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Sanzioni amministrative

Questa categoria contiene 8 articoli

Costituisce una pratica commerciale scorretta l’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata le cui modalità di presentazione, per aspetti grafici e lessicali, risultino idonee a ingenerare nei destinatari il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto: la fattispecie, infatti, rientra nella previsione dell’art. 18, comma 1, lettere da a) a d), del Codice del consumo, considerando, in particolare, sia l’idoneità delle lettere inviate dalla ricorrente ad indurre in errore il consumatore medio in relazione alla concreta portata ed efficacia degli atti di esecuzione indicati e alla reale natura del professionista interessato, sia l’aggressività insita nel richiamo a modalità esecutive riservate all’amministrazione finanziaria pubblica, che sono effettivamente elementi in grado di indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 5 gennaio 2015, n. 41) «La pratica commerciale scorretta contestata alla società ricorrente con i provvedimenti qui impugnati è consistita nell’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata, le modalità di presentazione dei quali, per aspetti grafici e lessicali, risultavano idonee a ingenerare … Continua a leggere

La misura (temporaneamente) interdittiva sostanziata dalla chiusura dell’esercizio commerciale – ex art. 3, comma 16, legge 15 luglio 2009, n. 94 – viene a colpire soltanto le violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o, laddove sia stata rilasciata la concessione, in eccedenza rispetto alla superficie in essa contemplata e per la relativa porzione di suolo), ma non anche quelle che realizzino una “difformità” rispetto alle prescrizioni dettate dalla concessione stessa.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Ter, 24 dicembre 2013, n. 11158) «L’intimata Amministrazione ha irrogato la divisata sanzione in osservanza dell’art. 3, c. 16 della legge n. 94 del 2009 nonché delle ordinanza sindacali n. 258/2012 e 14/2013, secondo cui dalla violazione delle prescrizioni impartire nell’atto di concessione o.s.p. consegue la chiusura dell’esercizio, fino al … Continua a leggere

Il Tar Lazio conferma che la previsione del cumulo giuridico tra sanzioni di cui all’art. 8 della legge n. 689 del 1981 è riferibile alla sola ipotesi di concorso formale, omogeneo od eterogeneo, tra le violazioni contestate, ovvero alle ipotesi in cui violazioni plurime siano commesse con un’unica azione od omissione, e non è, invece, legittimamente invocabile con riferimento alla diversa ipotesi di concorso materiale di illeciti, ovvero di concorso tra violazioni commesse con più azioni od omissioni.

(Tar Lazio, Roma, sez. II, 28 ottobre 2013, n. 9179) «Parte ricorrente […], contesta la scelta dell’Istituto di applicare il c.d. cumulo materiale, per effetto del quale, sebbene per ogni violazione sia stato applicato il minimo edittale, la sanzione pecuniaria complessivamente irrogata, pari a euro 244.000, avrebbe assunto un carattere manifestamente sproporzionato. Anche in questo … Continua a leggere

Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere

Sui limiti all’accesso agli atti della Consob, in ragione dell’art. 4, comma 10, d.lgs. n. 58/1998 (recante il Testo Unico della Finanza).

(Tar Lazio, Roma, sez. II, 4 luglio 2013, n. 6608) «Con istanza in data 14 dicembre 2012 la ricorrente ha avanzato domanda di accesso alla Consob relativamente alla documentazione del procedimento sanzionatorio conclusosi con [l’irrogazione di una sanzione pecuniaria al presidente del collegio sindacale di una società di cui l’odierna ricorrente era società di revisione], … Continua a leggere

Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 162/2012, i giudizi in materia di sanzioni amministrative irrogate dalla Consob non appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, ma di quello ordinario.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 8 luglio 2013, n. 6659) «Con sentenza depositata il 27 giugno 2012, pubblicata nella G.U. del 4 luglio 2012, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 133, comma 1, lettera l), 135, comma 1, lettera c), e 134, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 2 luglio 2010, … Continua a leggere

Sulla corretta applicazione dei parametri di commisurazione delle sanzioni irrogate dall’AVCP.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 30 gennaio 2013, n. 1075) Ad avviso della ricorrente «la determinazione impugnata non recherebbe l’esternazione della motivazione sugli elementi presi a riferimento per la quantificazione delle sanzioni ai sensi degli artt. 9 e 10, co. 4, del citato regolamento AVCP 2.3.2010, non essendo stata in particolare posta in evidenza la … Continua a leggere

Quanto al riparto di giurisdizione in materia di sanzioni amministrative, è necessario – tra l’altro – distinguere tra sanzioni punitive e misure ripristinatorie, riconoscendo solo nel secondo caso la giurisdizione del giudice amministrativo.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 giugno 2012, n. 3786) «E’ pacifico il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine all’impugnativa del procedimento sanzionatorio disciplinato dalla l. n. 689 del 1981. Il collegio osserva sul punto (conformemente alla consolidata giurisprudenza della Corte di cassazione e di questo Consiglio, cfr., ex plurimis, Cass. civ., sez. … Continua a leggere

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