Accordi amministrativi, Edilizia e urbanistica, In libreria

Scaffale delle novità: P. Urbani (a cura di), “Le nuove frontiere del diritto urbanistico”.

(Giappichelli Editore, 2013; 152 pp.; Cod. ISBN 978-88-3488940-4; € 19)

Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Roma il 5 giugno 2012 presso la LUISS per la presentazione dell’opera «Urbanistica solidale. Alla ricerca della giustizia perequativa tra proprietà privata e interessi pubblici» del Prof. Paolo Urbani.

I pregevoli ed autorevoli contributi incidono su un tema cruciale: il rapporto tra proprietà privata e funzione sociale declinata dall’art. 42, comma 2 Cost.

Ne viene fuori un quadro composito, che spazia dal tema dell’urbanistica per accordi, alla nuova ridefinizione giurisprudenziale della materia, alla perequazione urbanistica, ai profili della sussidiarietà orizzontale nei casi di trasformazione urbana ad iniziativa dei privati, fino ad arrivare alla riconsiderazione della proprietà privata nell’ambito dei giudizi delle Corti comunitarie.

Nello specifico, nella prima parte del volume in esame sono contenuti, oltre all’introduzione e alle conclusioni affidate al Presidente Gaetano Trotta, i seguenti contributi:
– «Urbanistica contrattata, funzione sociale e “diritti edificatori”» (Cesare Salvi), in cui l’Autore concorda con Urbani sulla circostanza che la ricerca di un’urbanistica meno ingiusta, che si proponga di assicurare con il “minimo sacrificio” la funzione sociale della proprietà, richiede che si affrontino in modo sistematico questioni irrisolte da troppo tempo;
– «I sostenitori dell’urbanistica convenzionale» (Paolo Stella Richter), in cui l’Autore – condividendo i presupposti sui quali poggia la tesi dei sostenitori dell’urbanistica convenzionale come strumento di risoluzione di ogni problema dell’attuale fase dell’urbanistica – cerca di evidenziare alcune possibili direttrici da seguire per una migliore redazione ed attuazione dei piani regolatori generali;
– «Il principio di sussidiarietà negli accordi pubblico privato» (Mario Nuzzo), in cui l’Autore propone di valorizzare, nell’ambito delle opzioni interpretative sulla disciplina applicabile agli accordi amministrativi, l’introduzione nel nostro sistema del principio di sussidiarietà, operante non solo nel rapporto tra pubbliche amministrazioni ma anche in quello tra P.A. e autonomia privata;
– «Urbanistica solidale ed esigenze di mercato: alla ricerca della città ideale» (Aristide Police), in cui l’Autore svolge una carrellata sui modelli e sugli istituti rilevanti nel settore dell’urbanistica consensuale e, infine, auspica che tali forme e strumenti civilistici, consensuali, flessibili siano in grado di contemperare gli interessi individuali con quelli collettivi per la solidale costruzione di una città pubblica accettabile (se non ideale);
– «La soggezione della proprietà immobiliare al potere di pianificazione» (Vincenzo Cerulli Irelli), in cui l’Autore evidenzia, con preoccupazione (per la sostanziale assenza di regole specifiche, indicata dallo stesso Urbani), come nell’attuale esperienza emergano una serie di aspetti che appaiono più ascrivibili all’ambito negoziale che a quello degli accordi di diritto pubblico – come ad esempio le negoziazioni sugli incrementi di volumetria a fronte di determinati impegni dei privati, o sui trasferimenti di diritti edificatori – negoziazioni nelle quali l’autonomia dei privati da una parte, e l’autonomia del comune dall’altra (ad esempio al fine di far fronte ad esigenze economico finanziarie dell’ente che nulla hanno a che vedere con gli scopi della pianificazione urbanistica) sembrano prevalere rispetto al potere di pianificazione in quanto tale.

Nella seconda parte dell’opera, poi, vi sono due scritti del Prof. Urbani:
– il primo, dal titolo «Sulle nuove frontiere del diritto urbanistico, potere conformativo e proprietà privata», volto a tracciare un quadro esaustivo dei percorsi giurisprudenziali più recenti che, a giudizio dell’Autore, stanno lentamente delineando un nuovo statuto della proprietà immobiliare;
– il secondo, dal titolo «Il contenuto minimo del diritto di proprietà nella pianificazione urbanistica», che affronta il tema del contenuto minimo del diritto di proprietà in rapporto all’evolversi del concetto di funzione sociale della proprietà alla luce della giurisprudenza della Corti comunitarie.

Il settore del ‘governo del territorio’ – afferma il Prof. Paolo Urbani – sembra proprio costituire il “bacino” di riferimento di qualunque riforma del settore, nel quale si mescolano, ormai questioni di diritto civile, di diritto tributario, dell’energia, della tutela paesaggistica e ambientale, del diritto amministrativo specie per ciò che concerne la potestà conformativa degli enti locali e la ridefinizione dei sistemi di pianificazione. Di qui, sottolinea ancora il Prof. Urbani, la necessità di tener conto e valorizzare l’interdisciplinarietà della materia.

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