Atto amministrativo, Comuni e Province, Testo unico enti locali

Per il Tar Basilicata, le ordinanze contingibili e urgenti non debbono per forza avere sempre il carattere della provvisorietà, dato che il loro connotato essenziale è la necessaria idoneità delle relative misure ad eliminare la situazione di pericolo che costituisce il presupposto della loro adozione, e quindi le misure stesse possono essere provvisorie o definitive a seconda del tipo di rischio che intendono fronteggiare.

(Tar Basilicata, sez. I, 5 dicembre 2012, n. 550)

«Il Collegio ritiene, in primo luogo, utile e opportuno ai fini della decisione chiarire che il Sindaco del Comune resistente ha emesso le ordinanze impugnate avendo accertato (per sopralluogo tecnico ASL) che la copertura dei prefabbricati, realizzati in occasione del sisma del 1980 e ancora oggi utilizzati come abitazioni e deposito, risultano costitute da lastre ondulate in cemento-amianto, con potenziale rischio di dispersione delle fibre di amianto nell’ambiente circostante. Conseguentemente il Sindaco ha ordinato di provvedere immediatamente all’effettuazione della bonifica e a tal fine ha disposto lo sgombero dei prefabbricati di via Di Vittorio onde consentire lo smantellamento allo scopo di eliminare il rischio di esposizione della popolazione alle fibre di amianto.
Merita, inoltre, di essere evidenziato che solo due persone
[…] occupano i prefabbricati in virtù di legittimo titolo di assegnazione, mentre le altre16 persone, destinatarie dell’ordinanza impugnata, vi permangono in assenza di qualsiasi titolo legittimante, utilizzandoli sia con finalità abitative che come deposito.
Il Comune si è, inoltre, adoperato al fine di procedere all’individuazione nell’abitato comunale di alloggi disponibili da assegnare solo temporaneamente agli occupanti dei prefabbricati previa graduatoria formata sulla base dei punteggi e dei criteri di priorità riferiti al bisogno abitativo.
Tali circostanze sono documentalmente provate e non contestate da parte ricorrente.
In ordine alla possibilità da parte del Comune di ricorrere allo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per eliminare definitivamente la situazione di pericolo accertata, il Collegio rileva che nella fattispecie in esame gli effetti pregiudizievoli per la salute pubblica derivanti dal pericolo di dispersione di fibre di amianto palesano una situazione di concreta ed immediata minaccia per la sanità e l’incolumità pubbliche, indice della necessità di interventi solleciti e non più dilazionabili.
A tal riguardo il Collegio condivide l’orientamento secondo cui le ordinanze contingibili e urgenti non debbono per forza avere sempre il carattere della provvisorietà, dato che il loro connotato essenziale è la necessaria idoneità delle relative misure ad eliminare la situazione di pericolo che costituisce il presupposto della loro adozione, e quindi le misure stesse possono essere provvisorie o definitive a seconda del tipo di rischio che intendono fronteggiare, nel senso che occorre avere riguardo alle specifiche circostanze di fatto del caso concreto e allo scopo pratico perseguito attraverso il provvedimento sindacale (cfr. TAR Veneto, III, 7.7.2010 n. 2887).
La motivazione del ricorso allo strumento straordinario ben può evincersi dalla pluralità di elementi acquisiti al procedimento, se oggettivamente capaci di rivelare in sé le ragioni di urgenza che legittimano l’intervento eccezionale dell’Autorità sindacale.
Peraltro, la scelta dell’amministrazione di provvedere a porre rimedio a tale situazione con l’emanazione di un’ordinanza contingibile ed urgente a tutela dell’igiene e della sanità pubblica, nonché della sicurezza dei cittadini, in quanto concerne il merito dell’azione amministrativa sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, non risultando manifestamente inficiata da illogicità, arbitrarietà, irragionevolezza, oltre che da travisamento dei fatti (cfr. Consiglio Stato,V, 28.9.2009, n. 5807).
Infine l’attualità della minaccia per l’incolumità pubblica e l’igiene esclude rilevanza al fatto che la situazione di pericolo fosse nota da tempo. Del resto la giurisprudenza ha precisato più volte che presupposto per l’adozione dell’ordinanza contingibile è la sussistenza e l’attualità del pericolo, cioè del rischio concreto di un danno grave e imminente, a nulla rilevando neppure che la situazione di pericolo fosse, come parrebbe nel caso di specie, nota da tempo (cfr. Consiglio di Stato, V, 28.3.2008, n. 1322).
Alla luce delle predette considerazioni, devono pertanto essere disattese le censure con le quali parte ricorrente lamenta l’assenza dei presupposti per l’adozione di tale tipologia di provvedimento, né appaiono conferenti i richiami alla sentenza della Corte costituzionale n. 196/2009 che riguarda piuttosto le ipotesi della sicurezza urbana e della sicurezza pubblica e il problema della ripartizione delle competenze tra i differenti enti locali
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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