Giustizia amministrativa

Per il Tar Abruzzo, il meccanismo dilatorio previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996 – che si basa sulla notifica del titolo in forma esecutiva – è ormai inapplicabile al giudizio di ottemperanza, poiché, per quest’ultimo, la necessità dell’apposizione della formula esecutiva è esclusa dall’art. 115, comma 3 c.p.a.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 11 ottobre 2012, n. 658)

«Deve, innanzi tutto, essere esaminata l’eccezione pregiudiziale con cui l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha dedotto l’inammissibilità del ricorso perché proposto prima del termine dilatorio previsto dall’art. 14 D.L. n. 669/96, secondo cui “le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l’obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non ha diritto di procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto”.
L’eccezione è infondata per le ragioni di seguito illustrate.
Non ignora il collegio il serrato dibattito giuridico sorto negli ultimi anni circa l’applicabilità o meno al giudizio di ottemperanza della citata dilazione temporale, con una giurisprudenza sostanzialmente divisa, che per la tesi affermativa ha richiamato la finalità generale della disposizione de qua, preordinata alla tutela, allo sviluppo ed alla correzione dell’andamento dei conti pubblici (in un contesto di eadem ratio di questo giudizio con quello di esecuzione forzata previsto dal codice di procedura civile, entrambi incentrati sull’adempimento dell’obbligazione pecuniaria scaturente dal comando del giudice cfr. Tar Lazio 531/2008, T.A.R. Campania Salerno, sezione II, 21 dicembre 2005, n. 2956 e T.A.R. Veneto Venezia, sez. I, 12 giugno 2003, n. 3302); di contro, per la tesi negativa si è invece sostenuto che il divieto previsto dalla disposizione in esame (mirato ad accordare alle amministrazioni statali e agli enti pubblici non economici, attraverso il differimento dell’esecuzione, uno “spatium adimplendi” per la preparazione dei mezzi finanziari occorrenti al pagamento dei crediti azionati, al fine di scongiurare la paralisi dell’attività amministrativa derivante dai ripetuti pignoramenti di fondi) non avrebbe alcuna ragione di essere esteso al giudizio di ottemperanza, le cui peculiarità procedimentali garantirebbero la finalità perseguita dalla norma in questione (funditus, tar campania 7540/2006). A favore di questo orientamento si è peraltro pronunciata anche la cassazione in relazione al giudizio di ottemperanza in materia tributaria (20202/2010 sez tributaria).
Non sono mancate poi tesi intermedie mirate a ravvisare nell’articolo 14 c. 1 D.L. 669/1996 una condizione di procedibilità e non di ammissibilità.
Ritiene peraltro il collegio che la questione possa essere definitivamente risolta nel senso della inapplicabilità della disposizione in esame al giudizio di ottemperanza, in relazione alle novità legislative che hanno riguardato tale istituto dopo l’entrata in vigore del CPA.
Infatti, l’art. 115 c. 3 del predetto codice statuisce che “ai fini del giudizio di ottemperanza di cui al presente Titolo non è necessaria l’apposizione della formula esecutiva”.
Ora, poiché il meccanismo dilatorio previsto dall’ art. 14 comma 1 del D.L. 669/1996 si basa proprio sulla doverosa notifica del titolo in forma esecutiva, resta inteso che tale meccanismo risulta ormai inapplicabile al giudizio di ottemperanza, per il quale il legislatore non prevede più la necessaria apposizione della formula esecutiva
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

2 pensieri su “Per il Tar Abruzzo, il meccanismo dilatorio previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996 – che si basa sulla notifica del titolo in forma esecutiva – è ormai inapplicabile al giudizio di ottemperanza, poiché, per quest’ultimo, la necessità dell’apposizione della formula esecutiva è esclusa dall’art. 115, comma 3 c.p.a.

  1. C’è un errore di digitazione nel titolo dell’articolo che riporta come numero di articolo di riferimento il 155 anzichè 115.

    –
cordialmente,

    tiziano solignani, da  Mac
    http://blog.solignani.it

    Pubblicato da Tiziano Solignani | 11 maggio 2013, 10:50
  2. Grazie per la segnalazione!

    Pubblicato da Avv. Daniele Majori | 12 maggio 2013, 12:08

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