Autotutela, Contributi e finanziamenti pubblici, Procedimento amministrativo

L’esercizio del potere di revoca di contributi e finanziamenti pubblici è necessariamente correlato sia con la valutazione approfondita degli interessi che l’Amministrazione va a incidere sia con il tempo che la medesima Amministrazione ha fatto trascorrere.

(Tar Basilicata, sez. I, 26 luglio 2013, n. 424)

«Con il secondo motivo viene dedotta la violazione dell’art. 21 nonies della legge 241/1990 s.m.i. nonché l’eccesso di potere per l’omessa considerazione degli interessi incisi dal provvedimento in autotutela, il difetto di motivazione e l’elusione del termine ragionevole.
Anche questa doglianza è fondata (sul punto, in termini, questa stessa Sezione si è espressa con l’ordinanza n. 198/08 del 4/6/2008), atteso che l’esercizio del potere di autotutela è necessariamente correlato sia con la valutazione approfondita degli interessi che l’amministrazione va a incidere sia con il tempo che la medesima amministrazione ha fatto trascorrere, consentendo il consolidamento dell’interesse del beneficiario del provvedimento ampliativo oltre che di una situazione di fatto che la stessa amministrazione ha contribuito a determinare.
Nel caso in questione, la revoca appare non motivata sotto il profilo della ponderazione degli interessi, poiché non è stato preso in alcun modo in considerazione l’interesse del privato (di cui doveva essere valutata l’effettuazione documentata degli investimenti nell’arco di tempo trascorso dall’erogazione del contributo), a fronte dell’interesse pubblico al recupero della somma; è, inoltre, trascorso un arco di tempo che avrebbe dovuto rafforzare la motivazione del provvedimento, essendo plausibile che nell’arco di qualche anno il soggetto beneficiario abbia impiegato la somma richiesta nel miglioramento aziendale, elemento quest’ultimo che l’amministrazione avrebbe dovuto valutare in concreto, attraverso approfonditi controlli non solo documentali, al fine di verificare se il corretto impiego del contributo non sconsigliasse l’assunzione della determinazione di revocarlo, come, invece, è avvenuto
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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