Contabilità pubblica, Corte dei conti, Corte di cassazione, Giurisdizione

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sulle controversie instaurate dal concessionario della riscossione dei tributi contro l’Amministrazione finanziaria per ottenere lo sgravio provvisorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 gennaio 2014, n. 26)

«[D]opo la l. n. 205 del 2000 sussiste la giurisdizione della Corte dei conti su controversie del concessionario della riscossione dirette a ottenere lo sgravio provvisorio.
A questo riguardo, la Sezione non intende discostarsi dal consolidato orientamento giurisprudenziale delle sezioni unite della Corte suprema di Cassazione sul punto.
In particolare, va fatto richiamo alla sentenza Cass. , SS. UU. , n. 6956/03, alla quale si rinvia ai sensi degli articoli 60, 74 e 88, comma 2, lett. d) del c. p. a., con la quale si è statuito che “la controversia instaurata dal concessionario della riscossione dei tributi per ottenere lo sgravio provvisorio è devoluta alla giurisdizione della Corte dei conti, atteso che l’unicità del provvedimento, la natura provvisoria dello sgravio e gli effetti che esso, ove disposto, è destinato a produrre non giustificano una diversa giurisdizione e tenuto conto che, a norma degli art. 103, 2º comma, Cost., 13 e 44 r.d. 12 luglio 1934 n. 1214, 9 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 603, e 127 d.P.R. 15 maggio 1963 n. 858, alla Corte dei conti è attribuita una giurisdizione tendenzialmente generale (ancorché secondo ambiti la cui concreta determinazione è rimessa alla discrezionalità del legislatore) in materia di contabilità pubblica, giurisdizione che riguarda ogni controversia inerente alla gestione di denaro di spettanza dello Stato o di enti pubblici da parte di un agente contabile; né a diversa conclusione può indurre lo “ius superveniens” costituito dall’art. 33 del d. lgs. 31 marzo 1998, n. 80 (nel testo risultante dal dettato – unico suscettibile di operare per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 292 del 2000 – dell’art. 7 della l. 21 luglio 2000, n. 205). Infatti, la citata norma, come reso palese dal suo tenore letterale e dalla relativa “ratio”, è intesa a regolamentare i confini fra la giurisdizione del giudice ordinario e la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nella materia concernente i servizi pubblici, ma non incide in nessun modo sulla previgente competenza giurisdizionale della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica e di vertenze di natura contabile tra lo Stato e gli enti pubblici, da un lato, ed i c.d. agenti contabili – nel novero dei quali sono da ricomprendere i concessionari della riscossione dei tributi – dall’altro (sulla competenza giurisdizionale propria, o “generale e ominicomprensiva”, della Corte dei conti, in tema di impugnazione, da parte del concessionario, di provvedimenti di diniego di discarico per inesigibilità, o, per dir meglio, sul diritto al discarico di quote di inesigibilità di imposte, venendo in discorso un giudizio non limitato alla mera legittimità del provvedimento definitivo impugnato, ma esteso all’intero rapporto giuridico dedotto in controversia, v. anche Cass. civ. , n. 8957/07, secondo cui spetta alla Corte dei conti, ai sensi dell’art. 85 del d.P.R. n. 43 del 1988, giudicare sulla controversia tra il concessionario per la riscossione dei tributi e l’amministrazione finanziaria relativa al rigetto delle domande di rimborso e discarico presentate dal concessionario ai sensi dell’art. 74 dello stesso d.P.R., restando irrilevante lo “ius superveniens” costituito dall’art. 33 del d. lgs. n. 80 del 1998 poiché detta norma, intesa a regolamentare i confini fra la giurisdizione del giudice ordinario e la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nella materia concernente i servizi pubblici, non incide in alcun modo sulla previgente competenza giurisdizionale tendenzialmente generale della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica e di vertenze di natura contabile tra lo Stato e gli enti pubblici, da un lato, e i cosiddetti agenti contabili, nel novero dei quali sono da ricomprendere i concessionari della riscossione dei tributi, dall’altro; v. , inoltre, su una fattispecie analoga a quelle ora viste, Cass. civ. n. 15658/06).
Poiché i princìpi indicati dalle Sezioni Unite della Cassazione ben si attagliano al caso di specie, al Collegio non resta che rigettare l’appello e confermare la sentenza di inammissibilità del Tar
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.