Processo amministrativo

Sebbene sia irrituale il frazionamento della decisione mediante l’adozione del dispositivo in una camera di consiglio e la discussione della motivazione in altra e successiva camera di consiglio, tale frazionamento deve considerarsi al più un’irregolarità del procedimento decisionale, incapace come tale di determinare la nullità della sentenza e l’operatività del rinvio ex art. 105 c.p.a., sotto il profilo della lesione del contraddittorio e del diritto di difesa.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 gennaio 2015, n. 18)

«Con il primo motivo d’appello, la [società appellante] ha lamentato la nullità della sentenza, censurando in particolare che il dispositivo della stessa risulterebbe adottato in esito all’udienza pubblica del 29 maggio 2014, mentre la motivazione ( come inequivocabilmente risulta dal tenore della sentenza impugnata) recherebbe due date ( corrispondenti alle due camere di consiglio in cui la decisione ha preso forma), una delle quali ( quella del 14 luglio 2014) tuttavia inammissibilmente posteriore alla data risultante dal dispositivo di decisione. La tesi dell’appellante è che una volta adottato il dispositivo della sentenza, la decisione è già assunta dal Collegio, onde non residuerebbe spazio per ulteriori camere di consiglio, quand’anche destinate ad un approfondimento o ad un affinamento dell’iter logico da addurre in motivazione, dato che ciò imporrebbe al giudicante la rimessione delle questioni da approfondire ad un nuovo esame delle parti, con concessione alle stesse di termini a difesa.
La censura merita un approfondimento.
Ai sensi dell’art. 276 cod.proc.civ., richiamato espressamente dall’art. 76 c.p.a., la decisione si compone di due parti: il dispositivo e la motivazione. Essa è adottata in camera di consiglio, seguendo uno stringente iter logico, che si conclude con la redazione e la sottoscrizione del dispositivo. La motivazione, redatta successivamente dal giudice relatore, non può essere altro che la sintesi dell’iter logico-giuridico percorso nella camera di consiglio che ha portato alla redazione del dispositivo (cfr. Cons. St., sez. V, 21 giugno 2013, n. 3404). E’ quindi evidente l’errore in cui è incorso il primo Giudice, nel frazionare la decisione, adottando il dispositivo in una camera di consiglio e ridiscutendo la motivazione in altra e successiva camera di consiglio.
Ciò nonostante ritiene il Collegio che la conformità della motivazione con il dispositivo già pronunciato, dimostri che nella specie si è verificata al più un’irregolarità del procedimento decisionale incapace come tale di determinare la nullità della sentenza, escludendo così l’operatività del rinvio ex art. 105 c.p.a., sotto il profilo della lesione del contraddittorio e della difesa. La decisione finale, infatti, desumibile dalla motivazione non si basa su argomenti “nuovi” non trattati dalle parti nel corso dello svolgimento del giudizio di primo grado, di tal che si appalesa plausibile – pur se irrituale- la tesi, sostenuta dalla società privata appellata, dell’approfondimento ulteriore che il Collegio abbia inteso svolgere, nella seconda camera di consiglio, su argomenti già trattati ed oggetto della già assunta decisione, al solo fine di arricchirne la motivazione.
D’altra parte, il codice del processo amministrativo prevede una sola ipotesi ( art. 73, comma 3, del cod. proc. amm.) in cui il Collegio, dopo il passaggio in decisione della causa, è tenuto a stimolare il contraddittorio delle parti assegnando loro un termine per il deposito di memorie: e questo è il caso in cui il giudicante ravvisi la sussistenza di una questione nuova, rilevata d’ufficio ( e quindi non affrontata dalle parti nelle loro difese), capace di dirimere la lite. Tale ipotesi palesemente non ricorre nella fattispecie in esame in cui, a base della decisione impugnata, sono state poste questioni ampiamente dibattute dalle parti nel corso del giudizio di primo grado.
Tale motivo di censura pertanto non merita di essere condiviso
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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