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Edilizia e urbanistica

Questa categoria contiene 109 articoli

Abusi edilizi e sanzioni: per gli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali, va senz’altro disposta la demolizione delle opere abusive; per gli interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire, la legge prevede la demolizione, a meno che, non potendo essa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, debba essere applicata una sanzione pecuniaria.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 30 marzo 2017, n. 1484) «La disciplina sanzionatoria degli abusi nelle costruzioni contempla tre fattispecie ordinate secondo la gravità dell’abuso: l’ipotesi di interventi in assenza di permesso o di totale difformità; l’ipotesi intermedia di variazioni essenziali dal titolo edilizio; l’ipotesi residuale della parziale difformità da esso. In particolare, l’art. 31 … Continua a leggere

Condanna ex art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a. al rilascio del permesso di costruire illegittimamente negato: per il Tar Toscana la cd. “azione di adempimento” amplia la tradizionale causa petendi del giudizio amministrativo di legittimità, consentendo al ricorrente di dedurre in giudizio non solo i motivi afferenti ai vizi del provvedimento impugnato, ma anche la sussistenza di tutti quei presupposti di fatto sulla scorta dei quali l’adozione del provvedimento richiesto appare doverosa; il c.p.a, infatti, contempla l’azione di condanna non solo nell’ambito della norma dedicata al tipo di pronunce che il g.a. può adottare, ma anche al primo comma dell’art. 30, che si riferisce chiaramente alle azioni che il ricorrente può proporre in aggiunta a quella di annullamento prevista dall’art. 29.

(Tar Toscana, sez. III, 14 marzo 2017, n. 392) «E’ impugnato il provvedimento con cui il Dirigente del Settore Edilizia privata del [Comune] ha denegato il permesso […] finalizzato alla demolizione di tre manufatti accessori (due autorimesse e un vano doccia) e alla ricostruzione delle relative volumetrie con destinazione residenziale. Il [Comune] ha ritenuto che … Continua a leggere

Frazionamento in plurime unità abitative: sono da considerarsi interventi di manutenzione straordinaria – ai sensi della novellata lett. b) dell’art. 3, comma 1, del d.p.r. n. 380/2001 – anche quelli che consistono “nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso” (mentre, in precedenza, il frazionamento in plurime unità abitative, persino senza aumento di superficie, era considerato dalla normativa edilizia quale ristrutturazione pesante, che necessitava del permesso di costruire).

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 13 marzo 2017, n. 1434) «[A] seguito di accertamenti penali e plurimi sopralluoghi effettuati da parte dei vigili urbani si è constatato che la ricorrente […] senza permesso di costruire, ha proceduto all’ampliamento di 25 mq del soppalco pre-esistente e, mediante modifica della parte di ingresso e della scala di … Continua a leggere

Diritto di sopraelevazione, rilascio del titolo abilitativo edilizio e opposizione dei condomini: i limiti al diritto di sopraelevazione, previsti nel secondo e terzo comma dell’art. 1127 cod. civ., assumono carattere assoluto solo per quanto concerne il profilo statico dell’edificio, residuando la possibilità di eventuali opposizioni dei condomini per le diverse ragioni di ordine architettonico o di notevole diminuzione di aria o di luce ai piani sottostanti, in ordine alle quali, tuttavia, le controversie ricadono nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di questioni prettamente civilistiche, senza compromissioni nella sede amministrativa, ove il rilascio del titolo abilitativo edilizio deve ritenersi conseguibile fatti salvi i diritti dei terzi.

(Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, 6 febbraio 2017, n. 45) «Il diritto di sopraelevare (art. 1127 cod. civ.) spetta ex lege al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio, o al proprietario esclusivo del lastico solare, e non necessita di alcun riconoscimento da parte degli altri condomini. Peraltro, l’art. 1120 cod. civ. trova unicamente applicazione alle … Continua a leggere

La rideterminazione degli oneri concessori può essere effettuata dal Comune solo qualora sia stata prevista una riserva di conguaglio che consenta il superamento dell’applicazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi (nella fattispecie, il Tar ha rilevato che il provvedimento, con cui il Comune aveva quantificato gli oneri dovuti per la concessione in sanatoria, non conteneva nessun riferimento a eventuali successive rideterminazioni).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 10 novembre 2016, n. 2581) «[I]l ricorso è fondato alla luce dell’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, in assenza di una clausola di riserva di rideterminazione, non può ammettersi che l’Amministrazione comunale possa, in epoca successiva, in relazione all’aggiornamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, provvedere ad una … Continua a leggere

In sede di rilascio del certificato di agibilità, il Comune può sempre far valere la difformità dell’opera a norme di sicurezza, ma non può opporre la difformità a norme edilizie ed urbanistiche che non si siano anche tradotte in una difformità dell’opera al progetto autorizzato, a meno che nel frattempo l’Amministrazione non si sia indotta a sospendere e/o annullare il titolo edilizio già rilasciato.

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 14 ottobre 2016, n. 1195) «Il Collegio ritiene fondate anche le doglianze avverso il mancato rilascio del certificato di agibilità sulla base del condiviso orientamento giurisprudenziale ai sensi del quale “in occasione del rilascio del certificato di agibilità la verifica di conformità alle norme urbanistiche ed edilizie può e deve … Continua a leggere

E’ viziata da incompetenza l’ordinanza comunale volta a riottenere la disponibilità del suolo abusivamente occupato attraverso la realizzazione abusiva di un chiosco adottata dal dirigente del settore edilizia (invece che da quello competente alla gestione dei beni demaniali), in quanto non si tratta di un provvedimento avente natura edilizia.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 31 luglio 2016, n. 3673) «Il provvedimento impugnato, come risulta dal suo tenore letterale e come è del resto confermato anche dal contenuto dell’appello principale proposto dal Comune, non ha natura edilizia, perché è primariamente diretto a realizzare l’interesse patrimoniale del Comune a riottenere, nella qualità di proprietario, la disponibilità … Continua a leggere

Il mancato coinvolgimento di un soggetto privato nel procedimento per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria può comportare l’illegittimità del provvedimento conclusivo (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il coinvolgimento della ricorrente – che aveva presentato una domanda di sanatoria edilizia diversa e distinta da quella presentata dal coniuge, ciononostante unico destinatario dell’atto finale gravato – fosse particolarmente importante e, quindi, necessitato e che il difetto di partecipazione non fosse sanabile mediante il ricorso all’art. 21-octies l. n. 241/1990, anche in considerazione delle ragioni del diniego).

(Tar Toscana, sez. III, 8 giugno 2016, n. 950) «Con il primo mezzo parte ricorrente censura il provvedimento gravato evidenziando la violazione degli artt. 7 e 10 bis della legge n. 241 del 1990 e dell’art. 97 Cost. per essere stata totalmente pretermessa dallo svolgimento del procedimento di sanatoria, con l’effetto di non aver potuto … Continua a leggere

Non è necessaria la richiesta del nulla osta dell’Ente Parco ex art. 13 l. n. 394/1991 nel corso del procedimento di approvazione di uno strumento urbanistico attuativo (in quanto, ai sensi di tale disposizione, la richiesta è obbligatoria soltanto ai fini del “rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all’interno del parco”, e, quindi, allorché debba verificarsi la compatibilità con la tutela dell’area naturale protetta di specifici interventi di modificazione o trasformazione che su di essa possono incidere; la stessa previsione non è applicabile, invece, agli atti di programmazione e pianificazione urbanistica).

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 maggio 2016, n. 9) «Ai fini dell’esame della questione di diritto devoluta a questa Adunanza plenaria dalla Sezione Quarta, giova richiamare nella sua interezza il disposto dell’art. 13 della legge nr. 394 del 1991, in materia di aree naturali protette: “…1. Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad … Continua a leggere

Il mancato rispetto del termine di novanta giorni previsto per l’emanazione del parere della Soprintendenza in relazione alla sanatoria di abuso edilizio ricadente su area vincolata: a) consente all’interessato di proporre il ricorso previsto dall’art. 117 c.p.a. avverso il silenzio dell’amministrazione; b) non rende illegittimo il parere tardivo; c) comporta che comunque il provvedimento conclusivo del procedimento deve far riferimento motivato al parere emesso dall’organo statale, sia pure dopo il superamento del termine fissato dall’art. 167, co. 5, del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 13 maggio 2016, n. 1935) «[S]i deve ricordare che l’art. 146, comma 4, del d.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, dopo aver ricordato che l’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli … Continua a leggere

Le amministrazioni comunali, al fine di rilasciare il permesso di costruire, non sono tenute a verificare la sussistenza di limiti negoziali al diritto di proprietà: difatti, mentre i limiti legali sono destinati ad investire anche il rapporto pubblicistico, quelli negoziali ne esulano e, quindi, il Comune non è tenuto a ricercarli, a meno che questi ultimi siano o immediatamente conoscibili, o effettivamente e legittimamente conosciuti nonché del tutto incontestati, di guisa che il controllo si traduca in una semplice presa d’atto.

(Tar Valle D’Aosta, 12 aprile 2016, n. 16) «Con il primo motivo, il ricorrente sostiene che il permesso di costruire impugnato sarebbe stato rilasciato a soggetto non legittimato, con violazione dell’art. 1, primo comma, del d.P.R. n. 380 del 2001 e dell’art. 60, primo comma, della legge regionale n. 11 del 1998. In particolare, l’interessato … Continua a leggere

Non sono dovuti oneri concessori per le modifiche della disposizione interna degli ambienti, il rifacimento di pavimenti e controsoffitti, così come per l’adeguamento o la realizzazione di impianti igienico-sanitari privati, idraulici o elettrici, trattandosi di interventi che non comportano la necessità del permesso di costruire (e, anzi, appaiono addirittura rientrare nell’ambito della manutenzione straordinaria di cui art. 3, comma 1, lett. b, del d.P.R. n. 380/2001).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 7 aprile 2016, n. 1769) «L’art. 16 del D.P.R. n. 380/2001 stabilisce, al primo comma, che il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione, nonché al costo di costruzione. Presupposto per la debenza del costo di costruzione è che l’intervento … Continua a leggere

Sul diritto all’esenzione dal pagamento del costo di costruzione per la realizzazione di una cantina di vinificazione.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 febbraio 2016, n. 654) «L’Amministrazione comunale appellante ritiene errate le statuizioni rese dal primo giudice sulla scorta di una tesi così riassumibile: l’impianto autorizzato ( cantina di vinificazione ) ancorchè di tipo produttivo ha natura agricola perché con esso viene svolta attività di trasformazione di prodotti agricoli, in una … Continua a leggere

In materia edilizia, lo sbancamento del terreno, finalizzato ad usi diversi da quelli agricoli, non può ritenersi opera di ordinaria manutenzione e, pertanto, necessita sempre di un previo permesso di costruire: infatti, le attività di scavo di terreno costituiscono attività libere ex art. 6 d.P.R. n. 380/2001 solo ove strettamente connesse all’esercizio dell’attività agricola.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 752) «In parte fondato è […] il primo motivo di ricorso, con il quale la ricorrente, rubricando violazione e falsa applicazione degli art. 3,10, 22, 37 del D.P.R. n. 380/2001 ed eccesso di potere in varie figure sintomatiche, si duole che per gli interventi posti in … Continua a leggere

D.I.A.: la verifica, da parte dell’Amministrazione, sulla completezza della documentazione deve essere effettuata entro il termine assegnato dalla legge (30 giorni, ai sensi dell’art. 23, co. 6, d.P.R. n. 380/2001), il cui decorso consolida in capo all’interessato la facoltà di eseguire l’intervento, sicché è illegittimo l’ordine di non effettuare i lavori adottato – dopo il decorso di detto termine – soltanto per incompletezza della documentazione, senza evidenziare ragioni sostanziali che attengano al divieto di esecuzione dell’opera (in diversa ipotesi si versa, invece, allorquando le ragioni del divieto di eseguire l’intervento poggino sulla difformità rispetto al titolo edilizio necessario o alle norme che presiedono all’attività edilizia e all’assetto urbanistico).

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 13 gennaio 2016, n. 140) «Nella fattispecie in esame, il Comune ha ordinato di non effettuare i lavori, di cui alla D.I.A. presentata, non già per contrasto dell’intervento con le prescrizioni urbanistico-edilizie, bensì per incompletezza della documentazione, riguardante la rappresentazione dei luoghi (documentazione fotografica con coni ottici), ovvero le condizioni … Continua a leggere

Rilascio del permesso di costruire in deroga: l’art. 14 d.P.R. n. 380/2001 è applicabile anche agli interventi costruttivi privati funzionali al soddisfacimento delle finalità di interesse pubblico cui all’art. 5, comma 9, d.l. n. 70/2011 e la valutazione circa l’effettiva rispondenza dell’intervento costruttivo privato a tali finalità compete al consiglio comunale (e non all’organo dirigenziale).

(Tar Piemonte, sez. II, 29 gennaio 2016, n. 91) «Con il provvedimento impugnato nel presente giudizio, il Comune […] ha dichiarato improcedibile l’istanza della società ricorrente volta a conseguire il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di un edificio residenziale in area a destinazione residenziale, con demolizione del preesistente fabbricato ad uso produttivo … Continua a leggere

Sia per la quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione che per quella relativa al costo di costruzione, il termine di prescrizione del diritto di credito comincia a decorrere dal momento stesso del rilascio della concessione edilizia (il Tar ha rilevato che, nella fattispecie, la prescrizione del credito sussisteva anche seguendo la tesi giurisprudenziale secondo cui il termine prescrizionale inizierebbe a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’ultimazione delle opere, in quanto – dovendo l’opera essere comunque ultimata entro tre anni dal rilascio della concessione – a tutto concedere il “dies a quo” poteva essere portato avanti di un triennio, per cui, anche in mancanza dell’allegazione della dichiarazione di ultimazione lavori, delle due l’una: o i lavori non erano ultimati alla scadenza dei tre anni e allora la concessione edilizia era venuta meno, ovvero erano terminati, e allora l’Amministrazione avrebbe dovuto richiedere il pagamento del contributo in questione).

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. II, 9 dicembre 2015, n. 1846) «I ricorrenti espongono che il de cuius avrebbe realizzato un fabbricato per civile abitazione in agro del Comune [resistente], giusta concessione edilizia n.16/80 e successiva variante n.10 al progetto esecutivo (che dall’atto impugnato risulta del 14 luglio 1984); affermano, altresì, che l’ultimazione dei lavori sarebbe … Continua a leggere

Oneri di urbanizzazione per cambio di destinazione d’uso senza opere: l’aspetto rilevante, ai fini dell’insorgenza del presupposto imponibile, non è se il mutamento di destinazione d’uso avvenga senza opere, ma se implichi il passaggio ad una categoria funzionale autonoma, avente diverso carico urbanistico; l’Amministrazione, però, deve scomputare gli oneri concessori relativi alla precedente destinazione e chiedere, quindi, soltanto il costo aggiuntivo delle urbanizzazioni (nella fattispecie, il Comune resistente aveva illegittimamente calcolato per intero gli oneri, come se si trattasse di nuova costruzione).

(Tar Sicilia, Catania, sez. I, 6 novembre 2015, n. 2587) «L’assoggettamento al contributo di urbanizzazione trova il proprio fondamento nel maggior carico urbanistico conseguente alla realizzazione di una costruzione; nell’ipotesi di mutamento di destinazione d’uso, può escludersi la suddetta imposizione ove la trasformazione della destinazione d’uso intervenga nell’ambito della stessa categoria tra quelle indicate dal … Continua a leggere

Autorizzazione paesaggistica: è illegittimo il diniego espresso dal responsabile del procedimento fondato erroneamente sulla ritenuta vincolatività del parere espresso dalla Soprintendenza (dopo il decorso del termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 146, co. 8, d.lgs. n. 42/2004) e sulla conseguente impossibilità di discostarsene, nonché emanato in assenza di un’autonoma valutazione circa la compatibilità paesaggistica dell’opera.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 23 ottobre 2015, n. 3034) «L’art.146 c.8. prevede che “Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5, limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica disciplina di cui all’articolo 140, comma 2, … Continua a leggere

Decadenza di vincoli preordinati all’esproprio: l’obbligo gravante sul Comune, di attribuzione di una nuova destinazione urbanistica, va assolto mediante l’adozione di una variante specifica o di variante generale, ossia attraverso gli unici strumenti che consentono all’Amministrazione di verificare la persistente compatibilità delle destinazioni già impresse ad aree situate nelle zone più diverse del territorio comunale rispetto ai principi informatori della vigente disciplina di piano regolatore e alle nuove esigenze di pubblico interesse (nella fattispecie, pertanto, il Tar ha dichiarato l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’istanza della ricorrente, osservando che il semplice avvio del procedimento di revisione del piano regolatore generale non costituisce adempimento del suddetto obbligo, essendo necessaria l’adozione di un provvedimento espresso da parte del competente organo consiliare).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 5 ottobre 2015, n. 2436) «[S]econdo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, se un terreno è rimasto privo di regolamentazione a causa della decadenza dei vincoli di natura espropriativa, non vi è dubbio che il proprietario possa presentare un’istanza volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica – così come è … Continua a leggere

Il proprietario può accedere all’esposto presentato nei suoi confronti per un presunto abuso edilizio, senza che vi osti la previsione dell’art. 329 c.p.p.: infatti, se la denuncia è presentata dalla p.a. nell’esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative, non si ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 329 c.p.p. (diversamente da quanto accade nell’ipotesi in cui la p.a. che trasmette all’autorità giudiziaria una notizia di reato non lo faccia nell’esercizio della propria istituzionale attività amministrativa, ma nell’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria specificamente attribuitele dall’ordinamento).

(Tar Lazio, Roma, sez. II, 10 settembre 2015, n. 11188) «La gravata determinazione oppone un diniego all’istanza del ricorrente, volta ad ottenere l’accesso all’esposto presentato nei suoi confronti con riguardo a lavori edili eseguiti nella propria abitazione, nel ritenuto presupposto che essendo stato trasmessa comunicazione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria ed essendo in corso … Continua a leggere

E’ illegittima la pronuncia della decadenza dal titolo edilizio per decorso del termine triennale per l’ultimazione dei lavori nell’ipotesi di sopravvenienza di fatti impeditivi non imputabili a comportamento inerziale del concessionario, ma a fatti o atti dell’Amministrazione comunale che lo ha rilasciato (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che i lavori assentiti e regolarmente avviati fossero stati ostacolati dalla reiterata emissione, da parte del Comune, di provvedimenti interdittivi di sospensione, sì da rendere evidente la non esigibilità della presentazione di alcuna istanza di proroga da parte della società interessata).

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 31 luglio 2015, n. 365) «Il Collegio – che dà per nota la vicenda fattuale/amministrativa all’origine del presente giudizio, per la cui ricostruzione rinvia, occorrendo, alla lettura degli atti delle parti e della documentazione dimessa dalle medesime – ritiene, invero, condivisibili le deduzioni svolte da parte ricorrente con il … Continua a leggere

L’annullamento d’ufficio del permesso di costruire richiede un’espressa motivazione in ordine all’interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello status quo ante, non essendo sufficiente l’intento di operare un mero astratto ripristino della legalità violata (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il dedotto interesse pubblico diverso dal mero ripristino della legalità si presentasse, in sostanza, generico e legato a profili meramente economici).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 4 settembre 2015, n. 4286) «Il ricorso si palesa fondato. La situazione di affidamento ingenerata in capo al privato avrebbe richiesto una stringente motivazione di interesse pubblico per l’adozione del provvedimento di autotutela e una valutazione di prevalenza dello stesso in sede di bilanciamento con gli interessi del ricorrente, anche … Continua a leggere

L’attuale sistema disegnato dall’art. 19 l. n. 241/90, come modificato a seguito delle riforme del 2011 e del 2014, si regge sulla tassatività dei casi in cui alla Amministrazione é consentito intervenire dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3 e comma 6-bis dello stesso art. 19: pertanto – fuori dalle situazioni individuate al comma 3 (falsità nelle dichiarazioni) ed al comma 4 (pericolo di danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente e la salute, per la sicurezza pubblica e la difesa nazionale) – l’Amministrazione può intervenire su attività denunciate con D.i.a. o S.c.i.a. solo nel caso in cui un tale intervento risulti sollecitato appositamente da un terzo al quale possa riconoscersi la titolarità di un interesse qualificato (nello specifico, il terzo, in prima battuta, può solo presentare un’istanza con cui si sollecitino verifiche e, quindi, un ricorso ex art. 31, comma 1, 2 e 3 c.p.a., mentre può impugnare in via ordinaria, con azione di annullamento, il provvedimento espresso reso dalla Amministrazione a seguito della istanza sollecitatoria, potendosi poi il terzo giovare dell’effetto conformativo della decisione giudiziale pronunciata su un tale ricorso).

(Tar Piemonte, sez. II, 1° luglio 2015, n. 1114) «Il Collegio deve preliminarmente farsi carico di verificare la ammissibilità delle domande spiegate nell’ambito dell’odierno giudizio alla luce di quanto affermato dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza n. 15 del 29/07/2011, l’attualità delle cui statuizioni deve peraltro essere verificata alla luce delle modifiche … Continua a leggere

Qualora un abuso edilizio sia stato posto in essere su un immobile concesso in locazione, la relativa responsabilità va riferita al conduttore, che è l’unico soggetto che ha la materiale disponibilità del bene, salvo che non emerga un manifesto coinvolgimento del proprietario che ha consentito l’abuso vietato; ne conseguono l’illegittimità dell’ordine di demolizione adottato nei confronti del proprietario estraneo all’abuso e altresì l’inoperatività dell’effetto acquisitivo discendente “ex lege” dall’inottemperanza allo stesso ordine di demolizione.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 20 aprile 2015, n. 873) «Le ricorrenti, in qualità di proprietarie (della maggior porzione) dei terreni, su cui le opere edilizie abusive contestate erano state, a più riprese, ed anche su area demaniale, edificate, hanno dedotto la loro estraneità alla realizzazione delle medesime, e hanno censurato la pronuncia delle suddette … Continua a leggere

La circostanza che l’intervento edilizio abbia prodotto aumenti di superfici e di volumi esclude che possa trattarsi di un abuso cd. minore e rende di per sé inammissibile l’autorizzazione paesaggistica postuma, essendo chiaro, sul punto, l’art. 167, co. 4, d.lgs. n. 42/2004; del resto, afferma il Tar Campania, la previsione di cui al menzionato art. 167, co. 4, assume un indubbio carattere restrittivo e di rigore sanzionatorio, in ossequio all’esigenza di elevare e potenziare il livello effettivo di salvaguardia del bene paesaggio, assistito da protezione di rango costituzionale, sicché – con una scelta non censurabile in quanto coerente con l’accentuato profilo costituzionale dell’interesse pubblico alla preservazione del paesaggio – il legislatore italiano ha intenzionalmente differenziato la disciplina in materia di accertamento postumo di conformità degli interventi effettuati in assenza o in difformità dal titolo, a seconda che il bene da tutelare sia l’ordinato assetto del territorio per i profili urbanistici ed edilizi ovvero per i profili attinenti la tutela del paesaggio.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 24 marzo 2015, n. 1718) «Va chiarito in via preliminare che la circostanza per la quale l’intervento è stato effettuato su area sita in zona esterna al Piano Territoriale Paesistico […], circostanza peraltro confermata dalla stessa Soprintendenza, è, nel caso specifico priva di concreta rilevanza, assumendo rilievo comunque la presenza … Continua a leggere

Cessione di cubatura: l’accordo tra i proprietari dei fondi postula solo l’adesione del cedente e non richiede la forma scritta ad substantiam, non trattandosi di un contratto traslativo di un diritto reale immobiliare, bensì di un negozio il cui effetto tipico è di carattere obbligatorio, finalizzato al trasferimento di volumetria (che si realizza soltanto con il provvedimento amministrativo).

(Tar Piemonte, sez. II, 14 marzo 2015, n. 459) «L’art. 25 della legge regionale n. 56 del 1977 stabilisce, per quanto qui interessa, che “L’efficacia del titolo abilitativo edilizio per gli interventi edificatori nelle zone agricole è subordinata alla presentazione al Comune di un atto di impegno dell’avente diritto che preveda: a) il mantenimento della … Continua a leggere

L’attività di rilevamento fattuale degli abusi edilizi postula il contraddittorio con l’amministrato e consente a quest’ultimo – avvisato di fatto dell’avvio dell’iter procedimentale (nel caso di specie, al momento del sopralluogo congiunto dei tecnici comunali e dei vigili urbani) – di utilizzare tutte le altre facoltà di accesso infraprocedimentale, di impulso istruttorio, di dialettica per iscritto, utili a tutelare la propria posizione di interesse legittimo (e tutto ciò nonostante, per giurisprudenza costante, l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisca manifestazione di attività amministrativa doverosa, sicché non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento per l’adozione dei relativi provvedimenti).

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. II, 23 febbraio 2015, n. 316) «Va, intanto, ribadito che, per giurisprudenza costante, seguita da questo Tribunale, l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce manifestazione di attività amministrativa doverosa, con la conseguenza che i relativi provvedimenti, quali l’ordinanza di demolizione, sono atti vincolati per la cui adozione non è necessario … Continua a leggere

Il rilascio del titolo edilizio in sanatoria al titolare di un diritto personale di godimento presuppone il consenso, quanto meno implicito, del legittimo proprietario del bene interessato dalle opere edilizie.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 16 gennaio 2015, n. 693) «[A] riguardo deve richiamarsi la giurisprudenza amministrativa che, specificamente sulla questione oggetto di causa, ha affermato che (cfr. Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nella sent. n. 3 del 2 gennaio 2012): il rilascio del titolo edilizio in sanatoria al titolare di … Continua a leggere

Il procedimento autorizzatorio degli impianti destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è regolato da una disciplina legislativa che presenta, ratione materiae, carattere speciale, di guisa che il modello procedimentale e provvedimentale legittimante l’installazione di siffatti impianti è esclusivamente quello dell’autorizzazione unica regionale, tipizzato espressamente dall’art. 12 d.lgs. n. 387 del 2003 (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha statuito che detta specialità opera, senza dubbio, anche sul versante dell’accertamento della compatibilità con le norme urbanistiche ed edilizie, di modo che – a fronte di un’istanza di permesso di costruire – l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto semplicemente dichiarare la propria incompetenza a provvedere, spettando la competenza a rilasciare il titolo in questione unicamente alla Regione o alla Provincia da questa delegata).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 12 febbraio 2015, n. 745) «[C]on il primo motivo di appello incidentale, […] si assume […] la violazione del già citato art. 12 del d.lgs. nr. 387 del 2003 per avere il Comune assentito la realizzazione dell’impianto eolico col permesso di costruire, laddove la legge per detti impianti non prevedeva … Continua a leggere

Installazione di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili: il potere regolamentare comunale non può stabilire divieti generalizzati per la tutela della salute, cui ha già provveduto lo Stato, utilizzando in modo surrettizio le competenze edilizio-urbanistiche (in particolare, il Tar ha statuito che i “criteri di localizzazione” dei Comuni sono possibili se non sono finalizzati a porre “limitazioni territoriali” illegittime, anche perché i servizi di rete, che a loro volta sono in continua evoluzione, devono utilizzare le nuove tecniche, rendendole disponibili a tutti i cittadini).

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 febbraio 2015, n. 53) «Il ricorso, seguito da motivi aggiunti, impugna la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di autorizzazione (art. 87, del codice comunicazioni elettroniche, Cce- d.lgs. n. 259/2003), necessaria per realizzare una Stazione radio base (Srb) […], in uno al regolamento comunale per gli impianti Srb, … Continua a leggere

Non osta alla possibilità di qualificare un’opera quale intervento di ristrutturazione edilizia il fatto che la stessa determini un aumento di volumetria, come si evince dall’art. 10, co. 1, lett. c), del d.P.R. n. 380/2001, che assoggetta a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino a modifiche del volume, così ammettendo che i medesimi interventi possano fra l’altro determinare aumenti di volumetria (nella fattispecie, il Tar ha perciò statuito che l’intervento in esame – pur avendo determinato un aumento della superficie lorda di pavimento e, quindi, della volumetria complessiva – può essere ascritto alla categoria della ristrutturazione edilizia, in quanto diretto alla trasformazione di un locale interrato da deposito a locale con permanenza di persone, in linea con la definizione contenuta nell’art. 3, co. 1, lett. d, del d.P.R. n. 380/2001, il quale dispone che sono interventi di ristrutturazione edilizia quelli “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”).

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 21 gennaio 2015, n. 246) «Con il quarto motivo il ricorrente sostiene che il Comune […] avrebbe errato nella qualificazione dell’abuso oggetto dell’istanza di condono, avendolo qualificato quale intervento di nuova costruzione da ascrivere alla tipologia 1, di cui alla tabella allegata al decreto-legge n. 269 del 2003, in luogo … Continua a leggere

Quantificazione del danno da ritardo: il Tar Abruzzo riepiloga le diverse tipologie di fattispecie che rientrano astrattamente in tale composita categoria e, con specifico riferimento al caso di specie, indica, ex art. 34, co. 4, c.p.a., i criteri di quantificazione del pregiudizio subito dalla ricorrente per il ritardo nell’emanazione del provvedimento richiesto – l’approvazione di un progetto per la realizzazione di un manufatto da adibire ad attività commerciale – ritenendo il danno pari al valore locatizio della superficie che la ricorrente avrebbe realizzato se il progetto fosse stato tempestivamente approvato, detratti i costi che la società avrebbe sostenuto per la realizzazione del progetto, oltre interessi legali e rivalutazione.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 15 gennaio 2015, n. 33) «[C]ome già osservato da questo Tribunale con la sentenza n. 548/2011, non c’è dubbio che il danno da ritardo quale componente risarcibile, per equivalente, della lesione di un interesse legittimo pretensivo è concetto cui sono riconducibili diversi contenuti cha spaziano dal diritto ad una prestazione … Continua a leggere

Sopraelevazione del tetto in area vincolata e accertamento di compatibilità paesaggistica ex art. 167, co. 5, d.lgs. n. 42/2004: se l’altezza di un edificio viene aumentata in misura modesta e l’effetto sul paesaggio non è evidente – in quanto la differenza risulta spalmata sui preesistenti elementi architettonici e non può essere percepita come un’aggiunta o un’incongruenza – il maggior volume non si può definire come “utile”, e di conseguenza non rappresenta un ostacolo all’accertamento di compatibilità (ferma restando, peraltro, la necessità di quantificare il suddetto volume ai fini della determinazione del risarcimento ambientale previsto dal citato art. 167, in quanto la maggiore altezza dei locali costituisce comunque una misura del vantaggio ricavato dal proprietario dell’edificio).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, ord. 13 gennaio 2015, n. 39) «1. Il ricorrente […], nel corso dei lavori di ristrutturazione di un edificio […], ha eseguito una serie di opere non previste dal titolo edilizio. 2. Trattandosi di area sottoposta a vincolo paesistico, il ricorrente ha chiesto al Comune l’accertamento di compatibilità ex art. … Continua a leggere

L’effetto conformativo che discende dalla sentenza di annullamento del titolo edilizio non comporta affatto per il Comune l’obbligo, sempre e comunque, di disporre la demolizione di quanto realizzato sulla base del titolo annullato.

(Tar Veneto, sez. II, 18 dicembre 2014, n. 1533) «Con il ricorso in oggetto e per i motivi in esso dedotti, così come riassunti in fatto, gli odierni istanti hanno chiesto l’annullamento del provvedimento con il quale il Comune […] ha disposto l’irrogazione della sanzione pecuniaria, in alternativa all’ordine di demolizione, ai sensi dell’art. 38 … Continua a leggere

La lottizzazione abusiva non può essere sanata attraverso la presentazione di un’istanza di sanatoria edilizia ex art. 36 D.P.R. n. 380/2001, né la presunta condizione di ‘lotto intercluso’ dell’area di insediamento potrebbe giustificare il tipo di abuso determinato dall’edificazione in assenza di preventiva approvazione del piano di lottizzazione prescritto dal P.R.G.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 17 novembre 2014, n. 616) «Il provvedimento con cui è stata negata la concessione in sanatoria, in particolare, è stato così motivato: a) perché la società ha realizzato le opere in questione su un terreno ricadente in zona ‘T’ del P.R.G. vigente, senza che fosse stato precedentemente … Continua a leggere

Utilizzo di Google Earth ai fini dell’assolvimento dell’onere della prova, gravante sul privato, in ordine all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio: i relativi rilevamenti non costituiscono, di per sé, documenti idonei a detto scopo, qualora vi siano incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate e le informazioni relative ai metodi di esecuzione degli stessi rilevamenti siano generiche (nella fattispecie, il Tar Campania ha peraltro osservato che le immagini depositate in giudizio risultavano essere tratte dalla versione “base” del software e non da quelle più evolute predisposte per scopi commerciali).

(Tar Campania, Napoli, sez. II, 27 novembre 2014, n. 6118) «Si osserva, in primo luogo, che la difesa della ricorrente non ha fornito alcun elemento idoneo a comprovare l’avvenuta esecuzione dell’intervento in epoca successiva all’entrata in vigore della l.r. n. 19 del 2009. 4.2. Occorre chiarire, infatti, che, come evidenziato dalla consolidata giurisprudenza, l’onere di … Continua a leggere

Oneri concessori: affinché un certo intervento edilizio risulti esentato dal relativo pagamento, l’art. 9, comma 1, lett. f) della legge n. 10/1977 richiede la ricorrenza di due requisiti, uno oggettivo (deve trattarsi della edificazione di un’opera pubblica o di interesse generale) e l’altro soggettivo (a realizzare tali opere devono essere “enti istituzionalmente competenti”).

(Tar Toscana, sez. III, 11 novembre 2014, n. 1758) «La società ricorrente invoca la gratuità degli interventi edilizi realizzati sulla base del disposto dell’art. 9, comma 1, lett. f) della legge n. 10 del 1977 laddove si prevede la non debenza degli oneri concessori con riferimento a “gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o … Continua a leggere

Può talora ritenersi ammissibile l’azione avverso il silenzio inadempimento dell’Amministrazione su un’istanza di permesso di costruire in area non sottoposta a vincoli – pur essendo astrattamente configurabile un’ipotesi di silenzio-assenso sulla stessa istanza – in quanto è rimessa al giudice la valutazione (in relazione alle specificità della fattispecie esaminata, alla natura del potere esercitato dall’Amministrazione ed al complesso degli interessi coinvolti) circa la sussistenza dell’obbligo di provvedere.

(Tar Campania, Napoli, sez. II, 16 ottobre 2014, n. 5377) «In via preliminare la Sezione ritiene di dover evidenziare che il silenzio della Pubblica Amministrazione può formarsi non solo ove un obbligo giuridico di provvedere derivi da una norma di legge, da un regolamento o da un atto amministrativo, ma anche quando sia desumibile da … Continua a leggere

L’Amministrazione utilizza Google Maps per gli accertamenti necessari ai fini della declaratoria di decadenza del permesso di costruire per mancato avvio dei lavori nel termine annuale: il Tar Toscana respinge il ricorso del privato, ma senza affrontare la questione relativa all’idoneità probatoria delle fotografie tratte da Internet (ritenendola superata dalla infondatezza dell’assunto di parte ricorrente, secondo cui il compimento di operazioni quali la mera picchettatura del terreno – che, in base alla costante elaborazione giurisprudenziale, non risultano sufficienti ad integrare un effettivo “inizio dei lavori” – sarebbe stato idoneo ad escludere la pronuncia di decadenza).

(Tar Toscana, sez. III, 3 ottobre 2014, n. 1515) «Con il primo mezzo parte ricorrente evidenzia che non sussisterebbero nella specie i presupposti per la declaratoria di decadenza del permesso di costruire, avendo essa avviato l’inizio dei lavori nel termine annuale, da computarsi dalla data di ritiro del permesso di costruire, e contestando parte ricorrente … Continua a leggere

E’ illegittimo l’operato dell’Amministrazione comunale che – anziché procedere all’annullamento d’ufficio della d.i.a. ritenuta illegittima – provvede direttamente, senza alcuna motivazione ulteriore rispetto alla ritenuta illegittimità delle opere eseguite, ad ordinare la sospensione dei lavori e la rimozione degli interventi realizzati: in tal modo, infatti, vengono violate le garanzie previste dall’art. 19 l. n. 241/1990 che, in presenza di una d.i.a. illegittima, consente certamente all’Amministrazione di intervenire anche oltre il termine perentorio di cui all’art. 23, co. 6, d.P.r. n. 380/2001, ma solo alle condizioni (e seguendo il procedimento) cui la legge subordina il potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 settembre 2014, n. 4780) «[R]isulta, nel caso di specie, dirimente la circostanza (non contestata) secondo cui il provvedimento di demolizione impugnato ha ad oggetto lavori regolarmente assentiti in base alla d.i.a. del 19 giugno 2008, n. 41741. Risulta, in particolare, che l’Amministrazione comunale non solo ha lasciato che la … Continua a leggere

Poiché la DIA non è provvedimento tacito direttamente impugnabile, l’unica tutela possibile del terzo che si assume leso da tale dichiarazione è quella di sollecitare l’esercizio dei poteri di verifica in senso stretto, entro i termini di trenta o sessanta giorni, nonché l’esercizio degli immanenti poteri di autotutela che comunque residuano all’Amministrazione, una volta scaduti i predetti limiti temporali, ai sensi di quanto disposto dal comma 3 dell’art. 19 legge n. 241/90 (applicabile anche alla SCIA edilizia): in caso di inerzia, il terzo potrà esperire esclusivamente l’azione di cui all’art. 31, commi 1, 2 e 3 c.p.a. e, trattandosi di azione sul silenzio (senza impugnativa di alcun atto, neanche tacito), non potrà proporre alcuna domanda cautelare.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 11 settembre 2014, n. 661) «Il ricorso è ammissibile, poiché l’interessato ha a più riprese puntualizzato di non aver inteso intraprendere alcuna azione impugnatoria sulla DIA avversata (neanche sotto forma di silenzio-assenso sui mancati controlli e/o di diniego tacito della PA ad esperire verifiche repressive). Tenendo ben a mente il … Continua a leggere

L’ordinanza di demolizione non perde efficacia a seguito della mera presentazione di una domanda di condono (o di sanatoria), poiché nessuna disposizione contenuta nelle varie leggi sul condono edilizio prevede ciò, mentre l’art. 38 l. n. 47 del 1985 si limita a disporre per questo caso la sospensione dei procedimenti sanzionatori amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 luglio 2014, n. 3990) «[R]ileva il Collegio che, diversamente da quanto sostiene il Comune appellato, sulla base delle disposizioni rilevanti ratione temporis, la presentazione di un’istanza di condono non è impedita dall’acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime su cui è stato realizzato l’abuso, potendo l’accoglimento dell’istanza determinare, ai … Continua a leggere

E’ possibile ottenere la sanatoria delle opere abusive realizzate in zona sottoposta ad un vincolo di inedificabilità relativa soltanto qualora non si tratti di opere realizzate dopo l’imposizione del vincolo ed in assenza o in difformità del titolo abilitativo e che risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 10 luglio 2014, n. 595) «Il provvedimento gravato giustifica il rigetto dell’istanza di condono anche perché l’intervento è realizzato in zona soggetta a vincolo paesaggistico, non è stata richiesta la sanatoria ambientale e non è sanabile ai sensi del comma 27 dell’art. 32 del d.l. n. 269 del 2003. Parte … Continua a leggere

Il promissario acquirente di beni immobili deve ritenersi legittimato all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che riguardano il suo dante causa quanto meno nei seguenti casi: a) nell’ipotesi in cui il promissario acquirente abbia già la materiale disponibilità del bene, il che avviene quando il contratto preliminare prevede la consegna anticipata; b) nel caso in cui il preliminare di compravendita contenga una clausola espressa che attribuisca al promissario acquirente la possibilità di richiedere il rilascio di titoli edilizi; c) nel caso in cui l’atto impugnato sia lesivo degli interessi del proprietario e, di riflesso, anche degli interessi del promissario acquirente (in quest’ultima ipotesi parte della giurisprudenza ammette quindi la possibilità per il promissario acquirente di agire direttamente in giudizio per la tutela di un interesse connesso ad un diritto di proprietà non ancora acquisito).

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 18 giugno 2014, n. 1592) «La giurisprudenza non ha un orientamento univoco in materia di legittimazione del promissario acquirente di beni immobili in ordine all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che li riguardano. Si osserva comunque, in linea generale, che la legittimazione del promissario acquirente all’impugnazione di … Continua a leggere

L’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di errori materiali in cui l’amministrazione sia incappata, di natura non invalidante ma che diano luogo a mere irregolarità, e a tale istituto non si può ricorrere oltre un congruo limite temporale, onde non pregiudicare la certezza dei rapporti, specie in caso di incidenza pregiudizievole sulla situazione giuridica del destinatario dell’atto; inoltre, l’amministrazione è tenuta a porre in essere un procedimento omologo, anche per quel che concerne le formalità pubblicitarie, di quello a suo tempo seguito per l’adozione dell’atto modificato, richiedendosi una speculare, quanto pedissequa, identità dello svolgimento procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 marzo 2014, n. 1036) «Premesso che ai fini dell’inquadramento di un atto amministrativo non assume rilievo dirimente l’autoqualificazione datane dall’amministrazione emanante, dovendosi invece aver riguardo al suo contenuto sostanziale ed alla funzione da esso perseguita, si osserva che l’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di … Continua a leggere

Sulla possibilità, per il proprietario di un terreno rimasto privo di regolamentazione a causa della decadenza dei vincoli espropriativi, di presentare un’istanza volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica e sull’obbligo per l’Amministrazione di definire il procedimento così avviato dal privato.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 21 febbraio 2014, n. 560) «[S]econdo l’orientamento consolidato della giurisprudenza che se, a causa della decadenza dei vincoli di natura espropriativa, un terreno sia rimasto privo di regolamentazione non vi è dubbio che il proprietario possa presentare un’istanza volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica – così come … Continua a leggere

In coerenza con il canone dell’autotutela e con il principio generale di revocabilità e modificabilità degli atti amministrativi discrezionali (in funzione della migliore aderenza dei loro assetti all’interesse pubblico), la localizzazione di un intervento pubblico può essere sempre modificata dall’Amministrazione competente (re melius perpensa e specialmente alla luce di elementi sopravvenuti), fintanto che sul presupposto della decisione già assunta non si siano prodotti effetti giuridici o fattuali irreversibili, tra i quali non può essere fatto rientrare il mero fatto che un finanziamento fosse stato accordato con riferimento alla sede inizialmente scelta.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 febbraio 2014, n. 826) «Con il primo motivo dell’originario ricorso introduttivo, in questa sede riproposto, si deduce che il potere del Comune di modificare l’individuazione del sito destinato a Centro Servizi si era ormai consumato allorché il Patto Territoriale era stato approvato dal Ministero del Tesoro e sottoscritto definitivamente … Continua a leggere

I parcheggi pertinenziali, realizzati nel sottosuolo degli immobili e che possono essere costruiti anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti ai sensi dell’art. 9 l. n. 122/1989, sono solo quelli costruiti totalmente al di sotto del piano di campagna naturale (e non quelli artificialmente interrati per effetto del riporto di terra) ed inoltre detti parcheggi rientrano, comunque, tra le costruzioni edilizie del tutto vietate nell’ambito della fascia di rispetto stradale di cui al D.M. 1° aprile 1968, n. 1404.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 febbraio 2014, n. 485) «[C]osì stabilisce l’art. 9 della L. 24-3-1989 n. 122 nel testo ratione temporis vigente e pertanto applicabile alla odierna fattispecie: “ I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza … Continua a leggere

Il d.lgs. n. 259/2003 ha disciplinato un procedimento semplificato per la realizzazione delle infrastrutture delle comunicazioni elettroniche ai soli fini urbanistici, edilizi ed igienico sanitari – che è destinato a prevalere unicamente sulla disciplina edilizia dettata con il T.U. di cui al d.p.r. n. 380/2001 – restando salva invece la piena applicabilità delle norme a tutela paesaggistica, sicché è legittimo il rigetto della domanda di autorizzazione paesaggistica in sanatoria relativamente ad un traliccio avente funzione di sostegno di impianti per radiotrasmissione, fondato sull’incompatibilità paesaggistica dell’intervento in questione (date anche le dimensioni del traliccio, nell’ordine di 20 metri di altezza).

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 gennaio 2014, n. 96) «[E’] necessario ricordare e precisare come alla base dell’atto di diniego impugnato con il ricorso in primo grado vi fosse una richiesta di autorizzazione paesaggistica in sanatoria, presentata dalla proprietà a norma dell’art. 181, co. 1 quater, del d.lgs. 42/2004, nell’ambito di un procedimento sanzionatorio … Continua a leggere

Ai fini del risarcimento del danno, l’esclusione della possibilità di utilizzazione economica di un immobile – avvenuta nelle more tra la formazione del silenzio assenso sulla istanza di condono di cui trattasi e la molto successiva adozione del provvedimento espresso di rilascio della concessione in sanatoria – è ascrivibile al comportamento dell’Amministrazione (e non alla mera volontà della parte privata, che non ha proseguito i già realizzati lavori e non ha locato o venduto gli immobili realizzati, in applicazione di principi di comune e normale prudenza e diligenza, sussistendo il rischio di negativa conclusione del procedimento, anche mediante revoca del provvedimento tacito formatosi).

(Consiglio di Stato, sez. V, 13 gennaio 2014, n. 63) «Osserva la Sezione che la impugnata sentenza è basata sul sostanziale assunto che, poiché con la citata sentenza n. 763/1999 era stato affermato che la decorrenza del termine per la formazione del silenzio assenso sulla istanza di sanatoria di cui trattasi era cominciata dalla data … Continua a leggere

Hanno rilevanza paesaggistica tutte le opere realizzate sull’area sottoposta a vincolo, anche se non vi è un volume da computare sotto il profilo edilizio ed anche se, come nella fattispecie, si tratta di una piscina (interrata), poiché le esigenze di tutela dell’area sottoposta a vincolo paesaggistico possono anche esigere l’immodificabilità dello stato dei luoghi, ovvero precludere una ulteriore modifica.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 7 gennaio 2014, n. 18) «[I]l T.a.r. per la Campania accoglieva il ricorso n. 4721 del 2012, integrato da motivi aggiunti, proposto [dall’appellata] avverso i seguenti atti: (i) il provvedimento del Comune […] n. 9771 del 10 settembre 2012, con il quale, con richiamo all’esito della conferenza di servizi tenutasi … Continua a leggere

Il comportamento del Comune – che, nella fattispecie, prima ha concesso e poi ha annullato la concessione edilizia, a fronte però di una disciplina urbanistica particolarmente complicata e oscura – sfugge a un giudizio di riprovazione e non consente di imputare all’Amministrazione il pregiudizio sofferto dal soggetto che ha subito tale (illegittimo) annullamento in autotutela, considerato che, al di fuori di specifici settori (in primis: quello degli appalti pubblici), non si dà responsabilità civile dell’Amministrazione per danno da provvedimento illegittimo senza il concorso dell’elemento soggettivo.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5823) «La Cooperativa [appellante] agisce per ottenere dal Comune […] il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’annullamento in autotutela – poi annullato dal T.A.R. – di una concessione edilizia, secondo quanto esposto con maggiori dettagli in narrativa. Senza dover esaminare, nelle sue articolate sfaccettature, il … Continua a leggere

Nell’ipotesi in cui, in presenza di una domanda di condono edilizio, l’Amministrazione formuli una richiesta di integrazione documentale, avendo riscontrato l’insufficienza della documentazione prodotta ai fini della definizione della richiesta stessa, la mancata (anche solo parziale) produzione documentale determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della concessione edilizia in sanatoria.

(Tar Veneto, sez. II, 28 novembre 2013, n. 1328) «[S]ebbene nel provvedimento impugnato sia stata richiamata la più recente normativa in materia di condono, legge 724/94, che espressamente ha previsto la declaratoria di improcedibilità della domanda in caso di mancata presentazione dei documenti richiesti a comprova della sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi per il … Continua a leggere

Scaffale delle novità: P. Urbani (a cura di), “Le nuove frontiere del diritto urbanistico”.

(Giappichelli Editore, 2013; 152 pp.; Cod. ISBN 978-88-3488940-4; € 19) Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Roma il 5 giugno 2012 presso la LUISS per la presentazione dell’opera «Urbanistica solidale. Alla ricerca della giustizia perequativa tra proprietà privata e interessi pubblici» del Prof. Paolo Urbani. I pregevoli ed autorevoli contributi incidono su … Continua a leggere

Secondo il Tar Piemonte, deve ritenersi legittimo ed eseguibile (non sussistendo la necessità del previo assenso degli altri condòmini) l’ordine del Comune al singolo condomino di realizzare opere – pur su parti comuni dell’edificio – che hanno un’innegabile natura pertinenziale rispetto all’appartamento di proprietà dello stesso condomino e che non determinano, per la loro oggettiva consistenza, alcuna deminutio dell’uso comune.

(Tar Piemonte, sez. II, 15 novembre 2013, n. 1193) «Deve in materia richiamarsi quell’orientamento giurisprudenziale, che il Collegio condivide, secondo il quale il singolo condomino, per realizzare un’opera strettamente pertinenziale alla propria unità immobiliare, anche sulle parti comuni dell’edificio, non ha bisogno di richiedere il previo assenso degli altri condòmini; egli infatti, in virtù del … Continua a leggere

Il Tar Trento, valorizzando il diritto di partecipazione espressamente codificato nella legge provinciale, ritiene che – quando l’Amministrazione provvede a modificare il piano adottato, accogliendo emendamenti od osservazioni che incidono sulla proprietà di terzi – è tenuta a fornire idonea comunicazione ai soggetti proprietari dell’area incisa in maniera diretta dalla modificazione, mediante ripubblicazione del PRG nella parte risultata modificata o a darne quanto meno comunicazione agli interessati, per consentire loro di presentare memorie e osservazioni di merito.

(Tar Trentino Alto Adige, Trento, 25 ottobre 2013, n. 351) «[La società ricorrente] ha impugnato il provvedimento con il quale il Consiglio comunale […] ha approvato in terza adozione la variante al piano regolatore comunale […], contestando principalmente la mancata ripubblicazione della variante a seguito dell’accoglimento da parte del Consiglio comunale di emendamenti presentati in … Continua a leggere

Nell’ipotesi in cui – per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso ed il protrarsi dell’inerzia dell’Amministrazione preposta alla vigilanza – si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato, l’esercizio del potere repressivo delle violazioni in materia edilizia richiede un onere di motivazione che non potrebbe non chiamare in causa, tra gli altri elementi da considerare, anche la condizione di possibile buona fede dei soggetti che si vorrebbero in ipotesi sanzionare, né potrebbe andar disgiunto da una verifica circa gli eventuali indebiti vantaggi che questi avrebbero ritratto dall’illecito.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2013, n. 5158) «Osserva la Sezione che è pacifico nel caso di specie che le difformità emerse rispetto alla licenza edilizia risalivano all’epoca della costruzione dello stabile interessato e che l’intervento sanzionatorio in contestazione è stato compiuto dopo circa mezzo secolo dalla commissione dell’abuso. Peraltro l’Amministrazione non ha … Continua a leggere

Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere

Sul sindacato giurisdizionale della legittimità degli atti di pianificazione urbanistica che dispongono limiti o restrizioni all’apertura di nuovi esercizi commerciali in determinati ambiti territoriali, alla luce dell’evoluzione della normativa comunitaria e nazionale.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 10 ottobre 2013, n. 2271) «Con la prima censura la ricorrente assume che la previsione di un incondizionato divieto di apertura di medie strutture di vendita di superficie superiore a 600 mq. nella zona denominata “ambito urbano consolidato n. 2”, contenuta nel PGT e, prima ancora, nei criteri di urbanistica … Continua a leggere

Il principio di economicità è valevole non solo a conformare l’attività dell’amministrazione, ma anche come principio di valutazione dei costi dell’attività edilizia in favore dei privati, sicché entrambi gli aspetti devono essere valutati congiuntamente ed in modo dinamico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 24 settembre 2013, n. 4705) «Osserva la Sezione come [il principio di economicità] sia stato correttamente evocato dal giudice di prime cure come valevole non solo a conformare l’attività dell’amministrazione, ma anche come principio di valutazione dei costi dell’attività edilizia in favore dei privati. I due aspetti dello stesso tema … Continua a leggere

Sul regime di impugnazione del parere della Commissione edilizia comunale, che è generalmente privo di valore provvedimentale ed è immediatamente impugnabile solo quando il sindaco, con la notifica del parere medesimo, lo abbia implicitamente fatto proprio e vi abbia impresso, come autorità competente al rilascio dei titoli edilizi, la configurazione di una definitiva determinazione dell’amministrazione sull’istanza di concessione edilizia.

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 settembre 2013, n. 4532) «[E’] meritevole di favorevole considerazione la doglianza con la quale l’appellante ha dedotto l’inammissibilità [del ricorso], erroneamente non rilevata dai primi giudici, stante la natura non provvedimentale dell’atto impugnato […]. Quest’ultimo, infatti, come emerge dalla documentazione in atti, benché avesse formalmente ad oggetto “Determinazione in … Continua a leggere

Nell’impianto della l. n. 47/1985, il decorso del termine per la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di condono è collegato ad una condizione di effettività, ossia alla concreta possibilità da parte del Comune di esaminare nel merito la domanda: è dunque il mancato esercizio di questo potere che viene sanzionato con la decadenza per il decorso del termine stabilito, tutte le volte in cui (e nei limiti in cui) esso si rivela sostanzialmente ingiustificabile.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 17 luglio 2013, n. 470) «Il Comune […], nel costituirsi in giudizio, ha eccepito [….] l’inammissibilità del ricorso, in quanto non potrebbe ritenersi formato il silenzio – assenso in relazione alle istanze di condono presentate dalla controinteressata. Ciò in ragione del fatto che [l’istante, odierna controinteressata] ha dichiarato che l’ultimazione dell’edificio … Continua a leggere

La motivazione del decreto della Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio che annulla l’autorizzazione paesistica deve essere fondata su circostanze di fatto o su elementi specifici del progetto in grado di dimostrare la violazione del bene tutelato.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 3 giugno 2013, n. 1218) «[R]ileva il Collegio che [il] ricorso si presenta come fondato, rivestendo carattere dirimente – ed assorbente delle ulteriori doglianze, con esso sollevate – la considerazione delle censure di difetto di motivazione e d’istruttoria, inficianti l’impugnato decreto di annullamento soprintendentizio, censure del resto che già determinarono, … Continua a leggere

Il privato, che, nel vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 (cd. legge Ponte), abbia ceduto gratuitamente al Comune un suolo quale condizione del rilascio (in seguito regolarmente avvenuto) della licenza edilizia, non può pretendere la restituzione dell’area ove la P.A. non ne abbia fatto l’uso che era stato originariamente previsto.

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 24 maggio 2013, n. 829) «Il Collegio non condivide la prospettazione di parte ricorrente secondo la quale l’atto unilaterale del 1985 non si inserirebbe in alcuno schema procedimentale tipico previsto dalla legge che contempli la cessione dei suoli; si ritiene, infatti, aderendo all’orientamento della giurisprudenza prevalente, che la disciplina di … Continua a leggere

I proprietari di immobili in zone confinanti o limitrofe con quelle interessate da una costruzione sono sempre legittimati ad impugnare i titoli edilizi che possono pregiudicare la loro posizione (per l’incisione delle condizioni dell’area e, più in generale, per le modifiche all’assetto edilizio, urbanistico ed ambientale della zona), senza che sia necessaria la prova di un danno specifico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 8 maggio 2013, n. 2488) «[G]li appellanti lamentano l’erroneità della reiezione dell’eccezione di rito, con la quale era stata dedotta la carenza di legittimazione attiva dell’appellato […]. Per il Tar, il ricorrente avrebbe invece adempiuto all’onere di provare la sua legittimazione, depositando il titolo in base al quale sarebbe stato … Continua a leggere

In linea generale, anche i profili di tutela paesistica rilevano ai fini dell’autorizzazione alla realizzazione di una stazione radio base per telefonia mobile.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 9 maggio 2013, n. 1186) «[C]oglie nel segno anche il quarto motivo di ricorso, con cui si è censurato il giudizio espresso dall’Amministrazione comunale circa l’incidenza ambientale paesistica dell’area ove è stato programmato l’impianto in questione. Sul punto, il Collegio rileva: – che in linea generale i profili di tutela … Continua a leggere

In tema di motivazione degli atti di reiterazione di vincoli preordinati all’esproprio.

(Consiglio di Stato, sez. I, parere 30 aprile 2013, n. 2052) «Per ciò che attiene alla motivazione dell’atto impugnato [variante al PRG] ed all’eccesso di potere – vizi che possono essere trattati congiuntamente per la loro stretta connessione logica – il Collegio rileva quanto segue: 1) Secondo l’insegnamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato ( … Continua a leggere

L’eccesso di “consultazione” (il fatto ciò che l’Amministrazione procedente chieda pareri non previsti o non imposti) non determina – di per sé – un vizio dell’istruttoria, né vale ad inficiare la legittimità del provvedimento finale la semplice circostanza che, in sede di risposta alle osservazioni presentate dal ricorrente in seguito al preavviso di rigetto, detti pareri siano stati erroneamente indicati come pareri obbligatori e vincolanti.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 aprile 2013, n. 2343) «In primo luogo, a fronte della chiara assenza dei presupposti per il condono, non vale ad inficiare la legittimità del provvedimento il fatto che l’Amministrazione abbia utilizzato, a sostegno dello stesso, due pareri (formulati rispettivamente dalla CEIC in data 18.6.2008 e dalla Soprintendenza per i … Continua a leggere

Ogni previsione regolamentare contrastante con la legge è illegittima e va annullata ove oggetto di impugnazione, o comunque disapplicata, stante la sua automatica sostituzione con la clausola legale della fonte sovraordinata.

(Consiglio di Stato, sez. V, 16 aprile 2013, n. 2094) «In subordine ha dedotto l’appellante che, anche se l’art. 17, u.c., delle N.T.A. potesse ritenersi illegittimo per contrasto con l’art. 13 della l.r. n. 44/1982, il T.A.R. non aveva il potere di disapplicare d’ufficio la norma comunale, in assenza di sua tempestiva impugnazione da parte … Continua a leggere

Sui presupposti di legittimità dell’annullamento in autotutela in materia edilizia.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 5 aprile 2013, n. 340) «I primi due motivi del ricorso principale, come si è detto riproposti nel ricorso per motivi aggiunti per dedurre il vizio di illegittimità derivata dei provvedimenti in tal sede contestati, vanno esaminati congiuntamente in quanto connessi, dato che rappresentano due profili di violazione di una … Continua a leggere

Per il C.G.A., il termine per impugnare i titoli abilitativi ottenuti dai vicini decorre – salvo peculiari e specifiche situazioni contingenti – solo dal momento in cui lo stato di avanzamento dei lavori riveli in modo certo e univoco le essenziali caratteristiche dell’opera realizzanda: ossia, di norma, dal termine dei lavori (finiture escluse).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 febbraio 2013, n. 247) «[S]i è sostenuto che il termine impugnatorio decorra – in caso di impugnazione di provvedimenti edilizi rilasciati a soggetti terzi – non già dalla data di ultimazione dell’opera, bensì da quella dell’inizio dei lavori, perché esso sarebbe sufficiente a radicare la piena … Continua a leggere

Sui presupposti per l’avvio dell’iter di variante cd. “semplificata” ex art. 5 d.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447 e, in particolare, sulla corretta valutazione dell’indisponibilità o dell’insufficienza di aree destinate all’insediamento di impianti produttivi.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 21 febbraio 2013, n. 398) «Il ricorso originario avverso il provvedimento del Comune del 27 maggio 2011, con cui è stato disposto il rigetto della domanda, avverso il provvedimento dell’Asl del 21 febbraio 2011 e avverso le note della Provincia dell’11 maggio 2011 e del 19 maggio 2011, deve essere … Continua a leggere

Alle Regioni ed ai Comuni è consentito individuare criteri localizzativi degli impianti di telefonia mobile, mentre non è loro consentito introdurre limitazioni alla localizzazione, consistenti in criteri distanziali generici ed eterogenei.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 9 gennaio 2013, n. 44) «[I] criteri con cui procedere all’individuazione dei siti dove collocare gli impianti di telefonia mobile sono stati già oggetto di decisione del Consiglio di Stato (Sez.VI, 9 giugno 2006, n. 3452), da cui il Collegio non ravvisa motivate ragioni per discostarsi. In base a tali … Continua a leggere

L’Amministrazione può legittimamente inibire l’attività edilizia oggetto di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) prima della scadenza del termine di legge per il perfezionamento del titolo.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 3 gennaio 2013, n. 64) Non coglie nel segno la censura per cui «alla data di adozione del provvedimento impugnato il titolo non sarebbe ancora stato perfetto per non essere decorso per intero il termine di legge […], in quanto, già alla data di presentazione della DIA indicata dal ricorrente … Continua a leggere

Data l’assimilazione delle infrastrutture di reti pubbliche di telecomunicazione alle opere di urbanizzazione primaria, sono da ritenersi illegittime le limitazioni alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile estese ad intere ed ampie porzioni del territorio comunale, poste in assenza di una plausibile ragione giustificativa.

(Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I, 27 giugno 2012, n. 228) «[L’]art. 86 comma 3, del codice delle comunicazioni elettroniche, approvato con D.Lgs. 1 agosto 2003 n. 259, stabilendo che le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria, postula la compatibilità delle stesse con qualsiasi destinazione … Continua a leggere

Al vicino che è stato danneggiato dalla esecuzione delle opere edilizie realizzate va riconosciuta la qualità di controinteressato (cui il ricorso deve essere notificato), avendo egli un interesse qualificato a difendere la propria posizione giuridica di titolare di un diritto di proprietà.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 maggio 2012, n. 3212) «Secondo la pacifica e costante interpretazione, il ricorso deve essere notificato ad almeno un controinteressato, a pena di decadenza; solo se il ricorso è notificato ad almeno un controinteressato, è ammissibile, salvo ordine di integrazione del contraddittorio. 7.3. Il Collegio non ignora l’orientamento giurisprudenziale, espresso … Continua a leggere

L’esecuzione degli accordi ex art. 11 della legge n. 241 del 1990 è sottoposta alle comuni regole civilistiche in tema di adempimento, sicché, tra l’altro, tali accordi vanno considerati risolti di diritto – ai sensi dell’art. 1457 c.c. – ove sia pattuito un termine essenziale per l’adempimento e la prestazione non venga eseguita nel termine pattuito.

(Tar Veneto, sez. II, 5 luglio 2012, n. 968) «L’ultimo atto della serie procedimentale in esame […] è dato dall’accordo del 24/06/2009 con cui le parti, constatando l’impossibilità di procedere alla sottoscrizione della Convenzione delineavano gli estremi di un nuovo accordo attuativo delle prescrizioni urbanistiche incidenti sull’area, impegnando il Comune a ricercare una “controprestazione”, alternativa … Continua a leggere

Il potere di pianificazione del territorio non può, di per sé e salvo casi eccezionali, precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 19 giugno 2012, n. 3570) «[I]l potere di pianificazione del territorio non può, per se stante, precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola se non in via eccezionale, vale a dire nei casi in cui si discuta di assetto agricolo di particolare pregio, consolidato da tempo remoto e magari … Continua a leggere

Il pagamento della somma richiesta a titolo di oblazione implica riconoscimento dell’illecito con conseguente rinuncia irretrattabile alla garanzia giurisdizionale ed irrilevanza della riserva di ripetizione.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3371) «[L’]oblazione non è un semplice adempimento pecuniario, ma consiste in un negozio giuridico unilaterale, processuale o extraprocessuale, produttivo di effetti di diritto pubblico, nel senso che il relativo pagamento implica riconoscimento dell’illecito con conseguente rinuncia irretrattabile alla garanzia giurisdizionale (cfr. Cass. civ., Sez. I, 24 … Continua a leggere

In ipotesi di segnalazioni sottoscritte, circostanziate e documentate, relative alla commissione di abusi edilizi, l’Amministrazione ha comunque l’obbligo di attivare un procedimento di controllo e verifica, la cui conclusione deve essere espressa, sia essa nel senso dell’esercizio dei poteri sanzionatori, che in quella della motivata archiviazione.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 maggio 2012, n. 2592) «Non v’è dubbio che la tutelabilità dell’affidamento ingeneratosi in capo al privato circa la legittimità dell’azione amministrativa della quale egli è destinatario sia principio che ha ormai trovato, sulla spinta della giurisprudenza comunitaria, piena cittadinanza pur a fronte di un’attività autoritativa e discrezionale. Fonda le … Continua a leggere

Anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21-nonies l. n. 241/1990 e s.m.i.

(Consiglio di Stato, sez. III, 9 maggio 2012, n. 2683) «[C]om’è noto, anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21 nonies della legge 7 agosto 1990 n. 241 ss.mm.ii., consistenti nell’illegittimità originaria del titolo e nell’interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione … Continua a leggere

L’Amministrazione deve in ogni caso determinarsi espressamente sulla domanda di permesso di costruire, entro il termine legalmente assegnatole per la conclusione del procedimento di cui all’art. 20 T.U. 6 giugno 2001, n. 380.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 aprile 2012, n. 2302) «L’art. 20 T.U. 6 giugno 2001 n. 380, prevede che le domande di permesso di costruire debbano essere esaminate e definite entro termini ben definiti, trascorsi i quali, in base al disposto del comma 9, sulla domanda si forma il silenzio-rifiuto. Trascorso il predetto termine … Continua a leggere

Il Tar Puglia sottolinea le conseguenze che derivano dalla natura eccezionale del procedimento semplificato di variazione dello strumento urbanistico per l’insediamento di impianti produttivi ex art. 5 D.P.R. n. 447 del 1998.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 12 aprile 2012, n. 620) «L’art. 5 del D.P.R. n. 447 del 1998 che disciplina il procedimento semplificato di variazione dello strumento urbanistico, stabilisce che: “Qualora il progetto presentato sia in contrasto con lo strumento urbanistico, o comunque richieda una sua variazione, il responsabile del procedimento rigetta l’istanza. Tuttavia, allorché … Continua a leggere

Non sussiste alcuna prevalenza del piano commerciale rispetto al piano urbanistico, ben potendo quest’ultimo porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e, dunque, alla libertà di iniziativa economica, coerentemente con l’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 10 aprile 2012, n. 2060) «Le prescrizioni contenute nei piani urbanistici, rispondendo all’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio, possono porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e dunque alla libertà di iniziativa economica. La diversità degli interessi pubblici tutelati impedisce di attribuire in astratto prevalenza, come sostenuto dagli … Continua a leggere

Sui rimedi attualmente esperibili dal terzo controinteressato rispetto alla D.I.A./S.C.I.A.

(Tar Veneto, sez. II, 5 marzo 2012, n. 298) «Quanto ai rimedi esperibili dal terzo controinteressato rispetto alla D.I.A., il Consiglio di Stato, con l’Adunanza Plenaria n. 15 del 29 luglio 2011, aveva stabilito che la D.I.A. non costituisce un provvedimento tacito formatosi per il decorso del termine, essendo invece una mera dichiarazione del privato … Continua a leggere

L’inapplicabilità alla materia edilizia delle disposizioni che obbligano l’Amministrazione a comunicare agli interessati l’avvio del procedimento, non esclude la necessità del contraddittorio.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 20 marzo 2012, n. 2679) «[O]ramai è consolidato l’indirizzo giurisprudenziale che esclude per le pratiche edilizie l’applicabilità della normativa generale sul procedimento amministrativo dettata dalla legge n. 241/1990, in virtù delle discipline speciali vigenti nel settore e del principio di non necessità della comunicazione di avvio dei procedimenti aperti … Continua a leggere

Per le opere comportanti un aumento di volumetria, l’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata ex post dall’Autorità preposta alla tutela del vincolo.

(Tar Sardegna, sez. II, 7 marzo 2012, n. 249) «[P]er le opere comportanti un aumento di volumetria l’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata ex post dall’Autorità preposta alla tutela del vincolo (v., tra le altre, Cons. Stato, Sez. IV, 8 ottobre 2007 n. 5203), non rientrando tale ipotesi tra le fattispecie marginali – i c.d. … Continua a leggere

Con riferimento al Piano Regolatore Generale comunale e alle varianti generali dello stesso, i margini per adottare misure di autotutela da parte del Comune sono individuabili solo in relazione alla fase dell’avvenuta adozione dei propri precedenti atti, e non anche in relazione a determinazioni già approvate dalla Regione e perciò stesso non più nella disponibilità del solo Ente locale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 28 febbraio 2012, n. 1128) «Il Piano Regolatore Generale comunale e, al pari di esso, una variante generale del medesimo (come nel caso di specie ) costituisce, com’è noto, un atto a contenuto normativo recante previsioni e prescrizioni che disciplinano l’assetto urbanistico del territorio. Relativamente al procedimento deputato a dare … Continua a leggere

Il termine di durata del permesso di costruire è prorogabile solamente nei casi in cui possa ritenersi sopravvenuto un “factum principis” ovvero l’insorgenza di una causa di forza maggiore.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 23 febbraio 2012, n. 974) «Il secondo comma dell’art. 15 del t.u. 6 giugno 2001 n. 380 prevede che: ”Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i … Continua a leggere

Se esistono le opere di urbanizzazione primaria, il rilascio del permesso di costruire non può ritenersi illegittimo.

(Tar Veneto, sez. II, 14 febbraio 2012, n. 234) «5.1. Occorre, innanzitutto, evidenziare che la giurisprudenza si è occupata soprattutto delle ipotesi in cui le norme di attuazione richiedevano la previa predisposizione di un piano di lottizzazione per il rilascio del titolo edilizio, ritenendo che il permesso di costruire rilasciato in assenza di tale adempimento … Continua a leggere

E’ necessaria la querela di falso per contestare il verbale redatto e sottoscritto dagli agenti e dai tecnici del comune a seguito di sopralluogo ed attestante l’esistenza di manufatti abusivi, poiché esso costituisce atto pubblico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2012, n. 703) «In materia di edilizia ed urbanistica, è sufficientemente motivato il provvedimento che, a fronte di un abuso edilizio, ne ordina la demolizione con richiamo al verbale di sopralluogo dei tecnici comunali dato che, com’è noto, il provvedimento sanzionatorio in materia edilizia ha natura del tutto … Continua a leggere

La normativa in tema di protezione paesaggistica non tutela l’estetica in quanto tale, ma i valori tradizionali che si mostrano alla vista.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 8 febbraio 2012, n. 1241) «L’estetica che la normativa in tema di protezione paesaggistica intende tutelare è l’esteriore, tradizionale aspetto del territorio, ciò che tutti possono godere con la vista. Si tratta di quell’aspetto del territorio che è ritenuto “tradizionale”, ossia l’ordine e la forma fisica esteriore ereditati dalla … Continua a leggere

Non sussiste alcun obbligo di dare comunicazione ai proprietari di immobili vicini dell’avvio del procedimento con cui si consente la trasformazione del territorio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 26 gennaio 2012, n. 338) «[L]‘art. 7 della l. n. 241/1990 prevede l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento non solo ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è diretto a produrre effetti diretti, ma anche ai diversi soggetti, individuati o facilmente individuabili, che, pur non essendo destinatari del … Continua a leggere

L’Amministrazione comunale non può adottare provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi prima di aver definito, con pronuncia espressa e motivata, il procedimento di concessione in sanatoria.

(Tar Sardegna, sez. II, 13 gennaio 2012, n. 16) «Per giurisprudenza consolidata […] l’Autorità comunale non può adottare provvedimenti sanzionatori (nella fattispecie, di carattere ripristinatorio) di abusi edilizi prima di aver definito, con pronuncia espressa e motivata, il procedimento di concessione in sanatoria, in quanto in caso di eventuale sussistenza della conformità dell’abuso alla disciplina … Continua a leggere

Allorquando sia trascorso un notevole lasso di tempo tra la commissione dell’abuso e la risposta sanzionatoria, l’Amministrazione non può non considerare l’affidamento medio tempore maturato, tanto più laddove vi siano provvedimenti anche taciti con valore di assenso, o comunque si siano perfezionati gli effetti previsti dalla legge per l’esercizio legittimo di una determinata attività.

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 15 dicembre 2011, n. 1890) «A seguito del giudicato di cui alla sentenza n.2096 del 17 settembre 2009 di questo Tribunale, l’esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità comunale in merito agli interventi assentiti a seguito delle DIA del 7 giugno 1999 e 21 marzo 2000 veniva palesemente conformato, imponendo la preventiva … Continua a leggere

La scelta di non rendere edificabile a scopi residenziali il terreno del privato e di insediarvi, invece, strutture di interesse pubblico determina la costituzione di un vincolo sostanzialmente espropriativo sull’area.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 30 dicembre 2011, n. 1838) «9.1. Per quanto riguarda la zonizzazione occorre premettere che i comuni dispongono in proposito di ampia discrezionalità. Non si tratta di un potere privo di limiti e condizionamenti, ma certamente vi sono comprese le valutazioni circa le destinazioni che meglio possono valorizzare le caratteristiche del … Continua a leggere

Per il rilascio di titolo abilitativo edilizio, sussiste l’obbligo di acquisire il previo assenso dei comproprietari qualora i lavori edilizi siano da eseguirsi su parti comuni del fabbricato e si tratti di opere non connesse all’uso normale della cosa comune.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 20 dicembre 2011, n. 6731) «[S]econdo l’orientamento prevalente di questo Consiglio di Stato, condiviso da questo Collegio, in sede di rilascio del titolo abilitativo edilizio sussiste l’obbligo per il comune di verificare il rispetto da parte dell’istante dei limiti privatistici, a condizione che tali limiti siano effettivamente conosciuti o immediatamente … Continua a leggere

Il Tar Campania si pronuncia sulla natura giuridica del silenzio serbato dall’Amministrazione intimata sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 13 dicembre 2011, n. 5797) «Nella specie il ricorrente si duole del silenzio serbato dall’amministrazione comunale intimata sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria inoltrata in data 13.04.2010, ai sensi dell’art. 36 d.p.r. n. 380/2001, chiedendone l’annullamento e la declaratoria dell’obbligo di provvedere sull’istanza medesima con provvedimento espresso. 1.1 … Continua a leggere

Il Tar Lombardia ricostruisce il regime di impugnazione giurisdizionale della denuncia di inizio attività (e della segnalazione certificata di inizio attività) e ritiene ammissibile ratione temporis l’azione di impugnazione diretta della DIA.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 4 novembre 2011, n. 2640) «Una ulteriore e preliminare riflessione deve essere dedicata, seppure per sommi capi, alla questione del regime di impugnazione giurisdizionale della denuncia di inizio attività. Sul punto, è noto il complesso dibattito giurisprudenziale, che ha visto la formazione di orientamenti anche radicalmente differenti fra i giudici … Continua a leggere

La vicinitas è criterio idoneo a legittimare l’impugnazione di singoli titoli edilizi, ma non può ritenersi sufficiente nel caso in cui oggetto di contestazione giudiziale sia la disciplina urbanistica, contenuta in uno strumento attuativo, di aree estranee a quelle di proprietà dei ricorrenti.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 15 novembre 2011, n. 6016) «E’ acquisizione pacifica che la legittimazione ad agendum può essere riconosciuta solo allorchè venga comprovata la sussistenza di una posizione legittimante rappresentata , in particolare da un interesse peculiare e qualificato su cui fondare il titolo di legittimazione a domandare ed (eventualmente ) ottenere dal … Continua a leggere

Il vincolo archeologico posto su un’area non ne comporta l’inedificabilità assoluta, ma l’obbligo di verificare, da parte dell’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo stesso, la compatibilità dell’intervento edilizio con le ragioni di tutela.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 30 novembre 2011, n. 6323) «La sentenza n. 178 del 2010, impugnata con l’appello n. 2932 del 2010, ha accolto il ricorso proposto avverso l’appena citato provvedimento rilevando che dal combinato disposto degli artt. 32 e 33 legge n. 47 del 1985 si ricava non il divieto assoluto e automatico … Continua a leggere

Ai fini della determinazione degli oneri di urbanizzazione rileva non già l’immobile in sé considerato, bensì la tipologia economica dell’attività che in esso viene svolta.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 novembre 2011, n. 5974) «Dal punto di vista della determinazione degli oneri di urbanizzazione (…), ciò che rileva non è l’immobile in sé considerato, ma la tipologia economica dell’attività che in esso viene svolta. È la tipologia economica dell’attività svolta che consente di spiegare la qualità dello scambio di … Continua a leggere

Locali interrati: caratteristiche e rilevanza ai fini del calcolo della volumetria.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 ottobre 2011, n. 5536) «[L]a vicina confinante contesta il carattere seminterrato del locale indicato come tale, la cui volumetria, a suo avviso, doveva essere invece conteggiata ai fini della capacità edificatoria e tanto in relazione, precipuamente a due osservazioni: l’una, perché si tratterebbe di locali adibiti ad uso lavanderia, … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla nozione di “pergolato” rilevante ai fini edilizi e sui suoi elementi caratterizzanti.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 29 settembre 2011, n. 5409) «[I]l “pergolato”, rilevante ai fini edilizi, può essere inteso come un manufatto avente natura ornamentale, realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare … Continua a leggere

L’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento può sussistere anche se l’attività è vincolata, alla luce della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 18 luglio 2011, n. 1114) La ricorrente esponeva di aver presentato DIA per lavori di ristrutturazione edilizia, consistenti nella demolizione e successiva ricostruzione di un fabbricato di sua proprietà. A seguito di un primo sopralluogo effettuato da agenti della Polizia Municipale e di un successivo effettuato dall’UTC, il Dirigente dell’Area … Continua a leggere

E’ illegittima, per contrasto con la disciplina nazionale e comunitaria, una generalizzata preclusione urbanistica di repulsione di impianti fotovoltaici a terra da tutte le aree agricole di classe prima, seconda e terza.

(Tar Piemonte, sez. I, 30 giugno 2011, n. 717) I ricorrenti avevano presentato presso l’Amministrazione comunale un’istanza di permesso di costruire finalizzata alla realizzazione, su fondo di loro proprietà, di un impianto di energia elettrica di fonte solare fotovoltaica ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003. Il Comune resistente comunicava, quale motivo … Continua a leggere

Il diritto di accesso del promissario acquirente alla pratica edilizia dell’immobile promesso in vendita.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 8 luglio 2011, n. 1857) La società ricorrente chiedeva all’Amministrazione comunale di poter accedere, ai sensi dell’art 25 l. n. 241/1990, alla documentazione della pratica edilizia per ottenere copia dei titoli edilizi rilasciati per l’edificazione su di un determinato terreno. In particolare, per la compravendita di tale terreno erano già … Continua a leggere

Fin dove si estende il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa?

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 24 giugno 2011, n. 399) L’impugnativa sottoposta all’esame del giudice amministrativo aveva ad oggetto un’ingiunzione di demolizione e rimessa in pristino emessa dalla Capitaneria di porto a carico della ditta ricorrente, per aver effettuato modifiche e innovazioni su opere in maniera difforme rispetto a quanto autorizzato. La ditta ricorrente aveva … Continua a leggere

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