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Poiché il requisito della vicinitas non è sufficiente, per dimostrare l’interesse ad agire il ricorrente deve fornire la prova del concreto pregiudizio (sia esso di carattere patrimoniale o di deterioramento delle condizioni di vita o di peggioramento dei caratteri urbanistici che connotano l’area) che subirebbe a causa dell’intervento edificatorio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 3 febbraio 2022, n. 756) «1. Con ricorso proposto dinanzi al TAR per la Emilia Romagna, sede staccata di Parma, gli odierni appellanti agivano per l’annullamento delle ordinanze del Comune […] che ordinavano ai loro confinanti […] il ripristino di opere realizzate presso un immobile sito nel Comune […] nel … Continua a leggere

La posizione del concorrente di un appalto pubblico, il quale decida di ritirarsi dalla competizione, è del tutto assimilabile – anche per quel che riguarda l’interesse all’annullamento del provvedimento di aggiudicazione e, dunque, la legittimazione a proporre ricorso – a quella di chi non ha mai partecipato alla gara o ne è stato escluso legittimamente, atteso che quel partecipante ha volontariamente e consapevolmente deciso di disinteressarsi degli ulteriori sviluppi della gara, per ragioni solitamente legate alla convenienza economica dell’offerta a suo tempo presentata.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 23 luglio 2014, n. 1956) «Viene in decisione il ricorso promosso [dalla società Alfa], la quale ha impugnato gli atti con i quali l’Azienda ha aggiudicato in via definitiva al [R.T.I. Beta] la procedura aperta relativa all’”Affidamento del contratto per sei anni per la realizzazione, gestione e manutenzione del nuovo … Continua a leggere

Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 34, comma 3 c.p.a., non può escludersi la perdurante utilità dell’accertamento giurisdizionale della illegittimità dell’atto quando l’effetto caducatorio dell’annullamento non risulti più utile, ma risulti al contrario ancora utile l’effetto conformativo (come accade tutte le volte in cui, trattandosi, come nel caso di specie, di provvedimenti periodici, a reiterazione necessaria, sia possibile evitare e prevenire ulteriori eventi lesivi correlati all’altrimenti inevitabile reiterazione dell’illegittimità provvedimentale “seriale” mediante enunciazione della regola conformativa cui l’Amministrazione dovrà attenersi nell’emanazione della statuizione regolante la medesima attività per il periodo immediatamente successivo) o quello ripristinatorio connessi al giudicato di annullamento.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 24 ottobre 2013, n. 1961) «In relazione al profilo, rilevabile d’ufficio, relativo all’interesse a coltivare il gravame, osserva il Collegio che la circostanza che, nelle more del giudizio, sia terminato l’anno scolastico in relazione al quale era stato proposto il ricorso, non scalfisce l’attualità dell’interesse della parte ricorrente in relazione … Continua a leggere

Per il C.G.A., il termine per impugnare i titoli abilitativi ottenuti dai vicini decorre – salvo peculiari e specifiche situazioni contingenti – solo dal momento in cui lo stato di avanzamento dei lavori riveli in modo certo e univoco le essenziali caratteristiche dell’opera realizzanda: ossia, di norma, dal termine dei lavori (finiture escluse).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 febbraio 2013, n. 247) «[S]i è sostenuto che il termine impugnatorio decorra – in caso di impugnazione di provvedimenti edilizi rilasciati a soggetti terzi – non già dalla data di ultimazione dell’opera, bensì da quella dell’inizio dei lavori, perché esso sarebbe sufficiente a radicare la piena … Continua a leggere

Accesso ai documenti e profili di riservatezza: sulla schermatura dei dati e sui riflessi processuali di tale modalità di ostensione dei documenti.

(Tar Campania, Napoli, sez. VI, 22 febbraio 2013, n. 1060) «[L’]accesso è stato illegittimamente negato e va, quindi, consentito. Resta da individuarne i confini. 6a- Al riguardo va in premessa evidenziato che il ricorso è stato notificato alla sola [Amministrazione resistente] e che (ancorchè alcuna eccezione sia stata, non a caso, formulata in proposito) non … Continua a leggere

La class action nei confronti della Pubblica Amministrazione non sfugge ai comuni principi in materia di domanda giudiziale, e, dunque, alla regola che questa debba essere sufficientemente determinata nel suo petitum, in relazione al contenuto dell’azione ed alla sua finalità.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 3 settembre 2012, n. 7483) «[I]l d. lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, introducendo una fattispecie processuale identificata come class action, all’art. 1 prevede, per quanto qui di rilievo, che, “al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio”, i titolari di interessi … Continua a leggere

Non esiste alcun profilo astrattamente ostativo alla proponibilità dell’azione ex art. 31 c.p.a. rispetto al procedimento per l’emanazione di atti generali, pianificatori e normativi, ferma restando la necessità di verificare, in concreto, la sussistenza della legittimazione attiva in capo al ricorrente.

(Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana, 19 aprile 2012, n. 396) «In primo luogo, è lo stesso dato normativo a smentire che l’art. 2 (il cui comma 8, anche nel testo vigente all’epoca della vicenda in esame, consente il ricorso all’azione ex art. 31 c.p.a., già art. 21-bis legge 6 dicembre 1971, n. … Continua a leggere

Sull’operatività ex tunc del provvedimento di ratifica.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 9 febbraio 2012, n. 1298) «Come noto, la ratifica è un istituto predisposto esclusivamente nell’interesse dell’organo ordinariamente competente e ha lo scopo di consentirgli di valutare l’operato dell’organo che ha agito in via di urgenza, appropriandosi o meno degli effetti prodotti dall’atto d’urgenza; peraltro, il provvedimento di ratifica si … Continua a leggere

La persona del responsabile del procedimento, di norma, è da ritenersi irrilevante ai fini della legittimità del provvedimento, né l’articolo 8 della legge n. 241/1990 dispone alcunché in ordine ai mutamenti di tale soggetto.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 26 gennaio 2012, n. 351) Il Consiglio di Stato ha confermato il rigetto della censura per la quale l’indebita sostituzione del responsabile del procedimento avrebbe implicato la violazione dell’articolo 8 della legge n. 241/1990, che, nella tesi del ricorrente, consentirebbe la sostituzione solo in casi specifici di forza maggiore. Infatti, … Continua a leggere

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