Appalti pubblici, Contratti pubblici

È illegittima la lex specialis di gara che attribuisca alla Commissione un potere sostanzialmente arbitrario nell’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che la definizione dell’oggetto della valutazione ed i criteri di valutazione fossero del tutto generici e che tale deficit di specificità non fosse compensato dalla motivazione assegnata dalla Commissione ai voti espressi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 10 giugno 2020, n. 1043)

«Ai sensi dell’art. 95, comma 1, del Codice dei Contratti, “I criteri di aggiudicazione non conferiscono alla stazione appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva e sono accompagnati da specifiche che consentono l’efficace verifica delle informazioni fornite dagli offerenti al fine di valutare il grado di soddisfacimento dei criteri di aggiudicazione delle offerte. Le stazioni appaltanti verificano l’accuratezza delle informazioni e delle prove fornite dagli offerenti”.
Al successivo comma 6 la norma stabilisce che “I documenti di gara stabiliscono i criteri di aggiudicazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto. In particolare, l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, è valutata sulla base di criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all’oggetto dell’appalto”.
Dall’esame degli atti risulta che la ricorrente contesta i criteri di valutazione relativi al parametro “A.1. Valutazione del servizio (relazione tecnico descrittiva)” per il quale la stazione appaltante: a) ha individuato come oggetto di valutazione le modalità operative/gestionali, migliorie tecniche e dimensionamento delle risorse; b) ha espresso il criterio di ponderazione nella scala tripartita ottimo/adeguato/inadeguato; c) ha espresso il giudizio numerico prevedendo una forcella in cui il punteggio minimo è costituito da 3 livelli di votazione che vanno da un minimo di 10 punti ad un massimo di 30 punti.
Dall’esame di tali elementi risulta chiaro che la definizione dell’oggetto della valutazione ed i criteri di valutazione sono del tutto generici. Infatti nell’individuare l’oggetto della valutazione la stazione appaltante non ha specificato quali fossero le modalità operative/gestionali che sarebbero state oggetto di valutazione, né le migliorie tecniche.
Né tantomeno la stazione appaltante ha provveduto ad effettuare alcuna connessione tra i criteri di valutazione e le specifiche tecniche per l’esecuzione della sorveglianza sanitaria che formano parte della documentazione di gara e svolgono la funzione di capitolato tecnico. Infatti il riferimento, contenuto al punto A1 delle modalità di offerta ed aggiudicazione, alla parte delle specifiche tecniche alle quali le offerenti dovevano fare riferimento per predisporre la Relazione tecnico descrittiva risulta illeggibile in entrambe le copie depositate dalle parti in giudizio.
Ne consegue che non è possibile risalire, nel valutare i criteri di valutazione, a quali modalità operative/gestionali e migliorie tecniche la Commissione ha fatto riferimento nel giudizio sulle offerte presentate. A ciò si aggiunge che neppure il confronto tra le offerte risulta comprensibile in quanto l’utilizzo della scala di valutazione ottimo/adeguato/inadeguato è del tutto priva di valore euristico rispetto alla scelta effettuata in mancanza di un solido collegamento con un metro di valutazione chiaro e preciso.
In merito poi al voto espresso la giurisprudenza (da ultimo TAR Campania, Napoli, II, 27/02/2020 n. 886) ha ribadito che “l’idoneità del voto numerico a rappresentare in modo adeguato il percorso logico fatto proprio dalla commissione nell’apprezzamento delle offerte, è direttamente proporzionale al grado di specificazione dei criteri allo stesso sottesi, di tal che tanto dettagliata si presenta l’articolazione dei criteri e sub-criteri di valutazione, tanto più esaustiva risulta l’attitudine esplicativa del punteggio ai medesimi collegato (cfr. per tutte Consiglio di Stato, Sez. V, 14 gennaio 2019 n. 291 e 2 febbraio 2018 n. 675)”
Né tale deficit di specificità è stato compensato dalla motivazione assegnata dalla Commissione ai voti espressi
[…]».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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