Atto amministrativo, Concorsi pubblici, Contratti pubblici, Giustizia amministrativa, Provvedimento amministrativo

Nelle procedure ad evidenza pubblica, l’atto di riapprovazione definitiva della graduatoria non si pone in rapporto di consequenzialità immediata e diretta rispetto a quello con cui viene pubblicato il bando o gestita la procedura e deve, perciò, sempre essere impugnato, a pena di improcedibilità del ricorso.

(Tar Veneto, sez. I, 21 giugno 2013, n. 882)

«Parte ricorrente impugna la determinazione in oggetto indicata con cui il Comune […] ha approvato gli atti e la graduatoria del concorso pubblico, per soli titoli, per il rilascio di n. 25 licenze per l’esercizio di trasporto pubblico non di linea taxi effettuato con natante a motore.
Preliminarmente il Collegio deve verificare la procedibilità del ricorso per mancata impugnativa della disposizione dirigenziale del 10 settembre 2012, PG 2012/376174, (in atti) con cui il direttore della direzione Mobilità e Trasporti ha riapprovato la graduatoria finale del suddetto concorso alla luce delle istanze di riesame presentate da alcuni concorrenti.
Occorre, infatti, appurare se l’eventuale accoglimento del ricorso comporti automaticamente anche l’annullamento di tutti gli atti conseguenti ovvero sia necessaria una loro esplicita impugnazione, con conseguente estensione del giudizio ai controinteressati.
In linea di principio, quando sia già stato impugnato un provvedimento, non è necessario impugnare gli atti successivi se tra di essi sussista un rapporto di stretta presupposizione e cioè di consequenzialità immediata, diretta e necessaria, ponendosi l’atto successivo come inevitabile conseguenza di quello precedente, laddove non vengano in rilievo ulteriori valutazioni di interessi, né del destinatario dell’atto presupposto né di altri soggetti (Cons. St. sez. V, n. 1519/2004; Sez. VI, n. 5559/2007; n. 207/2008).
Tuttavia per quanto concerne i pubblici concorsi e le procedure di evidenza pubblica in generale, la giurisprudenza ha stabilito che l’atto di riapprovazione definitiva della graduatoria, rispetto a quello con cui viene pubblicato il bando o gestita la procedura (ad esempio con una prima approvazione di graduatoria poi revocata in parte qua), non si pone in rapporto di consequenzialità immediata e diretta, in quanto viene adottato a seguito di una valutazione più generale che tiene conto degli interessi di tutti i concorrenti, risolvendosi in un riscontro della legittimità di tutta la procedura concorsuale e producendo l’effetto costitutivo di formazione della nuova graduatoria redatta dalla commissione giudicatrice.
Occorre, altresì, considerare che dall’adozione del provvedimento di riapprovazione della graduatoria discende l’attribuzione di un beneficio in favore di soggetti estranei al giudizio i quali potrebbero subire un pregiudizio in caso di accoglimento del ricorso con evidente lesione del principio del contraddittorio.
Poiché nel caso di specie parte ricorrente non ha impugnato la graduatoria finale del concorso, quale risultante dalla citata disposizione dirigenziale del 10 settembre 2012, PG 2012/376174, il ricorso va dichiarato improcedibile, con conseguente preclusione in questa sede all’ulteriore scrutinio delle censure di merito
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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