Appalti pubblici, Contratti pubblici

Se la lex specialis richiede che il ribasso percentuale sia riferito all’elenco prezzi posto a base di gara “al netto del costo della manodopera”, l’offerta che sia priva di tale puntualizzazione rimane equivoca e non ben determinata, creando una obiettiva incertezza sul suo contenuto: non si può, infatti, dare per sottintesa una precisazione che la normativa di gara richiede di formulare espressamente, né interpretare come se fosse riferita alla “base di gara” un’offerta testualmente riferita, invece, “all’elenco prezzi posto a base di gara”.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 11 settembre 2015, n. 595)

«Il bando di gara prevede all’art. 15 – Criterio di aggiudicazione – che “L’aggiudicazione sarà effettuata ai sensi dell’art. 82, comma 2 lett. a) del Decreto Leg/vo n° 163/2006 e dell’art. 118, comma 1, lett. a) del D.P.R. 2007/2010 mediante offerta formulata in termini di ribasso percentuale sull’elenco prezzi posto a base di gara al netto del costo della manodopera e con l’esclusione dal ribasso degli oneri previsti dal progetto relativi all’attuazione del Piano di sicurezza.”.
All’art. 17 (relativo ad Altre informazioni), punto H, stabilisce che “non sono ammesse offerte condizionate o espresse in modo parziale, indeterminato od inesatto e con semplice riferimento ad altra offerta”, riprendendo la clausola esclusiva di cui all’art. 2, comma 2.
Anche il disciplinare di gara prescrive, relativamente alla busta B – offerta economica, che essa deve contenere, a pena di esclusione “Dichiarazione … contenente l’indicazione dell’offerta economica, espressa in ribasso percentuale, in cifra e in lettere, da applicare, ai sensi dell’art. 82, comma 2, lett. a) del D.Lgs. 163/2006, all’Elenco prezzi posto a base di gara al netto del costo della manodopera; il ribasso non sarà applicato agli oneri previsti dal progetto relativi all’attuazione dei piani di sicurezza.”.
L’Ati
[odierna appellante] ha presentato la seguente offerta: “ribasso del 34,6347% diconsi trentaquattrovirgolaseimilatrecentoquarantasette% da applicarsi ai sensi dell’art. 82 comma 2, lett. a) del D.Lgs 163/2006, all’elenco prezzi posto a base di gara”.
Orbene, come esattamente posto in luce dal Tar, le voci dell’elenco prezzi si riferiscono anche alla manodopera, comprendendo ad esempio attività di posa in opera.
Per come è come è stata presentata, ossia omettendo la puntualizzazione, secondo la formulazione prevista dalla lex specialis, che il riferimento del ribasso è all’elenco prezzi posto a base di gara “al netto del costo della manodopera”, l’offerta
[dell’odierna appellante] rimane, come condivisibilmente ritenuto in prime cure, equivoca e non ben determinata, creando una obiettiva incertezza sul suo contenuto. Non si può, infatti, dare per sottintesa una precisazione che la normativa di gara richiede di formulare espressamente, né interpretare come se fosse riferita alla “base di gara” una offerta testualmente riferita, invece, “all’elenco prezzi posto a base di gara”.
Pertanto, non giova all’appellante rilevare che, in base al d.lgs. n. 163/2006 l’attività di esclusione delle voci non soggette a ribasso compete alla stazione appaltante ed evidenziare che il costo della manodopera e gli oneri di sicurezza sono, ambedue, parimenti voci incomprimibili, atteso che tale argomentazione, in presenza di una previsioni della lex specialis secondo cui rileva la “offertaformulata in termini di ribasso percentuale sull’elenco prezzi posto a base di gara al netto del costo della manodopera”, può contribuire ad accreditare come più plausibile una piuttosto che altra interpretazione di una offerta che, comunque, rimane di contenuto incerto.
In tal senso, non si ravvisa la lamentata contraddittorietà intrinseca della sentenza, che si limita a considerare, ritenendolo assorbente, l’equivocità della indicazione del ribasso quanto al profilo del costo della manodopera.
Infine, l’istituto del soccorso istruttorio non è utilizzabile per chiarire (a posteriori) l’importo dell’offerta economica di cui tener conto; l’incertezza del contenuto dell’offerta rientra, appunto, tra le cause tassative di esclusione contemplate dall’art. 46 d.lgs. n. 163/2006
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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