Edilizia e urbanistica

La regola generale del silenzio-assenso prevista per il procedimento di rilascio del permesso di costruire non trova applicazione con riferimento al permesso di costruire in deroga (caratterizzato da una fattispecie a formazione progressiva che si snoda, a seguito della domanda dell’interessato, dapprima nella delibera consiliare e poi nel concreto rilascio del titolo edilizio da parte degli uffici amministrativi).

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 5 giugno 2020, n. 215)

«[N]ella fattispecie, contrariamente a quanto dedotto da parte ricorrente, […] la modifica della destinazione d’uso richiesta necessita […] dell’eventuale adozione di un permesso di costruire in deroga ai sensi dell’art. 14 del DPR n. 380/2001 che riveste carattere discrezionale, in quanto emanato all’esito di una comparazione dell’interesse privato con quello pubblico sulla base di una scelta politica di opportunità che è dalla legge rimessa al Consiglio comunale.
In definitiva, nella vicenda per cui è causa, non può ritenersi formato un provvedimento tacito di assenso sulla richiesta di rilascio di permesso di costruire presentata dalla ricorrente in data 25.06.2015, comportante lo scavalcamento della delibera consiliare che caratterizza l’istituto, atteso che secondo i consolidati principi giurisprudenziali, la generale regola del silenzio-assenso prevista per il procedimento di rilascio del permesso di costruire dall’art. 20, comma 8 del D.P.R. n. 380 del 2001 non trova applicazione con riferimento al permesso di costruire in deroga. Detto permesso di costruire in deroga, infatti, è caratterizzato da una fattispecie a formazione progressiva che si snoda, a seguito della domanda dell’interessato, dapprima nella delibera consiliare e poi nel concreto rilascio del titolo edilizio da parte degli uffici amministrativi, in quanto l’art. 20, comma 8 riferisce la formazione del provvedimento tacito solo alla domanda di permesso di costruire senza quindi richiamare il (diverso) istituto del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici come definito dall’art. 14 (cfr. T.A.R. Piemonte Torino Sez. II, 28/11/2013, n. 1286)
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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