Atto amministrativo, Consiglio di Stato, Corte di cassazione, Giustizia amministrativa

In relazione gli atti di normazione secondaria non soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o in altre analoghe fonti pubbliche (come le norme tecniche di attuazione di cui si tratta nella fattispecie) non opera la regola “iura novit curia”, con la conseguenza che spetta alla parte che li invoca l’onere di produrli in giudizio, in base al generale principio sull’onere probatorio espresso dall’art. 2697 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 marzo 2014, n. 1018)

«L’appellante si spinge a sostenere l’applicabilità del principio iura novit curia alle disposizioni delle Nta (riferendo ciò sia alla delibazione giudiziale che all’originario istante “operatore professionale del settore”).

[…]

Quanto alla posizione dell’ organo giudicante l’affermazione del comune è sinanco temeraria: trattavasi di atti amministrativi in ordine ai quali è noto il consolidato principio secondo il quale il brocardo iura novit curia non ha diritto di cittadinanza (ex aliis: Cassazione civile sez. un. 29/04/2009 n.9941 “la natura di atti meramente amministrativi dei decreti ministeriali (nella specie, il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 23 gennaio 2004, attuativo del divieto di procedere all’aggiornamento dell’indennità di confine) rende ad essi inapplicabile il principio “iura novit curia” di cui all’art. 113 c.p.c., da coordinarsi, sul piano ermeneutico, con il disposto dell’art. 1 preleggi (che non comprende, appunto, i detti decreti tra le fonti del diritto), con la conseguenza che, in assenza di qualsivoglia loro produzione nel corso del giudizio di merito, deve ritenersene inammissibile l’esibizione, ex art. 372 c.p.c., in sede di legittimità, dovendosi comunque escludere, ove invece gli atti e i documenti siano stati prodotti nel corso del giudizio di merito, la sufficienza della loro generica indicazione nella narrativa che precede la formulazione dei motivi, attesa la necessità della “specifica” indicazione della documentazione posta a fondamento del ricorso, ai sensi dell’art. 366, comma 1 n. 6, c.p.c., che richiede la precisa individuazione della fase di merito in cui la stessa sia stata prodotta.”; si veda sul punto anche Consiglio di Stato sez. II 24/10/2007 n. 1677, ma si veda anche: T .A.R. Cagliari sez. II 22/01/2013 n.45 “n relazione gli atti di normazione secondaria non soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o in altre analoghe fonti pubbliche -come per l’appunto i regolamenti comunali quali quello di specie- non opera la regola “iura novit curia”, con la conseguenza che spetta alla parte che li invoca l’onere di produrli in giudizio in base al generale principio sull’onere probatorio espresso dall’art. 2697 c.c.”)».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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