Patente di guida

La revisione della patente non può essere disposta senza alcuna considerazione in concreto circa il supposto deficit di capacità del conducente.

(Tar Liguria, sez. II, 21 marzo 2018, n. 237)

«Ai sensi dell’art. 128 comma 1 del codice della strada, “gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica”.
Si tratta di una misura che non costituisce una sanzione amministrativa, sia pure accessoria, ma è funzionale rispetto alla garanzia della sicurezza della circolazione stradale, sicché – per costante giurisprudenza – essa non può esser disposta unicamente sulla base di un’unica accertata violazione delle norme sulla circolazione stradale, senza indicare alcun ulteriore elemento che, in relazione alla situazione dei luoghi, alle condizioni della circolazione, ad ogni altra prescrizione impartita, possa assurgere a fatto indiziante del “deficit” di idoneità alla guida (così T.A.R. Campania, V, 25.1.2018, n. 834, e tutta la giurisprudenza ivi citata).
Nel caso di specie, il provvedimento che dispone la revisione contiene una mera descrizione delle circostanze del sinistro, seguita dalla formula stereotipata – in quanto riproducente la formula legislativa – che “il suddetto comportamento di guida fa sorgere dubbi sulla persistenza nella S.V. dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica”, senza alcuna considerazione in concreto circa il supposto deficit di capacità del conducente, che dispone di tutti i punti-patente concessi dalla legge in assenza di violazioni.
Il fatto che l’incidente, nonostante si sia verificato in autostrada – dove, come è noto, vigono i più alti limiti di velocità – in condizioni di traffico intenso (in una situazione nella quale la velocità è quella di scorrimento del flusso veicolare), non abbia comportato lesioni gravi né coinvolto altri veicoli, induce al contrario a ritenere che la perdita di controllo del veicolo non sia dipesa dalla velocità non adeguata, e che il disposto provvedimento sia dunque sproporzionato, ciò che costituisce spia dell’eccesso di potere
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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