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È illegittima la motivazione che esclude la dipendenza della patologia da causa di servizio senza alcun riferimento alle circostanze che, ove conducano ad una verificata eccessiva gravosità delle condizioni di impiego, costituiscono astrattamente causa o concausa efficiente dell’insorgenza della patologia.

(Consiglio di Stato, sez. II, 5 maggio 2022, n. 3558) «[A]i fini del riconoscimento della causa di servizio, è necessario che l’attività lavorativa possa con certezza ritenersi concausa efficiente e determinante della patologia lamentata, non potendo farsi ricorso a presunzioni di sorta e non trovando applicazione, diversamente dalla materia degli infortuni sul lavoro e delle … Continua a leggere

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Sanatoria e valutazione di compatibilità delle opere con il vincolo: l’Autorità non può limitarsi ad una aprioristica negazione della legittimità di qualsiasi intervento sul territorio, dovendo l’Amministrazione motivare in modo esaustivo circa la concreta incompatibilità del progetto sottoposto all’esame, indicando le specifiche ragioni per le quali le opere edilizie considerate non si ritengono adeguate alle caratteristiche ambientali protette, motivazione questa che deve essere ancor più pregnante nel caso in cui si operi nell’ambito di vincolo generalizzato, onde evitare una generica insanabilità delle opere.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 21 febbraio 2022, n. 1230) «Deve sin da ora evidenziarsi come il parere non contenga la descrizione precisa delle opere e di conseguenza non specifica le ragioni che concretamente portano alle considerazioni innanzi richiamate. Tale carenza, oltre che rappresentare un primo indice della carenza di istruttoria e motivazione dedotta dal … Continua a leggere

È illegittima la motivazione del parere negativo della Soprintendenza genericamente fondata sul “forte impatto” del manufatto sullo stato dei luoghi.

(Tar Sardegna, sez. II, 1° ottobre 2021, n. 677) «La motivazione dell’impugnato parere della Soprintendenza è sostanzialmente apparente, limitandosi a considerare il manufatto in sanatoria di “forte impatto” sullo stato dei luoghi senza, però, spiegare per quali concrete ragioni lo stesso risulti incompatibile con i valori (panoramici) tutelati dallo specifico vincolo paesaggistico di zona e … Continua a leggere

È illegittima la lex specialis di gara che attribuisca alla Commissione un potere sostanzialmente arbitrario nell’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che la definizione dell’oggetto della valutazione ed i criteri di valutazione fossero del tutto generici e che tale deficit di specificità non fosse compensato dalla motivazione assegnata dalla Commissione ai voti espressi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 10 giugno 2020, n. 1043) «Ai sensi dell’art. 95, comma 1, del Codice dei Contratti, “I criteri di aggiudicazione non conferiscono alla stazione appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva e sono accompagnati da specifiche che consentono l’efficace verifica delle informazioni fornite … Continua a leggere

È illegittima la sospensione del porto d’armi qualora la presunta compromissione dell’affidabilità del titolare non sia stata vagliata in concreto, alla luce di un complessivo giudizio espresso mediante una valutazione sintetica in ordine al possesso del requisito dell’affidabilità desunto dalla condotta globalmente considerata.

(Tar Valle d’Aosta, 18 maggio 2020, n. 10) «Il provvedimento impugnato ha motivato la sospensione della licenza di porto di fucile evidenziando che i procedimenti penali a carico del ricorrente, nella loro contestualità, compromettono l’indice di affidabilità dello stesso e quindi non escludono la possibilità di un abuso del titolo posseduto. A supporto di tali … Continua a leggere

La revisione della patente non può essere disposta senza alcuna considerazione in concreto circa il supposto deficit di capacità del conducente.

(Tar Liguria, sez. II, 21 marzo 2018, n. 237) «Ai sensi dell’art. 128 comma 1 del codice della strada, “gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’art. … Continua a leggere

La deroga al principio del frazionamento delle gare d’appalto in lotti funzionali necessita di una motivazione rafforzata, che trova nell’atto indittivo della procedura la propria naturale sedes materiae.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 16 marzo 2018, n. 3002) «Come noto, l’art. 51 del d. lgs. n. 50\2016 prevede, in via di principio, che “Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le … Continua a leggere

Rilascio del porto d’armi: la motivazione dei provvedimenti di rigetto delle istanze può basarsi sull’assenza di specifiche circostanze tali da indurre a disporne l’accoglimento e l’interessato può lamentare la sussistenza di profili di eccesso di potere, qualora vi sia stata una inadeguata valutazione in concreto delle circostanze (ad es., sono configurabili profili di eccesso di potere qualora l’Amministrazione – nel respingere l’istanza in quanto formulata da un appartenente ad una categoria per la quale non si sono ravvisati particolari esigenze da tutelare col rilascio della licenza di porto d’armi – abbia invece accolto l’istanza di chi versi in una situazione sostanzialmente equivalente; nel caso di specie, però, il Tar ha riconosciuto la correttezza dell’apprezzamento degli elementi rilevanti esercitato dalla competente Autorità).

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 3 novembre 2016, n. 1083) «La normativa suscettibile di applicazione alla controversia all’esame è rappresentata: – dall’art. 11 del TULPS di cui al R.D. 18 giugno 1931 n. 773, che così dispone: “Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate: 1) a … Continua a leggere

Informativa interdittiva antimafia: sui principi desumibili in materia dalla legislazione di prevenzione amministrativa antimafia, ai quali si devono ispirare l’attività amministrativa e la conseguente interpretazione in sede giurisdizionale.

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 27 maggio 2016, n. 2756) «[E’] opportuno premettere passi di una condivisile e recente decisione del Consiglio di Stato in cui sono illustrati i principi desumibili in materia dalla legislazione di prevenzione amministrativa antimafia, ai quali si devono ispirare l’attività amministrativa e la conseguente interpretazione in sede giurisdizionale (Consiglio di … Continua a leggere

Incarichi a contratto: gli atti di affidamento di incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato ex art. 110 TUEL devono essere adeguatamente motivati e sono soggetti alla giurisdizione del G.A., ai sensi dell’art. 63, co. 4, d.lgs. n. 165/2001, in quanto il citato art. 110 d.lgs. n. 267/2000 non esonera gli enti locali dallo svolgere procedure concorsuali che, in ossequio all’art. 97 Cost., devono essere rette dai principi di trasparenza, imparzialità e par condicio (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittima la determinazione con la quale il Sindaco aveva conferito ad un soggetto l’incarico a tempo determinato di dirigente tecnico responsabile di un Ufficio con una motivazione ritenuta tautologica, recante soltanto il riferimento all’“esperienza maturata con le funzioni proprie del posto da ricoprire e con lo svolgimento dell’attività svolta presso l’Amministrazione comunale”).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 17 maggio 2016, n. 1198) «Ritiene il Collegio che il ricorso sia stato correttamente incardinato avanti all’adito T.a.r. e ciò perché, come ha già statuito questo T.a.r., con sentenza della sez. III, l8 luglio 2014, n. 1931 “viene in evidenza una procedura concorsuale che non presenta elementi differenziali tali da … Continua a leggere

Anche gli atti e i provvedimenti che hanno come destinatari gli appartenenti alle Forze armate sono soggetti al rispetto dei principi fondamentali desumibili dalla l. n. 241/1990: in particolare, al militare, al pari di ogni cittadino, va garantito l’esercizio del diritto di difesa contro gli atti arbitrari della pubblica Autorità, in conformità allo spirito democratico che informa l’Ordinamento militare (nella fattispecie, il Tar ha annullato, per difetto di motivazione, il provvedimento recante il mutamento della sede di servizio e del tipo di incarico del ricorrente).

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 17 marzo 2016, n. 91) «A seguito di riassunzione dopo la declinatoria di competenza da parte del T.A.R. per l’Emilia Romagna, il [ricorrente], tenente colonnello dell’Esercito con qualificazione di pilota elicotterista, impugna l’atto in epigrafe compiutamente indicato con il quale è stato trasferito dalla sede di Rimini a quella … Continua a leggere

La revoca di un provvedimento amministrativo non può assumere forma implicita, in quanto costituisce esercizio del potere di autotutela della p.a. implicante la necessità di esplicitare le ragioni giustificanti la nuova determinazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 18 settembre 2015, n. 11306) «Dal contenuto dei provvedimenti impugnati non si desume alcuna revoca delle autorizzazioni rilasciate alla ricorrente né la mancata individuazione “nominatim”, neppure in allegato, come sostenuto nel ricorso può portare a questa conclusione. La stessa [società ricorrente] non fornisce elementi certi in tale senso, supponendo solo … Continua a leggere

L’annullamento d’ufficio del permesso di costruire richiede un’espressa motivazione in ordine all’interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello status quo ante, non essendo sufficiente l’intento di operare un mero astratto ripristino della legalità violata (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il dedotto interesse pubblico diverso dal mero ripristino della legalità si presentasse, in sostanza, generico e legato a profili meramente economici).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 4 settembre 2015, n. 4286) «Il ricorso si palesa fondato. La situazione di affidamento ingenerata in capo al privato avrebbe richiesto una stringente motivazione di interesse pubblico per l’adozione del provvedimento di autotutela e una valutazione di prevalenza dello stesso in sede di bilanciamento con gli interessi del ricorrente, anche … Continua a leggere

Sebbene sia irrituale il frazionamento della decisione mediante l’adozione del dispositivo in una camera di consiglio e la discussione della motivazione in altra e successiva camera di consiglio, tale frazionamento deve considerarsi al più un’irregolarità del procedimento decisionale, incapace come tale di determinare la nullità della sentenza e l’operatività del rinvio ex art. 105 c.p.a., sotto il profilo della lesione del contraddittorio e del diritto di difesa.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 gennaio 2015, n. 18) «Con il primo motivo d’appello, la [società appellante] ha lamentato la nullità della sentenza, censurando in particolare che il dispositivo della stessa risulterebbe adottato in esito all’udienza pubblica del 29 maggio 2014, mentre la motivazione ( come inequivocabilmente risulta dal tenore della sentenza impugnata) recherebbe … Continua a leggere

E’ illegittimo l’operato dell’Amministrazione comunale che – anziché procedere all’annullamento d’ufficio della d.i.a. ritenuta illegittima – provvede direttamente, senza alcuna motivazione ulteriore rispetto alla ritenuta illegittimità delle opere eseguite, ad ordinare la sospensione dei lavori e la rimozione degli interventi realizzati: in tal modo, infatti, vengono violate le garanzie previste dall’art. 19 l. n. 241/1990 che, in presenza di una d.i.a. illegittima, consente certamente all’Amministrazione di intervenire anche oltre il termine perentorio di cui all’art. 23, co. 6, d.P.r. n. 380/2001, ma solo alle condizioni (e seguendo il procedimento) cui la legge subordina il potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 settembre 2014, n. 4780) «[R]isulta, nel caso di specie, dirimente la circostanza (non contestata) secondo cui il provvedimento di demolizione impugnato ha ad oggetto lavori regolarmente assentiti in base alla d.i.a. del 19 giugno 2008, n. 41741. Risulta, in particolare, che l’Amministrazione comunale non solo ha lasciato che la … Continua a leggere

Il diniego di apertura di una nuova attività economica deve avere una motivazione “ragionevolmente proporzionata” rispetto alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, così come richiesto dall’art. 1, comma 2, d.l. n. 1/2012, convertito in legge n. 27/2012.

(Tar Piemonte, sez. II, 14 marzo 2014, n. 460) «In base a quanto stabilito dall’art. 31, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito in legge n. 214 del 2011 (nel testo risultante dalle modifiche apportate dall’art. 1, comma 4-ter, del decreto-legge n. 1 del 2012, convertito in legge n. 27 del 2012), la … Continua a leggere

In sede di liquidazione dell’equo indennizzo, l’Amministrazione è tenuta a recepire e far proprio il parere del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie (C.P.P.O., unico organo consultivo al quale spetta il compito di esprimere il giudizio finale sul nesso eziologico dell’infermità sofferta dal pubblico dipendente) e tale parere è idoneo – ove non vi siano elementi comprovanti la sua inattendibilità – a fungere da unica motivazione per il provvedimento finale, mentre solo nel caso in cui l’Amministrazione ritenga di non potervi aderire sorge un obbligo specifico di motivazione in capo alla stessa.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2013, n. 5936) «Con un unico motivo [l’appellante] ha lamentato l’erroneità dell’impugnata sentenza del Tar […] per “violazione dei principi in materia di dipendenza da causa di servizio e quindi di equo indennizzo e pensione privilegiata. Violazione dei dd.PP.RR. n. 3 del 1957, n. 686 del 1957, n. … Continua a leggere

L’annullamento di una gara pubblica, specie se già culminata nell’aggiudicazione definitiva, implica la frustrazione dell’affidamento ingenerato in capo ai partecipanti e, in particolare, all’aggiudicatario, derivandone la necessità, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge 241/1990, di una concreta e motivata ragione di interesse pubblico tale da giustificare comparativamente l’incisione delle posizioni in rilievo.

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 25 novembre 2013, n. 614) «E’, invero, fondata e riveste carattere assorbente rispetto alle ulteriori dedotte la censura, contenuta nel terzo motivo di gravame, con cui parte ricorrente denuncia la mancata enunciazione dell’interesse pubblico perseguito dall’Amministrazione mediante l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva della gara di che trattasi in grado di giustificare … Continua a leggere

L’esercizio del potere di revoca di contributi e finanziamenti pubblici è necessariamente correlato sia con la valutazione approfondita degli interessi che l’Amministrazione va a incidere sia con il tempo che la medesima Amministrazione ha fatto trascorrere.

(Tar Basilicata, sez. I, 26 luglio 2013, n. 424) «Con il secondo motivo viene dedotta la violazione dell’art. 21 nonies della legge 241/1990 s.m.i. nonché l’eccesso di potere per l’omessa considerazione degli interessi incisi dal provvedimento in autotutela, il difetto di motivazione e l’elusione del termine ragionevole. Anche questa doglianza è fondata (sul punto, in … Continua a leggere

In tema di “ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità” che consentono la deroga all’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento.

(Consiglio di Stato, sez. III, 5 luglio 2013, n. 3581) «Fondato è il motivo di appello con cui il Ministero lamenta la violazione degli artt. 7 e ss. della l. 241/1990. Ad avviso del Collegio, correttamente l’Amministrazione non ha comunicato l’avvio del procedimento, come consente l’art. 7 della l. 241/90 in presenza di “ragioni di … Continua a leggere

La motivazione del decreto della Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio che annulla l’autorizzazione paesistica deve essere fondata su circostanze di fatto o su elementi specifici del progetto in grado di dimostrare la violazione del bene tutelato.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 3 giugno 2013, n. 1218) «[R]ileva il Collegio che [il] ricorso si presenta come fondato, rivestendo carattere dirimente – ed assorbente delle ulteriori doglianze, con esso sollevate – la considerazione delle censure di difetto di motivazione e d’istruttoria, inficianti l’impugnato decreto di annullamento soprintendentizio, censure del resto che già determinarono, … Continua a leggere

In tema di motivazione degli atti di reiterazione di vincoli preordinati all’esproprio.

(Consiglio di Stato, sez. I, parere 30 aprile 2013, n. 2052) «Per ciò che attiene alla motivazione dell’atto impugnato [variante al PRG] ed all’eccesso di potere – vizi che possono essere trattati congiuntamente per la loro stretta connessione logica – il Collegio rileva quanto segue: 1) Secondo l’insegnamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato ( … Continua a leggere

L’eccesso di “consultazione” (il fatto ciò che l’Amministrazione procedente chieda pareri non previsti o non imposti) non determina – di per sé – un vizio dell’istruttoria, né vale ad inficiare la legittimità del provvedimento finale la semplice circostanza che, in sede di risposta alle osservazioni presentate dal ricorrente in seguito al preavviso di rigetto, detti pareri siano stati erroneamente indicati come pareri obbligatori e vincolanti.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 aprile 2013, n. 2343) «In primo luogo, a fronte della chiara assenza dei presupposti per il condono, non vale ad inficiare la legittimità del provvedimento il fatto che l’Amministrazione abbia utilizzato, a sostegno dello stesso, due pareri (formulati rispettivamente dalla CEIC in data 18.6.2008 e dalla Soprintendenza per i … Continua a leggere

Sui presupposti di legittimità dell’annullamento in autotutela in materia edilizia.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 5 aprile 2013, n. 340) «I primi due motivi del ricorso principale, come si è detto riproposti nel ricorso per motivi aggiunti per dedurre il vizio di illegittimità derivata dei provvedimenti in tal sede contestati, vanno esaminati congiuntamente in quanto connessi, dato che rappresentano due profili di violazione di una … Continua a leggere

Anche dopo l’intervento dell’aggiudicazione definitiva (nel caso di specie solo provvisoria), non è precluso all’amministrazione appaltante di revocare l’aggiudicazione stessa, in presenza di un interesse pubblico individuato in concreto, del quale occorre dare atto nella motivazione del provvedimento di autotutela e che può essere individuato anche nella mancanza di idonee risorse economiche.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, 25 gennaio 2013, n. 47) «[I]l giudice di primo grado, in sostanza, ha ritenuto idonee le motivazioni addotte dall’amministrazione per revocare l’atto di aggiudicazione provvisoria evidenziando che per la revoca è sufficiente l’indisponibilità delle somme in bilancio a nulla rilevando che tale circostanza fosse già conosciuta dall’amministrazione. … Continua a leggere

Dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti: motivazione degli atti negativi, ampiezza del sindacato giurisdizionale e possibilità di ricorso alla CTU.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 14 febbraio 2013, n. 114) «Come è noto, nelle controversie aventi ad oggetto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti, la giurisprudenza amministrativa ha costantemente chiarito che il sindacato che il giudice della legittimità è autorizzato a compiere sulle determinazioni assunte dagli organi … Continua a leggere

Piena conoscenza dei motivi dell’aggiudicazione, diritto di azione e decorrenza del termine di stand still.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 14 febbraio 2013, n. 407) L’eccezione di sopravvenuta improcedibilità delle domande finalizzate alla tutela in forma specifica della ricorrente (ad avviso delle parti resistenti, trattandosi di lavori di interesse strategico, l’intervenuta stipulazione del contratto precluderebbe, ai sensi dell’art. 125 c.p.a., la relativa declaratoria di inefficacia) «deve essere disattesa, potendosi ravvisare … Continua a leggere

La mancata nomina almeno di una componente di sesso femminile nella Giunta comunale, pur se, in assoluto, non illegittima (salva l’eventuale previsione statutaria di “quote rigide”, nel caso insussistente), deve però essere motivata mediante l’illustrazione delle ragioni e delle modalità di siffatta scelta.

(Tar Umbria, sez. I, 20 giugno 2012, n. 242) «Nella disamina del quadro normativo di riferimento si possono prendere le mosse dalla previsione dell’art. 6, comma 3, del d.lgs. n. 267 del 2000 (t.u.e.l.), alla cui stregua «gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato precisa che tra l’atto preannunciato con l’avviso di avvio del procedimento ed il provvedimento finale deve sussistere un rapporto di congruità, non di identità, tra gli elementi essenziali.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 maggio 2012, n. 2852) «Il possibile scostamento tra i contenuti dell’avviso di avvio del procedimento e quelli del provvedimento finale non rappresenta un elemento patologico del sistema, ma dimostra al contrario come l’amministrazione, lungi dal porre in essere una condotta solo formalmente osservante della posizione del privato, abbia agito … Continua a leggere

A motivare la risoluzione del contratto disposta dalla stazione appaltante è sufficiente l’individuazione della presupposta informativa antimafia, anche se supplementare (o atipica).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 28 marzo 2012, n. 1508) «Quanto al provvedimento di risoluzione del contratto, pacificamente attratto alla giurisdizione del Giudice amministrativo (vedi, per tutte, Cass. SS.UU. 29 agosto 2008 n. 21928), a motivare lo stesso è sufficiente l’individuazione della presupposta informativa antimafia e del conseguente vincolo che, dal suo effetto interdittivo, discende … Continua a leggere

Il Tar Lombardia, nel solco di quanto affermato dall’Adunanza Plenaria n. 14 del 2011, sottolinea l’onere di motivazione che grava sull’Amministrazione che intenda non avvalersi dello scorrimento della graduatoria concorsuale ancora vigente.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 2 marzo 2012, n. 345) «[D]eve essere premesso che l’articolo 3, comma 87, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)”, ha aggiunto, all’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il comma 5 … Continua a leggere

Sulla sostanziale equiparazione tra il rigetto immotivato del preavviso di ricorso e l’inerzia dell’amministrazione.

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 26 gennaio 2012, n. 196) «[P]arte ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 243 bis del d. lgs. n. 163/2006, lamentando che il RUP, ricevuto il preavviso di ricorso di cui alla predetta norma (comma primo), si è limitato a respingerlo senza esplicitare le ragioni di tale provvedimento negativo. L’equiparazione tra … Continua a leggere

Il vincolo archeologico posto su un’area non ne comporta l’inedificabilità assoluta, ma l’obbligo di verificare, da parte dell’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo stesso, la compatibilità dell’intervento edilizio con le ragioni di tutela.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 30 novembre 2011, n. 6323) «La sentenza n. 178 del 2010, impugnata con l’appello n. 2932 del 2010, ha accolto il ricorso proposto avverso l’appena citato provvedimento rilevando che dal combinato disposto degli artt. 32 e 33 legge n. 47 del 1985 si ricava non il divieto assoluto e automatico … Continua a leggere

L’eventuale esistenza di ragioni idonee a determinare la “unicità” di un determinato prodotto e a giustificare il conseguente ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando, deve essere rigorosamente motivata in concreto, in modo espresso ed immune da vizi logici.

(Consiglio di Stato, sez. V, 2 novembre 2011, n. 5837) «Muovendo dal pertinente dato normativo, è d’obbligo rammentare che il ricorso al sistema di scelta del contraente costituito dalla procedura negoziata senza pubblicazione del bando prevista dall’art. 57, comma 2, del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, rappresenta un’eccezione al principio generale della pubblicità e … Continua a leggere

Il contenuto del provvedimento conclusivo di diniego deve essere sostanzialmente corrispondente a quello del preavviso di rigetto.

(Tar Sardegna, sez. I, 11 ottobre 2011, n. 967) «[S]e è vero che l’art. 10-bis, l. n. 241 del 1990, introdotto dall’art. 6, l. n. 15 del 2005, che stabilisce l’obbligo per l’amministrazione nei procedimenti ad istanza di parte del c.d. « preavviso di rigetto », non impone la puntuale e analitica confutazione delle argomentazioni … Continua a leggere

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