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Giustizia amministrativa

Questa categoria contiene 114 articoli

La decisione sul ricorso gerarchico non assorbe i provvedimenti di primo grado ma accede ad essi, con la conseguenza che il giudice amministrativo, una volta riscontrato un vizio nella decisione gerarchica, può sindacare direttamente questi ultimi atti (in altri termini, il giudice ha il potere-dovere di riesaminare la fattispecie nella sua interezza, senza limitarsi ai profili di legittimità formale del procedimento di secondo grado, ma entrando anche nel merito della fondatezza sostanziale, sicché il suo provvedimento, anche se confermativo, assorbe e sostituisce quello dell’organo sottordinato); inoltre, in sede di ricorso giurisdizionale contro il provvedimento che ha deciso un precedente ricorso gerarchico, risulta preclusa la possibilità di far valere motivi di gravame diversi da quelli formulati con l’impugnazione amministrativa, salvo il caso di motivi che attengano a vizi inerenti solamente alla decisione pronunciata dall’autorità gerarchica.

(Tar Lombardia, Milano, sez. III, 16 febbraio 2017, n. 394) «Sia in dottrina sia in giurisprudenza si fronteggiano due tesi: la prima secondo la quale la decisione sul ricorso gerarchico sostituisce il provvedimento a base dello stesso, l’altra secondo cui la decisione sul ricorso gerarchico accede (ma non sostituisce) il provvedimento impugnato. Tali diverse tesi … Continua a leggere

Sulle modalità di trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale: quale che sia la sequenza degli adempimenti formali compiuti per la trasposizione del ricorso straordinario – deposito dell’atto di costituzione in giudizio e successiva notifica di “avviso” alla controparte (secondo l’interpretazione più rigidamente ancorata al dato testuale) oppure viceversa – deve comunque essere osservato per entrambi gli adempimenti (deposito e notifica) il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dal perfezionamento, per l’originario ricorrente, della notificazione dell’atto di opposizione, essendo questa, in definitiva, la peculiarità del procedimento in questione rispetto a quello ordinario (nella fattispecie, essendo incontestata la tempestività di detti adempimenti, il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza di primo grado, ritenendo ammissibile il ricorso trasposto mediante notifica dell’intero ricorso e della vocatio in ius).

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 giugno 2016, n. 2830) «E’ ammissibile il ricorso di primo grado anche sotto il profilo della corretta trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale. 3.1. – Secondo un’interpretazione non rigidamente ancorata al dato testuale, ma rispettosa della ratio dell’art. 48 c.p.a., deve ritenersi che il deposito in segreteria, nel … Continua a leggere

Anche il Tar Lazio conferma l’inammissibilità del ricorso notificato a mezzo PEC in assenza di previa autorizzazione presidenziale ex art. 52, co. 2, c.p.a. (considerando, in particolare, che all’opzione interpretativa secondo cui la notificazione a mezzo PEC potrebbe essere reputata possibile giusta l’art. 1 l. n. 53 del 1994, si contrappone il disposto dell’art. 16-quater, co. 3-bis, d.l. n. 179/12, che escluderebbe l’applicabilità al processo amministrativo del meccanismo di notificazione in argomento).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 13 gennaio 2015, n. 396) «Il ricorso, notificato a mezzo pec, è inammissibile, non essendo le documentate (e consentite, alla stregua del principio espresso da Cons. giust. amm. 3 settembre 2014, n. 505) deduzioni della parte istante idonee a superare i rilievi in rito. Il Collegio ritiene infatti che … Continua a leggere

L’Adunanza Plenaria conferma che nel processo amministrativo trova ingresso la cd. sospensione impropria del giudizio principale per la pendenza della questione di legittimità costituzionale di una norma, applicabile in tale procedimento, ma sollevata in una diversa causa, e sottolinea che, nel sistema della giustizia amministrativa, non si rinviene una norma che vieti una tale ipotesi di sospensione, né si profila una lesione del contraddittorio allorquando (come nel caso di specie) le parti, rese edotte della pendenza della questione di legittimità costituzionale, non facciano richiesta di poter interloquire davanti al giudice delle leggi sollecitando una formale rimessione della questione; tale esegesi, inoltre – evidenzia la Plenaria – è conforme sia al principio di economia dei mezzi processuali che a quello di ragionevole durata del processo.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, ord. 15 ottobre 2014, n. 28) «Preso atto che: a) l’oggetto del presente giudizio è costituito dal provvedimento reso in data 10 settembre 2012 dal commissario ad acta – nominato dalla sentenza del T.a.r. per la Puglia, sede staccata di Lecce, Sez. I, n. 928 del 2012 per l’esecuzione del … Continua a leggere

Per il Tar Veneto, in caso di deposito di documenti in giudizio con il rispetto dei termini relativi, il termine per la proposizione di motivi aggiunti generalmente decorre dalla data del deposito stesso (poiché è configurabile un onere del ricorrente di accertare in segreteria l’eventuale deposito), mentre quando i termini di deposito, peraltro ordinatori, siano rimasti inosservati, la decorrenza del termine è legata all’effettiva conoscenza del deposito stesso, con dimostrazione di questa a carico della controparte che eccepisce la tardività.

(Tar Veneto, sez. III, 4 aprile 2014, n. 467) «Considerato: che con i ricorsi in epigrafe, da riunirsi per connessione oggettiva e soggettiva, vengono impugnati in via principale i provvedimenti con cui i soggetti controinteressati, i cui esercizi commerciali confinano con quello della società ricorrente, sono stati autorizzati all’occupazione di suolo pubblico con tavolini e … Continua a leggere

I vincoli imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea in tema di limitazioni della spesa (patto di stabilità, spending review, fabbisogni standard) non possono porsi quali condizioni di procedibilità del ricorso per l’ottemperanza, ma costituiscono la cornice normativa di riferimento entro cui il giudice amministrativo – e, per esso, il commissario ad acta – traccia il percorso per il reperimento delle risorse necessarie e sufficienti per consentire l’adempimento delle obbligazioni delle pubbliche amministrazioni.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 25 marzo 2014, n. 622) «Non possono avere rilievo le condizioni di indisponibilità di fondi, addotte dall’amministrazione comunale nella dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 547 cod. proc. civ., ne corso dell’azione esecutiva intrapresa dagli odierni ricorrenti. La funzione tipica del giudizio di ottemperanza, caso tra i più significativi di giurisdizione … Continua a leggere

In relazione gli atti di normazione secondaria non soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o in altre analoghe fonti pubbliche (come le norme tecniche di attuazione di cui si tratta nella fattispecie) non opera la regola “iura novit curia”, con la conseguenza che spetta alla parte che li invoca l’onere di produrli in giudizio, in base al generale principio sull’onere probatorio espresso dall’art. 2697 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 marzo 2014, n. 1018) «L’appellante si spinge a sostenere l’applicabilità del principio iura novit curia alle disposizioni delle Nta (riferendo ciò sia alla delibazione giudiziale che all’originario istante “operatore professionale del settore”). […] Quanto alla posizione dell’ organo giudicante l’affermazione del comune è sinanco temeraria: trattavasi di atti amministrativi … Continua a leggere

In attesa che la Corte di Giustizia stabilisca se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione (ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale), il Tar Liguria sostiene l’ammissibilità della prospettazione di censure “al buio”, purché – a seguito della conoscenza della documentazione – il ricorrente abbia provveduto a dare concretezza, con lo strumento dei motivi aggiunti, alle questioni prospettate in via ipotetica con l’atto introduttivo del giudizio.

(Tar Liguria, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 220) «[O]ccorre stabilire se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale. La questione è … Continua a leggere

Poiché la spendita, da parte della ricorrente in primo grado, della qualità di designata capogruppo mandataria del costituendo r.t.i. non può che assumere il solo significato di precisare la posizione della ricorrente e non è idonea a manifestare la rappresentanza processuale delle mandanti, va altresì esclusa la legittimazione di dette mandanti a proporre appello, stante il disposto dell’art. 102 cod. proc. amm. (che riconosce tale legittimazione alle «parti fra le quali è stata pronunciata la sentenza di primo grado», nonché all’interventore «soltanto se titolare di una posizione giuridica autonoma»).

(Consiglio di Stato, sez. III, 14 gennaio 2014, n. 102) «L’appellante oppone che, per pacifica giurisprudenza, come la mandataria è legittimata ad agire in giudizio anche nell’interesse delle mandanti ed anche senza il perfezionamento del rapporto di mandato con rappresentanza, così lo è la mandante, legittimata altresì ad impugnare la sentenza sfavorevole, non impugnata dalla … Continua a leggere

Non è consentito al contraddittore di rinviare ad un momento successivo – graduandole sul futuro ed eventuale comportamento processuale del ricorrente principale – difese che trovano causa e ragione nelle censure contenute nel ricorso introduttivo, pena la decadenza dalla possibilità stessa di giovarsene.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 dicembre 2013, n. 6285) «Il ricorso al giudice amministrativo, nell’evoluzione giurisprudenziale e normativa, va assimilato alla citazione nel giudizio civile e, quindi, caratterizzato dalla provocatio ad iudicium con la conseguenza che l’atto introduttivo del giudizio con cui il soggetto chiede tutela è l’atto determinante e qualificante l’ulteriore sviluppo del … Continua a leggere

In caso di sospensione in sede giudiziale di un atto negativo, l’Amministrazione non può limitare la propria attività conformativa alla mera rimozione del provvedimento negativo oggetto d’impugnativa (ovvero, come nel caso di specie, alla conferma del diniego attraverso l’introduzione nella serie procedimentale ormai sostanzialmente conclusa di nuovi elementi ostativi fino a quel momento mai dichiarati), poiché, in tal modo operando, l’Amministrazione determina il venir meno del continuum funzionale (anche in chiave procedimentale) che necessariamente deve intercorrere fra lo iussum giudiziale e le conseguenze conformative, risolventisi nella riedizione del potere, secondo l’assetto delineato con il comando del giudice.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2013, n. 5949) «Giunge alla decisione del Collegio il ricorso proposto da un’associazione attiva nel settore portuale al fine di ottenere la corretta esecuzione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 2760/2013 con cui è stata riformata l’ordinanza del T.A.R. della Puglia con la quale era stata respinta l’istanza … Continua a leggere

Scaffale delle novità: F. D’Angelo, “La giurisdizione di merito del giudice amministrativo. Contributo allo studio dei profili evolutivi”.

(Giappichelli Editore – collana ‘Nuovi problemi di amministrazione pubblica’, 2013; 264 pp.; Cod. ISBN 978-88-3488925-1; € 29) Lo studio monografico in esame ha ad oggetto i profili evolutivi della giurisdizione di merito, che rappresenta storicamente il nucleo più antico della giustizia amministrativa in Italia e che ultimamente è stato investito da notevoli innovazioni. Attualmente l’art. … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato evidenzia come solo attraverso l’opposizione di terzo (nella fattispecie, proposta mediante intervento nel giudizio di appello ex artt. 108 e 109, co. 2, c.p.a.) possa sanarsi la contraddizione tra “cosa giudicata” in senso sostanziale – ex art. 2909 cod. civ., che tuttavia, come è noto, definisce e limita l’efficacia dell’accertamento contenuto in sentenza alle “parti” del giudizio – e posizione di colui che tale qualifica di parte non ha potuto incolpevolmente acquisire.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 novembre 2013, n. 5451) «Al fine di definire le effettive parti del giudizio di appello, così come risultante dalla disposta riunione dei ricorsi, ed anche al fine di poter conseguentemente vagliare le questioni preliminari da ciascuno proposte, il Collegio ritiene necessario esaminare innanzi tutto l’eccezione relativa alla ammissiblità dei … Continua a leggere

Il Tar Campania ritiene che – una volta che sia stato garantito il contraddittorio, sia pure attraverso lo strumento dell’opposizione di terzo – non sussiste più l’onere di impugnare gli atti consequenziali (per effetto dei quali i terzi avevano assunto la posizione di titolari di un diritto autonomo), ovvero, in alternativa, di integrare il contraddittorio in relazione all’originario giudizio contro l’atto presupposto.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 14 ottobre 2013, n. 4627) «Il Collegio non ignora che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, richiamato dal commissario ad acta “Il principio secondo cui la tempestiva impugnazione dell’atto presupposto esime dall’onere di impugnare l’atto consequenziale, al quale si estende l’effetto caducante derivante dall’annullamento dell’atto presupposto, non può trovare applicazione nel … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato ribadisce che – sebbene la con la legge generale sul procedimento amministrativo si sia assistito alla generalizzazione del dovere di rispettare il termine per la conclusione del procedimento (art. 2, l. n. 241/1990) – nessuna disposizione di legge ha elevato detto obbligo a requisito di validità dell’atto amministrativo, rimanendo dunque lo stesso confinato sul piano dei comportamenti dell’amministrazione, alla cui violazione l’interessato può reagire con l’azione avverso il silenzio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 ottobre 2013, n. 4980) «Premesso che l’azione da cui trae origine il presente giudizio è di tipo impugnatorio, avverso il suddetto diniego di concessione, deve innanzitutto essere disattesa la prima censura, nella quale si sostiene che la stessa sarebbe inficiata da “un comportamento illegittimo” dell’amministrazione resistente, consistito nell’abnorme durata … Continua a leggere

Il Tar Liguria – in linea con la conclusione raggiunta dalla Corte di Giustizia – postula la posposizione dell’esame del ricorso incidentale rispetto alla cognizione delle censure dedotte nel ricorso principale.

(Tar Liguria, sez. II, 4 ottobre 2013, n. 1190) «Sull’ordine d’esame dei gravami. Va posposta la trattazione del ricorso incidentale rispetto alla cognizione delle censure dedotte nel ricorso principale. In forza del diritto processuale all’impugnazione che postula – quale più rilevante epifania del principio di effettività – il diritto alla tutela giurisdizionale per ottenere, ove … Continua a leggere

Sul regime di impugnazione del parere della Commissione edilizia comunale, che è generalmente privo di valore provvedimentale ed è immediatamente impugnabile solo quando il sindaco, con la notifica del parere medesimo, lo abbia implicitamente fatto proprio e vi abbia impresso, come autorità competente al rilascio dei titoli edilizi, la configurazione di una definitiva determinazione dell’amministrazione sull’istanza di concessione edilizia.

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 settembre 2013, n. 4532) «[E’] meritevole di favorevole considerazione la doglianza con la quale l’appellante ha dedotto l’inammissibilità [del ricorso], erroneamente non rilevata dai primi giudici, stante la natura non provvedimentale dell’atto impugnato […]. Quest’ultimo, infatti, come emerge dalla documentazione in atti, benché avesse formalmente ad oggetto “Determinazione in … Continua a leggere

Il Tar Lombardia valorizza l’art. 34, comma 1, lett. e) c.p.a. e ne inferisce il tendenziale superamento della regola posta dall’art. 26, comma 2, della legge Tar, secondo cui l’accoglimento della censura di incompetenza determina(va) l’annullamento dell’atto impugnato, con assorbimento degli altri motivi di ricorso.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 5 luglio 2013, n. 1761) «Ritiene […] il Collegio che l’accoglimento del ricorso sotto il profilo del vizio di incompetenza in relazione ai provvedimenti di diniego di realizzazione dell’intervento tramite Dia e di rilascio di autorizzazione paesaggistica non comporti l’assorbimento degli altri motivi di ricorso. Sul punto parte della giurisprudenza … Continua a leggere

Nelle procedure ad evidenza pubblica, l’atto di riapprovazione definitiva della graduatoria non si pone in rapporto di consequenzialità immediata e diretta rispetto a quello con cui viene pubblicato il bando o gestita la procedura e deve, perciò, sempre essere impugnato, a pena di improcedibilità del ricorso.

(Tar Veneto, sez. I, 21 giugno 2013, n. 882) «Parte ricorrente impugna la determinazione in oggetto indicata con cui il Comune […] ha approvato gli atti e la graduatoria del concorso pubblico, per soli titoli, per il rilascio di n. 25 licenze per l’esercizio di trasporto pubblico non di linea taxi effettuato con natante a … Continua a leggere

La sottrazione al controllo giurisdizionale degli atti a contenuto tecnico sportivo trova una deroga solo nel caso di rilevanza per l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con l’ordinamento sportivo.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 19 giugno 2013, n. 6193) «Ritenuto che nell’esame delle diverse eccezioni dedotte dalla Federazione Italiana Pallacanestro il Collegio deve dare la priorità a quella relativa al proprio difetto di giurisdizione, e ciò in quanto le statuizioni sul rito costituiscono manifestazione di potere giurisdizionale, di pertinenza esclusiva del giudice dichiarato … Continua a leggere

Il ricorso per ottemperanza non è utilizzabile per l’esecuzione delle pronunce di rigetto, che lasciano invariato l’assetto giuridico dei rapporti precedente alla proposizione del giudizio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 21 maggio 2013, n. 2724) «Per orientamento ripetutamente seguito dal Consiglio di Stato e dal quale il Collegio non ha ragione di discostarsi, “il ricorso per l’esecuzione del giudicato – strumento processuale previsto dall’ordinamento per l’esecuzione coattiva delle pronunce passate in giudicato – non è utilizzabile per l’esecuzione delle pronunce … Continua a leggere

Profili sostanziali e processuali della fattispecie di cui all’art. 51 d.lgs. n. 163/2006.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 16 maggio 2013, n. 2661) «Giova premettere che l’odierna appellante, intervenuta nel giudizio di primo grado in qualità di cessionaria del ramo d’azienda avente ad oggetto il complesso aziendale relativo al settore metro-ferro-tramviario […], deve ritenersi legittimata a proporre appello alla luce del disposto dell’art. 102, comma 2, cod. proc. … Continua a leggere

I proprietari di immobili in zone confinanti o limitrofe con quelle interessate da una costruzione sono sempre legittimati ad impugnare i titoli edilizi che possono pregiudicare la loro posizione (per l’incisione delle condizioni dell’area e, più in generale, per le modifiche all’assetto edilizio, urbanistico ed ambientale della zona), senza che sia necessaria la prova di un danno specifico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 8 maggio 2013, n. 2488) «[G]li appellanti lamentano l’erroneità della reiezione dell’eccezione di rito, con la quale era stata dedotta la carenza di legittimazione attiva dell’appellato […]. Per il Tar, il ricorrente avrebbe invece adempiuto all’onere di provare la sua legittimazione, depositando il titolo in base al quale sarebbe stato … Continua a leggere

Per il Consiglio di Stato, le determinazioni conclusive delle conferenze decisorie (e, a maggior ragione, le prodromiche valutazioni espresse dalle amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi) hanno valenza meramente endoprocedimentale e, conseguentemente, non sono autonomamente impugnabili.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 6 maggio 2013, n. 2417) «[U]na volta chiarito che in tema di conferenze di servizi decisorie prodromiche al rilascio delle autorizzazioni uniche di cui all’articolo 12, cit., trovano applicazione le coordinate interpretative proprie dell’autorizzazione unica, troverà altresì applicazione il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui gli atti presupposti a tale rilascio … Continua a leggere

Ogni previsione regolamentare contrastante con la legge è illegittima e va annullata ove oggetto di impugnazione, o comunque disapplicata, stante la sua automatica sostituzione con la clausola legale della fonte sovraordinata.

(Consiglio di Stato, sez. V, 16 aprile 2013, n. 2094) «In subordine ha dedotto l’appellante che, anche se l’art. 17, u.c., delle N.T.A. potesse ritenersi illegittimo per contrasto con l’art. 13 della l.r. n. 44/1982, il T.A.R. non aveva il potere di disapplicare d’ufficio la norma comunale, in assenza di sua tempestiva impugnazione da parte … Continua a leggere

La “piena conoscenza” dell’atto, ai fini del decorso del termine per proporre impugnazione, è integrata dalla percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 marzo 2013, n. 1829) «Negli ultimi anni […], la giurisprudenza amministrativa ha mostrato maggiore sensibilità nella lettura della nozione di conoscenza dell’atto dalla quale decorre il termine per impugnare, sposando un approccio più attento alle ragioni del ricorrente, che deve poter essere in grado di apprezzare l’esercizio del potere … Continua a leggere

La pubblicazione degli atti e provvedimenti amministrativi nei siti delle P.A., ai sensi dell’art. 32., co. 1 della legge n. 69/2009, ha effetto di pubblicità legale (sostitutiva della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e, in ragione del suo carattere “istantaneo”, fa decorrere il termine di impugnazione sin dal primo giorno di pubblicazione.

(Tar Toscana, sez. I, 21 marzo 2013, n. 445) «Con decorrenza dal 1 gennaio 2010, [la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale] deve […] considerarsi sostituita dalla pubblicazione nel sito informatico […], secondo quanto previsto dall’art. 32. co. 1 della legge n. 69/2009, in forza del quale “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi … Continua a leggere

Per il C.G.A., il termine per impugnare i titoli abilitativi ottenuti dai vicini decorre – salvo peculiari e specifiche situazioni contingenti – solo dal momento in cui lo stato di avanzamento dei lavori riveli in modo certo e univoco le essenziali caratteristiche dell’opera realizzanda: ossia, di norma, dal termine dei lavori (finiture escluse).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 febbraio 2013, n. 247) «[S]i è sostenuto che il termine impugnatorio decorra – in caso di impugnazione di provvedimenti edilizi rilasciati a soggetti terzi – non già dalla data di ultimazione dell’opera, bensì da quella dell’inizio dei lavori, perché esso sarebbe sufficiente a radicare la piena … Continua a leggere

Sul rapporto tra giudicato e jus superveniens.

(Tar Campania, Napoli, sez. II, 7 marzo 2013, n. 1283) «Senz’altro da disattendersi […] è l’argomento principale fatto valere dal ricorrente, secondo cui non sarebbe stato possibile, per l’amministrazione, dare rilievo allo ius superveniens recato dall’art. 6, comma 7, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122, per … Continua a leggere

Accesso ai documenti e profili di riservatezza: sulla schermatura dei dati e sui riflessi processuali di tale modalità di ostensione dei documenti.

(Tar Campania, Napoli, sez. VI, 22 febbraio 2013, n. 1060) «[L’]accesso è stato illegittimamente negato e va, quindi, consentito. Resta da individuarne i confini. 6a- Al riguardo va in premessa evidenziato che il ricorso è stato notificato alla sola [Amministrazione resistente] e che (ancorchè alcuna eccezione sia stata, non a caso, formulata in proposito) non … Continua a leggere

Il Tar Sicilia aderisce all’orientamento che interpreta l’art. 31, comma 2 c.p.a. nel senso che la riproposizione dell’istanza di avvio del procedimento (una volta scaduti i termini per la proposizione del ricorso avverso il silenzio) comporta l’apertura di un nuovo procedimento, ove possibile, che terrà conto delle eventuali sopravvenienze.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 5 marzo 2013, n. 507) «La posizione del collegio in ordine all’eccepita inammissibilità del ricorso per tardiva proposizione del medesimo e quindi, in sostanza, per violazione del termine annuale di cui al comma 2 dell’art. 31 c.p.a. è molto chiara, essendo stata illustrata nell’ordinanza collegiale indicata in epigrafe e ribadita … Continua a leggere

Sulla corretta applicazione dei parametri di commisurazione delle sanzioni irrogate dall’AVCP.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 30 gennaio 2013, n. 1075) Ad avviso della ricorrente «la determinazione impugnata non recherebbe l’esternazione della motivazione sugli elementi presi a riferimento per la quantificazione delle sanzioni ai sensi degli artt. 9 e 10, co. 4, del citato regolamento AVCP 2.3.2010, non essendo stata in particolare posta in evidenza la … Continua a leggere

Per il Tar Calabria, lungi dal poter applicare l’art. 32 c.p.a., il giudice deve dichiarare inammissibile il ricorso con il quale vengano proposte più domande prive di qualsivoglia profilo di connessione, avendo oggetti completamente diversi ed autonomi.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 25 gennaio 2013, n. 87) «Parte ricorrente ha proposto, con il ricorso introduttivo, una pluralità di domande diverse. L’actio ad exhibendum ex art. 116 c.p.a., l’azione risarcitoria ad essa connessa per conseguire la compensazione pecuniaria dei danni subiti a causa dell’illegittimo rifiuto di ostensione, nonché la domanda, del tutto autonoma … Continua a leggere

L’inottemperanza all’ordine di deposito della versione integrale (senza “omissis”) della nota posta a base dell’informativa interdittiva antimafia può, ai sensi dell’art. 64, ultimo comma, c.p.a., far ritenere plausibile la tesi attorea che l’autorità prefettizia abbia assunto le sue determinazioni sulla base di informazioni di polizia non circostanziate negli elementi di controindicazione.

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 9 gennaio 2013, n. 204) «Ritenuto che il ricorso, come integrato dai motivi aggiunti, si presta ad essere definito con sentenza in forma semplificata, attesa la sua manifesta fondatezza nei limiti delineati dal prosieguo della trattazione; Premesso che: – l’odierna impugnativa tende ad infirmare essenzialmente l’informativa interdittiva antimafia della Prefettura … Continua a leggere

Le mere “risposte di cortesia” dell’Amministrazione non sono impugnabili e non riaprono i termini processuali per l’impugnazione degli atti pregressi non impugnati.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 gennaio 2013, n. 24) «L’asserita portata lesiva della “nota “ del 2007 impugnata in primo grado, invero, con riferimento al “caso” paventato dalla odierna appellante anche nel ricorso in appello appare del tutto insussistente. 1.3. Deve a tale proposito rimarcarsi che è incontestabile che la evoluzione della disciplina normativa … Continua a leggere

La “imprescindibilità” del mezzo di prova o del documento, che consente di derogare al generale divieto di prove nuove in appello ex art. 104, comma 2 c.p.a., deve comunque riposare in una salda prognosi di rilevanza della nuova prova, tale da ribaltare l’esito del giudizio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 dicembre 2012, n. 6690) «[I]l divieto di prove nuove in appello è stato oggetto da ultimo di interpretazioni assai rigorose da parte di questo Consiglio (ad es.: sez. IV, sent. 5 novembre 2012, n. 5622), nel senso cioè che il requisito della “imprescindibilità” del mezzo di prova o del … Continua a leggere

E’ inammissibile il ricorso che, in violazione dell’art. 40, comma 1, lett. d) c.p.a., non contenga l’esposizione dei “motivi specifici” su cui il ricorso medesimo trova giustificazione e fondamento.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 14 dicembre 2012, n. 1213) «[G]iova ricordare che nel ricorso presentato al giudice amministrativo i motivi di gravame, pur se non rubricati in modo puntuale né espressi con formulazione giuridica assolutamente rigorosa, devono essere però esposti con specificità sufficiente a fornire almeno un principio di prova utile alla identificazione delle … Continua a leggere

Sull’incompetenza del segretario comunale a svolgere, in assenza di uno specifico atto di conferimento di funzioni, un compito di supplenza dei dirigenti impediti o assenti, nonché sulle conseguenze processuali dell’accoglimento di tale eccezione.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 15 novembre 2012, n. 1804) «[E’] fondato anzitutto il primo motivo di ricorso, incentrato sulla asserita incompetenza del Segretario comunale, autore dell’atto, rispetto al dirigente, competente in via generale ai sensi dell’art. 107 TUEL. Occorre infatti ricordare il testo della norma citata, comma 3, per cui “sono attribuiti ai dirigenti … Continua a leggere

La comunicazione del provvedimento amministrativo tramite fax è idonea a determinare la piena conoscenza dello stesso e, quindi, a far decorrere il termine di impugnazione.

(Tar Toscana, sez. I, 6 dicembre 2012, n. 1942) «Premesso che con il presente ricorso è impugnata l’aggiudicazione a favore della controinteressata di un appalto per la realizzazione di lavori pubblici, lamentando che nel progetto tecnico dell’aggiudicataria mancasse documentazione relativa alla sua offerta migliorativa di cui sarebbe stata prevista, dalla legge di gara, la produzione … Continua a leggere

Sulle possibilità di contestazione, da parte del ricorrente, delle valutazioni delle prove di un concorso pubblico operate dalla commissione esaminatrice e sui corrispondenti poteri del giudice amministrativo.

(Tar Basilicata, sez. I, 26 novembre 2012, n. 517) «[Q]uesto Tribunale (cfr. da ultimo TAR Basilicata Sentenze n. 325 del 6.7.2012 e n. 158 del 6.4.2012) è orientato a ritenere che il giudizio della Commissione esaminatrice costituisce una delle tipologie di esercizio di discrezionalità mista, in quanto costituisce una tipica valutazione tecnico-discrezionale, in cui sono … Continua a leggere

In materia di appalti pubblici, la domanda di risarcimento non sostenuta dalle allegazioni necessarie all’accertamento della responsabilità della P.A. deve essere disattesa, atteso che grava sul danneggiato l’onere di provare gli elementi costitutivi di siffatta domanda e, dunque, almeno di una diminuzione patrimoniale o di una perdita di chance, con il corollario che la totale assenza di queste indicazioni priva il giudice della possibilità di una valutazione equitativa.

(Tar Lazio, Latina, sez. I, 4 dicembre 2012, n. 929) «Dall’inammissibilità del ricorso deriva, altresì, l’infondatezza della domanda di risarcimento, alla luce dell’applicabilità al caso in esame dell’art. 1227, secondo comma, c.c., secondo l’insegnamento fornito dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con decisione n. 3 del 23 marzo 2011 (T.A.R. Lazio, Latina, Sez. I, 25 … Continua a leggere

Sulla responsabilità della stazione appaltante per inerzia ingiustificata nella stipulazione del contratto di appalto (protrattasi per un periodo tale da rendere legittimo il rifiuto alla stipula opposto dall’aggiudicataria), in violazione dell’obbligo, derivante da un giudicato, di aggiudicare e stipulare con la parte vittoriosa in giudizio, nonché sul risarcimento dei danni conseguentemente sofferti dalla stessa aggiudicataria.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 22 novembre 2012, n. 695) «Le ricorrenti avanzano altresì domanda risarcitoria per l’illegittima condotta tenuta dal Comune di Caulonia successivamente alla sentenza del Tribunale. Lamentano in sostanza il ritardo nell’esecuzione della sentenza, ovvero nella riaggiudicazione della gara a seguito della decisione, protrattosi per così tanto tempo da indurre le imprese ricorrenti … Continua a leggere

Sull’art. 120, comma 7 c.p.a.: conseguenze della violazione di tale disposizione ed influenza della stessa previsione normativa anche in materia di decorrenza dei termini per l’impugnazione del provvedimento depositato in giudizio.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 14 novembre 2012, n. 479) «L’articolo 120 comma 7 del d.lgs. n.104 del 2012 (c.p.a.) testualmente dispone che “I nuovi atti attinenti la medesima procedura di gara devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti”. Come noto, tale disposizione risponde ad una precisa esigenza di concentrazione, celerità ed economia processuale, … Continua a leggere

Ai fini del decorso del termine di impugnazione, è sufficiente che la ditta concorrente abbia appreso con certezza l’esito della gara e, quindi, abbia percepito la piena lesività dell’atto di aggiudicazione, altrimenti verrebbe ad essere frustrata proprio la finalità della disciplina in esame, tesa a contenere in termini ragionevoli e limitati le possibili contestazioni rispetto alle procedure di gara.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 29 ottobre 2012, n. 2622) «In data 30 dicembre 2011, con deliberazione n. 1067, la stazione appaltante ha proceduto all’aggiudicazione della gara di appalto per la fornitura quadriennale di protesi ortopediche e di materiale traumatologico occorrenti all’Azienda San Carlo Borromeo di Milano, indetta con D.D.G. 807/10. In data 27 gennaio … Continua a leggere

Per il Tar Abruzzo, il meccanismo dilatorio previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996 – che si basa sulla notifica del titolo in forma esecutiva – è ormai inapplicabile al giudizio di ottemperanza, poiché, per quest’ultimo, la necessità dell’apposizione della formula esecutiva è esclusa dall’art. 115, comma 3 c.p.a.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 11 ottobre 2012, n. 658) «Deve, innanzi tutto, essere esaminata l’eccezione pregiudiziale con cui l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha dedotto l’inammissibilità del ricorso perché proposto prima del termine dilatorio previsto dall’art. 14 D.L. n. 669/96, secondo cui “le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure … Continua a leggere

La rinuncia a uno dei motivi di ricorso non può valere a introdurre una modifica del rito che rimetta in termini gli interessati rispetto ad una causa d’inammissibilità ormai cristallizzata.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 3 ottobre 2012, n. 5191) «[Q]uesto Collegio non può che ribadire quanto già rilevato con la sentenza del n. 818 del 16 febbraio 2012. E’ incontestato che il ricorso in primo grado, notificato il 19 giugno 2009, è stato depositato nella segreteria del T.R.G.A. soltanto il 9 luglio 2008, ossia … Continua a leggere

Il Tar Trentino Alto Adige – Bolzano si pronuncia sulle forme di tutela e sulle diverse voci di danno risarcibili a fronte dello svolgimento di un concorso irregolare, con particolare riferimento ai danni non patrimoniali.

(Tar Trentino Alto Adige, Bolzano, 5 settembre 2012, n. 281) «La riparazione delle conseguenze dannose di un atto amministrativo illegittimo è garantita dall’ordinamento attraverso due distinte forme di tutela: quella della reintegrazione in forma specifica e quella del risarcimento per equivalente. Secondo la giurisprudenza amministrativa il rinnovo delle operazioni concorsuali ab initio, a partire dalla … Continua a leggere

Sulle ipotesi in cui, nell’ambito del giudizio sul silenzio, il giudice amministrativo può pronunciarsi sull’accoglibilità dell’istanza.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 25 settembre 2012, n. 5088) «In linea di massima, nei giudizi sul silenzio dell’Amministrazione, il giudice amministrativo non può andare oltre la declaratoria di illegittimità dell’inerzia e l’ordine di provvedere; gli resta precluso il potere di accertare direttamente la fondatezza della pretesa fatta valere dal richiedente, sostituendosi all’Amministrazione stessa. Le … Continua a leggere

Le decisioni sull’ubicazione delle sedi farmaceutiche spettano al Consiglio comunale, non alla Giunta.

(Tar Basilicata, sez. I, 2 agosto 2012, n. 379) «[P]oiché il servizio farmaceutico è un pubblico servizio ed il suo dimensionamento e, soprattutto, l’ubicazione delle sedi farmaceutiche rientrano nell’ambito della materia dell’organizzazione dei pubblici servizi, le relativi decisioni spettano, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. e), D.L.gvo n. 267/2000, al Consiglio Comunale, anche perché … Continua a leggere

Anche a seguito della riforma del comma 1 dell’art. 108 c.p.a. (ad opera del d.lgs. n. 195/2011), gli aventi causa ed i creditori di una delle parti sono legittimati a proporre opposizione revocatoria alla sentenza unicamente nelle forme del comma 2 del detto articolo, fornendo quindi prova che la sentenza sia stata effetto di dolo o collusione a loro danno, senza potersi valere della diversa disciplina dell’opposizione ordinaria.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 11 settembre 2012, n. 4829) «L’art. 108 del codice del processo amministrativo (D.Lgs. 2 luglio 2010 , n. 104 “Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo”), nella sua formulazione originaria, recitava: “1. Un terzo, titolare di una … Continua a leggere

La class action nei confronti della Pubblica Amministrazione non sfugge ai comuni principi in materia di domanda giudiziale, e, dunque, alla regola che questa debba essere sufficientemente determinata nel suo petitum, in relazione al contenuto dell’azione ed alla sua finalità.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 3 settembre 2012, n. 7483) «[I]l d. lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, introducendo una fattispecie processuale identificata come class action, all’art. 1 prevede, per quanto qui di rilievo, che, “al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio”, i titolari di interessi … Continua a leggere

La sospensione ex art. 295 c.p.c. è inapplicabile al giudizio di ottemperanza.

(Consiglio di Stato, sez. V, 10 settembre 2012, n. 4767) «L’appellante deduce […] una violazione dell’art. 295 c.p.c. per l’omessa sospensione del giudizio di ottemperanza. […] Il Giudice di prime cure ha fatto però rettamente notare la mancanza dei presupposti per l’invocata sospensione, non esistendo tra i due procedimenti un nesso di pregiudizialità necessaria, in … Continua a leggere

Sulle differenze tra l’azione di accertamento e la c.d. azione di condanna atipica e sulle condizioni di ammissibilità di quest’ultima.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 4 settembre 2012, n. 2220) «Il Collegio deve preliminarmente svolgere talune considerazioni in ordine alla corretta qualificazione dell’azione proposta, in applicazione di quanto disposto dall’art. 32 c.p.a., che conferisce al giudice il potere di qualificare la domanda, al di là del nomen iuris utilizzato dalle parti, attribuendo rilievo al contenuto … Continua a leggere

Sulle ragioni che determinano l’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione, sia in generale che, in particolare, per la materia pensionistica.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Siciliana, 19 giugno 2012, n. 2033) «Nel merito del caso in questione, la ricorrente rivendica l’annullamento dell’atto dell’amministrazione eccependo l’eccesso di potere per difetto di motivazione. Con l’avvento dell’art.3 della legge 241/1990 e della legge regionale Sicilia 10/1991, tale vizio si è trasformato da eccesso di potere … Continua a leggere

Il proprietario del fondo illegittimamente occupato dall’Amministrazione, ottenuta la declaratoria di illegittimità dell’occupazione e l’annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare nel giudizio di ottemperanza sia il risarcimento, sia la restituzione del fondo che la sua riduzione in pristino.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 29 agosto 2012, n. 4650) «[A]i fini della definizione della presente controversia, occorre considerare: – sia l’intervenuta espunzione dal nostro ordinamento dell’istituto dell’acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica, a seguito della realizzazione di un’opera pubblica; – sia l’intervenuto annullamento dell’art. 43 DPR n. 427/2001; – sia l’intervenuta introduzione … Continua a leggere

Ai fini dell’individuazione del Tar competente a conoscere del ricorso avverso gli atti di una procedura di evidenza pubblica (ivi compresi eventuali provvedimenti di esclusione) deve aversi riguardo soltanto al luogo di produzione degli effetti diretti cui è preordinato l’atto finale della procedura, ossia all’ambito territoriale di esplicazione dell’attività dell’impresa aggiudicataria conseguente all’emanazione dell’atto di aggiudicazione e alla stipula contrattuale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 11 luglio 2012, n. 4105) «Premesso che a norma dell’art. 13, comma 1, Cod. proc. amm. tra i due criteri di riparto della competenza territoriale, quello del luogo della sede dell’autorità emanante, e quello del luogo di produzione degli effetti dell’atto impugnato, deve darsi la prevalenza a quest’ultimo in virtù … Continua a leggere

Sulla differenza tra la cessazione della materia del contendere e la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso, in relazione alla diversa soddisfazione dell’interesse leso.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 luglio 2012, n. 4193) «Il ricorso può essere dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere. Questa figura, direttamente regolamentata dal legislatore con la norma di cui all’art. 23 comma 7 della legge 1034 del 1971 ed ora inserita nell’art. 35 del codice del processo amministrativo, è accomunata a quella … Continua a leggere

Al vicino che è stato danneggiato dalla esecuzione delle opere edilizie realizzate va riconosciuta la qualità di controinteressato (cui il ricorso deve essere notificato), avendo egli un interesse qualificato a difendere la propria posizione giuridica di titolare di un diritto di proprietà.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 maggio 2012, n. 3212) «Secondo la pacifica e costante interpretazione, il ricorso deve essere notificato ad almeno un controinteressato, a pena di decadenza; solo se il ricorso è notificato ad almeno un controinteressato, è ammissibile, salvo ordine di integrazione del contraddittorio. 7.3. Il Collegio non ignora l’orientamento giurisprudenziale, espresso … Continua a leggere

Il giudice amministrativo può sindacare e censurare l’inattendibilità, anche sul piano tecnico-scientifico, delle valutazioni dell’Amministrazione (e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti), perché tale vizio attiene all’uso irrazionale del potere amministrativo; ma si deve arrestare di fronte ad un risultato che, per quanto intrinsecamente opinabile, non risulti tuttavia oggettivamente inattendibile.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 luglio 2012, n. 3901) Circa i limiti del sindacato sulle valutazioni tecnico-discrezionali dell’Amministrazione e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti, «è ormai acquisito che il giudice amministrativo possa esercitare su queste valutazioni un sindacato non meramente estrinseco o formale (che avvenga cioè senza utilizzare le regole specialistiche impiegate dall’Amministrazione, … Continua a leggere

Quanto al riparto di giurisdizione in materia di sanzioni amministrative, è necessario – tra l’altro – distinguere tra sanzioni punitive e misure ripristinatorie, riconoscendo solo nel secondo caso la giurisdizione del giudice amministrativo.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 giugno 2012, n. 3786) «E’ pacifico il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine all’impugnativa del procedimento sanzionatorio disciplinato dalla l. n. 689 del 1981. Il collegio osserva sul punto (conformemente alla consolidata giurisprudenza della Corte di cassazione e di questo Consiglio, cfr., ex plurimis, Cass. civ., sez. … Continua a leggere

L’art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza consente la sospensione della licenza di un esercizio pubblico anche nelle ipotesi in cui quest’ultimo, comunque, costituisca un pericolo per la moralità pubblica ed il buon costume.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 giugno 2012, n. 248) «[C]ome è noto, è precluso al giudice amministrativo sindacare le scelte di merito effettuate dall’Amministrazione, per cui la sostituzione da parte del giudice amministrativo della propria valutazione a quella riservata alla discrezionalità dell’amministrazione costituisce, in via generale, una ipotesi di sconfinamento vietato nelle ipotesi di … Continua a leggere

Quand’anche fosse possibile far valere il rimedio di cui all’art. 2932 c.c. in relazione ad obbligazioni nascenti da accordi amministrativi, la sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. non potrebbe comunque essere pronunciata se gli effetti da essa prodotti non siano sufficientemente delineati già dalle parti.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 14 giugno 2012, n. 5497) Nella fattispecie, dall’accordo in esame non può derivare l’obbligo indicato da parte ricorrente, «…trattandosi di una attività amministrativa, per la quale non sono individuabili obblighi di fare suscettibili di tutela giurisdizionale, a prescindere dalla circostanza che gli accordi risultano scaduti. Si tratta infatti di attività … Continua a leggere

Nel giudizio di ottemperanza bisogna anche verificare se le sopravvenienze di fatto e/o di diritto rispetto al provvedimento impugnato siano idonee a limitare o addirittura ad escludere gli effetti del giudicato.

(Consiglio di Stato, sez. V, 13 giugno 2012, n. 3468) «[L]a peculiare natura, mista di cognizione ed esecuzione, propria del giudizio di ottemperanza, non rende ininfluenti le sopravvenienze di fatto e/o di diritto rispetto al provvedimento impugnato, onde occorre verificare se esse siano idonee a limitare o addirittura ad escludere gli effetti del giudicato. Infatti … Continua a leggere

Anche nel regime anteriore all’entrata in vigore del c.p.a. (art. 30, co. 5), la domanda risarcitoria può essere introdotta in un momento successivo alla proposizione della presupposta domanda di annullamento, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2012, n. 3444) «[A]llorché una domanda risarcitoria non sia stata formulata congiuntamente alla presupposta domanda impugnatoria, nulla osta a che la prima venga introdotta in un momento successivo, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa. In questo senso è del resto esplicito, oggi, … Continua a leggere

Il pagamento della somma richiesta a titolo di oblazione implica riconoscimento dell’illecito con conseguente rinuncia irretrattabile alla garanzia giurisdizionale ed irrilevanza della riserva di ripetizione.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3371) «[L’]oblazione non è un semplice adempimento pecuniario, ma consiste in un negozio giuridico unilaterale, processuale o extraprocessuale, produttivo di effetti di diritto pubblico, nel senso che il relativo pagamento implica riconoscimento dell’illecito con conseguente rinuncia irretrattabile alla garanzia giurisdizionale (cfr. Cass. civ., Sez. I, 24 … Continua a leggere

Non sussiste violazione del divieto di integrazione postuma della motivazione in giudizio tutte le volte in cui l’omissione di motivazione successivamente esternata non abbia leso il diritto di difesa dell’interessato e, comunque, in fase infraprocedimentale fossero state percepibili le ragioni sottese all’emissione del provvedimento gravato.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3376) «[I]l principio postulante la inammissibilità della integrazione postuma della motivazione in giudizio, ha sofferto di qualche temperamento nella giurisprudenza più recente di questo Consiglio di Stato, anche in relazione al sopravvenuto disposto del comma 2 dell’art. 21 octies legge 15/2005 (ex multis: “sebbene il divieto … Continua a leggere

Sulla cumulabilità, in astratto, delle domande di nomina di un commissario ad acta e di applicazione dell’astreinte, ferma restando l’inammissibilità di quest’ultima forma di tutela qualora l’esecuzione del giudicato consista nel pagamento di una somma di denaro.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 29 maggio 2012, n. 2512) «[L]a parte ricorrente ha chiesto, oltre alla nomina del commissario ad acta, anche la fissazione della “somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato”, statuizione che costituisce titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 114 co. … Continua a leggere

Il Tar Lazio conferma l’orientamento giurisprudenziale che nega l’applicazione della penalità di mora (o ‘astreinte’) nell’ipotesi in cui l’esecuzione del giudicato consista nel pagamento di una somma di denaro.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 18 maggio 2012, n. 4479) «Per quanto concerne la domanda di assegnazione di ulteriori somme, ex art. 114 c.p.a., IV comma, lett. e), è noto che, mediante tale disposizione è stato introdotto nel processo amministrativo l’istituto della“penalità di mora” (o astreinte, per affinità con l’istituto regolato dall’art. 911 del Code … Continua a leggere

In ipotesi di segnalazioni sottoscritte, circostanziate e documentate, relative alla commissione di abusi edilizi, l’Amministrazione ha comunque l’obbligo di attivare un procedimento di controllo e verifica, la cui conclusione deve essere espressa, sia essa nel senso dell’esercizio dei poteri sanzionatori, che in quella della motivata archiviazione.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 maggio 2012, n. 2592) «Non v’è dubbio che la tutelabilità dell’affidamento ingeneratosi in capo al privato circa la legittimità dell’azione amministrativa della quale egli è destinatario sia principio che ha ormai trovato, sulla spinta della giurisprudenza comunitaria, piena cittadinanza pur a fronte di un’attività autoritativa e discrezionale. Fonda le … Continua a leggere

Sui presupposti per la risarcibilità del ritardo della P.A. nella conclusione del procedimento.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 14 maggio 2012, n. 450) «[L]a violazione dell’obbligo di concludere con un provvedimento espresso il procedimento amministrativo avviato ad istanza di parte, (dunque di una posizione di interesse legittimo pretensivo), trova espressa tutela, anche risarcitoria. Alla luce del dettato normativo di cui alla legge 69/2009, che ha modificato la disciplina … Continua a leggere

Nel processo amministrativo, la cd. penalità di mora (“astreinte”) è applicabile anche alle sentenze di condanna pecuniarie della p.a. e può essere fissata con la sentenza di ottemperanza.

(Consiglio di Stato, sez. V, 14 maggio 2012, n. 2744) «[D]eve essere accolta la specifica domanda presentata dalla parte ricorrente ex articolo 114, comma 4, lettera e) del codice del processo amministrativo, che ha introdotto, in via generale, nel processo amministrativo, l’istituto della cd. penalità di mora, già regolato per il processo civile, con riguardo … Continua a leggere

Dato che la pronuncia giurisdizionale non contiene accertamenti relativi alla situazione giuridica dei soggetti estranei al giudicato, questi ultimi non possono agire in sede di ottemperanza e tuttavia – essendo l’atto espunto dalla realtà giuridica – essi possono promuovere ricorso in sede di giurisdizione di legittimità contro gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione elusivi del giudicato, i quali assumono a fondamento un’entità giuridicamente non più esistente.

(Tar Lombardia, Brescia, 3 maggio 2012, n. 739) «Preliminarmente il Collegio deve richiamare i principi elaborati in materia di limiti soggettivi del giudicato amministrativo, tenuto conto del canone generale della sua efficacia “inter partes” ai sensi dell’art. 2909 del c.c. per cui il contenuto della pronuncia non si estende ai soggetti terzi che non hanno … Continua a leggere

Il danneggiato deve almeno indicare la prova dell’esistenza di un danno, restando altrimenti preclusa anche la possibilità di una valutazione equitativa dello stesso.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 aprile 2012, n. 2449) «[L]a domanda di risarcimento del danno non sostenuta dalle allegazioni necessarie all’accertamento della responsabilità dell’Amministrazione deve essere disattesa: grava infatti sul danneggiato l’onere di provare gli elementi costitutivi della domanda di risarcimento del danno e dunque in materia di appalti, almeno successivamente alle recenti pronunce … Continua a leggere

L’accertata illegittimità dell’atto ritenuto lesivo dall’interessato rappresenta indice grave preciso e concordante della colpa dell’Amministrazione, sicché spetterà alla stessa Amministrazione di provare che si è trattato di un errore scusabile.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2012, n. 2534) «Secondo l’orientamento prevalente, al privato non è chiesto un particolare sforzo probatorio per dimostrare la colpa della p.a., potendo invocare l’illegittimità del provvedimento quale presunzione semplice della colpa e anche allegare circostanze ulteriori idonee a dimostrare che non si è trattato di errore scusabile. Spetterà … Continua a leggere

Il diniego di autotutela è generalmente privo di autonoma portata lesiva e si fonda su ragioni di merito amministrativo, che esulano dalla giurisdizione di qualsivoglia giudice; solo nel caso in cui l’Amministrazione, sollecitata ad esercitare l’autotutela, emetta un atto di conferma in senso proprio (e non meramente confermativo) del provvedimento originario, la nuova determinazione costituisce atto autonomamente lesivo e pertanto impugnabile.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2012, n. 2549) «L’art. 21-nonies l. n. 241 del 1990 ha disciplinato i presupposti e le forme dell’annullamento d’ufficio, ma non ha modificato la natura del potere, e non lo ha trasformato da discrezionale in obbligatorio, né ha previsto un interesse legittimo dei privati all’autotutela amministrativa. Il potere … Continua a leggere

Nell’ambito della conferenza di servizi, il ricorso va notificato a tutte le amministrazioni che hanno espresso pareri o determinazioni che la parte ricorrente avrebbe avuto l’onere di impugnare autonomamente, se fossero stati emanati al di fuori di tale peculiare modulo procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 2 maggio 2012, n. 2488) «[L’]utilizzo del modulo procedimentale della conferenza di servizi – che come tale non configura un ufficio speciale della p.a., autonomo rispetto ai soggetti che vi partecipano – non altera le regole che presiedono, in via ordinaria e generale, all’individuazione delle autorità emananti, con la conseguenza … Continua a leggere

Non esiste alcun profilo astrattamente ostativo alla proponibilità dell’azione ex art. 31 c.p.a. rispetto al procedimento per l’emanazione di atti generali, pianificatori e normativi, ferma restando la necessità di verificare, in concreto, la sussistenza della legittimazione attiva in capo al ricorrente.

(Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana, 19 aprile 2012, n. 396) «In primo luogo, è lo stesso dato normativo a smentire che l’art. 2 (il cui comma 8, anche nel testo vigente all’epoca della vicenda in esame, consente il ricorso all’azione ex art. 31 c.p.a., già art. 21-bis legge 6 dicembre 1971, n. … Continua a leggere

L’Amministrazione deve in ogni caso determinarsi espressamente sulla domanda di permesso di costruire, entro il termine legalmente assegnatole per la conclusione del procedimento di cui all’art. 20 T.U. 6 giugno 2001, n. 380.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 aprile 2012, n. 2302) «L’art. 20 T.U. 6 giugno 2001 n. 380, prevede che le domande di permesso di costruire debbano essere esaminate e definite entro termini ben definiti, trascorsi i quali, in base al disposto del comma 9, sulla domanda si forma il silenzio-rifiuto. Trascorso il predetto termine … Continua a leggere

Anche la pubblicazione di una sentenza in un differente giudizio, e benché resa inter alios, può costituire occasione per acquisire cognizione di elementi utili per l’introduzione di motivi aggiunti, atteso che il presupposto necessario per formulare motivi aggiunti nel processo amministrativo, ai fini della deduzione di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato, consiste nell’ignoranza dei vizi stessi (non imputabile al deducente) al momento della proposizione del ricorso introduttivo.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 aprile 2012, n. 2459) «Anche prima dell’avvento dell’art. 104, comma 3, CPA, infatti, l’interpretazione giurisprudenziale della disciplina processuale amministrativa ammetteva già la possibilità di formulare motivi aggiunti anche direttamente in grado di appello, allorché si trattasse di far valere dei vizi degli stessi provvedimenti impugnati non noti all’epoca del … Continua a leggere

In via generale, un parere vincolante non deve essere oggetto di immediata ed autonoma impugnazione entro il termine decadenziale previsto per il ricorso giurisdizionale, salvi i casi in cui l’amministrazione procedente: a) non avanzi oltre nel procedimento amministrativo, determinandosi così un arresto procedimentale; b) comunichi all’interessato il parere vincolante contrario reso dall’organo consultivo, manifestando cioè la volontà di “farlo proprio”.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 28 marzo 2012, n. 1829) «Questo Collegio non ignora l’orientamento di quella giurisprudenza del giudice amministrativo, la quale ritiene immediatamente impugnabili, tra gli altri, quei particolari atti endoprocedimentali rappresentati dai pareri vincolanti. Si è, infatti, sostenuto: – in via generale, che è impugnabile in sede giurisdizionale, in quanto lesiva di … Continua a leggere

La comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10-bis l. n. 241 del 1990 e s.m.i. è priva di immediata lesività ed è pertanto impugnabile solo insieme al provvedimento finale, nel termine di decadenza previsto per l’impugnazione di quest’ultimo.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 12 aprile 2012, n. 3359) «[L]a comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10 bis, legge n. 241 del 1990 è priva di immediata lesività, attesa la funzione che le è propria di consentire alla parte di partecipare attivamente al procedimento, ed, in ipotesi, di far pervenire l’autorità competente … Continua a leggere

Resta confermato che, anche dopo l’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la domanda di risarcimento del danno causato dall’inosservanza da parte della P.A., nella sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici, delle regole tecniche ovvero dei comuni canoni di diligenza e prudenza.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 3 aprile 2012, n. 348) «Recentemente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno ribadito che, in tema di riparto della giurisdizione, l’attrazione (ovvero concentrazione) della tutela risarcitoria dinanzi al giudice amministrativo può verificarsi soltanto qualora il danno patito dal soggetto sia conseguenza immediata e diretta della dedotta illegittimità del … Continua a leggere

La sanzione eventualmente prevista dall’ordinamento per i provvedimenti adottati in violazione di sentenze esecutive ma non coperte dal giudicato formale è quella dell’inefficacia, non quella della nullità; in ogni caso, la nullità degli atti adottati in violazione del giudicato deve essere oggetto di declaratoria espressa ad opera del giudice dell’ottemperanza e non può quindi essere altrimenti rilevata o eccepita in sede di legittimità.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 29 marzo 2012, n. 352) «In primo luogo, dal punto di vista sostanziale va osservato che ai sensi del combinato disposto dell’art. 21 septies l. n. 241 del 1990 e dell’art. 114 comma 4 lettera b) c.p.a., la nullità in senso tecnico può oggi predicarsi soltanto per … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato si sofferma sopra la natura della procedura di VIA e delle posizioni soggettive in essa coinvolte, il tipo di sindacato esercitabile dal giudice amministrativo, e le relative conseguenze in ordine ai limiti, cognitori e probatori, dei suoi poteri.

(Consiglio di Stato, sez. V, 22 marzo 2012, n. 1640) «Circa l’esatta individuazione della natura del potere e l’ampia latitudine della discrezionalità esercitata dall’amministrazione in sede di VIA, in quanto istituto finalizzato alla tutela preventiva dell’ambiente inteso in senso ampio, il collegio non intende deflettere dagli approdi esegetici cui è pervenuta la più recente giurisprudenza … Continua a leggere

Il mero interesse procedimentale non solo non è risarcibile in sé, ma rifluisce nella più generale considerazione dell’interesse legittimo pretensivo (al quale è strumentale) e degli strumenti di tutela per questo esperibili.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 2 aprile 2012, n. 1958) «[C]ome ha di recente affermato la Corte di Cassazione (Sez. Un., 23 marzo 2011 n. 6594), “la giurisdizione amministrativa è dunque ordinata ad apprestare tutela – cautelare, cognitoria ed esecutiva – contro l’agire della pubblica amministrazione, manifestazione di poteri pubblici, quale si è concretato nei … Continua a leggere

Sull’art. 64, comma 2 c.p.a. ed il principio di non contestazione nel processo amministrativo.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 22 marzo 2012, n. 1444) «[L’]art. 64 comma 2 c.p.a. (che al riguardo richiama l’art. 115 c.p.c, quale risultante dalla modifica introdotta dalla legge n. 69 del 2009) […], al pari dell’omologo disposto del codice di procedura civile, codifica un principio già emerso in via pretoria, circa la non necessità … Continua a leggere

Sull’appello nel processo amministrativo e la necessità della proposizione di specifiche censure contro i capi della sentenza gravata, anche ai sensi dell’art. 101 c.p.a.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Roma, 26 marzo 2012, n. 320) «[S]econdo l’indirizzo giurisprudenziale sin qui prevalente – fermo restando che l’appello nel processo amministrativo è un mezzo di impugnazione a critica libera – occorre comunque che esso contenga una critica della sentenza gravata e, dunque, specifiche censure avverso la stessa, essendo … Continua a leggere

Sui rimedi attualmente esperibili dal terzo controinteressato rispetto alla D.I.A./S.C.I.A.

(Tar Veneto, sez. II, 5 marzo 2012, n. 298) «Quanto ai rimedi esperibili dal terzo controinteressato rispetto alla D.I.A., il Consiglio di Stato, con l’Adunanza Plenaria n. 15 del 29 luglio 2011, aveva stabilito che la D.I.A. non costituisce un provvedimento tacito formatosi per il decorso del termine, essendo invece una mera dichiarazione del privato … Continua a leggere

Il termine di impugnazione di trenta giorni ex art. 120 c.p.a. non si applica al giudizio avverso il provvedimento di annullamento in autotutela che assuma la veste di contrarius actus in termini esclusivamente “formali” ma non “sostanziali”, attesa l’impossibilità dello stesso provvedimento di incidere fattivamente e concretamente sulle modificazioni della situazione reale già intervenute, rimuovendole.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 20 marzo 2012, n. 2683) «[L]a prescrizione dell’art. 120 in argomento trova la propria ragion d’essere nell’esigenza di garantire celerità in relazione alla definizione di procedure caratterizzate da un particolare interesse pubblico, ossia di procedure che – presupponendo la necessità di sopperire a precise e determinate carenze di beni … Continua a leggere

Il Tar Campania applica la regola della non risarcibilità dei danni evitabili con l’impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, oggi sancita dall’art. 30, comma 3, c.p.a..

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 15 marzo 2012, n. 1290) «Acclarata l’illegittimità del provvedimento di declaratoria di decadenza, si deve passare al consequenziale scrutinio della domanda risarcitoria inerente ai danni prodotti dal suddetto provvedimento. A parere del Collegio sussistono, in linea teorica, tutti i presupposti per il riconoscimento di una responsabilità per danni da parte … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato perimetra l’ampiezza del potere istruttorio del giudice, anche alla luce dell’art. 104 c.p.a., che fissa l’ultimo confine di ammissibilità delle prove nel giudizio amministrativo ed è norma di chiusura del sistema.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 15 marzo 2012, n. 1453) «Ritiene la Sezione che l’orientamento espresso in sentenza non possa essere condiviso, scontrandosi contro il cogente dovere del giudice amministrativo di adottare la propria decisione sulla base di una completa istruttoria. Tale affermazione si fonda su un’osservazione complessiva dei modi dell’accesso documentale al giudizio amministrativo. … Continua a leggere

Il Tar Puglia aderisce alla tesi secondo la quale l’art. 34, comma 3 c.p.a. deve applicarsi in via restrittiva e soltanto allorquando la domanda risarcitoria sia stata proposta nello stesso giudizio, oppure quando la parte ricorrente dimostri che ha già incardinato un separato giudizio di risarcimento o che è in procinto di farlo.

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 21 febbraio 2012, n. 369) «[V]a rimarcato che «L’art. 34, comma 3 d.lgs. n. 104/2010 (cod. proc. amm.) secondo il quale “quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste l’interesse ai fini risarcitori”, deve applicarsi … Continua a leggere

Il Tar Campania esamina la funzione e il regime processuale dell’istituto c.d. delle astreintes (o “penalità di mora”), ora previsto anche dall’art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a., ritenendo altresì che non vi sia incompatibilità tra l’irrogazione di astreintes e la richiesta di nomina di commissario ad acta.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 23 febbraio 2012, n. 959) «Quanto alla richiesta di nomina del commissario ad acta e di applicazione della sanzione prevista dall’art. 114, comma 4, lettera e), del cod. proc. amm., il Collegio osserva quanto segue. La disposizione dianzi richiamata ha introdotto anche nel processo amministrativo l’istituto c.d. delle astreintes (o … Continua a leggere

Sull’impugnabilità delle sentenze emesse in sede di ottemperanza, alla stregua di quanto disposto -in applicazione dell’art. 125 della Costituzione- dal Codice del processo amministrativo (art. 100).

(Consiglio di Stato, sez. VI, 15 febbraio 2012, n. 759) «[I]l Collegio ritiene di dover sottolineare, in primo luogo, non solo la pacifica impugnabilità delle sentenze emesse in sede di ottemperanza, quando il gravame non investa mere questioni esecutive, ma anche l’effetto devolutivo pieno che – ad avviso del Collegio stesso – deve riconoscersi quando, … Continua a leggere

E’ necessaria la querela di falso per contestare il verbale redatto e sottoscritto dagli agenti e dai tecnici del comune a seguito di sopralluogo ed attestante l’esistenza di manufatti abusivi, poiché esso costituisce atto pubblico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2012, n. 703) «In materia di edilizia ed urbanistica, è sufficientemente motivato il provvedimento che, a fronte di un abuso edilizio, ne ordina la demolizione con richiamo al verbale di sopralluogo dei tecnici comunali dato che, com’è noto, il provvedimento sanzionatorio in materia edilizia ha natura del tutto … Continua a leggere

La motivazione incompleta di un provvedimento amministrativo non può essere integrata mediante gli argomenti difensivi dedotti nel processo avverso il medesimo atto.

(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 19 dicembre 2011, n. 3055) «Come evidenziato dalla consolidata giurisprudenza, la motivazione è finalizzata a consentire al destinatario dell’atto amministrativo di ricostruire esattamente l’iter logico-giuridico attraverso cui l’amministrazione si è determinata a adottarlo, al fine di controllare il corretto esercizio del potere, onde far valere, eventualmente, le proprie ragioni. E’ … Continua a leggere

Il Tar Campania si pronuncia sulla natura giuridica del silenzio serbato dall’Amministrazione intimata sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 13 dicembre 2011, n. 5797) «Nella specie il ricorrente si duole del silenzio serbato dall’amministrazione comunale intimata sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria inoltrata in data 13.04.2010, ai sensi dell’art. 36 d.p.r. n. 380/2001, chiedendone l’annullamento e la declaratoria dell’obbligo di provvedere sull’istanza medesima con provvedimento espresso. 1.1 … Continua a leggere

E’ tempestiva l’impugnazione dell’aggiudicazione effettuata nel termine di decadenza decorrente dalla data in cui il ricorrente è posto nelle condizioni di sindacare con completezza le scelte dell’Amministrazione.

(Consiglio di Stato, sez. V, 14 dicembre 2011, n. 6543) «1 Il ricorso di prime cure ha investito un’aggiudicazione della quale l’originaria ricorrente era stata notiziata con comunicazione ricevuta in data 24 maggio 2010, laddove la sua successiva impugnazione è stata affidata alla notificazione soltanto il seguente 23 settembre. L’attuale appellata fa però notare, in … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato ribadisce le condizioni di ammissibilità del ricorso cumulativo nel processo amministrativo e ne spiega diffusamente la ratio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 14 dicembre 2011, n. 6537) «11. Il ricorso cumulativo è quello con il quale vengono impugnati più provvedimenti amministrativi; al riguardo giova rilevare che nel processo amministrativo vale la regola, discendente da una antica tradizione, secondo cui il ricorso deve essere diretto contro un solo provvedimento a meno che tra … Continua a leggere

Nel giudizio di ottemperanza, la scelta delle modalità per raggiungere il risultato è riservata al giudice, nell’ambito dei confini segnati dal giudicato, e non è vincolata dai suggerimenti e dalle richieste di parte.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 12 dicembre 2011, n. 6501) «[N]el giudizio di ottemperanza il vincolo che deriva al giudice dalla domanda di parte attiene solo al risultato e non al quomodo per raggiungere un tale risultato. Vale a dire, che a fronte di una fondata domanda di ottemperanza il giudice ha il dovere di … Continua a leggere

Il Tar Lombardia ricostruisce il regime di impugnazione giurisdizionale della denuncia di inizio attività (e della segnalazione certificata di inizio attività) e ritiene ammissibile ratione temporis l’azione di impugnazione diretta della DIA.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 4 novembre 2011, n. 2640) «Una ulteriore e preliminare riflessione deve essere dedicata, seppure per sommi capi, alla questione del regime di impugnazione giurisdizionale della denuncia di inizio attività. Sul punto, è noto il complesso dibattito giurisprudenziale, che ha visto la formazione di orientamenti anche radicalmente differenti fra i giudici … Continua a leggere

La vicinitas è criterio idoneo a legittimare l’impugnazione di singoli titoli edilizi, ma non può ritenersi sufficiente nel caso in cui oggetto di contestazione giudiziale sia la disciplina urbanistica, contenuta in uno strumento attuativo, di aree estranee a quelle di proprietà dei ricorrenti.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 15 novembre 2011, n. 6016) «E’ acquisizione pacifica che la legittimazione ad agendum può essere riconosciuta solo allorchè venga comprovata la sussistenza di una posizione legittimante rappresentata , in particolare da un interesse peculiare e qualificato su cui fondare il titolo di legittimazione a domandare ed (eventualmente ) ottenere dal … Continua a leggere

La domanda di risarcimento dinanzi al giudice amministrativo è proponibile anche in difetto di previa domanda di annullamento dell’atto lesivo, e, nel regime anteriore all’entrata in vigore del c.p.a., tale azione è validamente proposta entro il termine quinquennale di prescrizione ai sensi dell’art. 2947 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. V, 29 novembre 2011, n. 6296) «La questione della pregiudizialità della domanda di annullamento dell’atto illegittimo rispetto all’azione di risarcimento del danno, già risolta dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in favore della autonomia delle azioni e della proponibilità della domanda di risarcimento dinanzi al giudice amministrativo anche in difetto … Continua a leggere

E’ inammissibile (e non sanabile ex art. 156, comma 3, c.p.c.) il ricorso in appello senza il deposito della prova dell’avvenuta notifica, da effettuarsi nel termine di 30 giorni dal tempo dell’ultima notificazione.

(Consiglio di Stato, sez. III, 22 novembre 2011, n. 6139) «E’ sufficiente richiamare in proposito anzitutto il pacifico principio, secondo cui il rapporto processuale si instaura, nel giudizio amministrativo, con il deposito del ricorso notificato, nonché il disposto dell’art. 36, comma 4, t.u. Cons. St. (applicabile ratione temporis alla fattispecie, ma negli stessi termini v. … Continua a leggere

La discrezionalità tecnica può essere sindacata dal G.A. eventualmente con il ricorso all’ausilio di un consulente tecnico, ma comunque nei limiti della verifica dell’iter logico argomentativo seguito dagli organi tecnici dell’Amministrazione.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 14 novembre 2011, n. 5343) «[I]l Collegio osserva le valutazioni effettuate dalla Soprintendenza in ordine alla tutela dei valori storico-artistici sono caratterizzati da una ampia sfera di discrezionalità amministrativa vertendo su criteri che, per quanto ancorati a parametri tecnici, danno luogo a giudizi connotati da un inevitabile margine di opinabilità. … Continua a leggere

Il termine d’impugnazione decorre dalla conoscenza della portata dispositiva dell’atto, eventualmente attestata dall’istanza di accesso corredata dagli estremi dell’atto autorizzatorio successivamente gravato.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 novembre 2011, n. 5960) «[M]erita adesione l’orientamento giurisprudenziale che reputa sufficiente, ai fini del decorso del termine d’impugnazione, la conoscenza della portata dispositiva dell’atto, nella specie attestata dall’istanza di accesso corredata dagli estremi dell’atto autorizzatorio successivamente gravato». Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

L’art. 34, comma 3, c.p.a. deve applicarsi in via restrittiva, soltanto allorquando la domanda risarcitoria sia stata proposta nello stesso giudizio, oppure quando la parte ricorrente dimostri che ha già incardinato un separato giudizio di risarcimento o che è in procinto di farlo.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 5 ottobre 2011, n. 2352) «Con riferimento al permanere di un interesse risarcitorio, e quindi in relazione all’applicabilità alla presente fattispecie dell’art. 34, comma 3, cod. proc. amm., a mente del quale “quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice … Continua a leggere

Non può essere proposta l’azione di nullità di un atto amministrativo adottato in violazione di norme imperative, ma soltanto l’azione di annullamento dello stesso entro il termine di decadenza di sessanta giorni.

(Tar Basilicata, sez. I, 18 ottobre 2011, n. 510) «Osserva il Collegio che a norma dell’art. 21-septies, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241: “È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché … Continua a leggere

I soggetti residenti in prossimità di una località nella quale si intende realizzare un impianto di consistenti dimensioni preposto alla produzione di energia elettrica sono, in linea di principio, legittimati ad impugnare l’atto autorizzativo dell’impianto.

(Tar Toscana, sez. II, 21 settembre 2011, n. 1412) «[S]i osserva che, in linea di principio, i soggetti residenti in prossimità della località nella quale si intende realizzare un impianto di consistenti dimensioni preposto alla produzione di energia elettrica, ed alimentato da combustibili che sono potenzialmente suscettibili di incidere negativamente sulla qualità dell’ambiente, sono legittimati … Continua a leggere

Integrazione postuma della motivazione, comunque, a raggio ridotto.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 4 ottobre 2011, n. 4627) «In disparte la questione della eventuale ammissibilità, dopo l’introduzione dell’art. 21-octies nella legge n. 241 del 1990 ad opera della legge n. 15 del 2005, dell’integrazione postuma della motivazione del provvedimento (pur negata da cospicua giurisprudenza recente), il Collegio rileva che, in ogni caso, anche … Continua a leggere

Efficacia delle graduatorie concorsuali: scorrimento delle graduatorie, indizione di un nuovo concorso e obbligo di motivazione.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 luglio 2011, n. 14) «Ai sensi dell’articolo 99, comma 5, del codice del processo amministrativo, l’Adunanza Plenaria enuncia il principio di diritto espresso nella motivazione della presente decisione, così riassunto: “In presenza di graduatorie concorsuali valide ed efficaci, l’amministrazione, se stabilisce di provvedere alla copertura dei posti vacanti, deve … Continua a leggere

L’obbligo di provvedere sulle istanze in autotutela è incoercibile.

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 25 luglio 2011, n. 3989) Il ricorrente, usufruttuario di una quota significativa di una casa di cura provvisoriamente accreditata con il S.S.N., esponeva di aver in atto un complesso contenzioso con la direzione manageriale della casa di cura, sfociato anche in iniziative giudiziarie di carattere penale, volto ad evidenziare presso … Continua a leggere

Sulla irrilevanza delle eventuali notifiche del ricorso ai singoli organi dell’ente o alle persone fisiche titolari degli organi medesimi ai fini dell’assunzione della qualità di parte processuale di altri soggetti oltre alla pubblica amministrazione, intesa come persona giuridica unitariamente considerata.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 3 agosto 2011, n. 4641) Gli appellanti impugnavano la sentenza con la quale il Tar Marche aveva in parte dichiarato inammissibile ed in parte rigettato il loro ricorso proposto avverso una pluralità di atti, ed in particolare avverso la concessione edilizia rilasciata dall’Amministrazione comunale ai controinteressati. Nel giudizio di appello … Continua a leggere

I principi enucleati dall’Adunanza Plenaria n. 4/2011 sulla legittimazione al ricorso in materia di contratti pubblici al confronto con i principi e le norme dell’ordinamento comunitario.

(Consiglio di Stato, sez. III, 19 luglio 2011, n. 4361) Un’azienda sanitaria della Sardegna bandiva una gara per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare, per la durata di un triennio, con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La gara veniva aggiudicata all’odierna appellante, ma la seconda classificata impugnava l’aggiudicazione dinanzi al Tar Sardegna deducendo un … Continua a leggere

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