.

(Consiglio di Stato, sez. III, 14 gennaio 2014, n. 101) «[I]n linea giuridica va ricordato che la lettera a) del primo comma dell’art. 38 del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, come modificata dall’art. 33, co. 2, d.l. 22 giugno 2012 n. 83 (conv. con mod. dalla l. 7 agosto 2012 n. 134), vieta la … Continua a leggere

Ai fini del risarcimento del danno, l’esclusione della possibilità di utilizzazione economica di un immobile – avvenuta nelle more tra la formazione del silenzio assenso sulla istanza di condono di cui trattasi e la molto successiva adozione del provvedimento espresso di rilascio della concessione in sanatoria – è ascrivibile al comportamento dell’Amministrazione (e non alla mera volontà della parte privata, che non ha proseguito i già realizzati lavori e non ha locato o venduto gli immobili realizzati, in applicazione di principi di comune e normale prudenza e diligenza, sussistendo il rischio di negativa conclusione del procedimento, anche mediante revoca del provvedimento tacito formatosi).

(Consiglio di Stato, sez. V, 13 gennaio 2014, n. 63) «Osserva la Sezione che la impugnata sentenza è basata sul sostanziale assunto che, poiché con la citata sentenza n. 763/1999 era stato affermato che la decorrenza del termine per la formazione del silenzio assenso sulla istanza di sanatoria di cui trattasi era cominciata dalla data … Continua a leggere

Poiché la spendita, da parte della ricorrente in primo grado, della qualità di designata capogruppo mandataria del costituendo r.t.i. non può che assumere il solo significato di precisare la posizione della ricorrente e non è idonea a manifestare la rappresentanza processuale delle mandanti, va altresì esclusa la legittimazione di dette mandanti a proporre appello, stante il disposto dell’art. 102 cod. proc. amm. (che riconosce tale legittimazione alle «parti fra le quali è stata pronunciata la sentenza di primo grado», nonché all’interventore «soltanto se titolare di una posizione giuridica autonoma»).

(Consiglio di Stato, sez. III, 14 gennaio 2014, n. 102) «L’appellante oppone che, per pacifica giurisprudenza, come la mandataria è legittimata ad agire in giudizio anche nell’interesse delle mandanti ed anche senza il perfezionamento del rapporto di mandato con rappresentanza, così lo è la mandante, legittimata altresì ad impugnare la sentenza sfavorevole, non impugnata dalla … Continua a leggere

Sugli elementi essenziali del contratto di avvalimento e, in particolare, sull’obbligo di indicare nell’oggetto del contratto le risorse e i mezzi prestati, da elencare in modo analitico e specifico.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 10 gennaio 2014, n. 54) «Fondata è […] la terza ragione di doglianza, con la quale la ricorrente lamenta che la controinteressata aggiudicataria abbia esibito in sede di gara una “scrittura privata di awalimento”, del tutto inidonea, per forma e sostanza, a rappresentare il “contratto di avvalimento” prescritto dall’art. 49 … Continua a leggere

Le nuove direttive europee in materia di appalti pubblici e contratti di concessione approvate dal Parlamento europeo il 15 gennaio 2014.

Nuova direttiva concessioni (testo approvato 15.1.2014) Nuova direttiva appalti pubblici (testo approvato 15.1.2014) Nuova direttiva appalti pubblici settori esclusi (testo approvato 15.1.2014) Fonte:www.europarl.europa.eu

La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario rimette all’esclusiva valutazione del datore di lavoro l’accertamento della sussistenza delle condizioni che integrano la violazione del divieto di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo e non prevede l’intervento in funzione consultiva obbligatoria di enti diversi dall’Amministrazione con la quale è costituito il rapporto di impiego.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 dicembre 2013, n. 6225) «[I]l primo giudice ha correttamente escluso l’obbligo della A.U.S.L. di acquisire il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alla sussistenza degli estremi per l’adozione della determinazione risolutiva del rapporto di lavoro. La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario (art. … Continua a leggere

Hanno rilevanza paesaggistica tutte le opere realizzate sull’area sottoposta a vincolo, anche se non vi è un volume da computare sotto il profilo edilizio ed anche se, come nella fattispecie, si tratta di una piscina (interrata), poiché le esigenze di tutela dell’area sottoposta a vincolo paesaggistico possono anche esigere l’immodificabilità dello stato dei luoghi, ovvero precludere una ulteriore modifica.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 7 gennaio 2014, n. 18) «[I]l T.a.r. per la Campania accoglieva il ricorso n. 4721 del 2012, integrato da motivi aggiunti, proposto [dall’appellata] avverso i seguenti atti: (i) il provvedimento del Comune […] n. 9771 del 10 settembre 2012, con il quale, con richiamo all’esito della conferenza di servizi tenutasi … Continua a leggere

Non è consentito al contraddittore di rinviare ad un momento successivo – graduandole sul futuro ed eventuale comportamento processuale del ricorrente principale – difese che trovano causa e ragione nelle censure contenute nel ricorso introduttivo, pena la decadenza dalla possibilità stessa di giovarsene.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 dicembre 2013, n. 6285) «Il ricorso al giudice amministrativo, nell’evoluzione giurisprudenziale e normativa, va assimilato alla citazione nel giudizio civile e, quindi, caratterizzato dalla provocatio ad iudicium con la conseguenza che l’atto introduttivo del giudizio con cui il soggetto chiede tutela è l’atto determinante e qualificante l’ulteriore sviluppo del … Continua a leggere

L’omissione di una dichiarazione – se pure prevista come causa di esclusione dalla legge di gara – non può portare all’esclusione del concorrente incorso nell’omissione, ove quest’ultimo abbia reso una dichiarazione del tutto conforme a quella risultante dal modulo predisposto dall’Amministrazione (che faceva supporre la sua piena completezza rispetto alle dichiarazioni da rendersi ai sensi della legge di gara).

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 2929) «Con il primo motivo di ricorso parte ricorrente sostiene l’illegittimità dell’ammissione alla gara della aggiudicataria controinteressata, nonostante la stessa non abbia reso la prescritta dichiarazione di cui all’art. 1 del Codice Antimafia e Anticorruzione della Pubblica Amministrazione, vigente nella Regione Sicilia. Il Collegio concorda con … Continua a leggere

Quando l’Amministrazione attiva una nuova procedura ablatoria, deve indefettibilmente comunicare l’avvio di inizio del procedimento e tale comunicazione – che deve essere effettuata non al momento dell’adozione del decreto di occupazione di urgenza, ma in relazione ai precedenti atti di approvazione del progetto e di dichiarazione della pubblica utilità dell’opera (com’è correttamente avvenuto nella fattispecie) – non può considerarsi superflua, in via di fatto, neanche se afferente ad una procedura di rinnovazione di precedente progetto di opera pubblica o di dichiarazione di pubblica utilità.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 dicembre 2013, n. 5765) «[I]l primo giudice ha annullato la deliberazione sulla errata considerazione della assenza di comunicazione [all’odierno appellato] dell’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo, contenente dichiarazione di pubblica utilità e apposizione di vincolo preordinato all’esproprio, mentre con nota del 24 marzo 2010 n.1562 e 17 … Continua a leggere

La misura (temporaneamente) interdittiva sostanziata dalla chiusura dell’esercizio commerciale – ex art. 3, comma 16, legge 15 luglio 2009, n. 94 – viene a colpire soltanto le violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o, laddove sia stata rilasciata la concessione, in eccedenza rispetto alla superficie in essa contemplata e per la relativa porzione di suolo), ma non anche quelle che realizzino una “difformità” rispetto alle prescrizioni dettate dalla concessione stessa.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Ter, 24 dicembre 2013, n. 11158) «L’intimata Amministrazione ha irrogato la divisata sanzione in osservanza dell’art. 3, c. 16 della legge n. 94 del 2009 nonché delle ordinanza sindacali n. 258/2012 e 14/2013, secondo cui dalla violazione delle prescrizioni impartire nell’atto di concessione o.s.p. consegue la chiusura dell’esercizio, fino al … Continua a leggere

L’art. 42 d.lgs. n. 267/2000 delimita la competenza del Consiglio comunale agli atti fondamentali, tassativamente indicati, nella misura in cui si traducono nell’espressione di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, mentre la Giunta ha una competenza generale e residuale in quanto compie tutti gli atti non riservati dalla legge al consiglio o non ricadenti nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del Sindaco o di altri organi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 dicembre 2013, n. 6115) «Non può essere condivisa la sentenza impugnata, laddove ha ritenuto che le delibere di Giunta comunale impugnate siano illegittime per difetto di competenza sotto il profilo che simili atti dovevano essere adottati dal Consiglio comunale in ragione di quanto disposto dall’art. 42, comma 2, lett. … Continua a leggere

Qualora venga esteso all’offerta economica, l’obbligo di allegazione del documento di identità si traduce in una formalità eccessiva e superflua, sia perché l’offerta in questione non possiede valore giuridico di “autocertificazione”, sia perché l’allegazione di copia del documento di identità è ordinariamente già prescritta all’interno delle altre buste, sigillate e controfirmate sui lembi di chiusura, così come il plico generale che le contiene.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 dicembre 2013, n. 6125) «[O]sserva il Collegio come l’obbligo di allegazione del documento di identità stabilito dall’art. 38 comma 3 del D.P.R. n. 445/2000 si riferisca alle istanze e dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre alla Pubblica Amministrazione e come, pertanto, un tale obbligo non possa in … Continua a leggere

Ogni qualvolta una norma faccia riferimento specifico, ai fini della delimitazione del suo àmbito di applicazione, all’art. 1, co. 2, d.lgs. n. 165/2001, tale rinvio dev’essere inteso, sul piano letterale, come un riferimento a tutte le Amministrazioni dello Stato e, in assenza di ulteriori specificazioni (come appunto accade nella fattispecie, in cui viene in rilievo l’art. 42-bis d.lgs. n. 151/2001, rubricato “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche”), a tutti i titolari di un rapporto di lavoro di dipendenza da una di dette Amministrazioni (e, quindi, anche al personale militare delle forze di polizia).

(Consiglio di Stato, sez. III, 16 dicembre 2013, n. 6016) «Venendo ora alla motivazione del provvedimento oggetto del giudizio e cioè l’inapplicabilità al personale delle forze di polizia dell’art. 42-bis, comma 1, del D. Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (norma – introdotta dall’art. 3, comma 105, della legge n. 350 del 2003 – che … Continua a leggere

Con riferimento ai requisiti di ordine morale necessari per l’iscrizione negli elenchi degli operatori economici, la stazione appaltante è tenuta ad osservare la disciplina normativa del Codice dei Contratti (art. 38) e, dunque, non può scegliere i propri fornitori in base ad una valutazione discrezionale dei loro requisiti di affidabilità morale.

(Tar Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 9 dicembre 2013, n. 800) «Nel merito il ricorso è fondato in relazione alla dedotta violazione dell’art. 125 del Cod Contr. e dell’art. 332 del Regolamento di esecuzione. La prima disposizione – art. 125/12°c- prevede che agli elenchi di operatori economici tenuti dalle stazioni appaltanti possono essere iscritti i … Continua a leggere

Ancorché vengano in questione atti presupposti, anche di natura organizzativa, relativi alla determinazione (ovvero alla trasformazione) delle piante organiche, sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario, che – con gli strumenti conferitigli dall’ordinamento (anche in funzione dell’accertamento di eventuali responsabilità individuali) – è in grado di apprestare piena ed effettiva tutela alle posizioni giuridiche sostanziali, riconosciute dalle norme legali o contrattuali, per la cui tutela si adisce la sua giurisdizione, coinvolgendo anche l’atto amministrativo presupposto di cui sia applicativo l’atto di gestione del rapporto di lavoro ed accentrando avanti a sé il controllo che, in tal guisa, è esteso in via incidentale anche all’atto amministrativo, senza effetti di giudicato di annullamento.

(Tar Campania, Napoli, sez. V, 5 dicembre 2013, n. 5597) «In via preliminare la Sezione ritiene di confermare il proprio orientamento (1.12.2011, n.5632; 29.3.2011, nn.1829 e 1828; 4.3.2010, n.1303) secondo cui il Tribunale adito difetta di giurisdizione a conoscere della pretesa azionata. 2.1 In particolare – preso atto che con il presente ricorso e con … Continua a leggere

Chiamato a giudicare sull’eccezione di pretesa necessità di esclusione di un’offerta economica per inaffidabilità, il Consiglio di Stato ha ritenuto dirimente (in senso preclusivo all’esame della questione) la circostanza che la stessa offerta non era stata ancora sottoposta a verifica di congruità, poiché il giudice – stante l’espresso divieto posto dall’art. 34, comma 2, c.p.a. – non può sostituirsi all’Amministrazione nell’esercizio di poteri da questa ancora non esercitati.

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 dicembre 2013, n. 5984) L’appellante ha sostenuto, in primo grado, «all’evidente fine di paralizzare l’azione della ricorrente principale, che [la ricorrente principale] avrebbe dovuto essere esclusa in limine per inaffidabilità della sua offerta economica. Il TAR ha reputato le relative censure “palesemente generiche e non supportate da concreti elementi … Continua a leggere

Quando l’offerta presentata non risulti anomala ai sensi dell’art. 86, comma 2 del Codice dei contratti pubblici, la stazione appaltante non è obbligata ad attivare il sub procedimento di verifica della congruità, né risulta censurabile – di per sé – la mancata attivazione della verifica di anomalia facoltativa ai sensi del comma 3, trattandosi di un potere discrezionale dell’Amministrazione il cui mancato esercizio non richiede di essere supportato da specifica motivazione ed è in definitiva sindacabile in sede di legittimità solo in presenza di profili di evidente irragionevolezza e illogicità.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 27 novembre 2013, n. 901) «In materia di gare pubbliche di appalto, ai sensi dell’art. 86 comma 2 del codice, quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti valutano la congruità delle offerte in relazione alle quali sia i punti relativi … Continua a leggere

In tema di giurisdizione sui procedimenti amministrativi di revoca di contributi pubblici per ragioni di inadempimento, da parte del beneficiario, agli obblighi imposti al momento della concessione, anche alla luce dell’Adunanza Plenaria n. 17 del 29 luglio 2013.

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 2926) «I procedimenti amministrativi rivolti alla revoca di contributi pubblici per ragioni di inadempimento da parte del beneficiario agli obblighi imposti al momento della concessione sono stati ritenuti dalla giurisprudenza (nel recente passato, anche di questa Sezione) involgenti posizioni di diritto soggettivo, come tali conoscibili e … Continua a leggere

In sede di liquidazione dell’equo indennizzo, l’Amministrazione è tenuta a recepire e far proprio il parere del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie (C.P.P.O., unico organo consultivo al quale spetta il compito di esprimere il giudizio finale sul nesso eziologico dell’infermità sofferta dal pubblico dipendente) e tale parere è idoneo – ove non vi siano elementi comprovanti la sua inattendibilità – a fungere da unica motivazione per il provvedimento finale, mentre solo nel caso in cui l’Amministrazione ritenga di non potervi aderire sorge un obbligo specifico di motivazione in capo alla stessa.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2013, n. 5936) «Con un unico motivo [l’appellante] ha lamentato l’erroneità dell’impugnata sentenza del Tar […] per “violazione dei principi in materia di dipendenza da causa di servizio e quindi di equo indennizzo e pensione privilegiata. Violazione dei dd.PP.RR. n. 3 del 1957, n. 686 del 1957, n. … Continua a leggere

In caso di sospensione in sede giudiziale di un atto negativo, l’Amministrazione non può limitare la propria attività conformativa alla mera rimozione del provvedimento negativo oggetto d’impugnativa (ovvero, come nel caso di specie, alla conferma del diniego attraverso l’introduzione nella serie procedimentale ormai sostanzialmente conclusa di nuovi elementi ostativi fino a quel momento mai dichiarati), poiché, in tal modo operando, l’Amministrazione determina il venir meno del continuum funzionale (anche in chiave procedimentale) che necessariamente deve intercorrere fra lo iussum giudiziale e le conseguenze conformative, risolventisi nella riedizione del potere, secondo l’assetto delineato con il comando del giudice.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2013, n. 5949) «Giunge alla decisione del Collegio il ricorso proposto da un’associazione attiva nel settore portuale al fine di ottenere la corretta esecuzione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 2760/2013 con cui è stata riformata l’ordinanza del T.A.R. della Puglia con la quale era stata respinta l’istanza … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato – alla luce della sentenza della Corte di Giustizia, sez. V, 10 ottobre 2013 in causa C-94/12, che ha definitivamente chiarito l’ammissibilità del cd. avvalimento plurimo o frazionato – ritiene che il partecipante ad una gara d’appalto può dimostrare il possesso di un determinato capitale sociale avvalendosi anche di quello di un soggetto ausiliario che si obblighi a tale fine, in quanto la sola funzione del capitale sociale è costituita, ai sensi dell’art. 2325, co. 1, cod. civ., dalla garanzia offerta per il soddisfacimento delle obbligazioni contratte con i debitori della società.

(Consiglio di Stato, sez. V, 9 dicembre 2013, n. 5874) «Il primo giudice ha dichiarato improcedibile il ricorso proposto dall’odierna appellante principale avendo accolto il ricorso incidentale proposto dall’aggiudicataria, affermando che l’appellante doveva essere esclusa dalla gara per mancanza dei necessari requisiti di partecipazione. Tale impostazione non è condivisibile. L’appellante ha partecipato alla gara nonostante … Continua a leggere

Il comportamento del Comune – che, nella fattispecie, prima ha concesso e poi ha annullato la concessione edilizia, a fronte però di una disciplina urbanistica particolarmente complicata e oscura – sfugge a un giudizio di riprovazione e non consente di imputare all’Amministrazione il pregiudizio sofferto dal soggetto che ha subito tale (illegittimo) annullamento in autotutela, considerato che, al di fuori di specifici settori (in primis: quello degli appalti pubblici), non si dà responsabilità civile dell’Amministrazione per danno da provvedimento illegittimo senza il concorso dell’elemento soggettivo.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5823) «La Cooperativa [appellante] agisce per ottenere dal Comune […] il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’annullamento in autotutela – poi annullato dal T.A.R. – di una concessione edilizia, secondo quanto esposto con maggiori dettagli in narrativa. Senza dover esaminare, nelle sue articolate sfaccettature, il … Continua a leggere

Per la Corte di Giustizia, l’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nei procedimenti principali (ossia quella italiana), che non consente a un farmacista, abilitato e iscritto all’ordine professionale, ma non titolare di una farmacia compresa nella pianta organica, di distribuire al dettaglio, nella parafarmacia di cui è titolare, anche quei farmaci soggetti a prescrizione medica che non sono a carico del Servizio sanitario nazionale, bensì vengono pagati interamente dall’acquirente.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. IV, cause riunite da C-159/12 a C-161/12, 5 dicembre 2013, Venturini e a. contro ASL Varese e a.) «Procedimenti principali e questione pregiudiziale 12 Ciascuna ricorrente nei procedimenti principali presentava domanda presso l’ASL competente e il comune interessato, il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco, chiedendo l’autorizzazione … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato disattende l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado (che, nella fattispecie, sarebbe derivata dall’omessa tempestiva proposizione dell’azione di accertamento circa la insussistenza dei presupposti per la eseguibilità dell’intervento oggetto di D.I.A., secondo la ricostruzione dell’istituto effettuata – successivamente all’introduzione del giudizio de quo – da parte della giurisprudenza amministrativa), traslando al giudizio innanzi al Consiglio di Stato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, che esclude la portata retroattiva del cd. overruling qualora ricorrano cumulativamente i seguenti presupposti: a) si verta in materia di mutamento della giurisprudenza su di una regola del processo; b) tale mutamento sia stato imprevedibile in ragione del carattere lungamente consolidato nel tempo del pregresso indirizzo, tale, cioè, da indurre la parte a un ragionevole affidamento su di esso; c) il suddetto “overruling” comporti un effetto preclusivo del diritto di azione o di difesa della parte.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5822) «[L]a prima doglianza da scrutinare propone l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado che – già prospettata dal Comune […] (che del pari l’ha sollevata nuovamente nel corso del giudizio di appello) – è stata disattesa dal Tar. […] 2.2. Appare evidente al Collegio … Continua a leggere

Nell’ipotesi in cui, in presenza di una domanda di condono edilizio, l’Amministrazione formuli una richiesta di integrazione documentale, avendo riscontrato l’insufficienza della documentazione prodotta ai fini della definizione della richiesta stessa, la mancata (anche solo parziale) produzione documentale determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della concessione edilizia in sanatoria.

(Tar Veneto, sez. II, 28 novembre 2013, n. 1328) «[S]ebbene nel provvedimento impugnato sia stata richiamata la più recente normativa in materia di condono, legge 724/94, che espressamente ha previsto la declaratoria di improcedibilità della domanda in caso di mancata presentazione dei documenti richiesti a comprova della sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi per il … Continua a leggere

L’annullamento di una gara pubblica, specie se già culminata nell’aggiudicazione definitiva, implica la frustrazione dell’affidamento ingenerato in capo ai partecipanti e, in particolare, all’aggiudicatario, derivandone la necessità, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge 241/1990, di una concreta e motivata ragione di interesse pubblico tale da giustificare comparativamente l’incisione delle posizioni in rilievo.

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 25 novembre 2013, n. 614) «E’, invero, fondata e riveste carattere assorbente rispetto alle ulteriori dedotte la censura, contenuta nel terzo motivo di gravame, con cui parte ricorrente denuncia la mancata enunciazione dell’interesse pubblico perseguito dall’Amministrazione mediante l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva della gara di che trattasi in grado di giustificare … Continua a leggere

Per il C.G.A., il d.lgs. n. 59/2010 non ha sostanzialmente abrogato (tout court) la normativa regionale in materia di autorizzazioni commerciali, in quanto – come si deduce dalla sentenza della Corte costituzionale n. 200 del 2012, dall’art. 3 del d.l. n. 138/2011, dall’art. 31 del d.l. n 201/2011 nonché dall’art. 1 del d.l. n. 1/2012 – i principi ivi affermati in materia di liberalizzazione dell’esercizio di attività commerciali costituiscono invece criteri direttivi per l’interpretazione e l’adeguamento nel termine prefissato delle norme regionali, fatto salvo comunque il rispetto delle prerogative statutarie delle Regioni ad autonomia speciale.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 novembre 2013, n. 895) «Viene in rilievo la perdurante vigenza della L.R. n. 28/1999. Ed invero la sentenza di primo grado dà ragione all’appellata […] sulla base della considerazione che la normativa regionale in materia di autorizzazioni commerciali, difforme e contrastante con i principi che informano … Continua a leggere

Scaffale delle novità: P. Urbani (a cura di), “Le nuove frontiere del diritto urbanistico”.

(Giappichelli Editore, 2013; 152 pp.; Cod. ISBN 978-88-3488940-4; € 19) Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Roma il 5 giugno 2012 presso la LUISS per la presentazione dell’opera «Urbanistica solidale. Alla ricerca della giustizia perequativa tra proprietà privata e interessi pubblici» del Prof. Paolo Urbani. I pregevoli ed autorevoli contributi incidono su … Continua a leggere

L’art. 45-bis cod. nav. consente ai concessionari di beni demaniali di esercitare il proprio diritto di impresa (anche) coordinando segmenti diversi delle attività svolte – poco importa se in via principale o secondaria – mediante affidamento ad altri soggetti, e senza assumere in proprio alcun compito operativo diretto, sicché è evidente che il legislatore prescinde dall’ampiezza che assume in concreto la sub concessione e, quindi, dai profili psicologici della condotta del concessionario (e dalle intenzioni perseguite o dallo stesso manifestate), rilevando solamente che le attività attribuite al terzo rientrino comunque, in tutto o in parte, nell’oggetto della concessione rilasciata al dante causa.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 21 novembre 2013, n. 2788) «Il secondo ed il terzo motivo di ricorso si incentrano entrambi su di una dedotta violazione dell’art. 45-bis del Codice della Navigazione, e possono dunque essere esaminati congiuntamente. Occorre premettere, in fatto, che il provvedimento impugnato, richiamate la circolare 142/2003 del Ministero delle Infrastrutture e … Continua a leggere

Deve ritenersi applicabile l’istituto della responsabilità precontrattuale in caso di procedure di gara indette dalla pubblica amministrazione, e, in quest’ipotesi, il giudice amministrativo deve tener conto non della legittimità dell’esercizio della funzione pubblica cristallizzato nel provvedimento amministrativo, ma della correttezza del comportamento complessivamente tenuto dall’Amministrazione durante il corso delle trattative e della formazione del contratto, alla luce dell’obbligo delle parti di comportarsi secondo buona fede.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 14 novembre 2013, n. 1534) «[L]a deliberazione 16 gennaio 2013 n. 15 è pienamente giustificata, ponendo nel nulla una procedura di gara alla quale, sin dal suo inizio e per tutto il corso del procedimento, non ha mai corrisposto una copertura finanziaria certa, con ovvi riflessi in ordine alla responsabilità … Continua a leggere

Il Tar Lazio, sulla scia di quanto sancito dall’Adunanza Plenaria con sentenza n. 23/2013, afferma che – nel caso in cui la stazione appaltante intenda porre l’obbligo dichiarativo di cui all’art. 38 d.lgs. n. 163/2006 a carico anche dei procuratori speciali, a pena di esclusione dalla gara – ciò deve essere espressamente indicato nella lex specialis e, in assenza di una specifica comminatoria di esclusione, quest’ultima potrà essere disposta non già per la mera omessa dichiarazione ex art. 38 cit., ma soltanto là dove sia effettivamente riscontrabile l’assenza del requisito in questione (con conseguente illegittimità, nella fattispecie, dell’immediata esclusione dalla gara comminata dalla stazione appaltante).

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 27 novembre 2013, n. 10149) «La questione posta all’attenzione del Collegio verte sulla verifica della sussistenza dell’obbligo di rendere la dichiarazione circa l’insussistenza delle cause impeditive di cui all’art. 38, comma 1, lett. b) e c), del D.lgs n. 163 del 2006 a carico del procuratore speciale dell’impresa consorziata […]. … Continua a leggere

Secondo il Tar Piemonte, deve ritenersi legittimo ed eseguibile (non sussistendo la necessità del previo assenso degli altri condòmini) l’ordine del Comune al singolo condomino di realizzare opere – pur su parti comuni dell’edificio – che hanno un’innegabile natura pertinenziale rispetto all’appartamento di proprietà dello stesso condomino e che non determinano, per la loro oggettiva consistenza, alcuna deminutio dell’uso comune.

(Tar Piemonte, sez. II, 15 novembre 2013, n. 1193) «Deve in materia richiamarsi quell’orientamento giurisprudenziale, che il Collegio condivide, secondo il quale il singolo condomino, per realizzare un’opera strettamente pertinenziale alla propria unità immobiliare, anche sulle parti comuni dell’edificio, non ha bisogno di richiedere il previo assenso degli altri condòmini; egli infatti, in virtù del … Continua a leggere

Scaffale delle novità: F. D’Angelo, “La giurisdizione di merito del giudice amministrativo. Contributo allo studio dei profili evolutivi”.

(Giappichelli Editore – collana ‘Nuovi problemi di amministrazione pubblica’, 2013; 264 pp.; Cod. ISBN 978-88-3488925-1; € 29) Lo studio monografico in esame ha ad oggetto i profili evolutivi della giurisdizione di merito, che rappresenta storicamente il nucleo più antico della giustizia amministrativa in Italia e che ultimamente è stato investito da notevoli innovazioni. Attualmente l’art. … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato evidenzia come solo attraverso l’opposizione di terzo (nella fattispecie, proposta mediante intervento nel giudizio di appello ex artt. 108 e 109, co. 2, c.p.a.) possa sanarsi la contraddizione tra “cosa giudicata” in senso sostanziale – ex art. 2909 cod. civ., che tuttavia, come è noto, definisce e limita l’efficacia dell’accertamento contenuto in sentenza alle “parti” del giudizio – e posizione di colui che tale qualifica di parte non ha potuto incolpevolmente acquisire.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 novembre 2013, n. 5451) «Al fine di definire le effettive parti del giudizio di appello, così come risultante dalla disposta riunione dei ricorsi, ed anche al fine di poter conseguentemente vagliare le questioni preliminari da ciascuno proposte, il Collegio ritiene necessario esaminare innanzi tutto l’eccezione relativa alla ammissiblità dei … Continua a leggere

La Corte costituzionale – ribadendo che la legittimità costituzionale delle leggi-provvedimento va valutata in relazione al loro specifico contenuto e che, dalle norme stesse (in base agli ordinari strumenti ermeneutici), devono emergere i criteri che ispirano le scelte con esse realizzate, nonché le relative modalità di attuazione – dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 10, co 5, lett. b) d.l. 2 marzo 2012, n. 16, nella parte in cui riconosce(va) ai concessionari di scommesse ippiche un tetto «non superiore al 5 per cento» allo sconto sui c.d. minimi garantiti.

(Corte costituzionale, 20 novembre 2013, n. 275) «Sono sottoposti all’esame della Corte diciotto atti di rimessione iscritti ai nn. 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101 e 102 del registro ordinanze 2013, con i quali il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha sollevato questione … Continua a leggere

Per il Consiglio di Stato – in applicazione del principio di tassatività di cui all’art. 46, co. 1-bis, d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i. – va dichiarata la nullità della comminatoria espulsiva contenuta nella lex specialis per il caso di omessa produzione della certificazione di qualità.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 novembre 2013, n. 5375) «Entrambe le parti appellanti sostengono innanzitutto che l’esclusione [dell’odierna appellante] per mancata produzione della certificazione SA 8000/2008, prevista dalla legge di gara, si pone in contrasto con il principio di tassatività sancito dall’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. n. 163/2006. 4.1 La censura è fondata, ancorché … Continua a leggere

Per il Tar Piemonte, deve ritenersi che la commissione di gara incorra in eccesso di potere per carenza di motivazione e disparità di trattamento, allorquando si limiti ad attribuire il (massimo) punteggio numerico alla migliore offerta tecnica ed opti, viceversa, per la formulazione di giudizi sintetici soltanto nei confronti delle offerte che seguono in graduatoria: in tal caso, infatti, il giudizio espresso sulla migliore offerta tecnica deve essere supportato da una motivazione altrettanto chiara ed esplicita.

(Tar Piemonte, sez. II, 15 novembre 2013, n. 1207) «E’ […] fondato il secondo motivo, con cui la ricorrente lamenta il difetto di motivazione in ordine al punteggio assegnato alla società aggiudicataria per l’offerta tecnica (50 p.). Il Collegio, rivedendo l’avviso espresso nella fase cautelare, ritiene che la commissione di gara abbia illegittimamente omesso di … Continua a leggere

Il Tar Reggio Calabria osserva che l’art. 48, comma 2 d.lgs. n. 163/2006 non è univoco nel disciplinare il termine “ad quem” della presentazione della documentazione da parte dell’aggiudicatario e del secondo concorrente in graduatoria non prima sorteggiati (dovendosi inferire dal rinvio al primo comma l’applicabilità alla fattispecie disciplinata dal secondo comma del termine finale di dieci giorni per la presentazione dei documenti), con la conseguenza che è possibile che, come nel caso di specie, l’ufficio procedente assegni un termine maggiore; ma in ogni caso, non può farsi carico alla concorrente che osserva tale termine una qualsiasi responsabilità per il ritardo, dal momento che quest’ultima versa in errore scusabile per fatto della stessa stazione appaltante.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 8 novembre 2013, n. 603) «In linea di principio, è condivisibile la prospettazione da cui parte la censura della parte ricorrente incidentale, circa la natura perentoria del termine di dieci giorni di cui all’art. 48 comma 2 del codice dei contratti, riconosciuta dalla giurisprudenza prevalente (cfr. da ultimo TAR Bari, Puglia, … Continua a leggere

Il Tar Lazio conferma che la previsione del cumulo giuridico tra sanzioni di cui all’art. 8 della legge n. 689 del 1981 è riferibile alla sola ipotesi di concorso formale, omogeneo od eterogeneo, tra le violazioni contestate, ovvero alle ipotesi in cui violazioni plurime siano commesse con un’unica azione od omissione, e non è, invece, legittimamente invocabile con riferimento alla diversa ipotesi di concorso materiale di illeciti, ovvero di concorso tra violazioni commesse con più azioni od omissioni.

(Tar Lazio, Roma, sez. II, 28 ottobre 2013, n. 9179) «Parte ricorrente […], contesta la scelta dell’Istituto di applicare il c.d. cumulo materiale, per effetto del quale, sebbene per ogni violazione sia stato applicato il minimo edittale, la sanzione pecuniaria complessivamente irrogata, pari a euro 244.000, avrebbe assunto un carattere manifestamente sproporzionato. Anche in questo … Continua a leggere

Per il Tar Catania – sebbene la questione della decorrenza o meno del termine decadenziale di trenta giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, senza la prescritta documentazione di corredo ex art. 79, co. 5 d.lgs. n. 163/2006, sia stata sottoposta al vaglio dell’Adunanza plenaria (con l’ordinanza n. 790/2013) e non sia stata ancora affrontata e risolta – seguendo il filo argomentativo tracciato nell’ordinanza di rimessione, detto termine di impugnazione si può far decorrere dallo spirare del termine di dieci giorni entro il quale l’interessato può esercitare il diritto di accesso.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 7 novembre 2013, n. 2682) «Il Collegio, preso atto delle corpose difese spiegate da tutte le parti in causa ed ampiamente puntualizzate in udienza in sede di discussione, per esigenze di carattere sistematico e di economia processuale ritiene necessario intraprendere prioritariamente l’esame della pregiudiziale eccezione di irricevibilità del ricorso introduttivo … Continua a leggere

Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 34, comma 3 c.p.a., non può escludersi la perdurante utilità dell’accertamento giurisdizionale della illegittimità dell’atto quando l’effetto caducatorio dell’annullamento non risulti più utile, ma risulti al contrario ancora utile l’effetto conformativo (come accade tutte le volte in cui, trattandosi, come nel caso di specie, di provvedimenti periodici, a reiterazione necessaria, sia possibile evitare e prevenire ulteriori eventi lesivi correlati all’altrimenti inevitabile reiterazione dell’illegittimità provvedimentale “seriale” mediante enunciazione della regola conformativa cui l’Amministrazione dovrà attenersi nell’emanazione della statuizione regolante la medesima attività per il periodo immediatamente successivo) o quello ripristinatorio connessi al giudicato di annullamento.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 24 ottobre 2013, n. 1961) «In relazione al profilo, rilevabile d’ufficio, relativo all’interesse a coltivare il gravame, osserva il Collegio che la circostanza che, nelle more del giudizio, sia terminato l’anno scolastico in relazione al quale era stato proposto il ricorso, non scalfisce l’attualità dell’interesse della parte ricorrente in relazione … Continua a leggere

Il Tar Trento, valorizzando il diritto di partecipazione espressamente codificato nella legge provinciale, ritiene che – quando l’Amministrazione provvede a modificare il piano adottato, accogliendo emendamenti od osservazioni che incidono sulla proprietà di terzi – è tenuta a fornire idonea comunicazione ai soggetti proprietari dell’area incisa in maniera diretta dalla modificazione, mediante ripubblicazione del PRG nella parte risultata modificata o a darne quanto meno comunicazione agli interessati, per consentire loro di presentare memorie e osservazioni di merito.

(Tar Trentino Alto Adige, Trento, 25 ottobre 2013, n. 351) «[La società ricorrente] ha impugnato il provvedimento con il quale il Consiglio comunale […] ha approvato in terza adozione la variante al piano regolatore comunale […], contestando principalmente la mancata ripubblicazione della variante a seguito dell’accoglimento da parte del Consiglio comunale di emendamenti presentati in … Continua a leggere

Sui principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di risarcimento del danno da illecito provvedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 31 ottobre 2013, n. 5247) «[I]l collegio non intende decampare dai principi elaborati dalla giurisprudenza di questo Consiglio e della Corte di cassazione in materia di risarcimento del danno da illecita attività provvedimentale dell’amministrazione (cfr. ex plurimis e da ultimo, Cass., sez. un., 23 marzo 2011, n. 6594; Cons. Stato, … Continua a leggere

Nell’ipotesi in cui – per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso ed il protrarsi dell’inerzia dell’Amministrazione preposta alla vigilanza – si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato, l’esercizio del potere repressivo delle violazioni in materia edilizia richiede un onere di motivazione che non potrebbe non chiamare in causa, tra gli altri elementi da considerare, anche la condizione di possibile buona fede dei soggetti che si vorrebbero in ipotesi sanzionare, né potrebbe andar disgiunto da una verifica circa gli eventuali indebiti vantaggi che questi avrebbero ritratto dall’illecito.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2013, n. 5158) «Osserva la Sezione che è pacifico nel caso di specie che le difformità emerse rispetto alla licenza edilizia risalivano all’epoca della costruzione dello stabile interessato e che l’intervento sanzionatorio in contestazione è stato compiuto dopo circa mezzo secolo dalla commissione dell’abuso. Peraltro l’Amministrazione non ha … Continua a leggere

Il Tar Catania – tenendo presenti i principi di cui agli art. 9, 32 e 41, secondo comma, Cost. ed accedendo ad una interpretazione costituzionalmente conforme della normativa – ritiene di dover prestare adesione all’indirizzo giurisprudenziale che esclude la possibilità di ricorrere all’avvalimento per il requisito rappresentato dalla iscrizione all’Albo Nazionale dei gestori in materia ambientale previsto dall’art. 212 del D.Lgs. n. 152/2006.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 24 ottobre 2013, n. 2503) «[B]enchè il ricorso all’istituto dell’avvalimento non trovi ex art. 49 del D.Lgs. n. 163/2006 espressi limiti in ordine ai requisiti acquisibili da altro operatore economico, nondimeno esistono dubbi e perplessità nella stessa giurisprudenza circa la possibilità di un suo utilizzo indiscriminato, specie ove ciò comporti … Continua a leggere

Scaffale delle novità: A. Postiglione – S. Maglia, “Diritto e gestione dell’ambiente. Quadro internazionale, comunitario e nazionale” (seconda edizione interamente riveduta e corretta).

(Irnerio Editore – collana ECO, II ed. 2013; 535 p.; Cod. ISBN 978-88-896-37132-9; € 34) Giunge già alla sua seconda edizione dopo un solo anno questo volume, già diventato uno tra gli strumenti più completi e pratici per tutti gli studiosi ed operatori del settore. L’Opera è articolata in una Parte Generale ed in una … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato conferma che – in caso di contraddittorietà tra atti del procedimento di gara – si deve, in via generale, dare preminenza alle esigenze di massima partecipazione, valorizzando la buona fede e l’affidamento delle imprese nel rispetto delle prescrizioni imposte dalla legge di gara, al fine di negare che ciò possa risolversi in un danno per le stesse, attraverso la loro espulsione dalla procedura.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2013, n. 5155) «Come correttamente osserva [l’appellante], il punto n. 4 del disciplinare di gara (“termine e modalità di presentazione dell’offerta”), prevede, al punto C, concernente l’offerta economica, che questa “dovrà essere redatta secondo lo schema di offerta da Allegato B), con l’indicazione del canone annuo offerto e … Continua a leggere

Sulle condizioni che devono sussistere affinché, in concreto, sia configurabile a carico del giudice di ultima istanza l’obbligo di rimettere la questione di interpretazione pregiudiziale alla Corte di giustizia ex art. 267, co. 3 TFUE.

(Consiglio di Stato, sez. V, 23 ottobre 2013, n. 5131) «[L’]obbligo del rinvio pregiudiziale interpretativo alla Corte UE sancito dall’art. 267, co. 3, Trattato FUE presuppone non solo l’esistenza di un giudice ma anche di un giudizio correttamente instaurato e altrettanto correttamente celebrato ovvero sviluppatosi nel rispetto delle regole processuali del singolo Stato; la stessa … Continua a leggere

Il Tar Campania ritiene che – una volta che sia stato garantito il contraddittorio, sia pure attraverso lo strumento dell’opposizione di terzo – non sussiste più l’onere di impugnare gli atti consequenziali (per effetto dei quali i terzi avevano assunto la posizione di titolari di un diritto autonomo), ovvero, in alternativa, di integrare il contraddittorio in relazione all’originario giudizio contro l’atto presupposto.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 14 ottobre 2013, n. 4627) «Il Collegio non ignora che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, richiamato dal commissario ad acta “Il principio secondo cui la tempestiva impugnazione dell’atto presupposto esime dall’onere di impugnare l’atto consequenziale, al quale si estende l’effetto caducante derivante dall’annullamento dell’atto presupposto, non può trovare applicazione nel … Continua a leggere

Nel pubblico impiego, il diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni superiori effettivamente svolte è stato introdotto, con carattere di generalità, dall’art. 15 d.lgs. n. 387/1998, a decorrere dalla sua entrata in vigore (22 novembre 1998), con norma avente natura innovativa e non ricognitiva o retroattiva. Sicché – prima del 22 novembre 1998 – quando non vi fosse una specifica normativa speciale che disponesse altrimenti, lo svolgimento da parte del pubblico dipendente di mansioni superiori rispetto a quelle dovute sulla base del provvedimento di nomina o di inquadramento costituiva circostanza irrilevante, oltre che ai fini della progressione in carriera, anche ai fini economici.

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 ottobre 2013, n. 5047) «Il gravame richiama l’art 56 del decreto legislativo n. 29 del 1993, nel testo sostituito dal citato art 25 del decreto legislativo n. 80 del 1998 nonché dalle modifiche apportate dai pure citati art. 15 del decreto legislativo n. 387 del 1998 e art. 52 … Continua a leggere

Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere

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