Appalti pubblici, Contratti pubblici

Qualora le giustificazioni dell’anomalia dell’offerta siano apodittiche e generiche, e, perciò, inattendibili, non può trovare applicazione quell’orientamento giurisprudenziale consolidato secondo cui la stazione appaltante è onerata di fornire una motivazione puntuale solo laddove intenda respingere le giustificazioni presentate e non laddove intenda accettarle, potendo in tal caso il suo giudizio essere motivato per relationem (nel caso di specie, oltre all’insufficienza delle giustificazioni a fondare un giudizio di affidabilità dell’offerta dell’aggiudicatario, il Tar ha rilevato anche la violazione del principio secondo cui il concorrente soggetto a valutazione di anomalia non può in tale sede effettuare modifiche all’offerta allo scopo di dimostrarne la congruità).

(Tar Toscana, sez. I, 11 dicembre 2014, n. 2034)

«[L]e giustificazioni presentate dal Consorzio aggiudicatario appaiono generiche e non sufficienti a fondare un giudizio di affidabilità della sua offerta.
L’aggiudicatario pretende di giustificare la propria offerta con i seguenti elementi:
a) recupero diretto in cantiere con impianto mobile dei materiali provenienti dalle demolizioni che abbatterà i costi dei trasporti al sito di conferimento rifiuti;
b) standard operativo elevato sotto il profilo qualitativo delle procedure;
c) organizzazione già avviata del conferimento dei materiali da demolizione al recupero mediante preaccordi commerciali, con i quali sarà smerciato il rottame di ferro mentre, sempre tramite specifici accordi, le materie prime secondarie prodotte dal recupero dei rifiuti inerti in cantiere saranno destinate ad altre lavorazioni.
Nessuna di queste affermazioni è supportata da riscontri documentali: non sono stati prodotti i preaccordi di cui al punto c) e non si comprende come lo standard operativo elevato di cui è affermata l’esistenza al punto b) possa incidere sul contenimento dei costi dell’offerta. In presenza di giustificazioni generiche, era onere della stazione appaltante provvedere a motivare in specifico la valutazione di congruità.
Il Collegio ben conosce la giurisprudenza consolidata secondo la quale, in tema di valutazione delle giustificazioni dell’anomalia dell’offerta presentata in gara d’appalto, la stazione appaltante è onerata a fornire una motivazione puntuale solo laddove intenda respingere le giustificazioni presentate e non qualora intenda accettarle, potendo in tal caso il suo giudizio essere motivato per relazione alle medesime giustificazioni.
Tale indirizzo trova però un limite, costituito dall’adeguatezza e congruità delle giustificazioni presentate che si traduce, poi, nella loro attendibilità. Solo questo può conferire loro l’attitudine a fungere da elemento di riferimento su cui misurare per relationem il giudizio di congruità (C.d.S. V, 10 settembre 2012 n. 4785; T.A.R. Campania Napoli III, 10 ottobre 2013 n. 4532). Nel caso di specie le giustificazioni presentate sono apodittiche e generiche, e pertanto il Comune avrebbe dovuto fornire una motivazione specifica dalla quale evincere un giudizio di affidabilità dell’offerta presentata
[dal consorzio aggiudicatario], come correttamente deduce la ricorrente.
L’aggiudicatario afferma anche che provvederà al recupero diretto in cantiere dei materiali di risulta, ma questo impegno, oltre a non essere dimostrato al pari delle altre giustificazioni fornite, effettivamente contrasta con un dato dell’offerta tecnica laddove lo stesso si impegna al trasporto dei rifiuti a conferimento e ad effettuare lo smaltimento con recupero presso impianti autorizzati. Risulta in tal modo, come correttamente deduce la ricorrente, che in sede di valutazione dell’anomalia l’offerta è stata inammissibilmente modificata.
E’ principio consolidato in giurisprudenza quello secondo cui l’impresa la cui offerta presentata in una gara d’appalto è soggetta a valutazione di anomalia, non può in tale sede effettuare modifiche allo scopo di dimostrarne la congruità. Sono infatti coerenti con lo scopo del giudizio di anomalia e con il rispetto dei principi di parità di trattamento e divieto di discriminazione la modifica, nelle giustificazioni, delle singole voci di costo o un loro aggiustamento che trovi fondamento in sopravvenienze di fatto o normative, o in originari e comprovati errori di calcolo o in altre ragioni plausibili. Non è però ammissibile l’aggiustamento dell’offerta in itinere poiché il procedimento mira a verificare la serietà di un’offerta già formulata ed immutabile (T.A.R. Lombardia Milano III, 3 dicembre 2013 n. 2681). Il giudizio della stazione appaltante deve riguardare l’offerta presentata e non un’offerta modificata in qualche suo elemento poiché, diversamente opinando, ne risulterebbe irrimediabilmente leso il principio di parità di trattamento.
La modificazione effettuata dal controinteressato non riguarda poi un aspetto di dettaglio, come pretenderebbe la difesa della stazione appaltante, poiché l’oggetto dell’appalto comprende (e non potrebbe essere altrimenti) anche lo smaltimento dei materiali derivanti dalla demolizione dei manufatti. Tanto si evince dalla circostanza che le modalità di smaltimento costituivano uno dei sottocriteri del parametro “demolizione manufatti” stabiliti dalla lettera invito ai fini della valutazione dell’offerta tecnica, e lo stesso risulta essere effettivamente stato valutato ai fini dell’attribuzione del punteggio (verbale di gara n. 1).
Devono quindi essere accolti i motivi secondo e terzo del ricorso e per l’effetto, il Comune
[…] dovrà rivalutare le giustificazioni presentate [dal consorzio aggiudicatario], escludendo peraltro quella riguardante il trasporto dei rifiuti poiché rappresenta un’inammissibile modificazione dell’offerta presentata. L’annullamento in sede giurisdizionale dell’aggiudicazione di un contratto pubblico per l’illegittima valutazione dell’anomalia dell’offerta non costituisce infatti ex se titolo ad ottenere il contratto stesso da parte dell’impresa seconda graduata, ma impone alla stazione appaltante l’obbligo di rivalutare la sussistenza dei requisiti di congruità dell’offerta originariamente vincitrice (C.d.S. III, 28 maggio 2012 n. 3134; Sez. IV, 31 gennaio 2005 n. 230)».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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