Processo amministrativo, Pubblico impiego

Dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti: motivazione degli atti negativi, ampiezza del sindacato giurisdizionale e possibilità di ricorso alla CTU.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 14 febbraio 2013, n. 114)

«Come è noto, nelle controversie aventi ad oggetto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti, la giurisprudenza amministrativa ha costantemente chiarito che il sindacato che il giudice della legittimità è autorizzato a compiere sulle determinazioni assunte dagli organi tecnici, ai quali la normativa vigente attribuisce la competenza in materia, deve necessariamente intendersi limitato ai soli casi di travisamento dei fatti e di macroscopica illogicità, nonché alla verifica della regolarità del procedimento. Tale accertamento del nesso di dipendenza è cioè soggetto al c.d. “sindacato debole” del giudice amministrativo, cioè è limitato esclusivamente ai casi di palese illogicità o di errore tecnico o fattuale e che, al di fuori di tali ipotesi, tale sindacato non può estendersi sino a sostituire le valutazioni di spettanza degli organi tecnici dell’Amministrazione (Cons. St., sez. IV, 8 gennaio 2013, n. 31, e 9 luglio 2012, n. 4049).
Conseguentemente, anche la possibilità di procedere alla consulenza tecnica d’ufficio (CTU) non può estendersi sino a determinare e legittimare una sostituzione del giudice amministrativo alle valutazioni compiute dell’Amministrazione tramite il proprio Comitato di Verifica (Cons. Stato, sez. IV, 8 gennaio 2013, n. 31), per cui il Giudice può disporre una consulenza tecnica, non per sostituirsi o sovrapporsi all’attività ordinariamente svolta dagli organi competenti, ma solo per verificare specifici e concreti aspetti che rimangono in dubbio e che un’ulteriore perizia è in grado di chiarire efficacemente, nonostante il tempo trascorso (Cons. St., sez. III, 15 marzo 2012, n.1462).
Quanto, poi, alla motivazione che deve sorreggere un atto negativo di diniego del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, è stato precisato che appare sufficiente il richiamo al parere negativo del Comitato di Verifica per le cause di servizio, il quale, a sua volta, deve aver preso in adeguata considerazione tutte le patologie riscontrate, esprimendosi sulla sussistenza o non del nesso di causalità o di concausalità determinante, e su tutte le variabili suscettibili di determinare l’insorgenza del male, e verificando con puntualità se l’attività lavorativa abbia o meno costituito un rischio specifico (Cons. St., sez. IV, 7 novembre 2012, n. 5675, e 6 agosto 2012, n. 4476).
3. – Ciò premesso, deve rilevarsi che nel caso di specie il giudizio effettuato dal Comitato di Verifica appare immune, allo stato degli atti, dalle doglianze dedotte, in quanto risulta sia stata effettuata un’analisi adeguata dell’infermità da cui è affetto il ricorrente e dell’attività lavorativa in concreto svolta, e si esclusa la sussistenza di un nesso di causalità o di concausalità determinante nell’insorgenza del male.
Tale valutazione, ad avviso del Collegio, non appare inficiato da travisamento dei fatti, da macroscopica illogicità o da errori tecnici
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.