Accesso ai documenti, Giustizia amministrativa, Procedimento amministrativo

Accesso ai documenti e profili di riservatezza: sulla schermatura dei dati e sui riflessi processuali di tale modalità di ostensione dei documenti.

(Tar Campania, Napoli, sez. VI, 22 febbraio 2013, n. 1060)

«[L’]accesso è stato illegittimamente negato e va, quindi, consentito.
Resta da individuarne i confini.
6a- Al riguardo va in premessa evidenziato che il ricorso è stato notificato alla sola
[Amministrazione resistente] e che (ancorchè alcuna eccezione sia stata, non a caso, formulata in proposito) non può essere dichiarato inammissibile per omessa notifica ai controinteressati, ovvero ad almeno uno tra essi (soggetto affidatario dei lavori e soggetto affidatario della Direzione lavori), posto che:
– l’amministrazione non ha ritenuto, ex art. 3, comma 1, d.P.R. 12 aprile 2006 n. 184, di dover consentire la partecipazione di altri nella sede procedimentale (cfr. Cons. Stato, sezione sesta, 5 settembre 2012, n. 4703; sezione quarta, 16 maggio 2011, n. 2968; 14 aprile 2010, n. 2093) e che in alcun altro modo l’istante, odierno ricorrente, potrebbe essere venuto, ai fini qui dati, a legale conoscenza della loro identità;
– in connessione, in quanto in materia di accesso ai documenti amministrativi la qualità di controinteressato spetta non già a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, siano nominati o comunque coinvolti nel documento oggetto dell’istanza ostensiva, ma solo a coloro che per effetto dell’ostensione vedrebbero pregiudicato il loro diritto alla riservatezza; pertanto, “non basta che taluno venga chiamato in qualche modo in causa dal documento richiesto, ma occorre in capo a tale soggetto un quid pluris, vale a dire la titolarità di un diritto alla riservatezza sui dati racchiusi nello stesso documento, atteso che in materia di accesso la veste di controinteressato è una proiezione del valore della riservatezza, e non già della mera oggettiva riferibilità di un dato alla sfera di un certo soggetto” (così Cons. Stato, sezione quarta, 17 ottobre 2012, n. 5325 e, sezione quinta, 27 maggio 2011, n. 3190 e, in tali sensi sostanziali, così Tar Campania, questa sesta sezione, n. 754 del 6 febbraio 2013, cit.).
6b- E va ancora in premessa ricordato che, comunque, in presenza di profili di riservatezza da tutelarsi per legge (dati sensibili), “la schermatura dei dati non sacrifica il diritto alla privacy dei soggetti ai quali i dati ineriscono, cosicché gli stessi, proprio per l’impossibilità della loro identificazione, non sono controinteressati e, pertanto, il ricorso giurisdizionale non deve essere loro notificato” (Cons. Stato, sezione quinta, 23 marzo 2009, n. 1748).
6c- Riannodando le fila per pervenire alle concrete statuizioni qui a rendersi, va avuto presente che il diritto (la posizione legittimata) del
[ricorrente] si sostanzia e si esaurisce nell’accesso alla documentazione in grado di comprovare l’eventuale identità degli oggetti fra i due appalti, ovvero le connessioni esistenti fra loro, ed in quello di conoscere l’ambito oggettivo dell’affidamento della Direzione dei lavori dell’ultimo di essi.
Esula, quindi, da esso (essa) ogni diretto riferimento ai soggetti affidatari ed ai relativi dati sensibili, ivi comprese le condizioni contrattuali.
6d- Pertanto, il ripetuto accesso -ammissibile come richiesto non essendo dato al
[ricorrente] di conoscere il dettaglio degli atti annessi alle due determine- dovrà essere consentito fatta eccezione, a mezzo di stralci di atti, ovvero di apposite schermature:
– dei nominativi dei soggetti affidatari sia dell’esecuzione dei lavori che della Direzione lavori;
– degli schemi contrattuali;
– di quant’altro non direttamente riferibile ai dati oggettivi innanzi indicati in esito ai quali sussiste il diritto all’accesso.
6e- Tanto, lo si ripete, avuta presente la posizione del
[ricorrente] ed il suo interesse tutelabile, che non richiede l’ostensione di dati che possano essere definiti riservati, di guisa che non si impone alcun bilanciamento fra tutela della riservatezza e dati sensibili e, soprattutto, non si pone l’esigenza di farsi carico della pretermissione dei soggetti aventi diritto alla prima e del loro diritto a partecipare al procedimento ed al processo.
7- In definitiva, previo annullamento del provvedimento reiettivo impugnato, va ordinato
[all’Amministrazione resistente] di consentire l’accesso alla documentazione richiesta [dal ricorrente]: nei limiti innanzi descritti e sotto la responsabilità della stessa [Amministrazione] quanto ad ostensione che sia rispettosa del dictum giudiziale».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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