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Comuni e Province

Questa categoria contiene 16 articoli

E’ viziata da incompetenza l’ordinanza comunale volta a riottenere la disponibilità del suolo abusivamente occupato attraverso la realizzazione abusiva di un chiosco adottata dal dirigente del settore edilizia (invece che da quello competente alla gestione dei beni demaniali), in quanto non si tratta di un provvedimento avente natura edilizia.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 31 luglio 2016, n. 3673) «Il provvedimento impugnato, come risulta dal suo tenore letterale e come è del resto confermato anche dal contenuto dell’appello principale proposto dal Comune, non ha natura edilizia, perché è primariamente diretto a realizzare l’interesse patrimoniale del Comune a riottenere, nella qualità di proprietario, la disponibilità … Continua a leggere

Scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose: occorrono, in ogni caso, elementi sufficienti, univoci e coerenti, volti a far ritenere sussistente un collegamento tra l’amministrazione comunale sciolta e i gruppi criminali (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittimo il decreto di scioglimento, in quanto il materiale raccolto nel corso dell’istruttoria amministrativa non consentiva di trarre un’univoca interpretazione delle circostanze di fatto evidenziate, alla stregua di un criterio congruenza, ragionevolezza e proporzionalità, quali indici di un fenomeno di infiltrazione mafiosa in atto).

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 12 marzo 2015, n. 4060) «Quanto alle dedotte censure di merito, volte a far constatare l’assenza di fenomeni d’infiltrazione mafiosa, occorre premettere che il sindacato giurisdizionale sul corretto esercizio del potere di scioglimento per infiltrazioni delinquenziali ha per oggetto il profilo di diritto amministrativo concernente il procedimento che precede la … Continua a leggere

Il procedimento autorizzatorio degli impianti destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è regolato da una disciplina legislativa che presenta, ratione materiae, carattere speciale, di guisa che il modello procedimentale e provvedimentale legittimante l’installazione di siffatti impianti è esclusivamente quello dell’autorizzazione unica regionale, tipizzato espressamente dall’art. 12 d.lgs. n. 387 del 2003 (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha statuito che detta specialità opera, senza dubbio, anche sul versante dell’accertamento della compatibilità con le norme urbanistiche ed edilizie, di modo che – a fronte di un’istanza di permesso di costruire – l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto semplicemente dichiarare la propria incompetenza a provvedere, spettando la competenza a rilasciare il titolo in questione unicamente alla Regione o alla Provincia da questa delegata).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 12 febbraio 2015, n. 745) «[C]on il primo motivo di appello incidentale, […] si assume […] la violazione del già citato art. 12 del d.lgs. nr. 387 del 2003 per avere il Comune assentito la realizzazione dell’impianto eolico col permesso di costruire, laddove la legge per detti impianti non prevedeva … Continua a leggere

Installazione di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili: il potere regolamentare comunale non può stabilire divieti generalizzati per la tutela della salute, cui ha già provveduto lo Stato, utilizzando in modo surrettizio le competenze edilizio-urbanistiche (in particolare, il Tar ha statuito che i “criteri di localizzazione” dei Comuni sono possibili se non sono finalizzati a porre “limitazioni territoriali” illegittime, anche perché i servizi di rete, che a loro volta sono in continua evoluzione, devono utilizzare le nuove tecniche, rendendole disponibili a tutti i cittadini).

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 febbraio 2015, n. 53) «Il ricorso, seguito da motivi aggiunti, impugna la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di autorizzazione (art. 87, del codice comunicazioni elettroniche, Cce- d.lgs. n. 259/2003), necessaria per realizzare una Stazione radio base (Srb) […], in uno al regolamento comunale per gli impianti Srb, … Continua a leggere

Autorizzazione per l’attività di noleggio con conducente (NCC): l’Amministrazione comunale non può negarne il rilascio in presenza dei requisiti fissati dalla normativa comunitaria ed eventualmente dal legislatore nazionale (nei limiti in cui è legittimato a tanto dal Regolamento CE n. 1071/2009), ma può soltanto modulare l’esercizio dell’attività, nell’ambito territoriale di competenza, al fine di non sacrificare la tutela di altri interessi pubblici (nella fattispecie: tutela dei viaggiatori trasportati, delle condizioni di lavoro, dell’ambiente e della sicurezza stradale).

(Consiglio di Stato, sez. V, 5 novembre 2014, n. 5476) «Il regolamento dell’Unione europea 21 ottobre 2009, n. 1071 stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l’attività di trasportatore su strada. La suddetta disciplina si prefigge il fine di realizzare un mercato interno dei trasporti su strada caratterizzato da condizioni eque di concorrenza. … Continua a leggere

Nella concreta individuazione della massima occupabilità delle aree rientranti nella loro circoscrizione (e nella conseguente disciplina di tale occupabilità attraverso l’adozione dei piani di massima occupabilità) i singoli municipi, in virtù della specifica situazione di fatto esistente e per altrettanto specifici e motivati interessi pubblici, possano escludere dalle concessione alcune aree, diverse ed ulteriori da quelle individuate dalla Giunta comunale: mentre, infatti, la scelta in tal senso operata da quest’ultima trova giustificazione nell’interesse pubblico di carattere generale, relativo cioè all’intero territorio urbano, quella operata dai singoli municipi può (e deve) trovare giustificazioni nelle esigenze, anch’esse pubbliche e generali, ma limitate all’ambito territoriale dei municipi stessi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 8 aprile 2014, n. 1646) «Con il primo motivo di gravame, riproponendo la censura già sollevata in primo grado, la società appellante ha dedotto che il Municipio […] non sarebbe stato competente ad adottare il c.d. piano (ad occupabilità) zero” […], in applicazione del quale era stato emanato l’impugnato diniego … Continua a leggere

Per il Tar Puglia, i consiglieri provinciali devono ritenersi legittimati, ai sensi dell’art. 14 l. della legge 21 marzo 1990, n. 53, ad autenticare le sottoscrizioni delle liste relative alle competizioni elettorali della Provincia di appartenenza nonché di tutti i Comuni ricadenti nel relativo territorio provinciale.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 232) «In una vicenda analoga a quella oggetto del presente gravame la Sezione, con la sentenza n. 1416/2013, aveva reputato di aderire al filone giurisprudenziale secondo il quale “il consigliere dell’ente locale esercita il potere di autentica delle sottoscrizioni ex art. 14 della legge 21 marzo … Continua a leggere

Secondo il Tar Piemonte, deve ritenersi legittimo ed eseguibile (non sussistendo la necessità del previo assenso degli altri condòmini) l’ordine del Comune al singolo condomino di realizzare opere – pur su parti comuni dell’edificio – che hanno un’innegabile natura pertinenziale rispetto all’appartamento di proprietà dello stesso condomino e che non determinano, per la loro oggettiva consistenza, alcuna deminutio dell’uso comune.

(Tar Piemonte, sez. II, 15 novembre 2013, n. 1193) «Deve in materia richiamarsi quell’orientamento giurisprudenziale, che il Collegio condivide, secondo il quale il singolo condomino, per realizzare un’opera strettamente pertinenziale alla propria unità immobiliare, anche sulle parti comuni dell’edificio, non ha bisogno di richiedere il previo assenso degli altri condòmini; egli infatti, in virtù del … Continua a leggere

Sull’incompetenza del segretario comunale a svolgere, in assenza di uno specifico atto di conferimento di funzioni, un compito di supplenza dei dirigenti impediti o assenti, nonché sulle conseguenze processuali dell’accoglimento di tale eccezione.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 15 novembre 2012, n. 1804) «[E’] fondato anzitutto il primo motivo di ricorso, incentrato sulla asserita incompetenza del Segretario comunale, autore dell’atto, rispetto al dirigente, competente in via generale ai sensi dell’art. 107 TUEL. Occorre infatti ricordare il testo della norma citata, comma 3, per cui “sono attribuiti ai dirigenti … Continua a leggere

Per il Tar Basilicata, le ordinanze contingibili e urgenti non debbono per forza avere sempre il carattere della provvisorietà, dato che il loro connotato essenziale è la necessaria idoneità delle relative misure ad eliminare la situazione di pericolo che costituisce il presupposto della loro adozione, e quindi le misure stesse possono essere provvisorie o definitive a seconda del tipo di rischio che intendono fronteggiare.

(Tar Basilicata, sez. I, 5 dicembre 2012, n. 550) «Il Collegio ritiene, in primo luogo, utile e opportuno ai fini della decisione chiarire che il Sindaco del Comune resistente ha emesso le ordinanze impugnate avendo accertato (per sopralluogo tecnico ASL) che la copertura dei prefabbricati, realizzati in occasione del sisma del 1980 e ancora oggi … Continua a leggere

Le decisioni sull’ubicazione delle sedi farmaceutiche spettano al Consiglio comunale, non alla Giunta.

(Tar Basilicata, sez. I, 2 agosto 2012, n. 379) «[P]oiché il servizio farmaceutico è un pubblico servizio ed il suo dimensionamento e, soprattutto, l’ubicazione delle sedi farmaceutiche rientrano nell’ambito della materia dell’organizzazione dei pubblici servizi, le relativi decisioni spettano, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. e), D.L.gvo n. 267/2000, al Consiglio Comunale, anche perché … Continua a leggere

La mancata nomina almeno di una componente di sesso femminile nella Giunta comunale, pur se, in assoluto, non illegittima (salva l’eventuale previsione statutaria di “quote rigide”, nel caso insussistente), deve però essere motivata mediante l’illustrazione delle ragioni e delle modalità di siffatta scelta.

(Tar Umbria, sez. I, 20 giugno 2012, n. 242) «Nella disamina del quadro normativo di riferimento si possono prendere le mosse dalla previsione dell’art. 6, comma 3, del d.lgs. n. 267 del 2000 (t.u.e.l.), alla cui stregua «gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai … Continua a leggere

Sulle ipotesi tassative e le condizioni al ricorrere delle quali il Sindaco è legittimato ad adottare ordinanze contingibili ed urgenti.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 13 giugno 2012, n. 3490) «Ai sensi dell’art. 54 comma 2, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere adottate dal Sindaco nella veste di ufficiale di governo solamente quando si tratti di affrontare situazioni di carattere eccezionale e impreviste, costituenti concreta minaccia per la … Continua a leggere

Sui limiti del potere di ordinanza del sindaco quale ufficiale di governo dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2011.

(Consiglio di Stato, sez. V, 25 maggio 2012, n. 3077) «[C]on sentenza in data 7 aprile 2011, n. 115, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le modifiche apportate all’art. 54 cit. dal d.l. n. 92/2008, espungendo dalla disposizione novellata, per quanto qui di interesse, la congiunzione “anche” prima delle parole “contingibili e urgenti”, in tal … Continua a leggere

Compete al Sindaco il potere di adottare ordinanze per il contenimento o l’abbattimento delle emissioni sonore ex art. 9 della legge n. 447/1995.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 23 gennaio 2012, n. 256) «Con riferimento all’asserita incompetenza del dirigente ad adottare tale atto, va richiamata la giurisprudenza della Sezione secondo cui “l’art. 9 della legge 447/1995 attribuisce espressamente al Sindaco il potere di adottare ordinanze per il contenimento o l’abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria parziale o totale … Continua a leggere

Con riferimento al Piano Regolatore Generale comunale e alle varianti generali dello stesso, i margini per adottare misure di autotutela da parte del Comune sono individuabili solo in relazione alla fase dell’avvenuta adozione dei propri precedenti atti, e non anche in relazione a determinazioni già approvate dalla Regione e perciò stesso non più nella disponibilità del solo Ente locale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 28 febbraio 2012, n. 1128) «Il Piano Regolatore Generale comunale e, al pari di esso, una variante generale del medesimo (come nel caso di specie ) costituisce, com’è noto, un atto a contenuto normativo recante previsioni e prescrizioni che disciplinano l’assetto urbanistico del territorio. Relativamente al procedimento deputato a dare … Continua a leggere

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