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Enti locali

Questa categoria contiene 8 articoli

Ordinanze contingibili e urgenti: i presupposti individuati dalla giurisprudenza per la loro emanazione – rispetto dei principi generali dell’ordinamento, urgenza, provvisorietà e natura residuale dei provvedimenti in questione, cioè la mancanza di altri poteri tipici – valgono sia per le ordinanze che il sindaco, quale ufficiale del Governo, può adottare ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 267/2000, sia per le ordinanze che il sindaco può adottare quale rappresentante della comunità locale in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, ai sensi dell’art. 50 dello stesso testo unico.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 7 luglio 2017, n. 1046) «Il profilo della contingibilità delle ordinanze indica, com’è noto, l’urgente necessità di provvedere con efficacia ed immediatezza in ordine a situazioni eccezionali di pericolo attuale ed imminente per l’incolumità pubblica. Tale urgente necessità impone al sindaco di dare adeguata contezza delle ragioni che lo hanno … Continua a leggere

Incarichi a contratto: gli atti di affidamento di incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato ex art. 110 TUEL devono essere adeguatamente motivati e sono soggetti alla giurisdizione del G.A., ai sensi dell’art. 63, co. 4, d.lgs. n. 165/2001, in quanto il citato art. 110 d.lgs. n. 267/2000 non esonera gli enti locali dallo svolgere procedure concorsuali che, in ossequio all’art. 97 Cost., devono essere rette dai principi di trasparenza, imparzialità e par condicio (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittima la determinazione con la quale il Sindaco aveva conferito ad un soggetto l’incarico a tempo determinato di dirigente tecnico responsabile di un Ufficio con una motivazione ritenuta tautologica, recante soltanto il riferimento all’“esperienza maturata con le funzioni proprie del posto da ricoprire e con lo svolgimento dell’attività svolta presso l’Amministrazione comunale”).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 17 maggio 2016, n. 1198) «Ritiene il Collegio che il ricorso sia stato correttamente incardinato avanti all’adito T.a.r. e ciò perché, come ha già statuito questo T.a.r., con sentenza della sez. III, l8 luglio 2014, n. 1931 “viene in evidenza una procedura concorsuale che non presenta elementi differenziali tali da … Continua a leggere

Scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose: occorrono, in ogni caso, elementi sufficienti, univoci e coerenti, volti a far ritenere sussistente un collegamento tra l’amministrazione comunale sciolta e i gruppi criminali (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittimo il decreto di scioglimento, in quanto il materiale raccolto nel corso dell’istruttoria amministrativa non consentiva di trarre un’univoca interpretazione delle circostanze di fatto evidenziate, alla stregua di un criterio congruenza, ragionevolezza e proporzionalità, quali indici di un fenomeno di infiltrazione mafiosa in atto).

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 12 marzo 2015, n. 4060) «Quanto alle dedotte censure di merito, volte a far constatare l’assenza di fenomeni d’infiltrazione mafiosa, occorre premettere che il sindacato giurisdizionale sul corretto esercizio del potere di scioglimento per infiltrazioni delinquenziali ha per oggetto il profilo di diritto amministrativo concernente il procedimento che precede la … Continua a leggere

Se i posti messi a concorso non sono preesistenti, bensì di nuova istituzione, per la loro copertura non si applica la preferenza per lo scorrimento della graduatoria di cui all’art. 91, comma 4 T.U.E.L. e al principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 14/2011 (peraltro, nella fattispecie erano inapplicabili – ratione temporis – anche le più recenti modifiche a favore dello scorrimento delle graduatorie di precedenti concorsi, introdotte con le disposizioni di cui all’art. 4, commi 3, 3-bis, 3-ter e 3-quater, D.L. n. 101/2013, conv. in l. n. 125/2013, trattandosi di un concorso la cui graduatoria è stata approvata prima dell’entrata in vigore di tali nuove disposizioni).

(Consiglio di Stato, sez. III, 29 agosto 2014, n. 4438) «La questione determinante per la definizione della controversia non è se la graduatoria sia valida ed efficace, ma quella se i posti messi concorso con il principale provvedimento impugnato siano preesistenti o di nuova istituzione con specifico riferimento alla applicazione della disposizione dell’art. 91, comma … Continua a leggere

Il Comune non può introdurre l’imposta di soggiorno, contemplata dall’art. 4 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, se la Regione non ha predisposto l’apposito elenco dei Comuni a vocazione turistica che possono istituire detta imposta.

(Tar Molise, sez. I, 25 luglio 2014, n. 477) «Con il primo motivo le ricorrenti rilevano che il tributo [l’imposta di soggiorno contemplata dall’art. 4 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23; n.d.r.] non avrebbe potuto essere introdotto, in quanto la Regione […] non ha predisposto l’elenco dei Comuni a vocazione turistica che, a norma … Continua a leggere

Per il Tar Puglia, i consiglieri provinciali devono ritenersi legittimati, ai sensi dell’art. 14 l. della legge 21 marzo 1990, n. 53, ad autenticare le sottoscrizioni delle liste relative alle competizioni elettorali della Provincia di appartenenza nonché di tutti i Comuni ricadenti nel relativo territorio provinciale.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 232) «In una vicenda analoga a quella oggetto del presente gravame la Sezione, con la sentenza n. 1416/2013, aveva reputato di aderire al filone giurisprudenziale secondo il quale “il consigliere dell’ente locale esercita il potere di autentica delle sottoscrizioni ex art. 14 della legge 21 marzo … Continua a leggere

In tema di cd. gara a doppio oggetto (tesa all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 28 gennaio 2014, n. 105) Parte ricorrente lamenta «la violazione dei principi comunitari in materia di gare “a doppio oggetto” (tese all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio) in quanto – pur nell’incertezza derivante dall’abrogazione dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 in esito al referendum e alla dichiarazione … Continua a leggere

L’art. 42 d.lgs. n. 267/2000 delimita la competenza del Consiglio comunale agli atti fondamentali, tassativamente indicati, nella misura in cui si traducono nell’espressione di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, mentre la Giunta ha una competenza generale e residuale in quanto compie tutti gli atti non riservati dalla legge al consiglio o non ricadenti nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del Sindaco o di altri organi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 dicembre 2013, n. 6115) «Non può essere condivisa la sentenza impugnata, laddove ha ritenuto che le delibere di Giunta comunale impugnate siano illegittime per difetto di competenza sotto il profilo che simili atti dovevano essere adottati dal Consiglio comunale in ragione di quanto disposto dall’art. 42, comma 2, lett. … Continua a leggere

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