Enti locali, Tributi locali, Turismo

Il Comune non può introdurre l’imposta di soggiorno, contemplata dall’art. 4 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, se la Regione non ha predisposto l’apposito elenco dei Comuni a vocazione turistica che possono istituire detta imposta.

(Tar Molise, sez. I, 25 luglio 2014, n. 477)

«Con il primo motivo le ricorrenti rilevano che il tributo [l’imposta di soggiorno contemplata dall’art. 4 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23; n.d.r.] non avrebbe potuto essere introdotto, in quanto la Regione […] non ha predisposto l’elenco dei Comuni a vocazione turistica che, a norma dell’art. 4 del d.lgs. n 23/2011, possono istituire l’imposta di soggiorno.
L’Amministrazione resistente ha obiettato che tale elenco non avrebbe valore costitutivo e non potrebbe quindi condizionare l’istituzione del tributo, atteso che la connotazione turistica dell’ente locale dovrebbe desumersi da una serie di indici fattuali, senza contare che la predisposizione dell’elenco dipende da un’iniziativa della Regione che, quale ente terzo e non direttamente interessato all’entrata tributaria, non potrebbe condizionarne l’introduzione.
In ogni caso il Comune
[…] sarebbe incluso nell’elenco predisposto ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. n. 114/1998 dei Comuni ad economia prevalentemente turistica abilitati a derogare agli orari e giorni di chiusura di modo che la sua vocazione turistica sarebbe comunque attestata.
Il motivo è fondato.
E’noto che la riserva di legge (art. 23 Cost.) costituisce uno dei principi cardine dell’obbligazione tributaria, ponendosi quale guarentigia del cittadino sulle scelte di rilevanza tributaria di una manifestazione di ricchezza; il principio di legalità di cui all’art. 23 Cost. opera quindi sul piano formale, per cui è la legge istitutiva del prelievo tributario che deve disciplinarne gli aspetti fondamentali, individuandone i soggetti passivi (o i criteri per identificarli), il presupposto e la misura del tributo, attraverso l’indicazione dell’aliquota massima o la fissazione dei criteri idonei a delimitare la discrezionalità dell’Autorità chiamata ad applicare l’imposta.
Nel caso di specie l’art. 4, co. 1, del d.lgs. n. 23/2011 con il quale è stata disciplinata l’imposta di soggiorno h stabilito che: “i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.
Sulla base della disposizione testé riportata, il fatto suscettibile di valutazione economica ai fini dell’applicazione dell’imposta di soggiorno è connesso a una spesa, quella turistica, non avente carattere d’indispensabilità e che costituisce espressione di una manifestazione non meramente fittizia di ricchezza, che trova la propria giustificazione, secondo la giurisprudenza costituzionale, nell’esigenza che i soggetti non residenti nel territorio comunale partecipino ai costi pubblici determinati dalla fruizione del patrimonio culturale e ambientale, anche in funzione di una migliore sostenibilità dei flussi di visitatori e, quindi, in virtù di una vocazione turistica del Comune interessato dall’applicazione dell’imposta, non generica, ma specificamente accertata dalla Regione attraverso l’inserimento dell’ente locale nell’elenco previsto dal ripetuto art. 4 del d.lgs. n. 23/2011 (cfr. Corte Cost. 15 aprile 2008, n. 102, sull’imposta di soggiorno sarda).
Ne consegue che, anche per ragioni di ordine costituzionale, riveste carattere fondamentale l’accertamento dell’effettiva vocazione turistica del Comune nel quale si intenda istituire l’imposta di soggiorno; accertamento che l’art. 4 del d.lgs. n. 23/2011 ha rimesso all’esclusivo scrutinio della Regione (con l’eccezione delle Unioni di Comuni e dei capoluoghi di Provincia per i quali vige una sorta di presunzione di legge), con una disposizione da ritenersi ragionevole e volta a conservare la corrispondenza tra carattere prevalentemente turistico del soggiorno dei non residenti e imposizione tributaria.
Ne consegue che la predisposizione degli elenchi regionali non può essere surrogata, come pretenderebbe l’Amministrazione resistente, da qualificazioni del tutto diverse per presupposti e fini quale quella volta a consentire la deroga agli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. d.lgs. 31 marzo 1998, n. 114.
Peraltro, l’attribuzione alla Regione del compito di predisporre gli elenchi dei Comuni abilitati ad imporre l’imposta di soggiorno, si inquadra nel riparto di competenze tra Stato e Regioni disegnato dall’art. 117 Costituzione che, nell’ambito della legislazione concorrente, assegna alla Regione il coordinamento del sistema tributario; coordinamento che, nel caso di specie, si realizza attraverso la predisposizione degli elenchi previsti dall’art. 4 citato attraverso i quali la Regione decide quali siano i Comuni che, per vocazione turistica, possono istituire l’imposta di soggiorno. Deve quindi escludersi che una tale valutazione possa essere ridotta ad un mero accertamento di indici attestanti la vocazione turistica dell’ente comunale (affluenza negli alberghi, presenza nel Comune dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo nonché della Facoltà di scienze turistiche), come pretenderebbe l’Amministrazione resistente.
La ravvisata fondatezza del motivo di censura concernente la sussistenza del presupposto legittimante l’introduzione dell’imposta esime il collegio dallo scrutinio degli altri motivi di ricorso che restano evidentemente assorbiti
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.