Ambiente, Edilizia e urbanistica

Sanatoria e valutazione di compatibilità delle opere con il vincolo: l’Autorità non può limitarsi ad una aprioristica negazione della legittimità di qualsiasi intervento sul territorio, dovendo l’Amministrazione motivare in modo esaustivo circa la concreta incompatibilità del progetto sottoposto all’esame, indicando le specifiche ragioni per le quali le opere edilizie considerate non si ritengono adeguate alle caratteristiche ambientali protette, motivazione questa che deve essere ancor più pregnante nel caso in cui si operi nell’ambito di vincolo generalizzato, onde evitare una generica insanabilità delle opere.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 21 febbraio 2022, n. 1230)

«Deve sin da ora evidenziarsi come il parere non contenga la descrizione precisa delle opere e di conseguenza non specifica le ragioni che concretamente portano alle considerazioni innanzi richiamate.
Tale carenza, oltre che rappresentare un primo indice della carenza di istruttoria e motivazione dedotta dal ricorrente, non permettere di comprendere il diverso esito avutosi nel 2016 con la nota della Provincia richiamata dall’appellante.
7.1 – Al riguardo, con l’ordinanza n. 7516/2020, la Sezione ha ritenuto necessario acquisire dalla Provincia di Latina documentati chiarimenti in merito all’intervenuto rilascio dell’autorizzazione in sanatoria […], con particolare riguardo alla natura e alla ubicazione delle opere assentite, in relazione agli elementi di identità ovvero di diversità, sul piano strutturale e funzionale, tali da giustificare il diverso avviso espresso rispetto ai precedenti provvedimenti regionali oggetto del presente giudizio […].
La Provincia non ha adempiuto a tale incombente. La Regione, a cui è stato in seguito esteso l’incombente istruttorio, non ha saputo chiarire le ragioni della radicale diversa valutazione espressa dai due enti.
8 – Sul piano generale, deve ricordarsi che, nell’ambito in esame, la valutazione che l’Autorità è chiamata a compiere non può “limitarsi ad una aprioristica negazione della legittimità di qualsiasi intervento sul territorio” (Cons. Stato, Sez. IV, 25 febbraio 2013 n. 1117) “l’Amministrazione è invece certamente tenuta a motivare in modo esaustivo circa la concreta incompatibilità del progetto sottoposto all’esame … indicando le specifiche ragioni per le quali le opere edilizie considerate non si ritengono adeguate alle caratteristiche ambientali protette, motivazione questa che deve essere ancor più pregnante nel caso in cui si operi nell’ambito di vincolo generalizzato, onde evitare una generica insanabilità delle opere” (Cons. Stato, VI, 8 maggio 2008 n. 2111).
8.1 – In applicazione di tale principio e tenuto conto dei rilievi svolti dall’appellante, ai quali la Regione non ha saputo fornire una replica circostanziata, l’appello deve trovare accoglimento, posto che, come anticipato, dal tessuto motivazionale dei pareri impugnati non pare emergere una effettiva valutazione concreta delle opere e della loro incidenza sull’area in rapporto al vincolo che la caratterizza».

Daniele Majori – Avvocato cassazionista e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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