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Pratiche commerciali scorrette

Questa categoria contiene 6 articoli

Costituisce una pratica commerciale scorretta l’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata le cui modalità di presentazione, per aspetti grafici e lessicali, risultino idonee a ingenerare nei destinatari il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto: la fattispecie, infatti, rientra nella previsione dell’art. 18, comma 1, lettere da a) a d), del Codice del consumo, considerando, in particolare, sia l’idoneità delle lettere inviate dalla ricorrente ad indurre in errore il consumatore medio in relazione alla concreta portata ed efficacia degli atti di esecuzione indicati e alla reale natura del professionista interessato, sia l’aggressività insita nel richiamo a modalità esecutive riservate all’amministrazione finanziaria pubblica, che sono effettivamente elementi in grado di indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 5 gennaio 2015, n. 41) «La pratica commerciale scorretta contestata alla società ricorrente con i provvedimenti qui impugnati è consistita nell’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata, le modalità di presentazione dei quali, per aspetti grafici e lessicali, risultavano idonee a ingenerare … Continua a leggere

Nella riunione del 17 luglio 2014, l’AGCM ha vietato e sanzionato, come pratica commerciale scorretta, l’attività diretta al recupero crediti con modalità scorrette e aggressive, relativamente a presunti crediti, infondati o prescritti.

«La pratica commerciale oggetto di valutazione si sostanzia nel fatto che [la società Alfa] avrebbe inoltrato, a consumatori, solleciti di pagamento redatti con modalità scorrette e comunicazioni volte a far chiamare un numero telefonico a pagamento. Con riferimento a quest’ultimo profilo, tra l’altro, non si ritiene che l’eccezione sollevata [dalla società Alfa], volta a ritenere … Continua a leggere

In materia di pratiche commerciali scorrette, la possibile sovrapposizione tra una disciplina settoriale e la disciplina generale deve essere risolta alla luce dell’art. 19, comma 3 del Codice del consumo, il quale dispone che, in caso di contrasto (da intendersi quale difformità di fonte e di portata tra le discipline), l’applicazione della disciplina generale è esclusa (solo) quando quella settoriale regoli aspetti specifici delle pratiche commerciali scorrette.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 luglio 2014, n. 3896) «Con un primo motivo, lamentando l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione sul punto, deducono l’erroneità della sentenza appellata laddove ha escluso la sovrapposizione di interventi tra l’Autorità per la concorrenza e il mercato e le Autorità creditizie, sostenendo, in sintesi, la prevalenza della normativa bancaria su … Continua a leggere

Regolamento AGCM sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie.

Il regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie – adottato con delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) n. 23788 dell’8 agosto 2012 – è stato aggiornato in seguito all’emanazione del decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21, («Attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti … Continua a leggere

E’ sanzionabile come fattispecie particolare di pubblicità ingannevole anche il messaggio pubblicitario che non si rivela palesemente come tale (in modo dichiarato, ovvero attraverso contrassegni grafici o sonori, o con altri mezzi di immediata percezione), in considerazione del fatto che l’occultamento della natura promozionale di un messaggio è di per sé idonea a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le scelte.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 13 gennaio 2014, n. 358) «Rileva il Collegio come alla luce della vigente normativa e dei principi generali in materia di pratiche commerciali scorrette, implicanti omissioni ingannevoli, l’occultamento della natura promozionale di un messaggio è di per sé idoneo a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le … Continua a leggere

L’AGCM non è competente a sanzionare le pratiche commerciali scorrette poste in essere dai gestori di telefonia mobile nella vendita delle SIM, atteso che la repressione di tali condotte è affidata dall’ordinamento all’AGCom.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 18 febbraio 2013, n. 1742) «Come la Sezione – sia pure in relazione a diversa fattispecie – ha avuto occasione di rilevare (Tar Lazio, I, 17 gennaio 2013, n. 535 e 12 luglio 2012, n. 6325 ), la questione della individuazione dell’Autorità competente ad adottare provvedimenti sanzionatori in materia di … Continua a leggere

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