Appalti pubblici, Contratti pubblici

Qualora venga esteso all’offerta economica, l’obbligo di allegazione del documento di identità si traduce in una formalità eccessiva e superflua, sia perché l’offerta in questione non possiede valore giuridico di “autocertificazione”, sia perché l’allegazione di copia del documento di identità è ordinariamente già prescritta all’interno delle altre buste, sigillate e controfirmate sui lembi di chiusura, così come il plico generale che le contiene.

(Consiglio di Stato, sez. V, 20 dicembre 2013, n. 6125)

«[O]sserva il Collegio come l’obbligo di allegazione del documento di identità stabilito dall’art. 38 comma 3 del D.P.R. n. 445/2000 si riferisca alle istanze e dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre alla Pubblica Amministrazione e come, pertanto, un tale obbligo non possa in linea di principio essere imposto per le dichiarazioni di volontà di natura negoziale, tra le quali rientra l’offerta economica.
In altri termini, l’offerta economica non ha natura di dichiarazione sostitutiva né di istanza diretta all’Amministrazione,essendo la volontà di partecipazione al procedimento già stata espressa con separato atto ,esso sì soggetto alla prescrizione dell’allegazione di copia del documento d’identità con effetti preclusivi.
Ne discende che, qualora venga esteso alla parte economica dell’offerta l’obbligo di allegazione del documento di identità,tale incombente si traduce in una formalità eccessiva e superflua, sia perché l’offerta in questione non possiede valore giuridico di “autocertificazione” come già precisato, sia perché l’allegazione di copia del documento di identità è ordinariamente già prescritta all’interno delle altre buste, sigillate e controfirmate sui lembi di chiusura, così come il plico generale che le contiene.
E dette formalità scongiurano ogni possibile incertezza sull’attribuibilità delle dichiarazioni e degli altri atti ivi acclusi.
Ciò posto, la clausola in questione ,che sanziona con l’esclusione il concorrente per il solo fatto di aver omesso l’allegazione all’offerta economica di copia del documento d’identità, si appalesa illegittima, imponendo un onere non giustificato.
E ciò a prescindere dal fatto che la clausola de qua sia stata o meno chiaramente formulata ,siccome non direttamente contenuta in una specifica norma del bando di gara, ma solo nelle istruzioni apposte in calce al modello A1 allegato a quest’ultimo.
Nella specie,peraltro,è incontroverso che
[la ditta esclusa] abbia comunque allegato una copia del documento d’identità sia alla documentazione tecnica,sia alla documentazione amministrativa contenente l’istanza di partecipazione alla gara.
Non v’è dubbio,pertanto,come la sua esclusione risulti non solo frutto di una illegittima applicazione all’offerta economica di un adempimento previsto dal D.P.R. n. 445/2000 per altra fattispecie, ma altresì illogica ed irragionevole, siccome frutto di un mero formalismo contrario al generale principio del favor partecipationis che presidia la materia de qua.
Del resto, la giurisprudenza della Sezione ha già avuto modo di precisare più volte che “l’offerta economica non è né una istanza, né una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, tal ché l’art. 38, comma 3, del d.P.R. n. 445/00, secondo cui le dichiarazioni sostitutive debbono essere presentate unitamente a copia fotostatica di un documento di identità del dichiarante, non può trovare applicazione ”, per cui “ l’avvenuta produzione della fotocopia del documento di identità del sottoscrittore della offerta economica “in altro plico “ è idonea a soddisfare l’interesse della stazione appaltante di disporre di un’adeguata certezza in ordine alla provenienza della offerta economica –e delle contestuali incorporate dichiarazioni di impegno- del firmatario della offerta medesima” , con la conseguenza che è “ illegittima l’esclusione di una ditta ….con riferimento al fatto che ,contrariamente a quanto prescritto dal bando,all’offerta economica non è stata acclusa una copia del documento d’identità,nel caso in cui la mancanza della copia…..possa essere compensata dalla presenza di due copie di tale documento nella documentazione allegata alla domanda di partecipazione della ditta stessa…..In tale ipotesi infatti l’Amministrazione….non può escludere la ditta …costituendo l’omissione una mera irregolarità,potendo invece chiedere un’integrazione della documentazione” (Cons. Stato, Sez. V, 6 giugno 2012, n. 3339 ; 5 marzo 2001,n. 1267 ).
Correttamente pertanto il primo giudice,dopo aver osservato che in presenza di una clausola equivoca “soccorre,nella materia de qua,il principio del favor partecipationis”,ha comunque precisato che “nella fattispecie…sono stati introdotti nel procedimento,ancorchè a riguardo di altra documentazione pure prescritta,due documenti d’identità che,in assenza di elementi contrari,non v’è ragione per negare la loro riconducibilità anche alla documentazione relativa all’offerta economica senza incorrere in un vieto formalismo”
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.