Giurisdizione

I verbali degli organi di vigilanza in materia di sicurezza ed igiene del lavoro non possono essere impugnati davanti al giudice amministrativo, che, in merito, non ha giurisdizione, rientrando ogni doglianza nella giurisdizione del giudice penale.

(Consiglio di Stato, sez. III, 11 dicembre 2012, n. 6340)

«Alla società [ricorrente in primo grado], per mezzo del verbale oggetto di impugnazione, è stata contestata una violazione attinente la corretta gestione del rapporto di lavoro di un dipendente e la conseguente applicazione delle norme relative alla tutela della salute e della sicurezza del lavoro prescritte dal d.lgs. n.626/1994.
Secondo la appellata il relativo verbale non avrebbe ad oggetto una mera prescrizione in materia di sicurezza sul lavoro, bensì l’esercizio del potere discrezionale esistente in capo alla pubblica amministrazione che ha ritenuto illegittima la condotta tenuta dalla impresa la quale si sarebbe estrinsecata nel mancato svolgimento della visita medica prescritta dall’art.33, co 1, lett. a) del DPR 303/1956 con conseguente attrazione nell’ambito della giurisdizione amministrativa della relativa impugnazione sulla base di quanto previsto dall’art. 7 co.1 cod. amm..
Tali argomentazioni si pongono in evidente contrasto con gli orientamenti della Suprema Corte di Cassazione (da ultimo, Cassazione civile sez. un. 13 novembre 2012 n. 19707) che ha rilevato che in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, la prescrizione di regolarizzazione impartita dall’organo di vigilanza affinché regolarizzi, entro un termine certo la sua posizione, eliminando i fattori di rischio riscontrati, non integra affatto un provvedimento amministrativo ma un atto tipico di polizia giudiziaria, non connotato da alcuna discrezionalità, neppure tecnica, ed emesso sotto la direzione funzionale dell’autorità giudiziaria.
E invero la L. n. 833 del 1978, art. 21, comma 3 statuisce che gli organi di vigilanza assumono la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria in relazione alle funzioni ispettive esercitate in applicazione della legislazione sulla sicurezza del lavoro in quanto esercenti le funzioni previste dall’art. 55 cod. proc. pen., di talchè tali organi sono posti alle dipendenze e chiamati ad operare sotto la direzione della autorità giudiziaria, in piena autonomia funzionale rispetto al plesso ordinamentale in cui risultino iscritti da un punto di vista burocratico ed amministrativo.
Ne consegue che il relativo verbale redatto da tali organi non può essere impugnato davanti al giudice amministrativo, restando ogni questione devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, presso il quale ogni doglianza può essere fatta valere anche in relazione al procedimento conseguente all’eventuale inottemperanza della prescrizione.
In conclusione, stante la natura di atto di polizia giudiziaria del verbale della ASL lo stesso non può essere impugnato davanti al giudice amministrativo che, in merito, non ha giurisdizione ma ogni doglianza rientra nella giurisdizione del giudice penale, davanti al quale può essere fatta valere anche la pretesa assenza di responsabilità poichè ricadrebbe la stessa su altri soggetti . Tale questione è infatti di merito e va fatta valere davanti al giudice dotato di giurisdizione (Cass. civile sez. un. 13 novembre 2012 n. 19707).
Va quindi annullata la sentenza del primo giudice e dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario nei cui confronti, essendo nella fattispecie quello penale, non può disporsi la translatio dell’instaurato giudizio in sede amministrativa, poichè tale istituto della translatio iudicii ha diverse caratteristiche e finalità nel rito processualpenalistico, per cui il giudice penale dovrà essere adito nelle forme di tale rito (Cass. Civile, sez. un. 13 novembre 2012 n. 19707; sez. un. 09 marzo 2012 n. 3694)
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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