Edilizia e urbanistica

Locali interrati: caratteristiche e rilevanza ai fini del calcolo della volumetria.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 ottobre 2011, n. 5536)

«[L]a vicina confinante contesta il carattere seminterrato del locale indicato come tale, la cui volumetria, a suo avviso, doveva essere invece conteggiata ai fini della capacità edificatoria e tanto in relazione, precipuamente a due osservazioni: l’una, perché si tratterebbe di locali adibiti ad uso lavanderia, stireria, spogliatoio e bagno non completamente interrati; l’altra in quanto esisterebbero sul lato a valle due finestre che verrebbero a posizionarsi al di sopra del piano di campagna.
L’assunto non è condivisibile, dovendosi qui sostanzialmente ribadire le osservazioni di tipo tecnico acutamente e diffusamente rese dal primo giudice in ordine alla infondatezza dei rilievi mossi dall’appellante.
Invero, i locali posti sotto il livello del terrazzo del pianterreno solo per una parte molto modesta emergono dal livello del terreno, risultando per la restante stragrande porzione interrati, come si evidenzia dall’esame della documentazione progettuale.
In particolare, nella parte retrostante dell’ampio vano in questione sono situati lo spogliatoio, la lavanderia e, il bagno e la stireria , locali siti certamente ed interamente ad un livello posto al di sotto del pianterreno se è vero che sono confinanti con muri perimetrali interamente interrati e quindi tali “spazi”, in quanto interrati, non vanno computati ai fini del calcolo della volumetria dell’edificio (cfr. Cons Stato Sez. V 4 agosto 9 agosto 1986 n.390; questa Sezione, 29 gennaio 2009 n.271).
Rimane come unica parte emergente dal terreno la porzione adibita a box auto, di dimensioni alquanto modeste che fuoriesce dal piano di campagna anche in ragione del declivio del terreno, che di fatto rimane seminterrata e che comunque , al di là dello stato dei luoghi e della esiguità della superficie non può comunque considerarsi volume ai fini urbanistico-edilizi del computo complessivo della edificabilità assentibile, in quanto per essa si rende applicabile la normativa di favore recata dagli artt.18 e 20 del Regolamento edilizio comunale, secondo cui dalla S.U.L. sono escluse le superfici relative agli spazi adibiti alla manovra dei veicoli, disposizioni non oggetto di specifiche censure.
Il carattere interrato dei locali de quibus non può essere poi smentito dalla presenza di due “finestre” site sul lato a valle della costruzione, atteso che trattasi in realtà di due “bocche di lupo”, cioè aperture che caratterizzano i locali posti sotto il piano zero al fine di consentire areazione e adeguata luminosità agli stessi (e che non consentono un affaccio orizzontale al livello di campagna)
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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