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Diritto comunitario

Questa categoria contiene 12 articoli

In house providing: l’esistenza di una disciplina normativa a livello comunitario (art. 12 della direttiva 2014/24/UE) consente tale forma di affidamento, ma non obbliga i legislatori nazionali a disciplinarla, né impedisce loro di limitarla o escluderla in determinati ambiti (nella fattispecie, mediante l’art. 4 l. 7 agosto 2012, n. 135, il cui comma 7 reca una scelta dichiaratamente pro-concorrenziale che, secondo il Consiglio di Stato, non può certamente ritenersi irragionevole).

(Consiglio di Stato, sez. III, 7 maggio 2015, n. 2291) «L’art. 4 [l. 7 agosto 2012, n. 135] (“Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche”), ha dettato una serie di disposizioni volte a limitare e razionalizzare il ricorso da parte delle pubbliche amministrazioni all’attività di società controllate. Il comma 7, al … Continua a leggere

In assenza di criteri prefissati dalla lex specialis, il principio di rotazione di cui all’art. 125 d.lgs. n. 163/06 non può essere invocato per escludere dal cottimo fiduciario i concorrenti che inoltrino una domanda per esservi invitati (nel caso di specie, il Tar Lombardia ha rilevato che la stazione appaltante aveva escluso dalla procedura la ricorrente, in quanto affidataria del servizio in passato, avendovi invece ammesso l’impresa che lo gestiva al momento dell’indizione della procedura selettiva in esame, con conseguente irragionevolezza intrinseca di un tale modus operandi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 16 gennaio 2015, n. 179) «Il ricorso è fondato, essendosi la stazione appaltante illegittimamente determinata a non invitare la ricorrente, pur a fronte di una sua formale istanza, ed in assenza di ulteriori disposizioni contenute nella lex specialis, disciplinanti la partecipazione al cottimo fiduciario impugnato nel presente giudizio. I) Secondo … Continua a leggere

In tema di decorrenza del termine di impugnazione dell’aggiudicazione di un appalto, la Corte di Giustizia dichiara (con specifico riferimento ai settori dell’acqua, energia, trasporti e telecomunicazioni di cui alla direttiva 92/13/CEE) che – qualora sia intervenuta una nuova decisione dell’amministrazione aggiudicatrice, adottata dopo la decisione di aggiudicazione di un appalto ma prima della firma del contratto e che possa incidere sulla legittimità di detta decisione di attribuzione – il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento deve iniziare nuovamente a decorrere dalla comunicazione agli offerenti della decisione successiva o, in assenza di detta comunicazione, dal momento in cui questi ultimi ne hanno avuto conoscenza; invece – nel caso in cui un offerente abbia conoscenza, dopo la scadenza del termine di ricorso previsto dalla normativa nazionale, di un’irregolarità asseritamente commessa prima della decisione di aggiudicazione di un appalto – il diritto di ricorso contro tale decisione gli è garantito soltanto entro tale termine, salvo espressa disposizione del diritto nazionale a garanzia di tale diritto, conformemente al diritto dell’Unione.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. V, causa C-161/13, 8 maggio 2014, Idrodinamica Spurgo Velox srl ed altri contro Acquedotto Pugliese SpA) «33 Con tali questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede in sostanza se il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento contro la decisione di aggiudicazione di un … Continua a leggere

Nel sistema concessorio-autorizzatorio imposto dal nostro ordinamento – che non contrasta con l’ordinamento comunitario – la qualità di concessionario costituisce il presupposto imprescindibile per svolgere l’attività di scommesse e giochi pubblici, sicché la licenza di polizia può essere rilasciata esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva la possibilità di svolgere l’attività suddetta.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 28 febbraio 2014, n. 2351) «Il Collegio rileva che, con sentenza della C.G.U.E., Sez. III, 12 settembre 2013 n. C-660/11, è stato affermato, tra l’altro, che: – gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, la circostanza che … Continua a leggere

In tema di cd. gara a doppio oggetto (tesa all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 28 gennaio 2014, n. 105) Parte ricorrente lamenta «la violazione dei principi comunitari in materia di gare “a doppio oggetto” (tese all’individuazione del socio e in via contemporanea all’affidamento del servizio) in quanto – pur nell’incertezza derivante dall’abrogazione dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 in esito al referendum e alla dichiarazione … Continua a leggere

Nella prospettiva dell’art. 47 della direttiva 2004/18/CE, il subappalto può essere considerato come uno strumento negoziale che, pur differenziandosi dall’avvalimento sotto il profilo strutturale, ha tuttavia in comune con esso la funzione di allargare la possibilità di partecipazione alle gare da parte di soggetti sforniti dei requisiti di partecipazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Bis, 13 gennaio 2014, n. 361) «Con il quinto motivo del ricorso principale l’ATI ricorrente lamenta la violazione dell’art. b.1 del bando, dell’art. 3.b del disciplinare, dell’art. 92 del DPR n. DPR 207/2010: illegittimamente l’Amministrazione non ha disposto l’esclusione della controinteressata […] che non era in possesso del requisito speciale … Continua a leggere

Scaffale delle novità: A. Postiglione – S. Maglia, “Diritto e gestione dell’ambiente. Quadro internazionale, comunitario e nazionale” (seconda edizione interamente riveduta e corretta).

(Irnerio Editore – collana ECO, II ed. 2013; 535 p.; Cod. ISBN 978-88-896-37132-9; € 34) Giunge già alla sua seconda edizione dopo un solo anno questo volume, già diventato uno tra gli strumenti più completi e pratici per tutti gli studiosi ed operatori del settore. L’Opera è articolata in una Parte Generale ed in una … Continua a leggere

Sulle condizioni che devono sussistere affinché, in concreto, sia configurabile a carico del giudice di ultima istanza l’obbligo di rimettere la questione di interpretazione pregiudiziale alla Corte di giustizia ex art. 267, co. 3 TFUE.

(Consiglio di Stato, sez. V, 23 ottobre 2013, n. 5131) «[L’]obbligo del rinvio pregiudiziale interpretativo alla Corte UE sancito dall’art. 267, co. 3, Trattato FUE presuppone non solo l’esistenza di un giudice ma anche di un giudizio correttamente instaurato e altrettanto correttamente celebrato ovvero sviluppatosi nel rispetto delle regole processuali del singolo Stato; la stessa … Continua a leggere

Sul sindacato giurisdizionale della legittimità degli atti di pianificazione urbanistica che dispongono limiti o restrizioni all’apertura di nuovi esercizi commerciali in determinati ambiti territoriali, alla luce dell’evoluzione della normativa comunitaria e nazionale.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 10 ottobre 2013, n. 2271) «Con la prima censura la ricorrente assume che la previsione di un incondizionato divieto di apertura di medie strutture di vendita di superficie superiore a 600 mq. nella zona denominata “ambito urbano consolidato n. 2”, contenuta nel PGT e, prima ancora, nei criteri di urbanistica … Continua a leggere

Il Tar Campania condivide l’indirizzo giurisprudenziale volto a valorizzare la portata generale dell’avvalimento ed a ripudiarne le limitazioni (fatte salve le eccezioni rappresentate dai requisiti soggettivi di carattere personale), in omaggio ai sottesi principi proconcorrenziali di matrice comunitaria.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 9 ottobre 2013, n. 4524) «[C]irca la dedotta impossibilità di avvalersi dell’altrui dall’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, il Collegio, pur non ignorando l’esistenza di orientamenti giurisprudenziali in tal senso (cfr. TAR Lazio, Roma, sez. II, n. 10080/2011), propende per l’opposto indirizzo, volto – in omaggio ai sottesi principi proconcorrenziali di … Continua a leggere

La Corte di giustizia chiarisce che il principio della parità di trattamento dev’essere interpretato nel senso che non osta a che un’amministrazione aggiudicatrice chieda a un candidato, dopo la scadenza del termine stabilito per il deposito delle candidature a un appalto pubblico, di comunicare i documenti descrittivi della sua situazione, come il bilancio pubblicato, la cui esistenza prima della scadenza del termine fissato per presentare la candidatura sia oggettivamente verificabile, sempreché i documenti di detto appalto non ne abbiano esplicitamente imposto la comunicazione sotto pena di esclusione della candidatura. Tale richiesta non deve indebitamente favorire o sfavorire il candidato o i candidati cui detta richiesta è stata rivolta.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-336/12, 10 ottobre 2013, Ministeriet for Forskning, Innovation og Videregående Uddannelser c. Manova A/S) «25 Con la sua questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se il principio della parità di trattamento debba essere interpretato nel senso che osta a che un’amministrazione aggiudicatrice chieda a un … Continua a leggere

La Corte di giustizia blocca l’effetto paralizzante del ricorso incidentale sul ricorso principale teorizzato dall’Adunanza Plenaria n. 4/2011.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-100/12, 4 luglio 2013, Fastweb SpA contro Azienda Sanitaria Locale di Alessandria) «13 In esito alla verificazione dell’idoneità delle offerte presentate dalle due società rispetto al piano di fabbisogni, disposta dal giudice del rinvio, è stato constatato che nessuna delle due offerte risultava conforme all’insieme delle specifiche … Continua a leggere

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