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Comunicazioni elettroniche

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La Corte costituzionale ribadisce che l’art. 93 del Codice delle comunicazioni elettroniche è espressione di un principio fondamentale (in quanto persegue la finalità di garantire a tutti gli operatori un trattamento uniforme e non discriminatorio, attraverso la previsione del divieto di porre a carico degli stessi oneri o canoni) e preclude, pertanto, la libera imposizione, da parte delle Regioni, di obblighi “pecuniari” a carico dei soggetti operanti sul proprio territorio, prevenendo così il rischio di una ingiustificata discriminazione rispetto ad operatori di altre Regioni, per i quali, in ipotesi, tali obblighi potrebbero non essere imposti.

(Corte costituzionale, 26 marzo 2015, n. 47) «Con ordinanza del 14 dicembre 2012, il Tribunale ordinario di Torino ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 14 della legge della Regione Piemonte 3 agosto 2004, n. 19 (Nuova disciplina regionale sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), il quale prevede che «1. I … Continua a leggere

Installazione di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili: il potere regolamentare comunale non può stabilire divieti generalizzati per la tutela della salute, cui ha già provveduto lo Stato, utilizzando in modo surrettizio le competenze edilizio-urbanistiche (in particolare, il Tar ha statuito che i “criteri di localizzazione” dei Comuni sono possibili se non sono finalizzati a porre “limitazioni territoriali” illegittime, anche perché i servizi di rete, che a loro volta sono in continua evoluzione, devono utilizzare le nuove tecniche, rendendole disponibili a tutti i cittadini).

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 febbraio 2015, n. 53) «Il ricorso, seguito da motivi aggiunti, impugna la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di autorizzazione (art. 87, del codice comunicazioni elettroniche, Cce- d.lgs. n. 259/2003), necessaria per realizzare una Stazione radio base (Srb) […], in uno al regolamento comunale per gli impianti Srb, … Continua a leggere

Tutela del diritto d’autore in rete: le motivazioni dell’ordinanza con cui il Tar Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, co. 1, e degli artt. 14, co. 3, 15, co. 2, e 16, co. 3, del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32-bis del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con d.lgs. n. 177/2005, sulla cui base è stata adottata la delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013 recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative”.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, ord. 26 settembre 2014, n. 10020) «Occorre […] prendere le mosse dalla ricostruzione del quadro giuridico di riferimento: a) la competenza dell’AGCom per le garanzie nelle comunicazioni in tema di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazioni elettroniche trova fondamento nella legge 22 aprile 1941, n. 633, recante “Protezione … Continua a leggere

Si deve ritenere, in via generale, che la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento di una domanda interrompe anche i termini per la formazione di un eventuale silenzio assenso, in quei casi in cui l’ordinamento ha inteso assegnare al silenzio serbato dall’amministrazione su un’istanza il valore di assenso alla richiesta.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 gennaio 2014, n. 418) La questione centrale del ricorso riguarda «l’avvenuta (contestata) formazione del silenzio assenso sulla domanda di installazione dell’impianto di telefonia mobile che era stata presentata dalla società [appellata] il 26 luglio 2005, ai sensi dell’art. 87 del d. lgs. n. 259 del 2003. [I]l T.A.R. per … Continua a leggere

Il d.lgs. n. 259/2003 ha disciplinato un procedimento semplificato per la realizzazione delle infrastrutture delle comunicazioni elettroniche ai soli fini urbanistici, edilizi ed igienico sanitari – che è destinato a prevalere unicamente sulla disciplina edilizia dettata con il T.U. di cui al d.p.r. n. 380/2001 – restando salva invece la piena applicabilità delle norme a tutela paesaggistica, sicché è legittimo il rigetto della domanda di autorizzazione paesaggistica in sanatoria relativamente ad un traliccio avente funzione di sostegno di impianti per radiotrasmissione, fondato sull’incompatibilità paesaggistica dell’intervento in questione (date anche le dimensioni del traliccio, nell’ordine di 20 metri di altezza).

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 gennaio 2014, n. 96) «[E’] necessario ricordare e precisare come alla base dell’atto di diniego impugnato con il ricorso in primo grado vi fosse una richiesta di autorizzazione paesaggistica in sanatoria, presentata dalla proprietà a norma dell’art. 181, co. 1 quater, del d.lgs. 42/2004, nell’ambito di un procedimento sanzionatorio … Continua a leggere

L’AGCM non è competente a sanzionare le pratiche commerciali scorrette poste in essere dai gestori di telefonia mobile nella vendita delle SIM, atteso che la repressione di tali condotte è affidata dall’ordinamento all’AGCom.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 18 febbraio 2013, n. 1742) «Come la Sezione – sia pure in relazione a diversa fattispecie – ha avuto occasione di rilevare (Tar Lazio, I, 17 gennaio 2013, n. 535 e 12 luglio 2012, n. 6325 ), la questione della individuazione dell’Autorità competente ad adottare provvedimenti sanzionatori in materia di … Continua a leggere

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