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Giudizio elettorale

Questa categoria contiene 3 articoli

E’ ammissibile un ricorso in materia elettorale supportato da dichiarazioni sostitutive di atto notorio ad esso allegate, anche se le contestazioni riferite nelle suddette dichiarazioni non siano state messe a verbale nel corso delle operazioni elettorali, a condizione, però, che si dimostri, con la querela di falso, che tale incompletezza si risolve in realtà in una falsa attestazione implicita (nella fattispecie, il Tar ha rilevato che la contestazione in ordine al dato numerico contenuto del verbale sezionale, ancorché derubricata dal ricorrente a “mero errore di trascrizione”, implica comunque un accertamento in ordine alla sua “non corrispondenza” con il risultato della tabella di scrutinio, che si risolve pur sempre ed inevitabilmente nella valutazione della sua falsità, intesa come “non fedele” rappresentazione di un certo dato storico che il pubblico ufficiale attesta essere stato verificato in sua presenza e che il ricorrente assumeva, invece, essere diverso dal dato reale).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 11 febbraio 2015, n. 417) «Cita, il ricorrente, giurisprudenza del Consiglio di Stato affermante la non necessità della proposizione delle querela di falso allorquando venga “dedotta la sussistenza di un mero errore materiale, commesso dal verbalizzante nella trascrizione dei dati relativi alle preferenze rivenienti dal semplice scrutinio delle schede, agevolmente … Continua a leggere

Ai sensi dell’articolo 40 c.p.a, le censure dedotte devono essere specifiche e precise, a salvaguardia, tra l’altro, della effettiva garanzia del contraddittorio e del diritto di difesa nonché della precisa ed univoca individuazione del thema decidendum, esigenze che risultano ancor più stringenti in materia elettorale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 febbraio 2014, n. 665) «La giurisprudenza ha sottolineato che, ai sensi dell’articolo 40 c.p.a, le censure dedotte con un ricorso giurisdizionale amministrativo devono, sin dal primo grado di giudizio, essere specifiche e precise, a salvaguardia, tra l’altro, della effettiva garanzia del contraddittorio e del diritto di difesa, postulato dall’articolo … Continua a leggere

Per il C.G.A., poiché l’art. 63, comma 3, c.p.a. consente di avvalersi dell’istituto della testimonianza scritta, nessun particolare rilievo probatorio può assegnarsi a una dichiarazione scritta, ove pure resa nelle forme sostitutive di atto di notorietà.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 13 giugno 2013, n. 581) Sussiste «un profilo dirimente, di ordine processuale, che conduce a un superamento dei precedenti orientamenti in materia di prova nel giudizio elettorale e, conseguentemente, anche all’irrilevanza, in radice, del potenziale contrasto (quand’anche sussistente) come sopra ricostruito. Il profilo al quale si allude … Continua a leggere

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