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Corte dei conti

Questa categoria contiene 11 articoli

Corte dei conti: il mancato svolgimento della procedura concorsuale dà luogo al “danno da concorrenza”, definito in alcuni casi come “danno da differenza”, per la sussistenza del quale è necessario provare che la deviazione dai parametri di una corretta azione amministrativa abbia comportato un danno patrimoniale all’Ente pubblico.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Trentino Alto Adige, Trento, 20 aprile 2017, n. 17) «Com’è noto la giurisprudenza contabile ha ritenuto che il mancato svolgimento della procedura concorsuale dia luogo al c.d. “danno da concorrenza”. Tale forma di danno rientra, senza dubbio, nella categoria del danno patrimoniale, non essendo altro che la … Continua a leggere

Sulla decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Lazio, 10 aprile 2017, n. 70) «Ai sensi dell’art. 1, co. 2, legge n. 20 del 1994, il termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale inizia a decorrere dalla verificazione del fatto dannoso. Secondo l’orientamento giurisprudenziale avallato da una pronuncia a Sezioni Riunite … Continua a leggere

Corte dei conti: l’art. 7 della legge 27 marzo 2001, n. 97 subordina l’esercizio dell’azione di responsabilità per danno all’immagine subito dall’Amministrazione ad una già intervenuta sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nei confronti del dipendente per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale (nella fattispecie, la Corte dei conti ha perciò dichiarato inammissibile l’atto di citazione per sopravvenuta carenza del presupposto di proponibilità dell’azione di cui all’art. 17, comma 30-ter, del d.l. 78/2009, convertito nella legge n. 102 del 2009, in quanto il convenuto era stato imputato per i delitti di peculato e tentata concussione, ma la vicenda si era poi conclusa con una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione).

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Campania, 24 marzo 2017, n. 114) «Come noto a norma dell’art. 17, comma 30-ter, del d.l. 78/2009, convertito con modificazioni dalla legge 102/2009, la Procura regionale della Corte dei conti può esercitare l’azione per il risarcimento del danno all’immagine subito dall’amministrazione nei soli casi previsti dall’articolo 7 … Continua a leggere

Corte dei conti: come si verifica la sussistenza della colpa grave nel giudizio di responsabilità.

(Corte dei conti, II sez. giurisdizionale centrale d’appello, 23 settembre 2015, n. 637) «[L]a natura essenzialmente normativa del giudizio in ordine alla sussistenza della colpa grave impone al giudice una doppia valutazione (c.d. doppia misura della colpa). In primo luogo, occorre individuare il fondamento normativo della regola a contenuto cautelare che esprime, in termini di … Continua a leggere

Corte dei conti: non ogni condotta divergente da quella doverosa implica la colpa grave, ma solo quella caratterizzata, nel caso concreto, dalla mancanza del livello minimo di diligenza, prudenza o perizia dei dipendenti, dal tipo di attività richiesta all’agente (nella fattispecie, il giudice contabile ha ritenuto non sussistente la responsabilità amministrativa del Direttore generale per gli atti adottati in esecuzione dell’ordine imposto dal Sindaco, considerato che, in considerazione delle specifiche circostanze del caso, non era ipotizzabile una diversa condotta dal parte del convenuto).

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Toscana, 11 maggio 2015, n. 86) «[D]ovendo il giudice contabile, al fine di addivenire ad una sentenza di condanna nei confronti del soggetto convenuto in giudizio individuare, tra gli altri elementi, la colpa grave dell’agente pubblico, osserva il Collegio che nella specie esso non si può ritenere … Continua a leggere

Appartiene alla Corte dei conti la giurisdizione sulla domanda del dipendente di un ente pubblico locale, già in quiescenza, diretta al computo di emolumenti nella pensione o nella base pensionistica, sia quando un assegno percepito non sia stato valutato in sede pensionistica, sia quando, ai fini del complessivo trattamento previdenziale, si chieda di computare integralmente un assegno percepito solo in parte.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 14 luglio 2014, n. 3612) «[L’odierno appellato], segretario comunale in quiescenza, ha proposto ricorso innanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, per l’accertamento del diritto di ottenere, ai sensi dell’art. 40 del CCNL del comparto del personale dipendente dai Ministeri, come integrato dall’accordo aggiuntivo … Continua a leggere

In assenza di deroghe legislative, deve ritenersi che i Comuni non capoluogo di provincia non possano procedere ad acquisire autonomamente neppure lavori, servizi e forniture d’importo inferiore ad euro 40.000 mediante affidamento diretto, poiché la nuova disposizione di finanza pubblica di cui all’art. 9, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89, che ha novellato il comma 3-bis dell’articolo 33 del Codice dei contratti pubblici, assume nell’ordinamento carattere di specialità, e quindi di prevalenza, rispetto alla norma generale di cui all’art. 125, commi 8 e 11, dello stesso Codice.

(Corte dei conti, sez. Regionale di Controllo per il Piemonte in sede consultiva, 2 luglio 2014, deliberazione n. 144/2014/SRCPIE/PAR) Nell’allegato parere la Corte dei conti ha chiarito che le opzioni organizzative previste dalla norma succitata per costituire la centrale di committenza a cui possono rivolgersi i Comuni sono, pertanto, (1) nell’ambito delle unioni dei comuni … Continua a leggere

La Corte dei Conti specifica che l’art. 55 quinquies d.lgs. n. 165/2001 (introdotto dal c.d. “decreto Brunetta”) si presenta quale previsione ad hoc volta a sanzionare la specifica fattispecie dell’assenteismo fraudolento nel pubblico impiego, ricollegando ad essa l’azionabilità del risarcimento del danno (patrimoniale diretto ed all’immagine) derivatone a carico della P.A.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Campania, 23 maggio 2014, n. 512) «In via preliminare, il Collegio è chiamato ad esaminare l’eccezione di inammissibilità dell’atto di citazione (e di nullità della sottostante attività istruttoria della Procura erariale) formulata dal convenuto […] in relazione al profilo del contestato danno all’immagine. La predetta eccezione si … Continua a leggere

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sulle controversie instaurate dal concessionario della riscossione dei tributi contro l’Amministrazione finanziaria per ottenere lo sgravio provvisorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 gennaio 2014, n. 26) «[D]opo la l. n. 205 del 2000 sussiste la giurisdizione della Corte dei conti su controversie del concessionario della riscossione dirette a ottenere lo sgravio provvisorio. A questo riguardo, la Sezione non intende discostarsi dal consolidato orientamento giurisprudenziale delle sezioni unite della … Continua a leggere

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti per il danno all’immagine arrecato da un amministratore di società per azioni a totale partecipazione pubblica.

(Corte dei conti, I sez. giurisdizionale centrale d’appello, 12 giugno 2013, n. 375) «In via preliminare, il Collegio è chiamato a pronunciarsi sull’eccezione relativa al difetto di giurisdizione sollevata dalla difesa dell’odierno appellante. La questione, già posta in primo grado, fa riferimento alla natura societaria del soggetto agente ed al fatto che il danno, ove … Continua a leggere

Sulle ragioni che determinano l’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione, sia in generale che, in particolare, per la materia pensionistica.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Siciliana, 19 giugno 2012, n. 2033) «Nel merito del caso in questione, la ricorrente rivendica l’annullamento dell’atto dell’amministrazione eccependo l’eccesso di potere per difetto di motivazione. Con l’avvento dell’art.3 della legge 241/1990 e della legge regionale Sicilia 10/1991, tale vizio si è trasformato da eccesso di potere … Continua a leggere

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