Risarcimento del danno

Responsabilità della P.A. da attività provvedimentale illegittima: l’Amministrazione può evitare la condanna al risarcimento del danno soltanto se dimostra che si è trattato di un errore scusabile derivante da contrasti giurisprudenziali sull’interpretazione della norma o dalla complessità dei fatti, ovvero ancora dal comportamento delle parti del procedimento (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che l’Amministrazione non soltanto non avesse fornito tale prova, ma avesse agito in violazione di precetti normativi univoci).

(Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I, 12 marzo 2018, n. 75)

«Premette il Collegio che, come di recente riaffermato, “costituisce approdo oramai consolidato in giurisprudenza la sussunzione della responsabilità della pubblica Amministrazione per atto amministrativo illegittimo al paradigma della responsabilità extracontrattuale di cui all’articolo 2043 Cod. civ. (cfr., ex plurimis, T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III^, sentenza n. 11808/2014)” (TAR Friuli Venezia Giulia, 4 maggio 2017, n. 155).
Affermata nei suesposti termini l’illegittimità dell’atto posto in essere dall’Amministrazione deve, altresì, riconoscersi la sussistenza degli ulteriori elementi costituitivi della fattispecie aquiliana stante l’indiscutibile esistenza di un danno causalmente riconducibile al provvedimento impugnato (le retribuzioni non percepite dal ricorrente) ed essendo, altresì, sussistente la colpa dell’Amministrazione.
Circa tale ultimo profilo, per sua natura di non agevole accertamento, la giurisprudenza ha chiarito che “sussiste anche la colpa dell’amministrazione, giacché in sede di controversia relativa al risarcimento del danno derivante da procedimento amministrativo illegittimo, il privato danneggiato può limitarsi ad invocare l’illegittimità dell’atto quale indice presuntivo della colpa, mentre resta a carico dell’amministrazione l’onere di dimostrare che si è trattato di un errore scusabile derivante da contrasti giurisprudenziali sull’interpretazione della norma o dalla complessità dei fatti, ovvero ancora dal comportamento delle parti del procedimento (v. C.S., IV, 22 novembre 2016, n. 4896)” (TAR Basilicata, 19 giugno 2017, n. 451).
Tale prova dell’errore scusabile non è fornita dall’Amministrazione che, come esposto, perveniva all’adozione di una misura fortemente impattante sulla vita non solo professionale del ricorrente in violazione di precetti normativi univoci, senza nulla allegare a sostegno della tesi che ciò fosse determinato, come richiesto dalla giurisprudenza, da “scarsa chiarezza della normativa applicabile, dalle interpretazioni normative correnti, dalla complessità dei fatti esaminati, dall’influenza determinante dei comportamenti altrui, etc…” (TAR Piemonte, Sez. I, 27 giugno 2014, n. 1140)
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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