Enti locali, Tributi locali

Approvazione delle tariffe TARI: il ritardo del Comune nell’approvazione delle nuove tariffe ne preclude l’applicazione retroattiva a partire dal 1° gennaio dell’esercizio di riferimento (mentre non ne determina in radice l’illegittimità).

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 28 febbraio 2018, n. 271)

«La controversia investe la questione della natura del termine di approvazione delle tariffe di cui si tratta, oggetto di molteplici pronunzie in giurisprudenza, approdata ad affermarne –in via prevalente- la perentorietà (tra le altre, cfr. C.d.S., Sez. IV, n. 1495/2015); termine coincidente –alla stregua del quadro normativo di riferimento- con quello di approvazione del bilancio preventivo dell’ente locale (cfr. artt. 1, comma 169, della legge n. 296/2006 e 1, comma 683, della legge n. 147/2013), ordinariamente destinato a cadere il 31 dicembre dell’anno precedente (art. 151 T.U.E.L.). In particolare, per il bilancio preventivo 2015, il termine di approvazione era stato differito al 30 luglio successivo (articolo unico del decreto del Ministero dell’Interno del 13 maggio 2015); ma la delibera impugnata, come correttamente fatto rilevare dal Ministero ricorrente, risulta approvata soltanto il 10 agosto 2015, con evidente violazione anche del termine differito.
Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha di recente riconsiderato gli effetti conseguenti all’intempestività della delibera di approvazione delle tariffe in questione, valorizzando il contenuto dell’art. 1, comma 169, della legge finanziaria per il 2007. Non ha posto in discussione la natura perentoria del termine ma gli effetti della sua violazione sulla legittimità dei regolamenti e degli atti comunali, limitandone –ragionevolmente- l’incidenza al regime di efficacia temporale; sicché il rispetto del termine di approvazione di cui all’art. 1, comma 169, della legge n. 296/2006 è –nella rivista impostazione- mera condizione per l’applicazione retroattiva delle nuove tariffe o aliquote (a partire cioè dal 1° gennaio dell’esercizio di riferimento).
Così dispone, invero, la norma appena richiamata: “Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1º gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno”.
Nel caso di specie, pertanto, l’approvazione della gravata deliberazione oltre il termine del 30 luglio 2015 non ne determina in radice l’illegittimità ma ne preclude soltanto l’applicazione a partire dal 1° gennaio dello stesso anno
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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