Appalti pubblici, Contratti pubblici, Procedimento amministrativo

Il Tar Reggio Calabria osserva che l’art. 48, comma 2 d.lgs. n. 163/2006 non è univoco nel disciplinare il termine “ad quem” della presentazione della documentazione da parte dell’aggiudicatario e del secondo concorrente in graduatoria non prima sorteggiati (dovendosi inferire dal rinvio al primo comma l’applicabilità alla fattispecie disciplinata dal secondo comma del termine finale di dieci giorni per la presentazione dei documenti), con la conseguenza che è possibile che, come nel caso di specie, l’ufficio procedente assegni un termine maggiore; ma in ogni caso, non può farsi carico alla concorrente che osserva tale termine una qualsiasi responsabilità per il ritardo, dal momento che quest’ultima versa in errore scusabile per fatto della stessa stazione appaltante.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 8 novembre 2013, n. 603)

«In linea di principio, è condivisibile la prospettazione da cui parte la censura della parte ricorrente incidentale, circa la natura perentoria del termine di dieci giorni di cui all’art. 48 comma 2 del codice dei contratti, riconosciuta dalla giurisprudenza prevalente (cfr. da ultimo TAR Bari, Puglia, I, 24 gennaio 2013, nr. 78, TAR Roma, Lazio, III, 7 luglio 2012, nr. 6182).
Tuttavia, è stato lo stesso RUP a fissare, nel caso specifico, un termine maggiore di quello prescritto dalla legge (quindici giorni in luogo di dieci), con ciò costituendo un’ evidente ragione di scusabilità del superamento del termine, che nel presente giudizio è dirimente per le ragioni ampiamente esposte dalla difesa della ricorrente Paolo Beltrami s.p.a. (v. memoria del 6 maggio 2013).
A tale proposito, osserva il Collegio che l’art. 48 comma 2 del dlgs 163/2006 prevede che “La richiesta di cui al comma 1 è, altresì, inoltrata, entro dieci giorni dalla conclusione delle operazioni di gara, anche all’aggiudicatario e al concorrente che segue in graduatoria, qualora gli stessi non siano compresi fra i concorrenti sorteggiati…”.
La norma dunque non è univoca nel disciplinare il termine “ad quem” della presentazione della documentazione da parte dell’aggiudicatario e del secondo concorrente in graduatoria non prima sorteggiati (dovendosi inferire dal rinvio al primo comma l’applicabilità alla fattispecie disciplinata dal secondo comma del termine finale di dieci giorni per la presentazione dei documenti), con la conseguenza che è possibile che, come nel caso di specie, l’ufficio procedente assegni un termine maggiore; ma in ogni caso, non può farsi carico alla concorrente che osserva tale termine una qualsiasi responsabilità per il ritardo, dal momento che quest’ultima versa in errore scusabile per fatto della stessa Stazione appaltante
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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