Giustizia amministrativa, Risarcimento del danno

Anche nel regime anteriore all’entrata in vigore del c.p.a. (art. 30, co. 5), la domanda risarcitoria può essere introdotta in un momento successivo alla proposizione della presupposta domanda di annullamento, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2012, n. 3444)

«[A]llorché una domanda risarcitoria non sia stata formulata congiuntamente alla presupposta domanda impugnatoria, nulla osta a che la prima venga introdotta in un momento successivo, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa.
In questo senso è del resto esplicito, oggi, l’art. 30, comma 5, CPA, che ammette espressamente che la domanda risarcitoria possa essere introdotta anche “nel corso del giudizio” di annullamento. Ma per questa parte la norma codicistica non può essere reputata innovativa, dal momento che anteriormente non esisteva alcuna regola che precludesse una simile iniziativa (v. infatti, proprio nel senso di siffatta possibilità, C.d.S., VI, 29 novembre 2002, n. 6575; 15 febbraio 2001, n. 805).
Si poteva solo ipotizzare, in ragione delle istanze logiche sottese alla c.d. pregiudiziale amministrativa, l’esistenza di una temporanea improcedibilità della domanda risarcitoria fino alla definizione del giudizio impugnatorio. Nella specie, tuttavia, il primo Giudice si è pronunziato sulla domanda risarcitoria solo dopo che la decisione sull’impugnativa era diventata definitiva
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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