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Atto amministrativo

Questa categoria contiene 56 articoli

Ordinanze contingibili e urgenti: i presupposti individuati dalla giurisprudenza per la loro emanazione – rispetto dei principi generali dell’ordinamento, urgenza, provvisorietà e natura residuale dei provvedimenti in questione, cioè la mancanza di altri poteri tipici – valgono sia per le ordinanze che il sindaco, quale ufficiale del Governo, può adottare ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 267/2000, sia per le ordinanze che il sindaco può adottare quale rappresentante della comunità locale in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, ai sensi dell’art. 50 dello stesso testo unico.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 7 luglio 2017, n. 1046) «Il profilo della contingibilità delle ordinanze indica, com’è noto, l’urgente necessità di provvedere con efficacia ed immediatezza in ordine a situazioni eccezionali di pericolo attuale ed imminente per l’incolumità pubblica. Tale urgente necessità impone al sindaco di dare adeguata contezza delle ragioni che lo hanno … Continua a leggere

Con l’art. 6, co. 1, lett. d), n. 1), l. n. 124/2015 (cd. legge Madia), il legislatore ha inteso dare certezza e stabilità ai rapporti che hanno titolo in atti amministrativi, individuando nel termine massimo di diciotto mesi il limite per l’annullamento d’ufficio (in particolare, il Tar ha sottolineato la natura interpretativa della disposizione e – trattandosi, nella fattispecie, di provvedimenti per i quali, alla data di entrata in vigore della novella, il “termine ragionevole” per l’annullamento era ancora in corso – ha escluso che il termine di diciotto mesi potesse nuovamente decorrere da detta data).

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 14 gennaio 2016, n. 47) «E’ fondato il primo motivo di ricorso con il quale le ricorrenti sostengono che il provvedimento gravato d’ufficio sarebbe stato adottato quando era ormai decorso il termine di 18 mesi dalla formazione del titolo edilizio, entro il quale è consentito l’esercizio del potere di annullamento, … Continua a leggere

Le determinazioni adottate dall’ANAC in sede di vigilanza non assumono natura provvedimentale e come tali non sono produttive di effetti immediatamente lesivi nella sfera dei soggetti vigilati, di talché è inammissibile il ricorso proposto avverso i relativi atti (nella fattispecie, il Tar ha peraltro evidenziato che la deliberazione censurata – impugnata quale atto presupposto rispetto al provvedimento dirigenziale di revoca dell’incarico di direttore dei lavori e recante l’accertamento dell’esistenza di un errore progettuale, ex art. 132, co. 1, lett. e), d.lgs. n. 163/2006, con riferimento al progetto in discussione – si limitava a formulare nei confronti dell’Amministrazione comunale l’invito “a valutare se e quali misure ritiene congrue …”, non potendo quindi assurgere neppure al ruolo di “proposta vincolante”, anche solo rispetto all’assunzione di una qualche “misura”).

(Tar Sicilia, Catania, sez. I, 1° luglio 2015, n. 1850) «[I] ricorrenti impugnano la determina dirigenziale n. 05/47 emessa il 27.02.2015 – con la quale il Direttore dei Lavori Pubblici del Comune […] ha revocato e risolto l’affidamento dell’incarico di Direttore dei Lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione, relativo al Progetto SIC … Continua a leggere

Legge-provvedimento: la Corte costituzionale ribadisce che il passaggio dall’atto amministrativo alla legge implica un mutamento del regime di tutela giurisdizionale, tutela che dal giudice comune passa alla giustizia costituzionale, ma non determina, in quanto tale, una lesione del diritto a tale tutela.

(Corte costituzionale, 10 ottobre 2014, n. 231) «La disposizione censurata, disponendo la revoca dell’incarico dirigenziale di Segretario generale del Consiglio regionale della Regione Molise «in essere» (nonché la risoluzione del connesso contratto di lavoro a tempo determinato) costituisce – come chiaramente, pur se non esplicitamente, dedotto dal rimettente – una legge-provvedimento, come è reso palese, … Continua a leggere

Nell’ordinamento italiano, per costante elaborazione pretoria, non trova riconoscimento la teoria c.d. del “one shot”: si è infatti affermato che l’annullamento di un provvedimento amministrativo a carattere discrezionale che abbia negato la soddisfazione di un interesse legittimo pretensivo non determina la sicura soddisfazione del bene della vita, ma obbliga semplicemente l’Amministrazione a rinnovare il procedimento tenendo conto della portata conformativa della sentenza.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 25 marzo 2014, n. 1457) «[S]ebbene sia preferibile ed auspicabile che le Amministrazioni, provvedendo sulle istanze del privato, esternino in prima battuta tutti i motivi asseritamente ostativi, la prassi di indicare soltanto il “principale” motivo reiettivo non è ex se preclusiva a che, nel prosieguo del procedimento, ed anche a … Continua a leggere

L’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di errori materiali in cui l’amministrazione sia incappata, di natura non invalidante ma che diano luogo a mere irregolarità, e a tale istituto non si può ricorrere oltre un congruo limite temporale, onde non pregiudicare la certezza dei rapporti, specie in caso di incidenza pregiudizievole sulla situazione giuridica del destinatario dell’atto; inoltre, l’amministrazione è tenuta a porre in essere un procedimento omologo, anche per quel che concerne le formalità pubblicitarie, di quello a suo tempo seguito per l’adozione dell’atto modificato, richiedendosi una speculare, quanto pedissequa, identità dello svolgimento procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 marzo 2014, n. 1036) «Premesso che ai fini dell’inquadramento di un atto amministrativo non assume rilievo dirimente l’autoqualificazione datane dall’amministrazione emanante, dovendosi invece aver riguardo al suo contenuto sostanziale ed alla funzione da esso perseguita, si osserva che l’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di … Continua a leggere

Al riconoscimento della natura amministrativa dei pareri di congruità sulle parcelle professionali resi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati consegue, da un lato, la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle impugnazioni degli stessi e, dall’altro lato, la soggezione della relativa procedura di adozione alle norme generali che governano l’azione amministrativa (ivi compreso l’art. 7 della legge n. 241 del 1990, nella fattispecie ritenuto violato per l’omessa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli assistiti).

(Tar Veneto, sez. I, 13 febbraio 2014, n. 183) «In via pregiudiziale, deve essere esaminata l’eccezione di difetto di giurisdizione di questo Giudice. 8.1. L’eccezione è infondata. Il Collegio, ad un attento esame proprio della fase di merito, ritiene di dover condividere l’indirizzo espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass. SS.UU. 24 giugno … Continua a leggere

In relazione gli atti di normazione secondaria non soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o in altre analoghe fonti pubbliche (come le norme tecniche di attuazione di cui si tratta nella fattispecie) non opera la regola “iura novit curia”, con la conseguenza che spetta alla parte che li invoca l’onere di produrli in giudizio, in base al generale principio sull’onere probatorio espresso dall’art. 2697 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 marzo 2014, n. 1018) «L’appellante si spinge a sostenere l’applicabilità del principio iura novit curia alle disposizioni delle Nta (riferendo ciò sia alla delibazione giudiziale che all’originario istante “operatore professionale del settore”). […] Quanto alla posizione dell’ organo giudicante l’affermazione del comune è sinanco temeraria: trattavasi di atti amministrativi … Continua a leggere

Il Tar Campania ritiene che – una volta che sia stato garantito il contraddittorio, sia pure attraverso lo strumento dell’opposizione di terzo – non sussiste più l’onere di impugnare gli atti consequenziali (per effetto dei quali i terzi avevano assunto la posizione di titolari di un diritto autonomo), ovvero, in alternativa, di integrare il contraddittorio in relazione all’originario giudizio contro l’atto presupposto.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 14 ottobre 2013, n. 4627) «Il Collegio non ignora che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, richiamato dal commissario ad acta “Il principio secondo cui la tempestiva impugnazione dell’atto presupposto esime dall’onere di impugnare l’atto consequenziale, al quale si estende l’effetto caducante derivante dall’annullamento dell’atto presupposto, non può trovare applicazione nel … Continua a leggere

Il provvedimento amministrativo preceduto da atti istruttori o da pareri può ritenersi adeguatamente motivato per relationem anche con il mero richiamo ad essi, a condizione che dal complesso degli atti del procedimento siano evincibili le ragioni giuridiche che supportano la decisione ed a condizione, altresì, che sia reso possibile all’interessato almeno di prenderne visione, di estrarne copia e di chiederne la produzione in giudizio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 ottobre 2013, n. 4896) «L’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 prevede che le ragioni della decisione possono risultare da altro atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione stessa. In quest’ultimo caso insieme alla comunicazione della decisione deve essere indicato e reso disponibile anche l’atto cui essa si richiama. … Continua a leggere

L’Amministrazione può disporre la sospensione dell’efficacia di atti precedentemente adottati, pur in assenza di definitive determinazioni in sede di autotutela, ma non sine die.

(Tar Campania, Salerno, sez. II, 5 agosto 2013, n. 1741) «E’ meritevole di favorevole apprezzamento la censura, avente rilievo assorbente, di cui al terzo motivo di gravame, col quale si lamenta la mancata fissazione di un termine atto a limitare l’ambito temporale di efficacia del provvedimento interdittivo impugnato [recante la sospensione dell’attività di autolavaggio]. Invero, … Continua a leggere

Il comma 9 dell’art. 14-ter l. n. 241/1990 (che configurava l’atto finale del procedimento come un provvedimento necessariamente conforme alla determinazione di conclusione della conferenza di servizi cui al comma 6-bis) è stato abrogato dal d.l. n.78/2010, di talché la determinazione finale rappresenta il momento terminale della conferenza e assume, in conseguenza, valenza provvedimentale e autonoma potenzialità lesiva di posizioni giuridiche soggettive ed è suscettibile, quindi, di immediata impugnazione.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 25 luglio 2013, n. 837) «La problematica attiene all’ammissibilità del ricorso per motivi aggiunti, che è teso ad impugnare il verbale della seduta conclusiva della conferenza di servizi, volta ad acquisire gli atti di assenso da parte delle amministrazioni cui è affidata la cura dei vari interessi coinvolti dalla costruzione … Continua a leggere

Nelle procedure ad evidenza pubblica, l’atto di riapprovazione definitiva della graduatoria non si pone in rapporto di consequenzialità immediata e diretta rispetto a quello con cui viene pubblicato il bando o gestita la procedura e deve, perciò, sempre essere impugnato, a pena di improcedibilità del ricorso.

(Tar Veneto, sez. I, 21 giugno 2013, n. 882) «Parte ricorrente impugna la determinazione in oggetto indicata con cui il Comune […] ha approvato gli atti e la graduatoria del concorso pubblico, per soli titoli, per il rilascio di n. 25 licenze per l’esercizio di trasporto pubblico non di linea taxi effettuato con natante a … Continua a leggere

Sulla “ragionevolezza” del termine entro cui l’Amministrazione può esercitare il potere di autotutela.

(Tar Lazio, Latina, sez. I, 24 maggio 2013, n. 492) «[C]ome ricordato anche dalla dottrina, l’art. 21-nonies della l. n. 241/1990, introdotto con la l. n. 15/2005, nell’esprimere in relazione al potere di annullamento d’ufficio il principio secondo cui tale potere deve essere esercitato entro un termine ragionevole, a presidio dell’affidamento legittimo consolidatosi con il … Continua a leggere

E’ illegittima la delibera di Giunta comunale che – prevedendo una moratoria dell’istruttoria delle nuove istanze di rilascio di concessioni demaniali in attesa dell’adozione del regolamento d’utilizzo delle zone marittime, nella specie non ancora avvenuta a distanza di oltre 12 anni da detta delibera – finisce per dar vita ad una sospensione sine die dell’azione amministrativa.

(Tar Campania, Salerno, sez. V, 4 giugno 2013, n. 1240) «Premesso che il ricorrente impugna la delibera della giunta comunale […] 10.4.2001 n. 97, che ha disposto la moratoria dell’istruttoria delle nuove istanze di rilascio di concessioni demaniali in attesa dell’adozione del regolamento d’utilizzo delle zone marittime, unitamente alla nota 31.1.2013 n. 9305 che, in … Continua a leggere

In tema di motivazione degli atti di reiterazione di vincoli preordinati all’esproprio.

(Consiglio di Stato, sez. I, parere 30 aprile 2013, n. 2052) «Per ciò che attiene alla motivazione dell’atto impugnato [variante al PRG] ed all’eccesso di potere – vizi che possono essere trattati congiuntamente per la loro stretta connessione logica – il Collegio rileva quanto segue: 1) Secondo l’insegnamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato ( … Continua a leggere

L’eccesso di “consultazione” (il fatto ciò che l’Amministrazione procedente chieda pareri non previsti o non imposti) non determina – di per sé – un vizio dell’istruttoria, né vale ad inficiare la legittimità del provvedimento finale la semplice circostanza che, in sede di risposta alle osservazioni presentate dal ricorrente in seguito al preavviso di rigetto, detti pareri siano stati erroneamente indicati come pareri obbligatori e vincolanti.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 aprile 2013, n. 2343) «In primo luogo, a fronte della chiara assenza dei presupposti per il condono, non vale ad inficiare la legittimità del provvedimento il fatto che l’Amministrazione abbia utilizzato, a sostegno dello stesso, due pareri (formulati rispettivamente dalla CEIC in data 18.6.2008 e dalla Soprintendenza per i … Continua a leggere

Ogni previsione regolamentare contrastante con la legge è illegittima e va annullata ove oggetto di impugnazione, o comunque disapplicata, stante la sua automatica sostituzione con la clausola legale della fonte sovraordinata.

(Consiglio di Stato, sez. V, 16 aprile 2013, n. 2094) «In subordine ha dedotto l’appellante che, anche se l’art. 17, u.c., delle N.T.A. potesse ritenersi illegittimo per contrasto con l’art. 13 della l.r. n. 44/1982, il T.A.R. non aveva il potere di disapplicare d’ufficio la norma comunale, in assenza di sua tempestiva impugnazione da parte … Continua a leggere

La “piena conoscenza” dell’atto, ai fini del decorso del termine per proporre impugnazione, è integrata dalla percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 marzo 2013, n. 1829) «Negli ultimi anni […], la giurisprudenza amministrativa ha mostrato maggiore sensibilità nella lettura della nozione di conoscenza dell’atto dalla quale decorre il termine per impugnare, sposando un approccio più attento alle ragioni del ricorrente, che deve poter essere in grado di apprezzare l’esercizio del potere … Continua a leggere

Sulla contraddittorietà tra gli atti del procedimento, quale figura sintomatica dell’eccesso di potere.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 19 febbraio 2013, n. 1023) «Va evidenziato che il T.A.R. […] ha accolto il ricorso proposto in primo grado dai [condomini] avendo segnatamente riguardo alla contraddittorietà, da loro dedotta, tra il contenuto del titolo edilizio rilasciato [alla società appellante] e la precedente nota del Comune Prot. n. 91/28860 dd. 21 … Continua a leggere

Le mere “risposte di cortesia” dell’Amministrazione non sono impugnabili e non riaprono i termini processuali per l’impugnazione degli atti pregressi non impugnati.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 gennaio 2013, n. 24) «L’asserita portata lesiva della “nota “ del 2007 impugnata in primo grado, invero, con riferimento al “caso” paventato dalla odierna appellante anche nel ricorso in appello appare del tutto insussistente. 1.3. Deve a tale proposito rimarcarsi che è incontestabile che la evoluzione della disciplina normativa … Continua a leggere

Sui presupposti di impugnabilità e sui limiti di sindacabilità giurisdizionale del provvedimento di rigetto di un’istanza di autotutela.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 18 dicembre 2012, n. 2654) «La questione attiene al rigetto della domanda avanzata dal ricorrente volta all’annullamento in autotutela del provvedimento con cui il Comune di Sciacca ha rinnovato l’autorizzazione ed il precedente cambio di destinazione d’uso dell’immobile pervenuto in proprietà alla società controinteressata.Così delimitato il thema decidendum , occorre … Continua a leggere

Per il Tar Basilicata, le ordinanze contingibili e urgenti non debbono per forza avere sempre il carattere della provvisorietà, dato che il loro connotato essenziale è la necessaria idoneità delle relative misure ad eliminare la situazione di pericolo che costituisce il presupposto della loro adozione, e quindi le misure stesse possono essere provvisorie o definitive a seconda del tipo di rischio che intendono fronteggiare.

(Tar Basilicata, sez. I, 5 dicembre 2012, n. 550) «Il Collegio ritiene, in primo luogo, utile e opportuno ai fini della decisione chiarire che il Sindaco del Comune resistente ha emesso le ordinanze impugnate avendo accertato (per sopralluogo tecnico ASL) che la copertura dei prefabbricati, realizzati in occasione del sisma del 1980 e ancora oggi … Continua a leggere

Il Tar Sicilia specifica che, per l’adozione di informative antimafia negative, non è necessario individuare un elemento di colpevolezza nei riguardi dei soggetti a cui sono rivolte.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 7 dicembre 2012, n. 2571) «[L]e informative antimafia negative non sono provvedimenti di carattere punitivo, per l’adozione dei quali è necessario individuare un elemento di colpevolezza nei riguardi dei soggetti a cui sono rivolte; attengono piuttosto alla natura dei provvedimenti di carattere preventivo – tutela avanzata – posti a presidio … Continua a leggere

La comunicazione del provvedimento amministrativo tramite fax è idonea a determinare la piena conoscenza dello stesso e, quindi, a far decorrere il termine di impugnazione.

(Tar Toscana, sez. I, 6 dicembre 2012, n. 1942) «Premesso che con il presente ricorso è impugnata l’aggiudicazione a favore della controinteressata di un appalto per la realizzazione di lavori pubblici, lamentando che nel progetto tecnico dell’aggiudicataria mancasse documentazione relativa alla sua offerta migliorativa di cui sarebbe stata prevista, dalla legge di gara, la produzione … Continua a leggere

Il pubblico dipendente può impugnare dinnanzi al giudice amministrativo gli atti di macro-organizzazione solo allorché tali provvedimenti non costituiscano il presupposto di un atto di gestione del rapporto di lavoro, che in quanto tale va ad incidere direttamente sugli interessi connessi alla posizione lavorativa del dipendente.

(Tar Piemonte, sez. II, 27 settembre 2012, n. 1006) «La norma-chiave per ricostruire la problematica sulla giurisdizione è l’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 la quale così dispone: “Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche … Continua a leggere

Le decisioni sull’ubicazione delle sedi farmaceutiche spettano al Consiglio comunale, non alla Giunta.

(Tar Basilicata, sez. I, 2 agosto 2012, n. 379) «[P]oiché il servizio farmaceutico è un pubblico servizio ed il suo dimensionamento e, soprattutto, l’ubicazione delle sedi farmaceutiche rientrano nell’ambito della materia dell’organizzazione dei pubblici servizi, le relativi decisioni spettano, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. e), D.L.gvo n. 267/2000, al Consiglio Comunale, anche perché … Continua a leggere

Sulle ragioni che determinano l’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione, sia in generale che, in particolare, per la materia pensionistica.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Siciliana, 19 giugno 2012, n. 2033) «Nel merito del caso in questione, la ricorrente rivendica l’annullamento dell’atto dell’amministrazione eccependo l’eccesso di potere per difetto di motivazione. Con l’avvento dell’art.3 della legge 241/1990 e della legge regionale Sicilia 10/1991, tale vizio si è trasformato da eccesso di potere … Continua a leggere

Qualora sia un’Amministrazione incompetente a procedere alla convocazione, alla direzione dei lavori e alla dichiarazione di chiusura della conferenza di servizi, tutta l’attività procedimentale svolta è inequivocabilmente viziata.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 1° agosto 2012, n. 4400) «[P]oiché il procedimento si è concentrato nei lavori della conferenza di servizi, è opportuno premettere alcune considerazioni circa la natura di tale istituto, che l’art. 12 d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 prevede per il rilascio dell’autorizzazione unica regionale per la realizzazione e la gestione … Continua a leggere

Il giudice amministrativo può sindacare e censurare l’inattendibilità, anche sul piano tecnico-scientifico, delle valutazioni dell’Amministrazione (e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti), perché tale vizio attiene all’uso irrazionale del potere amministrativo; ma si deve arrestare di fronte ad un risultato che, per quanto intrinsecamente opinabile, non risulti tuttavia oggettivamente inattendibile.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 luglio 2012, n. 3901) Circa i limiti del sindacato sulle valutazioni tecnico-discrezionali dell’Amministrazione e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti, «è ormai acquisito che il giudice amministrativo possa esercitare su queste valutazioni un sindacato non meramente estrinseco o formale (che avvenga cioè senza utilizzare le regole specialistiche impiegate dall’Amministrazione, … Continua a leggere

Quand’anche fosse possibile far valere il rimedio di cui all’art. 2932 c.c. in relazione ad obbligazioni nascenti da accordi amministrativi, la sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. non potrebbe comunque essere pronunciata se gli effetti da essa prodotti non siano sufficientemente delineati già dalle parti.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 14 giugno 2012, n. 5497) Nella fattispecie, dall’accordo in esame non può derivare l’obbligo indicato da parte ricorrente, «…trattandosi di una attività amministrativa, per la quale non sono individuabili obblighi di fare suscettibili di tutela giurisdizionale, a prescindere dalla circostanza che gli accordi risultano scaduti. Si tratta infatti di attività … Continua a leggere

Sulle ipotesi tassative e le condizioni al ricorrere delle quali il Sindaco è legittimato ad adottare ordinanze contingibili ed urgenti.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 13 giugno 2012, n. 3490) «Ai sensi dell’art. 54 comma 2, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere adottate dal Sindaco nella veste di ufficiale di governo solamente quando si tratti di affrontare situazioni di carattere eccezionale e impreviste, costituenti concreta minaccia per la … Continua a leggere

Non sussiste violazione del divieto di integrazione postuma della motivazione in giudizio tutte le volte in cui l’omissione di motivazione successivamente esternata non abbia leso il diritto di difesa dell’interessato e, comunque, in fase infraprocedimentale fossero state percepibili le ragioni sottese all’emissione del provvedimento gravato.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3376) «[I]l principio postulante la inammissibilità della integrazione postuma della motivazione in giudizio, ha sofferto di qualche temperamento nella giurisprudenza più recente di questo Consiglio di Stato, anche in relazione al sopravvenuto disposto del comma 2 dell’art. 21 octies legge 15/2005 (ex multis: “sebbene il divieto … Continua a leggere

Sui limiti del potere di ordinanza del sindaco quale ufficiale di governo dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2011.

(Consiglio di Stato, sez. V, 25 maggio 2012, n. 3077) «[C]on sentenza in data 7 aprile 2011, n. 115, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le modifiche apportate all’art. 54 cit. dal d.l. n. 92/2008, espungendo dalla disposizione novellata, per quanto qui di interesse, la congiunzione “anche” prima delle parole “contingibili e urgenti”, in tal … Continua a leggere

Anche agli accordi tra amministrazioni si applicano i principi civilistici sulle obbligazioni ed i contratti, ivi incluso, quindi, l’art. 1372 c.c., con conseguente vincolatività delle reciproche obbligazioni contratte, rispetto alle quali ciascuna parte non inadempiente ha diritto a pretendere l’esecuzione.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 maggio 2012, n. 3202) «Agli accordi tra pubbliche amministrazioni (detti anche accordi di tipo orizzontale, in ragione della posizione di equiordinazione in cui versano le parti) si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dall’art. 11, commi 2 e 3, della legge n. 241 del 7 agosto 1990, e … Continua a leggere

La tutela del legittimo affidamento del privato deve essere contenuta entro precisi limiti delineati dall’esistenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, ragionevolmente, il convincimento circa un determinato assetto degli interessi.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 16 maggio 2012, n. 4455) «[R]isolvendosi la tutela del legittimo affidamento del destinatario dei provvedimenti amministrativi in un limite all’azione della Pubblica Amministrazione, la quale, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dall’art. 97 della Costituzione, è tenuta ad improntare la sua azione non solo agli specifici principi di legalità, imparzialità … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato precisa che tra l’atto preannunciato con l’avviso di avvio del procedimento ed il provvedimento finale deve sussistere un rapporto di congruità, non di identità, tra gli elementi essenziali.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 maggio 2012, n. 2852) «Il possibile scostamento tra i contenuti dell’avviso di avvio del procedimento e quelli del provvedimento finale non rappresenta un elemento patologico del sistema, ma dimostra al contrario come l’amministrazione, lungi dal porre in essere una condotta solo formalmente osservante della posizione del privato, abbia agito … Continua a leggere

Il diniego di autotutela è generalmente privo di autonoma portata lesiva e si fonda su ragioni di merito amministrativo, che esulano dalla giurisdizione di qualsivoglia giudice; solo nel caso in cui l’Amministrazione, sollecitata ad esercitare l’autotutela, emetta un atto di conferma in senso proprio (e non meramente confermativo) del provvedimento originario, la nuova determinazione costituisce atto autonomamente lesivo e pertanto impugnabile.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2012, n. 2549) «L’art. 21-nonies l. n. 241 del 1990 ha disciplinato i presupposti e le forme dell’annullamento d’ufficio, ma non ha modificato la natura del potere, e non lo ha trasformato da discrezionale in obbligatorio, né ha previsto un interesse legittimo dei privati all’autotutela amministrativa. Il potere … Continua a leggere

Nell’ambito della conferenza di servizi, il ricorso va notificato a tutte le amministrazioni che hanno espresso pareri o determinazioni che la parte ricorrente avrebbe avuto l’onere di impugnare autonomamente, se fossero stati emanati al di fuori di tale peculiare modulo procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 2 maggio 2012, n. 2488) «[L’]utilizzo del modulo procedimentale della conferenza di servizi – che come tale non configura un ufficio speciale della p.a., autonomo rispetto ai soggetti che vi partecipano – non altera le regole che presiedono, in via ordinaria e generale, all’individuazione delle autorità emananti, con la conseguenza … Continua a leggere

Non esiste alcun profilo astrattamente ostativo alla proponibilità dell’azione ex art. 31 c.p.a. rispetto al procedimento per l’emanazione di atti generali, pianificatori e normativi, ferma restando la necessità di verificare, in concreto, la sussistenza della legittimazione attiva in capo al ricorrente.

(Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana, 19 aprile 2012, n. 396) «In primo luogo, è lo stesso dato normativo a smentire che l’art. 2 (il cui comma 8, anche nel testo vigente all’epoca della vicenda in esame, consente il ricorso all’azione ex art. 31 c.p.a., già art. 21-bis legge 6 dicembre 1971, n. … Continua a leggere

In via generale, un parere vincolante non deve essere oggetto di immediata ed autonoma impugnazione entro il termine decadenziale previsto per il ricorso giurisdizionale, salvi i casi in cui l’amministrazione procedente: a) non avanzi oltre nel procedimento amministrativo, determinandosi così un arresto procedimentale; b) comunichi all’interessato il parere vincolante contrario reso dall’organo consultivo, manifestando cioè la volontà di “farlo proprio”.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 28 marzo 2012, n. 1829) «Questo Collegio non ignora l’orientamento di quella giurisprudenza del giudice amministrativo, la quale ritiene immediatamente impugnabili, tra gli altri, quei particolari atti endoprocedimentali rappresentati dai pareri vincolanti. Si è, infatti, sostenuto: – in via generale, che è impugnabile in sede giurisdizionale, in quanto lesiva di … Continua a leggere

La comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10-bis l. n. 241 del 1990 e s.m.i. è priva di immediata lesività ed è pertanto impugnabile solo insieme al provvedimento finale, nel termine di decadenza previsto per l’impugnazione di quest’ultimo.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 12 aprile 2012, n. 3359) «[L]a comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10 bis, legge n. 241 del 1990 è priva di immediata lesività, attesa la funzione che le è propria di consentire alla parte di partecipare attivamente al procedimento, ed, in ipotesi, di far pervenire l’autorità competente … Continua a leggere

La sanzione eventualmente prevista dall’ordinamento per i provvedimenti adottati in violazione di sentenze esecutive ma non coperte dal giudicato formale è quella dell’inefficacia, non quella della nullità; in ogni caso, la nullità degli atti adottati in violazione del giudicato deve essere oggetto di declaratoria espressa ad opera del giudice dell’ottemperanza e non può quindi essere altrimenti rilevata o eccepita in sede di legittimità.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 29 marzo 2012, n. 352) «In primo luogo, dal punto di vista sostanziale va osservato che ai sensi del combinato disposto dell’art. 21 septies l. n. 241 del 1990 e dell’art. 114 comma 4 lettera b) c.p.a., la nullità in senso tecnico può oggi predicarsi soltanto per … Continua a leggere

Sull’operatività ex tunc del provvedimento di ratifica.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 9 febbraio 2012, n. 1298) «Come noto, la ratifica è un istituto predisposto esclusivamente nell’interesse dell’organo ordinariamente competente e ha lo scopo di consentirgli di valutare l’operato dell’organo che ha agito in via di urgenza, appropriandosi o meno degli effetti prodotti dall’atto d’urgenza; peraltro, il provvedimento di ratifica si … Continua a leggere

Con riferimento al Piano Regolatore Generale comunale e alle varianti generali dello stesso, i margini per adottare misure di autotutela da parte del Comune sono individuabili solo in relazione alla fase dell’avvenuta adozione dei propri precedenti atti, e non anche in relazione a determinazioni già approvate dalla Regione e perciò stesso non più nella disponibilità del solo Ente locale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 28 febbraio 2012, n. 1128) «Il Piano Regolatore Generale comunale e, al pari di esso, una variante generale del medesimo (come nel caso di specie ) costituisce, com’è noto, un atto a contenuto normativo recante previsioni e prescrizioni che disciplinano l’assetto urbanistico del territorio. Relativamente al procedimento deputato a dare … Continua a leggere

La persona del responsabile del procedimento, di norma, è da ritenersi irrilevante ai fini della legittimità del provvedimento, né l’articolo 8 della legge n. 241/1990 dispone alcunché in ordine ai mutamenti di tale soggetto.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 26 gennaio 2012, n. 351) Il Consiglio di Stato ha confermato il rigetto della censura per la quale l’indebita sostituzione del responsabile del procedimento avrebbe implicato la violazione dell’articolo 8 della legge n. 241/1990, che, nella tesi del ricorrente, consentirebbe la sostituzione solo in casi specifici di forza maggiore. Infatti, … Continua a leggere

La motivazione incompleta di un provvedimento amministrativo non può essere integrata mediante gli argomenti difensivi dedotti nel processo avverso il medesimo atto.

(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 19 dicembre 2011, n. 3055) «Come evidenziato dalla consolidata giurisprudenza, la motivazione è finalizzata a consentire al destinatario dell’atto amministrativo di ricostruire esattamente l’iter logico-giuridico attraverso cui l’amministrazione si è determinata a adottarlo, al fine di controllare il corretto esercizio del potere, onde far valere, eventualmente, le proprie ragioni. E’ … Continua a leggere

La discrezionalità tecnica può essere sindacata dal G.A. eventualmente con il ricorso all’ausilio di un consulente tecnico, ma comunque nei limiti della verifica dell’iter logico argomentativo seguito dagli organi tecnici dell’Amministrazione.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 14 novembre 2011, n. 5343) «[I]l Collegio osserva le valutazioni effettuate dalla Soprintendenza in ordine alla tutela dei valori storico-artistici sono caratterizzati da una ampia sfera di discrezionalità amministrativa vertendo su criteri che, per quanto ancorati a parametri tecnici, danno luogo a giudizi connotati da un inevitabile margine di opinabilità. … Continua a leggere

La violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990 può produrre l’illegittimità del provvedimento finale soltanto se il privato fornisce indicazioni utili a spiegare la rilevanza, in concreto, dell’omissione del preavviso di rigetto.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 11 ottobre 2011, n. 7866) «[L]a violazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990 non potrebbe, comunque, ritenersi tale da produrre ex se l’illegittimità del provvedimento finale. Si osserva, al riguardo, da un lato, che la disposizione sul preavviso di rigetto deve essere interpretata alla luce del successivo art. 21-octies, comma 2 … Continua a leggere

Non può essere proposta l’azione di nullità di un atto amministrativo adottato in violazione di norme imperative, ma soltanto l’azione di annullamento dello stesso entro il termine di decadenza di sessanta giorni.

(Tar Basilicata, sez. I, 18 ottobre 2011, n. 510) «Osserva il Collegio che a norma dell’art. 21-septies, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241: “È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché … Continua a leggere

Il contenuto del provvedimento conclusivo di diniego deve essere sostanzialmente corrispondente a quello del preavviso di rigetto.

(Tar Sardegna, sez. I, 11 ottobre 2011, n. 967) «[S]e è vero che l’art. 10-bis, l. n. 241 del 1990, introdotto dall’art. 6, l. n. 15 del 2005, che stabilisce l’obbligo per l’amministrazione nei procedimenti ad istanza di parte del c.d. « preavviso di rigetto », non impone la puntuale e analitica confutazione delle argomentazioni … Continua a leggere

Integrazione postuma della motivazione, comunque, a raggio ridotto.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 4 ottobre 2011, n. 4627) «In disparte la questione della eventuale ammissibilità, dopo l’introduzione dell’art. 21-octies nella legge n. 241 del 1990 ad opera della legge n. 15 del 2005, dell’integrazione postuma della motivazione del provvedimento (pur negata da cospicua giurisprudenza recente), il Collegio rileva che, in ogni caso, anche … Continua a leggere

Giusto procedimento e conseguenze della mancata collaborazione partecipativa del privato alla fase istruttoria.

(Tar Lazio, Roma, sez. II bis, 30 settembre 2011, n. 7643) «[C]ostituisce principio comune in materia di procedimento amministrativo quello secondo cui la partecipazione degli interessati alla fase istruttoria di un procedimento è riferibile alla normale attività di collaborazione tra privati e amministrazione. Ne consegue che in mancanza di un riscontro del privato della specifica … Continua a leggere

Efficacia delle graduatorie concorsuali: scorrimento delle graduatorie, indizione di un nuovo concorso e obbligo di motivazione.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 luglio 2011, n. 14) «Ai sensi dell’articolo 99, comma 5, del codice del processo amministrativo, l’Adunanza Plenaria enuncia il principio di diritto espresso nella motivazione della presente decisione, così riassunto: “In presenza di graduatorie concorsuali valide ed efficaci, l’amministrazione, se stabilisce di provvedere alla copertura dei posti vacanti, deve … Continua a leggere

Gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione per la legittima apprensione del bene in seguito all’annullamento degli atti impositivi del vincolo preordinato all’esproprio.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 2 settembre 2011, n. 4970) «[S]e è ben vero che l’annullamento di un atto per difetto di motivazione comporta normalmente il solo obbligo di procedere ad una nuova determinazione, è del pari vero che in ambito espropriativo l’annullamento degli atti impositivi del vincolo preordinato all’esproprio elimina dal mondo giuridico l’intera … Continua a leggere

La revoca delle autorizzazioni all’emissione in atmosfera già assentite è un provvedimento di secondo grado che, in quanto incidente su posizioni giuridiche consolidate, necessita della partecipazione dell’interessato al relativo procedimento.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 21 luglio 2011, n. 1443) La società ricorrente impugnava il provvedimento dell’Amministrazione regionale di revoca dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, nonché il conseguente provvedimento dell’Amministrazione provinciale di divieto di prosecuzione dell’attività di recupero dei rifiuti con annesso ordine di cessazione dell’impianto. Tra le diverse censure proposte con il ricorso principale, … Continua a leggere

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