archives

codice dei contratti pubblici

Questo tag è associato a 112 articoli.

Procedura negoziata semplificata sottosoglia ex art. 36, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 50/2016: si applica il principio di rotazione e il numero minimo si riferisce non già alle imprese che presentano offerta, bensì alle imprese cui la stazione appaltante deve, a monte, rivolgere la richiesta di offerta.

(Tar Sardegna, sez. II, 16 febbraio 2022, n. 103) «La ricorrente affida la propria domanda a due distinti profili di censura. In primo luogo sostiene che nel caso in esame non sussistano i presupposti del principio di rotazione, avendo la stazione appaltante fatto precedere la selezione vera e propria da una manifestazione di interesse con … Continua a leggere

La tesi “sostanzialistica” sul difetto di sottoscrizione dell’offerta da parte di tutti i componenti del costituendo RTI a confronto con la tesi opposta.

(Tar Liguria, sez. I, 6 dicembre 2021, n. 1051) «Il Collegio è consapevole che, rispetto al difetto di sottoscrizione dell’offerta da parte di tutti i componenti del costituendo RTI, in giurisprudenza vi sono posizioni differenti. Secondo un primo orientamento, cui si è conformata [la stazione appaltante], esso non può che condurre all’esclusione dalla gara, perché … Continua a leggere

Stante la natura “tipica” del contratto di avvalimento, allo stesso va applicato un approccio sostanzialistico in conformità alle norme che ne individuano la funzione economico-sociale, con conseguente irrilevanza delle previsioni negoziali che – lungi dall’incidere anche sugli obblighi assunti dalle parti nei confronti della stazione appaltante – assolvono ad una funzione meramente “interna” al rapporto privatistico intercorso tra le parti private.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 novembre 2021, n. 7863) «L’istituto dell’avvalimento, disciplinato dall’art. 89 del d.lgs. n. 50 del 2016, consente anche ai concorrenti che non dispongano di tutti i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale (di cui all’art. 83, comma primo, lett. b e c del Codice dei contratti pubblici) previsti dalla lex … Continua a leggere

Criteri ambientali minimi (CAM): qualificazione giuridica e verifica della loro osservanza.

(Tar Campania, Napoli, sez. II, 8 marzo 2021, n. 1529) «[I] criteri ambientali minimi non possono essere qualificati in senso proprio come requisiti, né di partecipazione, né di esecuzione; non di partecipazione, dal momento che questi afferiscono al concorrente, sia in quanto operatore economico (cd. requisiti generali), sia quale imprenditore del settore (cd. requisiti speciali); … Continua a leggere

È illegittima la lex specialis di gara che attribuisca alla Commissione un potere sostanzialmente arbitrario nell’attribuzione dei punteggi relativi all’offerta tecnica (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che la definizione dell’oggetto della valutazione ed i criteri di valutazione fossero del tutto generici e che tale deficit di specificità non fosse compensato dalla motivazione assegnata dalla Commissione ai voti espressi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 10 giugno 2020, n. 1043) «Ai sensi dell’art. 95, comma 1, del Codice dei Contratti, “I criteri di aggiudicazione non conferiscono alla stazione appaltante un potere di scelta illimitata dell’offerta. Essi garantiscono la possibilità di una concorrenza effettiva e sono accompagnati da specifiche che consentono l’efficace verifica delle informazioni fornite … Continua a leggere

L’abnorme dilatazione applicativa di un contratto collettivo concepito e siglato per un dato ambito settoriale può trasmodare in causa di esclusione per contrasto con l’art. 30, comma 4, d.lgs. n. 50/2016, concretandosi in forma di concorrenza sleale non rispettosa dei principi di libera concorrenza, non discriminazione e proporzionalità di cui al comma 1 del medesimo art. 30.

(Tar Piemonte, sez. I, 25 maggio 2020, n. 316) «Con un primo motivo di ricorso la [ricorrente] si duole della mancata esclusione della seconda graduata per aver dichiarato di applicare un C.C.N.L. asseritamente non attinente al servizio oggetto della procedura di gara in violazione dell’art. 30, comma 4 d.lgs. 50/2016. 1.1. Preme a tal riguardo … Continua a leggere

Il principio di equivalenza presuppone la corrispondenza delle prestazioni del prodotto offerto e non già un’inidoneità di quest’ultimo rispetto alle specifiche indicate dall’Amministrazione e poste a base di gara.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 21 novembre 2016, n. 11560) «[Non] può venire in rilevo, nel caso di specie, il principio di equivalenza che riguarda le specifiche tecniche di cui all’art. 68 del d.lgs. n. 163 del 2006 […]. Tale principio presuppone, infatti, la corrispondenza delle prestazioni del prodotto offerto e non già un’inidoneità … Continua a leggere

Sul soccorso istruttorio tra vecchio e nuovo Codice dei contratti pubblici: nel testo dell’art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 (non più in vigore ma applicabile alla fattispecie), l’essenzialità dell’irregolarità determina(va), in sé e per sé, l’obbligo del concorrente di pagare la sanzione pecuniaria prevista dal bando (a prescindere dalla circostanza che questi aderisca o meno all’invito, che la stazione appaltante deve necessariamente fargli, di sanare detta irregolarità) e, del resto, la norma non si pone(va) in contrasto con l’ordinamento dell’Unione Europea, non rivestendo la direttiva 2014/24/UE la qualifica di “self executing”; ora, la nuova disciplina del soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, d.lgs. n. 50/2016, nella parte in cui non prevede l’obbligo del pagamento della sanzione nel caso di mancata regolarizzazione, risulta del tutto conforme alla direttiva 2014/24/UE.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 14 luglio 2016, n. 1423) «Il collegio, dopo un’approfondita delibazione degli atti della controversia, ritiene di aderire al maggioritario orientamento formatosi in relazione all’interpretazione dell’art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. n. 163/2006, come inserito dall’art. 39, comma 1, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge … Continua a leggere

Regolarizzazione della cauzione provvisoria: il termine che la stazione appaltante assegna al concorrente – pur se perentorio nella logica dell’art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 – deve ritenersi prorogabile a fronte di un’espressa richiesta di proroga e dell’impossibilità oggettiva della produzione della documentazione richiesta (nella fattispecie dimostrata dalla ricorrente; il Tar ha peraltro annullato, oltre all’esclusione, anche l’irrogazione della sanzione pecuniaria, alla luce dell’assenza di imputabilità soggettiva della violazione sanzionata, giustificata dall’incertezza del quadro normativo e dalla non chiara formulazione del disciplinare di gara).

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 9 giugno 2016, n. 767) «Come evidenziato nell’ordinanza cautelare di questo T.A.R. n. 470/2015 (resa nel giudizio r.g. n. 944/2015), l’art. 38, comma 2 bis dlgs n. 163/2006 richiede un coefficiente di imputabilità soggettiva della violazione sanzionata (“… che vi ha dato causa …”). Nel caso di specie detta imputabilità … Continua a leggere

Nelle gare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il RUP può svolgere soltanto quelle attività che non implicano l’esercizio di poteri valutativi, essendo l’attività valutativa di competenza esclusiva della commissione giudicatrice (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il RUP avesse esorbitato dalle competenze attribuitegli dalla legge, dal momento che quello contestato alla ricorrente come mancante non era né un requisito di partecipazione, né un titolo abilitativo richiesto per l’esecuzione del contratto, bensì un elemento dell’offerta tecnica soggetto a valutazione della commissione).

(Tar Toscana, sez. I, 8 giugno 2016, n. 968) «L’art. 10, co. 2, del Codice dei contratti pubblici nel disciplinare i poteri del RUP stabilisce che “Il responsabile del procedimento svolge tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal presente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione … Continua a leggere

L’aggiudicataria del servizio sostitutivo di mensa è tenuta a fornire la dimostrazione del possesso della rete dichiarata in sede di gara prima della sottoscrizione del contratto: l’aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto, di conseguenza, devono essere subordinati all’esito positivo delle verifiche a seguito dell’aggiudicazione provvisoria (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha sottolineato che l’esito negativo dei controlli e, quindi, la mancata attivazione della rete richiesta – costituendo causa di decadenza dell’aggiudicazione per inammissibilità dell’offerta, da ritenersi non affidabile – comporta altresì l’escussione della cauzione provvisoria).

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 maggio 2016, n. 1912) «[A]i sensi dell’art. 285, comma 8, d.P.R. n. 207 del 2010 l’aggiudicataria del servizio sostitutivo di mensa è tenuta a fornire la “dimostrazione del possesso della rete dichiarata in sede di gara”, “in un momento antecedente alla sottoscrizione del contratto”. L’aggiudicazione definitiva e la stipula … Continua a leggere

Per il Tar Emilia Romagna – Parma (così come già affermato dal Tar Abruzzo), è errata l’interpretazione dell’ANAC secondo cui la sanzione pecuniaria prevista dagli artt. 38, comma 2-bis, e 46, comma 1-ter, d.lgs. n. 163/ 2006 può essere applicata soltanto quando il concorrente che sia incorso in un’irregolarità essenziale decida di avvalersi del soccorso istruttorio, integrando o regolarizzando la dichiarazione resa, dovendo invece applicarsi anche nell’ipotesi in cui questi, non avvalendosi del soccorso istruttorio, venga escluso dalla procedura di gara.

(Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I, 29 febbraio 2016, n. 66) «La ricorrente, esclusa dalla procedura di gara oggetto del presente giudizio causa l’incompletezza della documentazione prodotta e successiva mancata adesione al c.d. “soccorso istruttorio” attivato dalla Stazione appaltante, contesta l’applicazione a proprio carico della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 38, comma 2 bis, del D. … Continua a leggere

Si ha raggruppamento misto sia quando, se possibile, si crea un raggruppamento temporaneo di tipo orizzontale per eseguire i lavori della categoria prevalente, sia quando le parti danno vita ad un raggruppamento di tipo orizzontale per eseguire i lavori scorporabili.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 22 dicembre 2015, n. 739) «Come è noto per l’articolo 37, comma 1, cod. contratti per raggruppamento temporaneo di tipo verticale si intende una riunione di concorrenti nell’ambito della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente; per lavori scorporabili si intendono lavori non appartenenti … Continua a leggere

Sulla distinzione tra i costi della sicurezza da interferenze e gli oneri di sicurezza aziendali e sulla possibilità, per i primi, di ricorso al soccorso istruttorio da parte della stazione appaltante, nel caso in cui il concorrente li abbia indicati in misura diversa da quanto previsto dalla legge speciale di gara.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. II, 13 gennaio 2016, n. 84) «[E’] ormai inequivoca la distinzione tra oneri di sicurezza da interferenze e oneri di sicurezza aziendali (cfr. Cons. Stato, Ad. Plen., 20 marzo 2015, n. 3). I costi da interferenze, contemplati dagli art. 26, commi 3, 3-ter e 5, d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 … Continua a leggere

La gara con clausola di adesione è una forma di contrattazione ad aggregazione successiva, che presenta elementi di similitudine con la centrale di committenza: in particolare, attraverso la clausola di adesione viene realizzato un accordo quadro tra più soggetti (azienda capofila, altre aziende ospedaliere o sanitarie interessate, aggiudicatario), avente ad oggetto un’opzione di incremento delle prestazioni in un determinato intervallo temporale, a prezzi unitari invariati; tuttavia, poiché l’incremento delle prestazioni si colloca a valle dell’aggiudicazione ed è eventuale (ossia esterno alla gara), devono essere fissate alcune limitazioni per tutelare i principi generali del diritto comunitario ed occorre altresì dimostrare che è preferibile aderire a un contratto già stipulato piuttosto che avviare una nuova gara, prorogando nel frattempo il rapporto con il gestore uscente.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 12 gennaio 2016, n. 34) «Sulle questioni rilevanti ai fini della decisione si possono svolgere le seguenti considerazioni […]: (a) la gara con clausola di adesione è una forma di contrattazione ad aggregazione successiva, che presenta elementi di similitudine con la centrale di committenza (v. art. 3 comma 34 del … Continua a leggere

Per il C.G.A., l’art. 38, co. 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 – che prevede il divieto di procedere al ricalcolo della media dopo la fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte – deve essere interpretato come un limite all’esercizio dell’autotutela rispetto agli atti di ammissione alla (o di esclusione dalla) gara già disposti dall’Amministrazione in sede di verifica, che, tuttavia, opera soltanto dopo l’adozione dell’atto di aggiudicazione definitiva (e non sin dall’atto di ammissione o di esclusione, sebbene astrattamente la norma potrebbe anche legittimare tale interpretazione più restrittiva).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 22 dicembre 2015, n. 740) «Occorre ora passare al primo motivo di appello. Va preliminarmente esaminata la dedotta inammissibilità della censura. Per l’appellata controinteressata, l’appellante si sarebbe limitata a proporre nuovamente il motivo di ricorso senza contestare quanto affermato dal giudice di primo grado e, in sostanza, … Continua a leggere

Soccorso istruttorio: per il Tar Lazio – diversamente da quanto ritenuto dall’ANAC nella delibera n. 1/2015 – l’omessa sottoscrizione in calce all’offerta non integra un’irregolarità sanabile, ma inficia irrimediabilmente la validità e la ricevibilità della dichiarazione di offerta, senza che, all’uopo, sia necessaria un’espressa previsione della lex specialis (nella fattispecie, peraltro, il Tar ha osservato che la firma in calce costituisce un adempimento che non può essere sostituito dalla sottoscrizione solo parziale delle pagine precedenti quella conclusiva della dichiarazione stessa).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 22 dicembre 2015, n. 14451) «Con i primi due motivi le società ricorrenti assumono l’illegittimità della mancata esclusione [dell’aggiudicataria] dalla competizione sia per la mancata indicazione del “numero dei giorni naturali e consecutivi, in cifre e in lettere, proposti dal concorrente per la esecuzione dei lavori” (secondo quanto richiesto … Continua a leggere

Non vi è alcuna norma che imponga ai concorrenti, tanto meno a pena di esclusione, di riprodurre nell’offerta la quantificazione dei costi da interferenza (o cd. esterni) già effettuata dalla stazione appaltante; peraltro, le pronunce di segno contrario risultano emesse riguardo a procedure di gara nelle quali la specifica indicazione dei costi da interferenza/esterni era univocamente richiesta dalla lex specialis (ciò che non si verifica nel caso in esame).

(Consiglio di Stato, sez. III, 22 dicembre 2015, n. 5815) «Il Collegio è consapevole dell’esistenza di sentenze della Sezione che affermano la necessità che nelle offerte vengano comunque specificati anche i costi della sicurezza da rischio di interferenza o c.d. esterni (cfr. Cons. Stato, III, n. 348/2014 e n. 5246/2015). Tuttavia, dette pronunce risultano emesse … Continua a leggere

Avvalimento: la specificità richiesta dall’art. 49 d.lgs. n. 163/2006 e dall’art. 88 d.P.R. n. 207/2010 deve essere apprezzata con riferimento al singolo requisito, oggetto di avvalimento, e non secondo un criterio astratto o uno schema-tipo, adeguato o inadeguato a secondo delle prospettive e delle prospettazioni più varie (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha ritenuto che i contratti di avvalimento esaminati non risultassero affatto generici e indeterminati, considerato anche che il requisito del fatturato ha un carattere globale e che, d’altro canto, erano ben indicati nei contratti sia il requisito del servizio analogo, con riferimento alle due pregresse esperienze nel settore dell’ausiliaria, sia il possesso della certificazione UNI EN ISO 9001).

(Consiglio di Stato, sez. III, 17 dicembre 2015, n. 5703) «Il contratto di avvalimento, come ha più volte chiarito la giurisprudenza di questo Consiglio, ha natura atipica. 11.1. Anche se esso non può essere ricondotto ad alcuna specifica tipologia, tanto che ne è stata più volte ribadita la sua atipicità, lasciata all’autonomia negoziale delle parti, … Continua a leggere

Adunanza Plenaria n. 9/2015: l’indicazione del nome del subappaltatore non è obbligatoria all’atto dell’offerta, neanche nei casi in cui, ai fini dell’esecuzione delle lavorazioni relative a categorie scorporabili a qualificazione necessaria, risulta indispensabile il loro subappalto a un’impresa provvista delle relative qualificazioni (cd. subappalto necessario).

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 novembre 2015, n. 9) «[L]a Quarta Sezione, registrando un contrasto giurisprudenziale sulla decisiva questione dell’obbligatorietà (o meno) dell’indicazione del subappaltatore già nella fase dell’offerta da parte dell’impresa concorrente sprovvista della qualificazione in una o più categorie scorporabili (e, quindi, a fronte di un c.d. subappalto necessario) e, quindi, sulla … Continua a leggere

E’ illegittima l’esclusione dalla gara disposta per la mancata indicazione, nella parte esterna del plico, dell’oggetto della gara e dei lotti ai quali si intende partecipare, poiché dette carenze non possono concretizzare alcuna delle ipotesi tassative di esclusione delineate nell’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. n. 163/2006 (nella fattispecie, sul presupposto che detti elementi non erano richiesti a pena di esclusione dalla lex specialis, il Tar ha accolto il ricorso avverso l’esclusione, rilevando altresì che, nel caso di specie, non veniva in rilievo un profilo afferente l’incertezza in merito alla provenienza dell’offerta da parte della ricorrente, considerato che l’Amministrazione aveva registrato senza riserve il ricevimento dell’offerta e che sul nastro adesivo del plico vi era anche il timbro della ricorrente, con tutti gli elementi identificativi dell’azienda mittente).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 21 ottobre 2015, n. 12060) «Con il ricorso in epigrafe la odierna ricorrente impugna la comunicazione prot. N. 483766 dell’11 settembre 2015, con la quale la Regione Lazio ha comunicato l’esclusione della ricorrente dalla procedura […]. In particolare, con la suindicata nota, la Direzione regionale centrale acquisti ha rilevato, … Continua a leggere

Il principio di rotazione non ha carattere assoluto (nel senso della necessaria esclusione del gestore uscente) ma relativo: perciò – pur dovendo essere invitati in via preferenziale altri soggetti – se vi è disponibilità di posti può essere interpellato anche il gestore uscente.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 14 ottobre 2015, n. 1325) «[L]a ricorrente incidentale lamenta la violazione dell’art. 125 comma 11 del D. Lgs. 163/2006 e del principio di rotazione ivi racchiuso, in quanto la ricorrente, quale precedente affidataria del servizio, non doveva essere invitata, per assicurare il naturale avvicendamento nella gestione ed evitare la formazione … Continua a leggere

Il cd. soccorso istruttorio di cui all’art. 46, co. 1, d.lgs. n. 163/2006 – che si riferisce al completamento e al chiarimento del contenuto di certificati, documenti e dichiarazioni, prodotti dalle imprese concorrenti, al fine di dimostrare il possesso dei requisiti di ammissione – non è estensibile ad altri atti richiesti per la partecipazione alla gara, comportanti un impegno negoziale, come (nella specie) l’offerta tecnica o quella economica, poiché, in tal caso, si porrebbe in violazione del principio della par condicio dei concorrenti mediante l’integrazione o la modificazione postuma dell’offerta, incidente sulla sostanza e non solo sulla forma.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. II, 22 settembre 2015, n. 1485) «Com’è noto, per l’interpretazione del bando di gara, occorre fare riferimento alle regole per l’interpretazione dei contratti, previste dagli artt. 1362 e ss. c.c., tra le quali assume carattere preminente quella collegata all’interpretazione letterale, in quanto compatibile con il provvedimento amministrativo in ragione del principio … Continua a leggere

Se il bando richiede come requisito di partecipazione un fatturato specifico relativo a precedenti servizi svolti ed inerenti l’oggetto dell’appalto, è necessario che le precedenti esperienze del concorrente riguardino settori identici a quelli oggetto dell’appalto o, quanto meno, ad essi collegati secondo un ragionevole criterio di analogia o inerenza.

(Consiglio di Stato, sez. V, 22 settembre 2015, n. 4425) «Osserva al riguardo il Collegio in primo luogo che l’art. 41, comma 1, del d.lgs. n. 163 del 2006 relaziona il fatturato al settore di gara in generale e non all’oggetto specifico della fornitura o del servizio, in quanto, sostituendo la precedente locuzione “servizi identici” … Continua a leggere

Se la lex specialis richiede che il ribasso percentuale sia riferito all’elenco prezzi posto a base di gara “al netto del costo della manodopera”, l’offerta che sia priva di tale puntualizzazione rimane equivoca e non ben determinata, creando una obiettiva incertezza sul suo contenuto: non si può, infatti, dare per sottintesa una precisazione che la normativa di gara richiede di formulare espressamente, né interpretare come se fosse riferita alla “base di gara” un’offerta testualmente riferita, invece, “all’elenco prezzi posto a base di gara”.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 11 settembre 2015, n. 595) «Il bando di gara prevede all’art. 15 – Criterio di aggiudicazione – che “L’aggiudicazione sarà effettuata ai sensi dell’art. 82, comma 2 lett. a) del Decreto Leg/vo n° 163/2006 e dell’art. 118, comma 1, lett. a) del D.P.R. 2007/2010 mediante offerta formulata … Continua a leggere

Le inesattezze o gli errori contenuti nel DURC possono essere corretti solo dal giudice ordinario, all’esito della proposizione della querela di falso o a seguito di un’ordinaria controversia in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria; quanto all’art. 31, co. 8, d.l. n. 69/2013, conv. con l. n. 98/2013, e all’art. 7 DM 24 ottobre 2007 – recanti previsioni inerenti al cosiddetto invito alla regolarizzazione – si tratta di disposizioni che si riferiscono agli enti preposti al rilascio del DURC e non impongono alla stazione appaltante di effettuare indagini in ordine alle modalità di rilascio di tale certificazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 15 settembre 2015, n. 11250) «[L]a procedura aperta oggetto di causa, è stata indetta con il bando di gara pubblicato sulla GURI del 30 luglio 2012, serie speciale contratti, per l’affidamento, da parte del Ministero dell’Interno e l’Agenzia del Demanio (Stazioni appaltanti), del servizio di recupero, custodia ed acquisto … Continua a leggere

Nel sistema introdotto dall’art. 38, co. 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 e completato, in punto di soccorso istruttorio, dall’art. 46, co. 1-ter, del codice dei contratti pubblici, nessuna impresa può più subire un’immediata sanzione espulsiva a seguito di riscontrate carenze documentali (avendo invece la possibilità di restare in gara previa implementazione della documentazione da essa allegata alla sua domanda di partecipazione) e le eventuali variazioni successive alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte sono del tutto neutre ai fini del calcolo di eventuali medie e/o individuazioni delle soglie di anomalia.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 22 luglio 2015, n. 2520) «Con l’unico motivo di gravame, deduce la ricorrente l’illegittimità dell’atto impugnato, per mancata esclusione [di un’impresa], la quale ha omesso di produrre a corredo della propria domanda di partecipazione alla gara la polizza fideiussoria richiesta dalla lex specialis. In particolare, deduce la ricorrente che la … Continua a leggere

L’art. 79 d.lgs. n. 163/2006 non prevede forme tassative e, pertanto, deve essere coordinato con le regole generali in materia di conoscenza degli atti amministrativi (e, in particolare, con l’art. 41, co. 2, c.p.a.); infatti, l’art. 120, co. 5, c.p.a. attribuisce rilevanza, ai fini della decorrenza del termine breve di 30 giorni in esso previsto, alla «conoscenza dell’atto» e nella medesima linea interpretativa si pone anche la Corte di giustizia UE, la quale ha statuito che la decorrenza del termine per impugnare atti delle procedure di affidamento va fatta risalire al momento in cui un destinatario, al quale è richiesto di tutelare diligentemente i propri interessi, «ha contezza anche delle ragioni sulle quali l’atto lesivo poggia» (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha confermato l’irricevibilità del ricorso di primo grado, in quanto proposto dopo il decorso del termine di 30 giorni dalla comunicazione della revoca dell’aggiudicazione, avvenuta con una nota recante la chiara manifestazione di volontà di porre nel nulla gli esiti della gara e, in sintesi, le ragioni fondamentali della stessa determinazione).

(Consiglio di Stato, sez. V, 1° agosto 2015, n. 3773) «Punto risolutivo del presente appello, ai sensi degli artt. 120, comma 10, e 74 cod. proc. amm., è stabilire se la revoca dell’aggiudicazione definitiva della gara per l’affidamento in appalto del servizio di brokeraggio assicurativo, adottata dall’azienda resistente con delibera del proprio consiglio d’amministrazione nella … Continua a leggere

Se la compagine societaria è composta da tre soci detentori, ciascuno, di una eguale quota di partecipazione inferiore al 50%, nessun socio ha potere determinante, con conseguente esclusione dell’obbligo di dichiarazione sul possesso dei requisiti ex art. 38 del d.lgs. n. 163/2006.

(Tar Campania, Napoli, sez. II, 27 luglio 2015, n. 3942) «Non merita accoglimento […] la contestazione riferita alle carenze delle dichiarazioni sul possesso dei requisiti ex art. 38 del d. lgs. n. 163 del 2006, argomentata dalla difesa della ricorrente sulla base della considerazione che la dichiarazione è stata resa soltanto da uno dei due … Continua a leggere

Le determinazioni adottate dall’ANAC in sede di vigilanza non assumono natura provvedimentale e come tali non sono produttive di effetti immediatamente lesivi nella sfera dei soggetti vigilati, di talché è inammissibile il ricorso proposto avverso i relativi atti (nella fattispecie, il Tar ha peraltro evidenziato che la deliberazione censurata – impugnata quale atto presupposto rispetto al provvedimento dirigenziale di revoca dell’incarico di direttore dei lavori e recante l’accertamento dell’esistenza di un errore progettuale, ex art. 132, co. 1, lett. e), d.lgs. n. 163/2006, con riferimento al progetto in discussione – si limitava a formulare nei confronti dell’Amministrazione comunale l’invito “a valutare se e quali misure ritiene congrue …”, non potendo quindi assurgere neppure al ruolo di “proposta vincolante”, anche solo rispetto all’assunzione di una qualche “misura”).

(Tar Sicilia, Catania, sez. I, 1° luglio 2015, n. 1850) «[I] ricorrenti impugnano la determina dirigenziale n. 05/47 emessa il 27.02.2015 – con la quale il Direttore dei Lavori Pubblici del Comune […] ha revocato e risolto l’affidamento dell’incarico di Direttore dei Lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione, relativo al Progetto SIC … Continua a leggere

Sul triennio di riferimento per la verifica dei requisiti speciali: solo per la dimostrazione della capacità economico finanziaria di cui all’art. 41 del d.lgs. n.163/2006 il triennio da prendere in considerazione per verificare la sussistenza del requisito è quello solare decorrente dal 1° gennaio e ricomprende i tre anni solari antecedenti la data del bando (in quanto la norma fa riferimento alla nozione di esercizio inteso come anno solare), mentre per la capacità tecnica e professionale di cui all’art. 42 il triennio di riferimento è quello effettivamente antecedente la data di pubblicazione del bando e, quindi, non coincide necessariamente con il triennio relativo al requisito di capacità economico finanziaria.

(Consiglio di Stato, sez. III, 2 luglio 2015, n. 3285) «Circa l’altra censura relativa alla mancanza del fatturato specifico, che, secondo la appellata, non sarebbe stato posseduto nemmeno dalla ausiliaria, il collegio osserva che il disciplinare di gara, al paragrafo 3 lett. e), richiedeva, tra i requisiti di partecipazione, un fatturato specifico di impresa inerente … Continua a leggere

Il requisito della regolarità contributiva è indispensabile, oltre che per la partecipazione alla gara, anche per la conclusione del contratto e deve permanere per tutta la durata della procedura di gara, senza alcuna soluzione di continuità.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 giugno 2015, n. 2716) «[L’]art. 38 d.lgs. n. 163/2006 non si riferisce solo alla fase della partecipazione alle procedure di affidamento. Esso infatti, nel suo comma 1, reca la chiara indicazione che le situazioni in esso elencate rilevano non solo come cause di esclusione dalla procedura, ma anche, al … Continua a leggere

E’ illegittima l’esclusione dalla gara fatta discendere dalla mera presentazione di un’istanza di fallimento da parte di un’impresa creditrice della concorrente esclusa: infatti, l’art. 38 d.lgs. n. 163/2006 – nella parte in cui commina l’esclusione dalle gare pubbliche non soltanto a coloro “che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo” (salvo quello c.d. “con continuità aziendale”, ex art. 186-bis l. fall.), ma anche a coloro “nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni” – non si può interpretare nel senso di attribuire rilievo, a tali fini, alla mera presentazione di un’istanza di fallimento di un privato che assuma di essere creditore dell’impresa asseritamente insolvente, prima che tale istanza abbia avuto alcun vaglio da parte dell’Organo pubblico giurisdizionale.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 23 aprile 2015, n. 363) «Il primo motivo di appello deduce “violazione falsa applicazione dell’art. 38, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 163/2006 e degli artt. 7 e 15 R.D. n. 267/1942”; in subordine, “questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3, 4 24, … Continua a leggere

L’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ex art. 212, co. 5, d.lgs. n. 152/2006 costituisce un titolo abilitativo autorizzatorio di natura personale e, come tale, non cedibile con lo schema del contratto di avvalimento (differentemente dall’attestazione SOA, che costituisce un requisito oggettivo cedibile e acquisibile mediante avvalimento).

(Consiglio di Stato, sez. V, 30 aprile 2015, n. 2191) «Il bando della gara oggetto del presente giudizio è stato pubblicato in data 13 maggio 2011, quindi in un periodo temporale anteriore all’entrata in vigore dell’art. 34, comma 2, della legge n. 164- 2014, che ha modificato l’art. 49 del d.lgs. n. 163-2006, inserendovi un … Continua a leggere

Con le norme del d.l. n. 90/2014, il legislatore ha relegato l’esclusione dalla gara come conseguenza dell’omessa produzione, integrazione o regolarizzazione delle dichiarazioni carenti entro il termine assegnato dalla stazione appaltante, e non più quale effetto di carenze originarie.

(Tar Toscana, sez. I, 22 aprile 2015, n. 642) «La gara in questione, indetta dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 90/2014 (convertito nella legge n. 114/2014), ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 39 del d.l. medesimo, il quale ha introdotto il comma 2 bis dell’art. 38 e il comma 1 ter dell’art. 46 del d.lgs. … Continua a leggere

L’eventuale formulazione di un’offerta “in perdita” non costituisce, di per sé, motivo di esclusione dalla gara (nella fattispecie, il Tar Lazio ha perciò respinto le censure con cui la ricorrente contestava la mancata esclusione della controinteressata dalla gara per aver formulato un’offerta in perdita, in ragione del preteso divieto di “offerte negative” asseritamente desumibile dalla legge – art. 97 Cost., artt. 2, 27 e 86 del d.lgs. n. 163/2006 – e anche dai principi generali).

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 15 aprile 2015, n. 5619) «[L’]eventuale formulazione da parte di concorrenti di un’offerta c.d. “in perdita” – anche ove effettivamente riscontrabile e, dunque, sussistente – non costituisce – di per sé – motivo di esclusione dalla gara. E’, infatti, noto che le cause di esclusione dalla gara – di … Continua a leggere

La stazione appaltante non può respingere la richiesta di sospensione della procedura di gara legittimamente formulata da un concorrente per oggettiva impossibilità di compilare l’offerta economica, ossia per cause allo stesso non imputabili (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittimo il diniego di sospensione opposto dall’Amministrazione alla società ricorrente, in considerazione della contraddittorietà sussistente tra la lex specialis, che non fissava alcun limite alla percentuale di rialzo sul canone base, e la piattaforma di e-procurement, che – nella formulazione dell’offerta telematica – non consentiva invece un rialzo superiore al 100%, tenuto conto, in particolare, delle circostanze: – che la contestuale richiesta di indicazione, a pena di esclusione, della percentuale di rialzo anche nell’offerta telematica, avrebbe ben potuto dare luogo, secondo un’interpretazione del tutto plausibile della lex specialis, all’esclusione del partecipante che avesse compilato solo parzialmente detta offerta, non inserendo il valore non accettato dal sistema; – che, inoltre, non poteva desumersi inequivocabilmente che la lex specialis considerasse irrilevanti eventuali discrasie tra la versione cartacea ed elettronica dell’offerta).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 9 aprile 2015, n. 910) «Il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito con sentenza in forma semplificata, emessa ai sensi dell’art. 60 c.p.a., adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare, stante l’integrità del contraddittorio, l’avvenuta esaustiva trattazione delle tematiche oggetto di giudizio, nonché … Continua a leggere

L’aggiudicataria della gara dei cui atti si chiede l’ostensione non è automaticamente legittimata all’accesso, se non spiega, in concreto, quali siano le specifiche ed apprezzabili ragioni di tale richiesta (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto legittimo il diniego, evidenziando, in particolare, le seguenti circostanze: – il lunghissimo lasso di tempo, quasi decennale, intercorso tra la richiesta e la data degli atti oggetto di ostensione, anche in considerazione dell’ampio superamento del termine quadriennale entro il quale l’ente aggiudicatore è obbligato a conservare le informazioni sugli appalti aggiudicati, ex art. 229 d.lgs. n. 163/2006; – la quantità degli atti richiesti, sorprendentemente numerosa e certamente di difficile reperimento e riproduzione da parte dell’ente intimato; – la circostanza che tali atti, anche secondo un principio di ragionevolezza, non superato dalle allegazioni di parte ricorrente, erano stati già in passato consegnati alla società istante, per la semplice quanto dirimente ragione che, almeno nella maggior e più importante parte, erano stati usati per l’elaborazione dell’offerta; – la lunga serie di azioni giudiziarie proposte dalla ricorrente, debitrice dell’ente aggiudicatore).

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 3 marzo 2015, n. 349) «L’art. 22 cit. definisce il “diritto di accesso”, quale “diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi”; “interessati” sono “tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente … Continua a leggere

Poiché la dichiarazione di assenza di condanne rilevanti ai sensi della lettera c) dell’art. 38 del Codice dei contratti pubblici e la conseguente omessa indicazione di una sentenza di condanna riportata da uno dei soggetti indicati dalla norma integrano gli estremi del falso in gara, ne discende la non sanabilità della stessa dichiarazione ed è pertanto da escludere la possibilità di fare ricorso al soccorso istruttorio, anche ai sensi del comma 2-bis del citato art. 38, come introdotto dalla legge di conversione del d.l. n. 90/2014: la ratio di quest’ultima disposizione, infatti, è rappresentata dalla volontà di trasfondere in principio normativo l’orientamento giurisprudenziale ampiamente diffusosi negli ultimi anni e fondato su di un’interpretazione sostanzialistica della norma, arrivando a ritenere preclusa la possibilità, per la stazione appaltante, di escludere l’operatore economico che abbia omesso una dichiarazione ex art. 38 d.lgs. n. 163/06 laddove, in concreto, non vi fosse alcunché da dichiarare.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 6 febbraio 2015, n. 201) «Stabilito […] che la pubblicazione rilevante ai fini dell’individuazione della disciplina applicabile alla fattispecie, in quanto vigente a tale momento, è esclusivamente quella nella GURI, la gara in questione avrebbe dovuto, dunque, essere assoggettata agli effetti dell’entrata in vigore del nuovo testo dell’art. 38 del … Continua a leggere

Il principio di tassatività delle cause di esclusione, disposto dall’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i., si applica anche alle concessioni di servizi ex art. 30, comma 3, Codice appalti, trattandosi di un principio generale relativo ai contratti pubblici e altresì di una specificazione dei principi di massima partecipazione e di proporzionalità.

(Tar Puglia, Lecce, sez. III, 7 gennaio 2015, n. 37) «La ricorrente deduce, tra l’altro, la nullità della clausola della lex specialis che prevede l’esclusione dalla gara di tutti quei concorrenti che siano debitori del civico Ente, in quanto contraria al principio di tassatività delle cause di esclusione di cui all’art. 46 comma 1 bis … Continua a leggere

Dimostrazione del possesso dei requisiti di capacità tecnica negli appalti di servizi e forniture: mentre nella fase di presentazione delle domande di partecipazione e delle offerte è consentito, per ragioni di speditezza del procedimento, il ricorso alle autocertificazioni (giusta l’art. 42, co. 4, del Codice dei contratti pubblici), nella fase di verifica del possesso dei requisiti è invece necessario che i concorrenti forniscano la documentazione probatoria vera e propria, proveniente da enti pubblici e privati, non essendo più sufficiente la semplice autocertificazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 21 gennaio 2015, n. 993) «Il bando di gara richiede, tra i requisiti di ordine tecnico, l’esperienza nello sviluppo e manutenzione, dopo il 2006, di sistemi informatici complessi che abbiano previsto lo scambio di flussi informativi e la gestione di utenti autenticati appartenenti ad oltre 200 soggetti diversi, ovvero … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato osserva che l’attestazione SOA non è cedibile e che – in caso di cessione di ramo d’azienda, ai sensi dell’art. 76, co. 11, d.P.R. n. 207/2010 – sia la cedente sia la cessionaria che intendano avvalersi dell’attestazione di qualificazione devono richiedere alla SOA una nuova attestazione, che avrà però efficacia solo dopo il suo rilascio (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha perciò respinto l’appello, confermando l’illegittimità dell’aggiudicazione, atteso che, a seguito della cessione del ramo d’azienda effettuata dalla società ausiliaria, la società aggiudicataria era risultata temporaneamente priva della prescritta qualificazione, requisito necessario per l’aggiudicazione).

(Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2015, n. 70) «Ritiene la Sezione che l’appello sia infondato e vada respinto: va infatti condivisa la ragione posta a base della ordinanza resa dalla sezione nella fase cautelare ex art. 98 c.p.a., là dove, ai fini della reiezione dell’istanza di sospensiva ex art. 98 cit., è stato … Continua a leggere

Se la stazione appaltante – nella lex specialis di un appalto avente ad oggetto servizi esclusi di cui all’all. II B del Codice dei contratti pubblici – richiama esplicitamente la disciplina delle offerte anomale tout court, si autovincola al rispetto degli artt. 86 e 87 d.lgs. n. 163/2006.

(Tar Puglia, Lecce, sez. III, 7 gennaio 2015, n. 36) «Fondata ed assorbente risulta la prima censura, relativa all’omessa indicazione, nell’offerta economica, degli oneri di sicurezza da rischio aziendale da parte delle prime due graduate [la seconda classificata, tra l’altro, ha comunicato all’Ente civico l’indisponibilità ad assumere l’affidamento dei servizi di che trattasi]. La società … Continua a leggere

Divieto di intestazione fiduciaria: il coordinamento tra l’art. 38, lett. d), d.lgs. n. 163/2006 e il combinato disposto delle norme poste dall’art. 17, co. 3, legge n. 55/90 e dall’art. 1, co. 1, D.P.C.M. n. 187/91, conduce a ritenere che la dichiarazione riguardante la partecipazione azionaria da parte di società fiduciarie, autorizzate ai sensi della legge n. 1966/39 (come nella fattispecie), non deve essere effettuata dal concorrente in sede di presentazione dell’offerta, ma solo dal concorrente che abbia conseguito l’aggiudicazione e a seguito di richiesta della stazione appaltante in sede di controllo dei requisiti.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 31 dicembre 2014, n. 1470) «[S]ulla scorta del consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa, parimenti infondato si rivela il quarto e ultimo [motivo] di ricorso, con cui si denuncia la violazione dell’art. 17 legge 55/1990 e dell’art. 38 comma 2 lett. d) Cod. contr. Invero, T.A.R. Lombardia, sez. III, 3/12/2013 n. … Continua a leggere

In caso di fallimento dell’impresa ausiliaria accertato durante lo svolgimento della gara (e non nella successiva fase di esecuzione del contratto) non è, in ogni caso, applicabile il comma 19 dell’art. 37 d.lgs. n. 163/2006, che permette all’impresa mandataria di sostituire uno dei mandanti con altro operatore economico subentrante che sia in possesso dei prescritti requisiti, al fine di portare a termine il contratto.

(Tar Lombardia, Milano, sez. III, 29 dicembre 2014, n. 3212) «Il comma 19 dell’art. 37 del d.lgs. n. 163 del 2006 permette all’impresa mandataria di sostituire uno dei mandanti con altro operatore economico subentrante che sia in possesso dei prescritti requisiti e al fine di portare a termine il contratto. Una parte della giurisprudenza (TAR … Continua a leggere

Poiché l’art. 38, co. 1, lett. m-quater, d.lgs. n. 163/2006 è volto ad impedire la contestuale partecipazione ad una gara di soggetti facenti capo, in varie forme non tipizzate (né tipizzabili) dalla legge, ad un unico centro decisionale, il soggetto che sia socio di maggioranza di una società e, allo stesso tempo, rivesta l’incarico di direttore tecnico di altra società partecipante alla medesima gara di appalto, ha l’obbligo di dichiarare tale fonte di collegamento sostanziale tra le imprese (nella fattispecie, il Tar ha evidenziato la rilevanza e l’influenza della figura del direttore tecnico nell’ambito della concreta pianificazione operativa di un’impresa, in particolare in relazione alla specifica e puntuale enucleazione delle condizioni offerte alla committenza).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 16 dicembre 2014, n. 3324) «Il Collegio osserva che l’art. 38, comma I, lett. m-quater), D.Lgs. 163/2006 impone l’esclusione dalle procedure volte all’affidamento di appalti pubblici dei “soggetti che si trovino, rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura … in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se … la … Continua a leggere

La dimostrazione dell’effettiva e completa dissociazione dai fatti illeciti ascritti al soggetto cessato, ai sensi dell’art. 38, co. 1, lett. c) d.lgs. n. 163/2006, può essere fornita anche attraverso la semplice produzione di un verbale dell’assemblea della società concorrente in cui sia chiaramente indicata la volontà di dissociazione; e ciò anche se la società abbia anche meramente dichiarato la intenzione di riservarsi la possibilità di intentare una causa civile di responsabilità nei confronti del soggetto cessato e non anche dimostrato di averla concretamente iniziata.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 18 novembre 2014, n. 2914) «La [controinteressata] contesta l’insufficienza dell’atto di dissociazione, così come formulato [dalla società Alfa], a dimostrare, come richiesto ex art. 38, comma 1 lett. c) del Codice dei contratti, l’effettiva e completa dissociazione dai fatti illeciti ascritti al soggetto cessato. La doglianza non è fondata. Ritiene … Continua a leggere

Poiché le penali per gli appalti di servizi e forniture non trovano una disciplina compiuta nell’ordinamento dei contratti pubblici, esse restano disciplinate dai regolamenti e dai capitolati speciali in vigore per le singole amministrazioni e, in via residuale, dalla disciplina recata dal codice civile per la clausola penale (art. 1382 c.c.).

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 dicembre 2014, n. 6094) «Con la sentenza n. 2482 del 13 dicembre 2013, il T.A.R. accoglieva il ricorso, ritenendo fondato il secondo motivo di ricorso incentrato sulla violazione del termine fissato nel capitolato speciale di appalto (trenta giorni dalla contestazione) per la irrogazione della sanzione pecuniaria. Affermava il TAR … Continua a leggere

La scadenza del termine di vigenza della polizza fideiussoria – che si inquadra nella diversa relazione che viene ad instaurarsi tra la stazione appaltante, quale garantita e beneficiaria della polizza medesima, e la compagnia che si è impegnata a corrispondere al beneficiario l’importo dovuto – non fa venir meno la distinta responsabilità dell’offerente, nei confronti della stazione appaltante, derivante dalla mancata sottoscrizione del contratto per fatto proprio (né, quindi, priva di presupposto la decisione, nella fattispecie assunta dalla stazione appaltante con gli atti impugnati, di incamerare la cauzione provvisoria, disposta ai sensi dell’art. 75 d.lgs. n. 163/2006).

(Tar Basilicata, sez. I, 26 novembre 2014, n. 811) «Col primo motivo di ricorso, si sostiene la “manifesta illegittimità” della richiesta di incameramento della cauzione, in quanto quest’ultima sarebbe stata costituita con un contratto di garanzia cessato ad ogni effetto di legge da oltre due anni. Infatti, la validità della garanzia […] sarebbe cessata dal … Continua a leggere

E’ vietata la partecipazione plurima della stessa impresa – nella duplice veste di mandataria dell’A.T.I. e di impresa indicata dal consorzio mandante quale materiale esecutrice dei lavori oggetto dell’affidamento – atteso che risulta così violata la previsione dell’art. 37, co. 7, d.lgs. n. 163/2006 (nella fattispecie, il Tar Toscana ha perciò respinto il ricorso avverso la revoca dell’aggiudicazione e l’esclusione dalla gara, essendo pacifico che né il consorzio, né la consorziata, disponevano in proprio dei requisiti di qualificazione occorrenti per partecipare alla gara).

(Tar Toscana, sez. I, 27 novembre 2014, n. 1963) «Considerato: […] – che […] la ricorrente ha partecipato alla gara per cui è causa in associazione temporanea con il Consorzio di cooperative [Alfa], rivestendo la duplice veste di mandataria dell’A.T.I. e di impresa indicata dal consorzio mandante quale materiale esecutrice dei lavori oggetto dell’affidamento. Ne … Continua a leggere

Ai fini dell’apprezzamento del possesso del requisito di partecipazione di idoneità professionale ex art. 39 d.lgs. n. 163/2006, non rileva il contenuto della dicitura contenuta nell’oggetto sociale, in quanto oggetto sociale e attività effettivamente esercitata (quest’ultima da comprovare mediante la prescritta dichiarazione verificabile in base alla certificazione camerale) non possono essere considerati come concetti coincidenti, potendo un’attività essere prevista nell’oggetto sociale senza essere attivata poi in concreto.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 26 novembre 2014, n. 11866) «Si attaglia alla presente controversia la condivisibile decisione del Consiglio di Stato (relativa a questione in larga parte sovrapponibile a quella che ne occupa) della Sez. V n. 5729 del 2.12.2013, ove è ben chiarito: – che ai fini dell’apprezzamento del possesso del requisito … Continua a leggere

E’ legittima la previsione, a pena di esclusione, dell’obbligo di attestazione della disponibilità – in caso di aggiudicazione e, segnatamente, ai fini dell’aggiudicazione definitiva – di personale qualificato per svolgere il servizio appaltato, trattandosi di una scelta tesa, da un lato, a garantire la più ampia partecipazione alla gara e, dall’altro lato, a consentire alla stazione appaltante di far eseguire correttamente il servizio, non appena stipulato il contratto, senza subordinarne l’efficacia alla successiva ed incerta acquisizione di competenze da parte del personale.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 20 novembre 2014, n. 11654) «Partendo la disamina dal ricorso introduttivo, è necessario vagliare la portata della citata disposizione della lex specialis di gara – art. 14.a), par. 6, la cui applicazione in concreto ha determinato la mancata aggiudicazione dell’appalto nei confronti della [società ricorrente]. In primo luogo va … Continua a leggere

Deve essere esclusa dalla gara la concorrente che abbia presentato un’offerta recante in calce solo il timbro della stessa ditta, ma non anche la firma del suo autore, atteso che il timbro non ha un autonomo rilievo giuridico in grado di assicurare con certezza la paternità del documento.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 18 novembre 2014, n. 2914) «Dalla documentazione depositata in giudizio, emerge che l’impresa [Alfa] è stata ammessa alla gara nonostante abbia presentato una offerta economica che reca in calce solo il timbro dell’impresa ma non anche la firma. L’ipotesi censurata rientra tra quelle contemplate come cause di esclusione dall’art. 46, … Continua a leggere

Nelle ipotesi di subappalto cd. necessario, deve essere escluso il concorrente che non abbia allegato alla propria offerta la dichiarazione di subappalto, senza che, in relazione a tale omissione, la stazione appaltante possa esperire il soccorso istruttorio.

(Tar Basilicata, sez. I, 12 novembre 2014, n. 783) «Il primo motivo di impugnazione va accolto, attesocchè, ai sensi degli artt. 108 e 109 del DPR n. 207/2010, come integrato dall’art. 12, commi 2 e 3, D.L. n. 47/2014 conv. nella L. n. 80/2014 (cfr pure gli artt. 1 e 3, comma 1, D.M. 24.4.2014), … Continua a leggere

Anche in caso di affitto d’azienda si applica il principio di diritto – sancito dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012 – secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o fuse con altra società, devono essere considerati come rientranti fra i soggetti cessati dalla carica e quindi per essi debba essere resa la dichiarazione ex art. 38, comma 1, lett. c), qualora la vicenda societaria sia avvenuta nell’anno antecedente la pubblicazione del bando di gara.

(Consiglio di Stato, sez. V, 5 novembre 2014, n. 5470) «[C]ome è noto, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012, ha sancito il principio di diritto secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o … Continua a leggere

Per la Corte di Giustizia, il diritto comunitario non osta all’esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione, in base alla motivazione che tale operatore non ha rispettato l’obbligo, previsto dai documenti dell’appalto, di allegare alla propria offerta, sotto pena di esclusione, una dichiarazione ai sensi della quale la persona indicata in tale offerta come suo direttore tecnico non è oggetto di procedimenti o di condanne penali, anche qualora, a una data successiva alla scadenza del termine stabilito per il deposito delle offerte, una siffatta dichiarazione sia stata comunicata all’amministrazione aggiudicatrice o sia dimostrato che la qualità di direttore tecnico è stata erroneamente attribuita a tale persona.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-42/13, 6 novembre 2014, Cartiera dell’Adda SpA contro CEM Ambiente SpA) «34 In via preliminare, si deve rilevare che, da un lato, sebbene il giudice del rinvio non menzioni l’articolo 45 della direttiva 2004/18 nel testo delle sue questioni, dalla decisione di rinvio stessa e, in particolare, … Continua a leggere

Non solo l’irregolarità delle modalità di chiusura del plico (nella fattispecie, l’assenza di sigilli e delle firme sul secondo lembo di chiusura, così come prescritte dalla lex specialis) ma addirittura la circostanza della “non integrità” del plico è di per sé sufficiente a fondare il potere espulsivo della stazione appaltante, in assenza di “circostanze concrete” che testimonino l’effettiva violazione della segretezza dell’offerta.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 31 ottobre 2014, n. 2649) «L’art. 46, comma 1-bis, del codice dei contratti pubblici (introdotto dall’art. 4, co. 2, lett. d), n. 2, d. l. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla l. 12 luglio 2011, n. 106) prevede come causa di esclusione la “non integrità del plico … Continua a leggere

Già dopo l’aggiudicazione provvisoria, non sussiste alcun divieto legale di divulgare i dati concernenti le “offerte” (cioè: documentazione amministrativa, tecnica, offerta economica e tecnica) presentate dai concorrenti, mentre è previsto il differimento, fino all’aggiudicazione definitiva, esclusivamente dell’accesso agli atti del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 ottobre 2014, n. 5280) «L’art. 13 del d. lgs. n. 163 del 2006 stabilisce che “1. Salvo quanto espressamente previsto nel presente codice, il diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le offerte, è disciplinato dalla … Continua a leggere

E’ illegittima la revoca dell’aggiudicazione disposta nel caso in cui un amministratore dell’impresa aggiudicataria sia stato indagato per gravi comportamenti commessi in danno della pubblica amministrazione, laddove manchi la motivazione in ordine al vulnus (e al conseguente venir meno del rapporto fiduciario) che, in concreto, tale comportamento abbia determinato in relazione alla gara conclusasi con l’aggiudicazione successivamente revocata.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 15 ottobre 2014, n. 5321) «È utile ribadire che, in base al’art. 11 del codice dei contratti pubblici, l’aggiudicazione definitiva è l’atto finale della procedura di evidenza pubblica e “ diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti” (art. 11 co. 8). La disposizione sopra citata, al comma … Continua a leggere

E’ onere di ogni partecipante quello di verificare l’esattezza e la completezza dell’offerta, che non può essere completata e/o integrata nei suoi aspetti essenziali, pena la violazione della par condicio tra i concorrenti: a fronte della presentazione di un’offerta incompleta e diversa da quella richiesta dal bando, la stazione appaltante non ha perciò alcun dovere di soccorso, in quanto si tratterebbe di una vera e propria attività integrativa ed additiva di una domanda incompleta (invece di essere volta soltanto a chiarire e precisare i contenuti dell’offerta), che pregiudicherebbe la situazione giuridica degli altri candidati favorendo illegittimamente il concorrente che l’ha presentata.

(Tar Veneto, sez. I, 17 ottobre 2014, n. 1315) «La ricorrente ha censurato la sua esclusione dalla gara […]. La legge di gara, così come predisposta dalla stazione appaltante, prevedeva che i documenti dell’offerta tecnica fossero contenuti, lotto per lotto, in un supporto a lettura ottica da allegare all’istanza. La ricorrente ha prodotto i richiesti … Continua a leggere

La stazione appaltante può intraprendere la procedura di esclusione automatica, ai sensi dell’art. 122, co. 9, del Codice dei contratti pubblici – meccanismo consentito per gli appalti di importo pari o inferiore a 1 milione di euro, allo scopo di evitare che la verifica di anomalia possa riguardare un numero di offerte così elevato da eccedere la capacità di intervento dell’Amministrazione – ma l’esercizio di tale facoltà deve risultare dal bando in modo inequivoco, ossia con riferimento palese a tale disposizione.

(Tar Liguria, sez. II, 14 ottobre 2014, n. 1431) «La questione dedotta nel presente giudizio concerne l’applicabilità del criterio di esclusione automatica delle offerte anomale previsto dall’art. 122, comma 9, del d.lgs. n. 163/2006. Tale disposizione stabilisce che, “per lavori d’importo inferiore o pari a 1 milione di euro, quando il criterio di aggiudicazione è … Continua a leggere

In caso di avvalimento, l’impresa ausiliata può senz’altro utilizzare tutti i requisiti afferenti alla capacità economica e tecnica dell’impresa ausiliaria, non esclusa la certificazione di qualità.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 3 ottobre 2014, n. 4958) «Non ha […] pregio giuridico la censura concernente la carenza della certificazione specifica di qualità in capo [alla società Alfa]. In caso di avvalimento, infatti, l’impresa ausiliata può senz’altro utilizzare tutti i requisiti afferenti alla capacità economica e tecnica dell’impresa ausiliaria, non esclusa la certificazione … Continua a leggere

L’art. 2, comma 1-bis d.lgs. n. 163/2006 – prevedendo un obbligo di motivazione (in particolare là dove specifica che «nella determina a contrarre le stazioni appaltanti indicano la motivazione circa la mancata suddivisione dell’appalto in lotti») – contempla quale regola generale la suddivisione in lotti, al fine di favorire l’accesso delle piccole e medie imprese (nella fattispecie, peraltro, la norma era inapplicabile ratione temporis).

(Consiglio di Stato, sez. VI, 12 settembre 2014, n. 4669) «Con un primo motivo si assume l’erroneità della sentenza nella parte in cui non ha ritenuto violato il principio, sancito dall’art. 2, comma 1-bis, del d.lgs. n. 163 del 2006, che imporrebbe la suddivisione in più lotti degli appalti al fine di favorire l’accesso al … Continua a leggere

Secondo il Tar Catania è possibile che l’avvalimento si sostanzi unicamente nella fornitura dell’attestazione SOA, senza che sia necessaria anche la messa a disposizione di elementi “materiali” a supporto, quali mezzi, strumenti, risorse umane, etc.

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 25 settembre 2014, n. 2521) «La censura di violazione degli artt. 49 del Codice ed 88 del regolamento attuativo non risulta fondata. Va precisato in punto di fatto […] che l’impresa [Alfa] era priva soltanto della necessaria attestazione SOA richiesta ai fini della partecipazione alla gara, avendo – per il … Continua a leggere

Il procedimento di verifica dell’anomalia è ora da ritenersi unitario, pur se articolato in più fasi istruttorie relative alle singole offerte, poiché solo all’esito dello stesso procedimento la stazione appaltante dichiara le eventuali esclusioni di quelle offerte che nelle fasi istruttorie sono state ritenute anomale e pronuncia l’aggiudicazione in favore della migliore offerta non anomala, mentre con la previgente formulazione l’esclusione veniva dichiarata ogni qual volta la singola offerta fosse risultata non affidabile.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 10 settembre 2014, n. 4870) «[L]a ricorrente ritiene impropriamente che vi sia stato un esame contestuale delle giustificazioni fornite dalle tre imprese le cui offerte si erano posizionate oltre la soglia di anomalia […]. In senso contrario, si osserva che la commissione ha proceduto ad un esame diversificato delle offerte … Continua a leggere

La trasmissione via fax è idonea a realizzare l’effetto di conoscenza legale del provvedimento di aggiudicazione se la società destinataria di tale comunicazione, nella propria istanza di partecipazione, ha previamente autorizzato la stazione appaltante ad effettuare le comunicazioni inerenti alla gara anche mediante l’utilizzo del fax, così come disposto dall’art. 79, co. 5-bis, d.lgs. n. 163/2006.

(Tar Toscana, sez. I, 1° settembre 2014, n. 1409) «[L]a ricorrente, con motivi aggiunti notificati il 5 dicembre 2013 e ritualmente depositati, ha impugnato anche tale atto. In ordine alla tempestività di tale impugnazione viene contestato che la società abbia ricevuto formale comunicazione dell’atto in questione, conosciuto solo dopo il suo deposito in giudizio, non … Continua a leggere

E’ da ritenersi irrilevante l’apposizione, nelle dichiarazioni ai sensi dell’art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 relative a terzi, della precisazione “per quanto a propria conoscenza”, in quanto tale dizione risulta aderente al dato normativo e, pertanto, non può considerarsi alla stregua di una esclusione di responsabilità del dichiarante; inoltre, lo stesso dichiarante non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali non ha potuto produrre le dichiarazioni dei diretti interessati, con la conseguenza che l’eventuale omissione di siffatta indicazione non può costituire causa di esclusione dalla gara, ben potendo invece la stazione appaltante, a fronte di una compiuta identificazione di tali soggetti, procedere essa stessa alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale e altri archivi pubblici ai quali essa ha accesso, diversamente dal dichiarante.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 agosto 2014, n. 4430) «Con il motivo rubricato al n. VIII, [l’appellante incidentale], dopo aver ricordato che il Punto 2, lett. a, delle “Norme di Partecipazione”, richiedeva ai partecipanti di attestare l’insussistenza delle cause di esclusione previste dall’art. 38 del d. lgs. n. 163 del 2006, ha sostenuto che … Continua a leggere

Il C.G.A. rimette all’Adunanza Plenaria la questione di diritto se la stazione appaltante possa disporre l’incameramento della cauzione provvisoria soltanto nelle ipotesi specificamente previste dall’art. 48 del D.Lgs. n. 163/2006, relative alla riscontrata carenza dei requisiti speciali, ovvero anche nei casi, come quello al centro del contendere, in cui un’impresa non aggiudicataria abbia omesso o abbia reso in maniera difforme rispetto a quanto prescritto, una o più dichiarazioni circa il possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del medesimo decreto.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sez. I, 3 settembre 2014, n. 508) «[I]l Collegio ritiene che della principale questione al centro del contendere debba essere investita l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato a norma dell’art. 99, comma 1, c.p.a., ravvisandosi l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale su un punto di diritto. In particolare, … Continua a leggere

E’ illegittimo l’incameramento della cauzione provvisoria per la mancata sottoscrizione del contratto connessa ad una informativa prefettizia atipica, priva di carattere direttamente interdittivo, atteso che non può considerarsi imputabile a “fatto dell’affidatario” ex art. 75, co. 6, d.lgs. n. 163/2006, inteso come diretta imputabilità allo stesso della mancata stipula del contratto, né ad una sua carenza di requisiti e condizioni partecipative ex art. 38 Codice dei contratti pubblici o alla non veridicità di quanto dichiarato in ordine alle condizioni di partecipazione, ma, al più, alla mancanza sopravvenuta di una condizione ostativa alla stipula del contratto, rimessa tuttavia alla valutazione della stazione appaltante, non prevedibile da parte dell’impresa, alla quale pertanto non può addebitarsi un comportamento colpevole.

(Consiglio di Stato, sez. III, 1° settembre 2014, n. 4447) «Per quanto riguarda la decisione di escutere la cauzione provvisoria il provvedimento del commissario richiama l’articolo 13 della lettera di invito secondo cui, in caso di mancata prova della sussistenza anche di una sola delle condizioni di partecipazione dichiarate, il commissario straordinario dispone la revoca … Continua a leggere

L’art. 2, comma 1-bis del Codice dei contratti pubblici delinea il principio secondo cui la stazione appaltante deve privilegiare la suddivisione della gara in lotti funzionali, laddove non sussista un valido e comprovato vantaggio economico per l’Amministrazione.

(Tar Liguria, sez. II, 29 agosto 2014, n. 1320) «Deve essere esaminato […] il quarto motivo, con cui viene denunciata la violazione dell’art. 2, comma 1 bis, del codice dei contratti pubblici, che, “al fine di favorire l’accesso delle piccole e medie imprese”, impone alle stazioni appaltanti di suddividere gli appalti in lotti funzionali, “ove … Continua a leggere

Sul cd. taglio della ali nel caso di presentazione di due o più offerte aventi la medesima riduzione percentuale che si trovino nell’elenco delle imprese che si trovino nella fascia del 10%, ai sensi dell’art. 86 del Codice dei contratti pubblici e dell’art. 121 del suo regolamento di esecuzione.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 agosto 2014, n. 4429) «[I]n sede di applicazione dell’art. 86 del Codice dei contratti pubblici e dell’art. 121 del suo regolamento di esecuzione e al fine del computo del 10% delle ‘ali da tagliare’, nel caso di presentazione di due o più offerte aventi la medesima riduzione percentuale che … Continua a leggere

Con riferimento alla causa di esclusione prevista dall’art. 38, co. 1, lett. i), d.lgs. n. 163/2006, la Corte di giustizia ha stabilito che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE, nonché il principio di proporzionalità, non ostano a una normativa nazionale che – riguardo agli appalti pubblici di lavori il cui valore sia inferiore alla soglia definita all’articolo 7, lettera c), della direttiva 2004/18/CE – obblighi l’amministrazione aggiudicatrice a escludere dalla procedura di aggiudicazione un offerente responsabile di un’infrazione in materia di versamento di prestazioni previdenziali, se lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate è di un importo superiore, al contempo, a EUR 100 e al 5% delle somme dovute.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-358/12, 10 luglio 2014, Consorzio Stabile Libor Lavori Pubblici contro Comune di Milano) «29 Per quanto riguarda gli appalti pubblici, è interesse dell’Unione in materia di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi che l’apertura di un bando di gara alla concorrenza sia la più … Continua a leggere

La disciplina contenuta nell’art. 13 del Codice dei contratti pubblici costituisce una sorta di microsistema normativo, collegato alla peculiarità del settore considerato, dal momento che la norma – pur ripetendo i principi dell’art. 24 della legge n. 241 del 1990 sul bilanciamento degli interessi contrapposti alla trasparenza ed alla riservatezza – è più puntuale e restrittiva, definendo esattamente l’ambito di applicazione della esclusione dall’accesso, ancorandola, sul versante della legittimazione soggettiva attiva, al solo concorrente che abbia partecipato alla selezione e, sul piano oggettivo, alla sola esigenza di una difesa in giudizio: ne consegue la necessità di un accurato controllo in ordine alla effettiva utilità della documentazione richiesta, secondo un giudizio prognostico che non può prescindere dalle eventuali preclusioni processuali in cui sia incorso il richiedente, quale, nel caso in esame, l’esclusione della istante dalla gara con provvedimento divenuto definitivo (essendo scaduti i termini per proporre ricorso).

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 giugno 2014, n. 3079) «In base al combinato disposto dell’art. 24 della l. n. 241 del 1990 e dell’art. 13 del d. lgs. n. 163 del 2006, nonché in base ai principi affermati dalle Adunanze Plenarie n. 4 del 2011 e n. 9 del 2014 in materia di legittimazione … Continua a leggere

Né l’art. 23 della l. 18 aprile 2005, n. 62, né l’art. 57 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, né i principi comunitari consolidati in materia contrattuale, impediscono il rinnovo espresso dei contratti, allorché la facoltà di rinnovo, alle medesime condizioni e per un tempo predeterminato e limitato, sia ab origine prevista negli atti di gara e venga esercitata in modo espresso e con adeguata motivazione.

(Tar Piemonte, sez. I, 12 giugno 2014, n. 1019) «La costruzione di parte ricorrente desume argomenti a proprio favore attribuendo una valenza generale e di principio all’evoluzione normativa subita dalla l. n. 537/93, e alla giurisprudenza sviluppatasi in argomento, che, seguendo l’impostazione di parte ricorrente, indurrebbe anche la nullità di eventuali previsioni della legge di … Continua a leggere

La controversia concernente la procedura di affidamento della sub-concessione di un’area del demanio aeroportuale per l’esercizio di un punto vendita è soggetta alla giurisdizione del G.A., ma a tale procedura non si applicano specificamente le norme del Codice dei Contratti Pubblici (salvo il loro eventuale e non doveroso recepimento nella “lex specialis” regolativa della procedura selettiva, come predisposta dalla società concessionaria dei servizi aeroportuali).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 29 maggio 2014, n. 5808) «La presente controversia attiene alla procedura di selezione […] indetta [dalla concessionaria aeroportuale] e volta all’affidamento della “subconcessione” di un’area […] per l’esercizio di un punto vendita […] a fronte della corresponsione […] da parte dell’affidatario, di un compenso costituito da royalties annue sul … Continua a leggere

La decadenza dalla graduatoria e la revoca dell’aggiudicazione per mancata presentazione, da parte della mera aggiudicataria provvisoria, di una polizza assicurativa attinente all’espletamento del servizio entro il termine perentorio indicato dalla stazione appaltante si pongono in contrasto sia con l’art. 46, co. 1-bis d. lgs. n. 163/2006, sia con lo stesso principio di proporzionalità delle sanzioni.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 30 maggio 2014, n. 1435) «Il nodo interpretativo centrale attiene alla legittimità della richiesta [della stazione appaltante] rivolta alla ricorrente, mera aggiudicataria provvisoria, avente ad oggetto la produzione di una polizza assicurativa richiesta dal capitolato speciale d’oneri; e della conseguente decadenza dalla graduatoria e revoca dell’aggiudicazione stessa per mancata presentazione … Continua a leggere

L’AVCP detta alcuni criteri interpretativi in ordine all’applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 38, co. 1, lett. a), del Codice dei contratti pubblici afferenti alle procedure di concordato preventivo a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 186-bis della legge fallimentare (concordato con continuità aziendale).

(Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, determinazione n. 3 del 23 aprile 2014) Con la Determinazione n. 3 del 23 aprile 2014 – recante, «Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni contenute nell’art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006 afferenti alle procedure di concordato preventivo a seguito … Continua a leggere

Grava sul soggetto che resiste all’accesso l’onere di chiarire analiticamente sotto quali profili le indicazioni contenute nella propria offerta costituiscano segreti tecnici o commerciali (da intendersi quali elaborazioni o ricerche ulteriori in grado di aggiungere valore al servizio offerto solo se non conosciute da terzi) e – qualora la dimostrazione dell’esistenza di un vero e proprio segreto non sia fornita in modo puntuale – torna a prevalere il principio di accessibilità dell’offerta, a tutela del diritto di difesa dei concorrenti.

«[L]a ricorrente con lettera del 5 novembre 2013 ha formulato istanza di accesso, chiedendo copia dei seguenti atti di gara: (i) documentazione amministrativa prodotta dalla controinteressata; (ii) documentazione tecnica prodotta dalla controinteressata; (iii) offerta tecnica della controinteressata; (iv) verbali di gara, sia della commissione amministrativa sia della commissione tecnica, comprese le note del presidente della … Continua a leggere

La possibilità che ad un’aggiudicazione provvisoria non segua quella definitiva è un evento del tutto fisiologico (artt. 11, co. 11, 12 e 48, co. 2, d.lgs. n. 163/2006), inidoneo di per sé a ingenerare qualunque affidamento tutelabile e obbligo risarcitorio, qualora non sussista nessuna illegittimità nell’operato dell’Amministrazione.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 febbraio 2014, n. 942) «Va condivisa la sentenza di primo grado nella parte in cui ha ritenuto legittima la delibera n. 902 dell’1.12.2011, che dichiara di non procedere all’aggiudicazione definitiva della gara, aggiudicata solo in via provvisoria il 9.2.2011, e revoca la delibera di indizione della procedura n. 2078/2009, … Continua a leggere

Non può considerarsi nulla, ai sensi dell’art. 46, co. 1-bis, d.lgs. n. 163/2006, la previsione della lex specialis che richieda, a pena di esclusione, che le referenze bancarie abbiano un determinato contenuto specifico (nella fattispecie, l’attestazione del possesso, da parte dell’impresa concorrente, della capacità finanziaria adeguata all’esecuzione dell’appalto).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 18 febbraio 2014, n. 1992) «L’art. 41, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 prevede, al comma 1, che “negli appalti di forniture o servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti: a) dichiarazione di almeno due … Continua a leggere

In considerazione della ratio dell’art. 243-bis del Codice dei contratti pubblici, nonché delle specifiche previsioni di cui ai suoi commi 3 e 5, la statuizione dell’Amministrazione sull’informativa (ed il diniego tacito di autotutela formatosi sullo stesso preavviso di ricorso) non deve necessariamente essere oggetto di autonoma impugnazione, in quanto si pone esternamente ad un procedimento di gara che si è già esaurito ed è censurabile entro un termine breve di 30 giorni.

(Tar Puglia, Lecce, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 459) «In via preliminare, occorre esaminare l’eccezione di inammissibilità del gravame sollevata dal Comune […] per l’omessa impugnazione del diniego tacito di autotutela formatosi sul preavviso di ricorso. In proposito si osserva che, ai sensi dell’art. 243-bis del d.lgs. n. 163/2006, prima di esperire il giudizio, … Continua a leggere

Atteso che l’art. 38, co. 1, lett. c), d.lgs. n. 163/2006 rende evidente l’intento del legislatore di estendere alla materia dei requisiti generali per la partecipazione alle gare d’appalto anche gli effetti – di estinzione delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna – conseguenti al sopravvenire di una pronuncia di riabilitazione ai sensi dell’art. 178 c.p. o di estinzione del reato ex art. 445, co. 2, c.p.p., deve coerentemente concludersi per l’inesistenza di un obbligo di dichiarare la stessa condanna, in quanto da tale dichiarazione non potrebbe comunque sortire alcuna conseguenza sul piano procedimentale.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 febbraio 2014, n. 736) «Certamente se, in linea generale, le false dichiarazioni sul possesso dei requisiti necessari per la partecipazione a gare pubbliche, relativamente all’assenza di sentenze penali di condanna, si configurano come causa autonoma di esclusione dalla procedura comparativa, nondimeno deve concordarsi con il primo giudice che l’art. … Continua a leggere

La presentazione della cauzione provvisoria configura un adempimento necessario a pena di esclusione, come stabilito dall’AVCP nella determinazione n. 4/12 in tema di predisposizione di bandi tipo.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 14 gennaio 2014, n. 466) «E’ controversa anche la clausola che impone la prestazione della cauzione provvisoria […]. La prescrizione – come ha correttamente rilevato la difesa della resistente – è pienamente coerente con quanto stabilito nella determinazione dell’AVCP n. 4/12, in tema di predisposizione di bandi tipo. L’Autorità … Continua a leggere

Nella prospettiva dell’art. 47 della direttiva 2004/18/CE, il subappalto può essere considerato come uno strumento negoziale che, pur differenziandosi dall’avvalimento sotto il profilo strutturale, ha tuttavia in comune con esso la funzione di allargare la possibilità di partecipazione alle gare da parte di soggetti sforniti dei requisiti di partecipazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Bis, 13 gennaio 2014, n. 361) «Con il quinto motivo del ricorso principale l’ATI ricorrente lamenta la violazione dell’art. b.1 del bando, dell’art. 3.b del disciplinare, dell’art. 92 del DPR n. DPR 207/2010: illegittimamente l’Amministrazione non ha disposto l’esclusione della controinteressata […] che non era in possesso del requisito speciale … Continua a leggere

Sugli elementi essenziali del contratto di avvalimento e, in particolare, sull’obbligo di indicare nell’oggetto del contratto le risorse e i mezzi prestati, da elencare in modo analitico e specifico.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 10 gennaio 2014, n. 54) «Fondata è […] la terza ragione di doglianza, con la quale la ricorrente lamenta che la controinteressata aggiudicataria abbia esibito in sede di gara una “scrittura privata di awalimento”, del tutto inidonea, per forma e sostanza, a rappresentare il “contratto di avvalimento” prescritto dall’art. 49 … Continua a leggere

L’omissione di una dichiarazione – se pure prevista come causa di esclusione dalla legge di gara – non può portare all’esclusione del concorrente incorso nell’omissione, ove quest’ultimo abbia reso una dichiarazione del tutto conforme a quella risultante dal modulo predisposto dall’Amministrazione (che faceva supporre la sua piena completezza rispetto alle dichiarazioni da rendersi ai sensi della legge di gara).

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 2929) «Con il primo motivo di ricorso parte ricorrente sostiene l’illegittimità dell’ammissione alla gara della aggiudicataria controinteressata, nonostante la stessa non abbia reso la prescritta dichiarazione di cui all’art. 1 del Codice Antimafia e Anticorruzione della Pubblica Amministrazione, vigente nella Regione Sicilia. Il Collegio concorda con … Continua a leggere

Con riferimento ai requisiti di ordine morale necessari per l’iscrizione negli elenchi degli operatori economici, la stazione appaltante è tenuta ad osservare la disciplina normativa del Codice dei Contratti (art. 38) e, dunque, non può scegliere i propri fornitori in base ad una valutazione discrezionale dei loro requisiti di affidabilità morale.

(Tar Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 9 dicembre 2013, n. 800) «Nel merito il ricorso è fondato in relazione alla dedotta violazione dell’art. 125 del Cod Contr. e dell’art. 332 del Regolamento di esecuzione. La prima disposizione – art. 125/12°c- prevede che agli elenchi di operatori economici tenuti dalle stazioni appaltanti possono essere iscritti i … Continua a leggere

Quando l’offerta presentata non risulti anomala ai sensi dell’art. 86, comma 2 del Codice dei contratti pubblici, la stazione appaltante non è obbligata ad attivare il sub procedimento di verifica della congruità, né risulta censurabile – di per sé – la mancata attivazione della verifica di anomalia facoltativa ai sensi del comma 3, trattandosi di un potere discrezionale dell’Amministrazione il cui mancato esercizio non richiede di essere supportato da specifica motivazione ed è in definitiva sindacabile in sede di legittimità solo in presenza di profili di evidente irragionevolezza e illogicità.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 27 novembre 2013, n. 901) «In materia di gare pubbliche di appalto, ai sensi dell’art. 86 comma 2 del codice, quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti valutano la congruità delle offerte in relazione alle quali sia i punti relativi … Continua a leggere

Per il Consiglio di Stato – in applicazione del principio di tassatività di cui all’art. 46, co. 1-bis, d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i. – va dichiarata la nullità della comminatoria espulsiva contenuta nella lex specialis per il caso di omessa produzione della certificazione di qualità.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 novembre 2013, n. 5375) «Entrambe le parti appellanti sostengono innanzitutto che l’esclusione [dell’odierna appellante] per mancata produzione della certificazione SA 8000/2008, prevista dalla legge di gara, si pone in contrasto con il principio di tassatività sancito dall’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. n. 163/2006. 4.1 La censura è fondata, ancorché … Continua a leggere

Per il Tar Catania – sebbene la questione della decorrenza o meno del termine decadenziale di trenta giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, senza la prescritta documentazione di corredo ex art. 79, co. 5 d.lgs. n. 163/2006, sia stata sottoposta al vaglio dell’Adunanza plenaria (con l’ordinanza n. 790/2013) e non sia stata ancora affrontata e risolta – seguendo il filo argomentativo tracciato nell’ordinanza di rimessione, detto termine di impugnazione si può far decorrere dallo spirare del termine di dieci giorni entro il quale l’interessato può esercitare il diritto di accesso.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 7 novembre 2013, n. 2682) «Il Collegio, preso atto delle corpose difese spiegate da tutte le parti in causa ed ampiamente puntualizzate in udienza in sede di discussione, per esigenze di carattere sistematico e di economia processuale ritiene necessario intraprendere prioritariamente l’esame della pregiudiziale eccezione di irricevibilità del ricorso introduttivo … Continua a leggere

Il Tar Catania – tenendo presenti i principi di cui agli art. 9, 32 e 41, secondo comma, Cost. ed accedendo ad una interpretazione costituzionalmente conforme della normativa – ritiene di dover prestare adesione all’indirizzo giurisprudenziale che esclude la possibilità di ricorrere all’avvalimento per il requisito rappresentato dalla iscrizione all’Albo Nazionale dei gestori in materia ambientale previsto dall’art. 212 del D.Lgs. n. 152/2006.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 24 ottobre 2013, n. 2503) «[B]enchè il ricorso all’istituto dell’avvalimento non trovi ex art. 49 del D.Lgs. n. 163/2006 espressi limiti in ordine ai requisiti acquisibili da altro operatore economico, nondimeno esistono dubbi e perplessità nella stessa giurisprudenza circa la possibilità di un suo utilizzo indiscriminato, specie ove ciò comporti … Continua a leggere

In attesa dell’ intervento della Plenaria sulla questione dell’applicabilità ai procuratori delle imprese concorrenti in una gara di appalto degli obblighi dichiarativi sanciti dall’art. 38 del Codice dei contratti pubblici, il Tar Toscana conferma l’orientamento che limita gli obblighi dichiarativi ai soli amministratori muniti di poteri di rappresentanza.

(Tar Toscana, sez. I, 10 settembre 2013, n. 1258) «Intorno alla questione dell’applicabilità ai procuratori delle imprese concorrenti in una gara di appalto degli obblighi dichiarativi sanciti dall’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006 si è sviluppato, com’è noto, un ampio dibattito giurisprudenziale, che ha condotto alla formazione di due indirizzi contrapposti: l’uno, in forza del … Continua a leggere

E’ illegittima l’esclusione della concorrente la cui offerta sia sottoscritta in calce al documento e non anche in ogni singola pagina di cui si compone il documento stesso.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 18 settembre 2013, n. 4663) «L’art. 1.4. del disciplinare di gara prevede che l’offerta tecnica deve «essere sottoscritta in ogni pagina ed in calce, a pena di esclusione dal titolare, dal legale rappresentante o dal soggetto munito di procura speciale, di cui si allega copia». Tale previsione deve, alla luce … Continua a leggere

Per il Tar Lazio, si applica anche nella fase di verifica ex art. 48 d.lgs. n. 163/2006 (ed anche in favore delle imprese di progettazione di cui all’art. 53 del Codice dei contratti pubblici), l’art. 13, co. 4 della l. n. 180/2011 (cd. Statuto delle imprese), che vieta alle stazioni appaltanti di controllare se il concorrente, rientrante nell’ambito soggettivo di applicazione della norma, possegga effettivamente i requisiti dichiarati con la domanda di partecipazione alla gara, e ciò fino all’esito della stessa, se a quegli favorevole.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 17 settembre 2013, n. 8314) «Per il primo motivo di ricorso, la decisione della stazione appaltante di richiedere alle ricorrenti di comprovare i requisiti, dichiarati ai fini della partecipazione, contrasterebbe con il disposto dell’art. 13, III comma, della l. 11 novembre 2011, n. 180. 3.2. Tale legge, il cd. Statuto … Continua a leggere

Per il Consiglio di Stato, il costante principio giurisprudenziale secondo cui il potere di soccorso istruttorio non può ledere la par condicio non può essere inteso nel senso che sia inibito alla stazione appaltante richiedere o alla concorrente provare, anche con integrazioni documentali, che la propria offerta fosse, sin dal principio e nella realtà effettuale, conforme a quanto richiesto dalla lex specialis e che tale non apparisse per la presenza di un mero vizio formale o di un errore materiale.

(Consiglio di Stato, sez. III, 2 settembre 2013, n. 4370) «L’impugnata sentenza ha respinto il ricorso di prime cure, con il quale [l’odierna appellante] lamentava la propria illegittima esclusione anche dalla selezione per il lotto n. 1, in quanto ha ritenuto che non vi fossero “spiragli” per l’applicazione della disciplina del cosiddetto soccorso istruttorio al … Continua a leggere

L’art. 84, comma 12, del Codice dei contratti pubblici non osta alla nomina di una nuova commissione giudicatrice.

(Consiglio di Stato, sez. III, 29 luglio 2013, n. 3977) «Per il primo giudice, […] l’art. 84 co.12 del codice appalti avrebbe impedito alla amministrazione di nominare una nuova commissione giudicatrice. L’assunto non è condivisibile. Risulta evidente, in primo luogo, la non esatta pertinenza al caso di specie della sopradetta disposizione atteso che non vi … Continua a leggere

E’ illegittimo il ricorso all’istituto dell’avvalimento per la dimostrazione del possesso del requisito dell’iscrizione alla Camera di Commercio.

(Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, parere di precontenzioso n. 64 del 23 aprile 2013 – rif. PREC 262/12/L) «La questione controversa concerne la legittimità del ricorso all’istituto dell’avvalimento, al fine di dimostrare il possesso dell’iscrizione alla Camera di Commercio, richiesta a pena di esclusione, dalla lex specialis. Giova … Continua a leggere

Contratti di sponsorizzazione nella pubblica amministrazione: limiti di applicabilità a tali accordi della disciplina comunitaria e nazionale sugli appalti pubblici e regime processuale delle relative controversie.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 31 luglio 2013, n. 4034) «Il Collegio è chiamato ad esaminare un’iniziativa, assunta dal Commissario Delegato per la realizzazione degli interventi urgenti sulle Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica, ai sensi dell’art. 120 del d.lgs. 22.1.2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio), secondo la disciplina di … Continua a leggere

Sui limitati casi in cui può trovare concreta applicazione l’art. 13, comma 5, lett. a), d.lgs. n. 163/2006, quale ipotesi di speciale deroga rispetto alla disciplina di cui alla l. n. 241/1990, nonché sulla possibilità – nella fattispecie di cui al successivo comma 6 – di apporre degli omissis per le sole parti effettivamente da “secretare”.

(Tar Molise, sez. I, 16 luglio 2013, n. 494) «Considerato che con l’ultimo motivo aggiunto è stato impugnato il diniego di accesso all’offerta tecnica presentata dal concorrente controinteressato; ritenuto che l’accesso alla documentazione amministrativa e tecnica allegata alle offerte delle aggiudicatarie possa essere negato solo se congruamente motivato, con riferimento a informazioni riservate di natura … Continua a leggere

Per il Tar Sicilia, il criterio di tassatività di cui all’art. 46, comma 1-bis, del Codice dei contratti pubblici assume carattere recessivo nell’ipotesi in cui l’adempimento previsto a pena di esclusione trovi puntuale riscontro in una previsione del Codice o del Regolamento che abbia rilievo essenziale.

(Tar Sicilia, Catania, sez. I, 11 luglio 2013, n. 2052) «L’articolo 75 del Codice dei Contratti, disciplinante le “garanzie a corredo dell’offerta”, stabilisce che le imprese concorrenti hanno l’obbligo di corredare l’offerta di una garanzia pari al due per cento del prezzo base indicato nel bando o nell’invito, a garanzia della serietà dell’impegno di sottoscrivere … Continua a leggere

Sulle ragioni sottostanti la necessità che, nella materia dei contratti pubblici, non siano previste prestazioni a prezzi irrisori.

(Tar Liguria, sez. II, 27 giugno 2013, n. 950) «Con il primo motivo l’interessata richiama la disposizione dell’art. 53 del d.lvo 12.4.2006, n. 163 in tema di appalto cosiddetto integrato, che comporta la ricomprensione nell’oggetto del contratto della progettazione e della successiva esecuzione dei lavori richiesti dalla stazione appaltante; il collegio condivide a tale riguardo … Continua a leggere

Per il Tar Lazio, alla commissione giudicatrice deve essere necessariamente demandata soltanto la valutazione delle offerte tecniche (mentre, nella propria autonomia organizzativa, la Stazione appaltante può rimettere ad altri organi la valutazione delle offerte economiche).

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 28 giugno 2013, n. 6459) «La questione di merito sarebbe […] se, nel caso di una aggiudicazione con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, la commissione giudicatrice istituita ai sensi dell’art. 84 cod. contr. pubbl. debba, anche, necessariamente occuparsi della valutazione delle offerte economiche, ovvero se possa limitarsi alla valutazione … Continua a leggere

Per il Tar Puglia, l’art. 118, co. 2 d.lgs. n. 163/2006 non impone l’indicazione nominativa dei subappaltatori già in sede di presentazione delle offerte (senza alcuna differenza tra il subappalto c.d. “necessario” e quello c.d. “facoltativo”), ma soltanto l’obbligo di specificare le quote che il concorrente intende subappaltare.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 29 maggio 2013, n. 859) «La questione d’affrontare è […] se l’art. 118, comma secondo, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 imponga già in sede di presentazione delle offerte l’individuazione e l’indicazione nominativa dei subappaltatori, come una parte della giurisprudenza sostiene per il caso in cui la concorrente … Continua a leggere

Scaffale delle novità: Accursio Pippo Oliveri, “Guida rapida alla nuova disciplina dei lavori pubblici. L’applicazione del Codice dei contratti pubblici e del Regolamento di esecuzione” (con CD-Rom).

(Maggioli Editore – collana Appalti & Contratti, 2013; 416 p.; Cod. ISBN 7277-0; € 49) Orientarsi nel sistema legislativo vigente in materia di lavori pubblici è oggettivamente difficile per il continuo proliferare di disposizioni normative, modificative o integrative. Dalla programmazione alla progettazione, dall’affidamento alla stipula del contratto, dall’esecuzione al collaudo finale, passando attraverso la complessa … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato ribadisce che la generica doglianza di violazione dell’obbligo di custodia dei documenti di una gara pubblica da parte della stazione appaltante è irrilevante allorché non sia stato addotto alcun elemento concreto in proposito.

(Consiglio di Stato, sez. V, 24 aprile 2013, n. 2282) «La Sezione non ignora che in ordine alle modalità di conservazione e di custodia delle buste contenenti le offerte (e circa la consistenza del relativo onere di verbalizzazione) si sono manifestati due contrapposti orientamenti giurisprudenziali; un primo, più rigoroso (di cui la sentenza impugnata ha … Continua a leggere

In tema di obbligo della Stazione appaltante di concludere, con provvedimento espresso e previo svolgimento dell’istruttoria ex art. 115 d.lgs. n. 163/2006, il procedimento di revisione dei prezzi avviato su istanza di parte.

(Tar Veneto, sez. I, 15 aprile 2013, n. 561) «Considerato in fatto che: – con lettera a.r. in data 2.08.2010 il Consorzio [ricorrente] ha formulato nei confronti dell’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria […] formale richiesta ex art. 115 d.lgs. 163/06 di adeguamento del corrispettivo dell’espletato appalto avente ad oggetto il servizio triennale di pulizia svolto … Continua a leggere

Nell’ambito dei servizi pubblici, la differenza sostanziale tra impresa pubblica ed organismo di diritto pubblico non riposa nel modello organizzativo adottato, ma nella circostanza che l’impresa pubblica è esposta alla concorrenza, gestisce servizi rinunciabili da parte dell’ente di riferimento, subisce o può subire perdite commerciali, mentre l’organismo di diritto pubblico è caratterizzato dalla mancata esposizione alla concorrenza, dalla irrinunciabilità del servizio e dal conseguente obbligo di ripianamento in caso di perdite da parte dell’ente di riferimento.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Ter, 18 febbraio 2013, n. 1778) «Il Collegio, in primo luogo, ritiene che [la resistente], il cui capitale è al 100% di proprietà [del Comune], possa essere qualificata organismo di diritto pubblico ai sensi dell’art. 3, co. 26, del codice dei contratti pubblici. L’organismo di diritto pubblico è qualsiasi organismo, … Continua a leggere

Scaffale delle novità: L. Giacometti, “Il nuovo codice degli appalti pubblici coordinato con il regolamento di attuazione”.

(Nuova Giuridica, 2013 – VI ed.; 672 p.; Cod. ISBN 978-88-6383-168-9; € 24) Il volume contiene il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, “Codice dei contratti pubblici”, nonché il Regolamento d’attuazione al Codice medesimo approvato con il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207. Il Codice è stato arricchito inserendo a margine di ciascun articolo i … Continua a leggere

L’omessa indicazione, nell’offerta, delle parti delle prestazioni che saranno eseguite dalle singole imprese partecipanti all’ATI non può che determinare l’esclusione di quest’ultima dalla gara.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 15 dicembre 2012, n. 10525) «[L’]art. 37 del DLgs n. 163/06 – che impone alle imprese riunite di considerare vincolanti gli obblighi di specificazione delle parti delle prestazioni che saranno eseguite da ciascuna di esse e delle quote di partecipazione – è espressione di un principio generale che non … Continua a leggere

La comunicazione del provvedimento amministrativo tramite fax è idonea a determinare la piena conoscenza dello stesso e, quindi, a far decorrere il termine di impugnazione.

(Tar Toscana, sez. I, 6 dicembre 2012, n. 1942) «Premesso che con il presente ricorso è impugnata l’aggiudicazione a favore della controinteressata di un appalto per la realizzazione di lavori pubblici, lamentando che nel progetto tecnico dell’aggiudicataria mancasse documentazione relativa alla sua offerta migliorativa di cui sarebbe stata prevista, dalla legge di gara, la produzione … Continua a leggere

La verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l’aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (d.u.r.c.) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 maggio 2012, n. 8) «1. Per la soluzione della questione di diritto rimessa all’esame dell’adunanza plenaria, in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 38, comma 1, lett. i), d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, d’ora innanzi “codice appalti” o … Continua a leggere

Resta confermato che il potere della commissione giudicatrice di suddividere i criteri in dettagliati sottopunteggi è precluso dalle disposizioni innovative dell’art. 83 del Codice dei contratti, il quale prevede che sia il bando a individuare i sub-criteri, i sub-pesi ed i sub-punteggi, eliminando in proposito ogni margine di discrezionalità in capo alla commissione giudicatrice.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 7 marzo 2012, n. 2302) «Secondo la giurisprudenza, specialmente quella formatasi dopo la modifica del comma 4 dell’art. 83 del D.Lgs. 163/06 (introdotta del D. Lgs. n. 152 del 2008), la Commissione di Gara non può integrare il sistema di valutazione delle offerte, poiché non è consentito introdurre ulteriori … Continua a leggere

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.