Atto amministrativo, Autorità amministrative indipendenti, Giustizia amministrativa

Il giudice amministrativo può sindacare e censurare l’inattendibilità, anche sul piano tecnico-scientifico, delle valutazioni dell’Amministrazione (e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti), perché tale vizio attiene all’uso irrazionale del potere amministrativo; ma si deve arrestare di fronte ad un risultato che, per quanto intrinsecamente opinabile, non risulti tuttavia oggettivamente inattendibile.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 luglio 2012, n. 3901)

Circa i limiti del sindacato sulle valutazioni tecnico-discrezionali dell’Amministrazione e, in particolare, delle Autorità amministrative indipendenti, «è ormai acquisito che il giudice amministrativo possa esercitare su queste valutazioni un sindacato non meramente estrinseco o formale (che avvenga cioè senza utilizzare le regole specialistiche impiegate dall’Amministrazione, ma alla luce del comune buon senso, con gli occhi del profano, con la conseguenza di limitare il sindacato solo a quelle valutazioni che risultano palesemente inattendibili o illogiche anche agli occhi di un non addetto ai lavori), ma, nell’ottica dell’effettività della tutela giurisdizionale, possa praticare anche un sindacato a carattere anche intrinseco, impiegando cioè – eventualmente anche con l’ausilio di conoscenze esterno fornite da verificazioni o consulenze tecniche – i parametri specialistici di cui si è avvalsa l’Amministrazione.
Peraltro, non può esservi dubbio sul fatto che tale sindacato non possa dar luogo alla surrettizia sostituzione dell’Amministrazione nell’esercizio dei poteri ad essa spettanti.
In nessun modo, in altri termini, il sindacato intrinseco circa la discrezionalità tecnica può trasformarsi in un indebito strumento di appropriazione da parte del giudice di prerogative e poteri spettanti invece all’Amministrazione.
Di qui la conclusione per cui – anche nell’ottica del sindacato c.d. intrinseco, e in presenza di una disciplina processuale che oggi ha strumenti di ausilio del sindacato tecnico del giudice (ad es. la consulenza tecnica o la verificazione), e nonostante l’indiscusso valore dei principi di derivazione costituzionale e internazionali di garanzia dell’effettività della tutela giurisdizionale – deve comunque rimanere fermo, a tutela dei fondamenti dell’ordinamento costituzionale, il principio che vieta al giudice di sostituirsi all’Amministrazione nell’esercizio della sua funzione di cura concreta dell’interesse pubblico.
7.2. Emerge qui la nota distinzione tra inattendibilità e opinabilità. Il giudice può sindacare e censurare l’inattendibilità, anche sul piano tecnico-scientifico, della conclusione cui giunge l’Amministrazione, perché attiene all’uso irrazionale del potere amministrativo; ma si deve arrestare di fronte ad un risultato che, per quanto intrinsecamente opinabile, non risulti tuttavia oggettivamente inattendibile. L’opinamento infatti, contenuto nei limiti dell’attendibilità, esprime il convincimento dell’amministrazione nell’ambito suo proprio.
Un precetto non compiutamente determinato, una regola tecnica e specialistica che lascia margini di opinamento è, per definizione, compatibile con una pluralità di soluzioni concrete, tra di loro diverse, tutte di loro opinabili e nessuna certa in senso assoluto. Di fronte a questo ventaglio di soluzioni possibili, ma comunque tecnicamente attendibili, la scelta di quella che meglio soddisfa il precetto che l’amministrazione è chiamata a contestualizzare, di quella che più si adatta alla regola tecnica da applicare, spetta all’amministrazione medesima. L’applicazione della regola al caso concreto per realizzare la cura migliore dell’interesse pubblico appartiene alla vocazione istituzionale e alla responsabilità della pubblica amministrazione, che in questo svolge un’attribuzione costituzionalmente rilevante, e rappresenta un limite al sindacato giurisdizionale.
Soltanto quando l’Amministrazione supera i limiti fisiologici che sono propri della regola tecnica elastica e si colloca su una posizione che oggettivamente sta al di fuori del ventaglio delle soluzioni tecnicamente compatibili, allora lì è lo spazio del sindacato giurisdizionale. Infatti quando una tale situazione si verifica, l’Amministrazione in realtà non sceglie una tra le soluzioni tecniche offerte dall’ampiezza della regola specialistica, ma viola la regola specialistica stessa (e così la legge che la richiama) optando per una soluzione che è tecnicamente insostenibile, cioè inattendibile, ovvero fuori dal perimetro di attendibilità tecnica.
Tali considerazioni, che valgono con riferimento a qualsiasi tipologia di amministrazione, assumono una valenza più stringente in relazione alle valutazioni tecniche delle autorità amministrative indipendenti, che traggono proprio dalla dimensione e dalla competenza tecnico-specialistica uno dei principali titoli di legittimazione
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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