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È illegittima la lex specialis di gara che attribuisca alla Commissione un potere sostanzialmente arbitrario nell’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che la definizione dell’oggetto della valutazione ed i criteri di valutazione fossero del tutto generici e che tale deficit di specificità non fosse compensato dalla motivazione assegnata dalla Commissione ai voti espressi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 10 giugno 2020, n. 1043) «Ai sensi dell’art. 95, comma 1, del Codice dei Contratti, “I criteri di aggiudicazione non conferiscono alla stazione appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva e sono accompagnati da specifiche che consentono l’efficace verifica delle informazioni fornite … Continua a leggere

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Il principio di equivalenza presuppone la corrispondenza delle prestazioni del prodotto offerto e non già un’inidoneità di quest’ultimo rispetto alle specifiche indicate dall’Amministrazione e poste a base di gara.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 21 novembre 2016, n. 11560) «[Non] può venire in rilevo, nel caso di specie, il principio di equivalenza che riguarda le specifiche tecniche di cui all’art. 68 del d.lgs. n. 163 del 2006 […]. Tale principio presuppone, infatti, la corrispondenza delle prestazioni del prodotto offerto e non già un’inidoneità … Continua a leggere

L’art. 97 del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 50/2016) non riserva al r.u.p. la valutazione dell’anomalia dell’offerta, che, quindi, può essere legittimamente effettuata dalla commissione giudicatrice in qualità di organo, ancorché straordinario, della stazione appaltante.

(Tar Basilicata, sez. I, 5 ottobre 2016, n. 944) «[E’] stata dedotta l’incompetenza assoluta della commissione di gara a procedere alla verifica della congruità dell’offerta, in quanto soltanto il r.u.p. sarebbe: «il vero soggetto competente a verificare la congruità dell’offerta che, mantenendo la centralità della propria posizione, può avvalersi di altri soggetti quali la commissione … Continua a leggere

Danno curriculare: tale voce di danno, costituente una specificazione del danno per perdita di chance, si correla necessariamente alla qualità di impresa operante nel settore degli appalti pubblici e, più in particolare, al fatto stesso dell’esecuzione di uno di questi tipi di contratto, a prescindere dal lucro che l’impresa stessa si riprometta di ricavare per effetto del corrispettivo pagato dalla stazione appaltante (il Tar ha, pertanto, evidenziato che alla mancata esecuzione di un’opera pubblica illegittimamente appaltata si ricollegano indiretti nocumenti all’immagine della società, al suo radicamento nel mercato, all’ampliamento della qualità industriale o commerciale dell’azienda, al suo avviamento, nonché al più generale interesse pubblico al rispetto della concorrenza).

(Tar Lazio, sez. I, 7 marzo 2016, n. 2966) «Quanto al danno curriculare, che la ricorrente lamenta in dipendenza della mancata acquisizione dell’appalto che il RTI aveva titolo ad acquisire e consistente nel pregiudizio dallo stesso subito a causa del mancato arricchimento del curriculum professionale (Cons. Stato, Sez. VI, 9 giugno 2008, n. 2751), ritiene … Continua a leggere

Vìola l’art. 83 del Codice dei contratti pubblici la commissione di gara che – a fronte di una lex specialis priva di ogni indicazione degli elementi di preferenza per l’attribuzione dei punteggi – anziché operare un rinvio degli atti generali di gara all’amministrazione per le dovute correzioni, provveda direttamente, in via integrativa, a determinare i criteri di valutazione e di assegnazione dei punteggi, dettando dei sottocriteri per la valutazione delle offerte tecniche.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. II, 12 febbraio 2015, n. 97) «Passando al ricorso principale, quest’ultimo va accolto, in relazione alla assorbente fondatezza dell’articolato motivo con cui [la ricorrente] lamenta che in violazione degli artt. 2 e 83 del decreto legislativo 163/2006 la stazione appaltante avrebbe omesso di definire sub-criteri e sub-punteggi per quasi tutti le … Continua a leggere

Anche con specifico riferimento alle caratteristiche tecniche dell’offerta, l’Amministrazione è tenuta al rispetto della normativa alla quale si è autovincolata e che essa stessa ha emanato, cosicché né alla commissione di gara, né alla stazione appaltante, né al giudice amministrativo è consentito sovrapporre valutazioni sull’adeguatezza tecnica dell’offerta a quelle già effettate in sede di formulazione degli atti di gara; allorquando, poi, l’Amministrazione rilevi che talune prescrizioni tecniche risultino erronee, insufficienti, incomplete o anche solo inopportune, non può discostarsi da esse in sede procedimentale o in via interpretativa, dovendo piuttosto disporre l’integrale rinnovazione della procedura.

(Consiglio di Stato, sez. III, 22 dicembre 2014, n. 6304) «In estrema sintesi ( v. art. 120, comma 10, c.p.a. ), la tesi della società appellante è che la legge di gara, nel definire le specifiche dei prodotti oggetto dei lotti in questione ( “lente intraoculare … in materiale acrilico idrofilo, monopezzo, monomateriale” ) non … Continua a leggere

Qualora le giustificazioni dell’anomalia dell’offerta siano apodittiche e generiche, e, perciò, inattendibili, non può trovare applicazione quell’orientamento giurisprudenziale consolidato secondo cui la stazione appaltante è onerata di fornire una motivazione puntuale solo laddove intenda respingere le giustificazioni presentate e non laddove intenda accettarle, potendo in tal caso il suo giudizio essere motivato per relationem (nel caso di specie, oltre all’insufficienza delle giustificazioni a fondare un giudizio di affidabilità dell’offerta dell’aggiudicatario, il Tar ha rilevato anche la violazione del principio secondo cui il concorrente soggetto a valutazione di anomalia non può in tale sede effettuare modifiche all’offerta allo scopo di dimostrarne la congruità).

(Tar Toscana, sez. I, 11 dicembre 2014, n. 2034) «[L]e giustificazioni presentate dal Consorzio aggiudicatario appaiono generiche e non sufficienti a fondare un giudizio di affidabilità della sua offerta. L’aggiudicatario pretende di giustificare la propria offerta con i seguenti elementi: a) recupero diretto in cantiere con impianto mobile dei materiali provenienti dalle demolizioni che abbatterà … Continua a leggere

La cessazione dell’amministratore diviene opponibile ai terzi, tra i quali è da annoverare l’Amministrazione appaltante, solo a far data dall’iscrizione nel registro delle imprese, a meno che non si provi che l’altra parte ne abbia avuto comunque conoscenza (nella fattispecie, il Tar Calabria ha quindi ritenuto ininfluente, sul piano della legittimità degli atti impugnati, la circostanza che la domanda di partecipazione alla gara e le dichiarazioni concernenti l’insussistenza di cause ostative erano state sottoscritte da un soggetto che, alla data di presentazione della domanda, non era più legale rappresentante e amministratore unico della società aggiudicataria, dal momento che la relativa iscrizione nel registro delle imprese era stata effettuata in un momento successivo).

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 24 ottobre 2014, n. 1697) «[P]arte ricorrente rileva che la domanda di partecipazione alla gara […], nonché le dichiarazioni concernenti l’insussistenza di cause ostative erano sottoscritte [da Tizio], che alla data di presentazione della domanda (5 maggio 2009) non era più legale rappresentante e amministratore unico della società […] aggiudicataria … Continua a leggere

Il C.G.A. rimette all’Adunanza Plenaria la questione di diritto se la stazione appaltante possa disporre l’incameramento della cauzione provvisoria soltanto nelle ipotesi specificamente previste dall’art. 48 del D.Lgs. n. 163/2006, relative alla riscontrata carenza dei requisiti speciali, ovvero anche nei casi, come quello al centro del contendere, in cui un’impresa non aggiudicataria abbia omesso o abbia reso in maniera difforme rispetto a quanto prescritto, una o più dichiarazioni circa il possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del medesimo decreto.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sez. I, 3 settembre 2014, n. 508) «[I]l Collegio ritiene che della principale questione al centro del contendere debba essere investita l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato a norma dell’art. 99, comma 1, c.p.a., ravvisandosi l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale su un punto di diritto. In particolare, … Continua a leggere

L’art. 2, comma 1-bis del Codice dei contratti pubblici delinea il principio secondo cui la stazione appaltante deve privilegiare la suddivisione della gara in lotti funzionali, laddove non sussista un valido e comprovato vantaggio economico per l’Amministrazione.

(Tar Liguria, sez. II, 29 agosto 2014, n. 1320) «Deve essere esaminato […] il quarto motivo, con cui viene denunciata la violazione dell’art. 2, comma 1 bis, del codice dei contratti pubblici, che, “al fine di favorire l’accesso delle piccole e medie imprese”, impone alle stazioni appaltanti di suddividere gli appalti in lotti funzionali, “ove … Continua a leggere

In caso di trasferimento di azienda, l’ammissione del subentrante è subordinata a due sole condizioni, ossia che – ai sensi e per gli effetti dell’art. 51 del Codice dei contratti pubblici – l’atto di cessione sia comunicato alla stazione appaltante e che questa abbia verificato l’idoneità soggettiva ed oggettiva del cessionario (nella fattispecie, pertanto, è stato escluso che l’Amministrazione, dopo aver positivamente accertato il possesso dei requisiti dell’originaria mandante all’atto della partecipazione alla gara e fino alla prima aggiudicazione, dovesse ulteriormente verificare la permanenza dei requisiti soggettivi di partecipazione in capo alla cedente anche al momento della seconda aggiudicazione, intervenuta a distanza di quasi tre anni dalla prima a causa di una complessa vicenda contenziosa).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 9 aprile 2014, n. 2031) «L’art. 51 del codice dei contratti pubblici afferisce proprio alle vicende modificative soggettive dei partecipanti alla gara nella fase antecedente alla stipulazione del contratto. Dispone la norma che “Qualora i candidati o i concorrenti, singoli, associati o consorziati, cedano, affittino l’azienda o un ramo d’azienda, … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato conferma che – in caso di contraddittorietà tra atti del procedimento di gara – si deve, in via generale, dare preminenza alle esigenze di massima partecipazione, valorizzando la buona fede e l’affidamento delle imprese nel rispetto delle prescrizioni imposte dalla legge di gara, al fine di negare che ciò possa risolversi in un danno per le stesse, attraverso la loro espulsione dalla procedura.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2013, n. 5155) «Come correttamente osserva [l’appellante], il punto n. 4 del disciplinare di gara (“termine e modalità di presentazione dell’offerta”), prevede, al punto C, concernente l’offerta economica, che questa “dovrà essere redatta secondo lo schema di offerta da Allegato B), con l’indicazione del canone annuo offerto e … Continua a leggere

In tema di sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità esercitabile dalla stazione appaltante nell’individuare i criteri ed i sub criteri (con i relativi punteggi) per la selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2013, n. 3239) «Preso atto che: a) l’oggetto del presente giudizio è costituito dagli atti della gara indetta dal comune […] per la gestione del servizio complesso di progettazione, implementazione, realizzazione e fornitura del sistema di urbanistica digitale […]; b) l’impugnata sentenza ha accolto l’unico motivo articolato dalla … Continua a leggere

Anche dopo l’intervento dell’aggiudicazione definitiva (nel caso di specie solo provvisoria), non è precluso all’amministrazione appaltante di revocare l’aggiudicazione stessa, in presenza di un interesse pubblico individuato in concreto, del quale occorre dare atto nella motivazione del provvedimento di autotutela e che può essere individuato anche nella mancanza di idonee risorse economiche.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, 25 gennaio 2013, n. 47) «[I]l giudice di primo grado, in sostanza, ha ritenuto idonee le motivazioni addotte dall’amministrazione per revocare l’atto di aggiudicazione provvisoria evidenziando che per la revoca è sufficiente l’indisponibilità delle somme in bilancio a nulla rilevando che tale circostanza fosse già conosciuta dall’amministrazione. … Continua a leggere

La pubblicazione di una modifica del bando e del disciplinare soltanto sul sito internet della stazione appaltante non costituisce forma fattualmente e giuridicamente idonea di conoscenza.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 15 gennaio 2013, n. 52) «[A] norma dell’art. 66 del d.lgs. n. 163/2006, rubricato “Modalità di pubblicazione degli avvisi e dei bandi”, applicabile agli appalti di servizi di cui all’allegato II A: a) “Le stazioni appaltanti trasmettono gli avvisi e i bandi alla Commissione per via elettronica secondo il formato … Continua a leggere

A motivare la risoluzione del contratto disposta dalla stazione appaltante è sufficiente l’individuazione della presupposta informativa antimafia, anche se supplementare (o atipica).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 28 marzo 2012, n. 1508) «Quanto al provvedimento di risoluzione del contratto, pacificamente attratto alla giurisdizione del Giudice amministrativo (vedi, per tutte, Cass. SS.UU. 29 agosto 2008 n. 21928), a motivare lo stesso è sufficiente l’individuazione della presupposta informativa antimafia e del conseguente vincolo che, dal suo effetto interdittivo, discende … Continua a leggere

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