Edilizia e urbanistica

Se esistono le opere di urbanizzazione primaria, il rilascio del permesso di costruire non può ritenersi illegittimo.

(Tar Veneto, sez. II, 14 febbraio 2012, n. 234)

«5.1. Occorre, innanzitutto, evidenziare che la giurisprudenza si è occupata soprattutto delle ipotesi in cui le norme di attuazione richiedevano la previa predisposizione di un piano di lottizzazione per il rilascio del titolo edilizio, ritenendo che il permesso di costruire rilasciato in assenza di tale adempimento non fosse da qualificare solo per questo illegittimo.
5.2. Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, ciò che occorre verificare, anche in ipotesi di previa presentazione di un piano attuativo, è, oltre allo stato di edificazione della zona, il suo grado di urbanizzazione primaria e secondaria, in relazione all’adeguatezza e fruibilità delle opere di urbanizzazione medesime, a fronte della consistenza dell’ intervento stesso e dell’incremento del carico urbanistico da questo discendente (cfr. T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 6.5.2010, n. 619).
5.3. In virtù del combinato disposto degli artt. 31 e 41 quinquies, ultimo comma, della legge n. 1150/1942, l’espressione “esistenza” delle opere di urbanizzazione ivi contenuta, rilevante ai fini della necessità o meno della previa redazione di un piano di lottizzazione o di altro strumento urbanistico attuativo prima del rilascio della concessione edilizia, deve essere intesa nel significato di adeguatezza delle opere ai bisogni collettivi; pertanto, tale valutazione circa la congruità del grado di urbanizzazione di un’area non può che essere effettuata alla stregua della normativa sugli “standards” urbanistici di cui al combinato disposto del D.M. n. 1444/1968 e dell’art. 17 della legge n. 765/1967. Ne discende che l’equivalenza tra pianificazione esecutiva e stato di adeguata urbanizzazione è configurabile quando si riscontri l’esistenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria almeno nelle quantità minime prescritte (cfr. Consiglio Stato sez. V, 29.4.2000, n. 2562).
5.4. A ciò si aggiunga quanto disposto dall’art. 12 del T.U. Edilizia, in forza del quale il permesso di costruire è comunque subordinato alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, o alla previsione da parte del Comune dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio, ovvero all’impegno degli interessati di procedere all’attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell’ intervento oggetto del permesso.
5.5. Orbene, alla luce dei suesposti principi, a maggior ragione nel caso in cui il P.R.G. preveda l’intervento diretto, come è nella specie, il permesso di costruire potrà essere ritenuto illegittimo solo qualora venisse accertata la mancanza dei presupposti di cui al rammentato art. 12 del T.U. edilizia
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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