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Il procedimento disciplinare nei confronti del personale militare in seguito a sentenza penale deve essere instaurato o ripreso a decorrere dalla data di intervenuta conoscenza integrale della sentenza che conclude definitivamente e complessivamente il processo penale, non assumendo alcun rilievo, ai fini della determinazione del dies a quo, il passaggio in giudicato di precedenti sentenze con riferimento a singoli capi di imputazione.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 13 settembre 2022, n. 14) «[L’]amministrazione non ha proceduto ad avviare il procedimento disciplinare dopo la pronuncia della Corte d’Appello passata (parzialmente) in giudicato, circostanza di cui aveva conoscenza, ma ha avviato detto procedimento solo quando è stata definito l’intero processo penale. Di qui la rilevanza della questione, poiché: – … Continua a leggere

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Nelle procedure ad evidenza pubblica, il termine di 18 mesi per l’annullamento in autotutela ex art. 21-nonies l. n. 241/1990 non decorrere dal bando di gara, ma solo dall’affidamento dell’appalto.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 3 giugno 2020, n. 399) «[L’]originario ricorso introduttivo ha trovato accoglimento sul rilievo che l’esercizio dell’autotutela sarebbe stato viziato dal mancato rispetto del “termine ragionevole” di cui all’art. 21 nonies della legge n. 241/1990, quantificato in diciotto mesi dalla legge n. 124/2015: termine, quest’ultimo, che il T.A.R. … Continua a leggere

Regolarizzazione della cauzione provvisoria: il termine che la stazione appaltante assegna al concorrente – pur se perentorio nella logica dell’art. 38, comma 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 – deve ritenersi prorogabile a fronte di un’espressa richiesta di proroga e dell’impossibilità oggettiva della produzione della documentazione richiesta (nella fattispecie dimostrata dalla ricorrente; il Tar ha peraltro annullato, oltre all’esclusione, anche l’irrogazione della sanzione pecuniaria, alla luce dell’assenza di imputabilità soggettiva della violazione sanzionata, giustificata dall’incertezza del quadro normativo e dalla non chiara formulazione del disciplinare di gara).

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 9 giugno 2016, n. 767) «Come evidenziato nell’ordinanza cautelare di questo T.A.R. n. 470/2015 (resa nel giudizio r.g. n. 944/2015), l’art. 38, comma 2 bis dlgs n. 163/2006 richiede un coefficiente di imputabilità soggettiva della violazione sanzionata (“… che vi ha dato causa …”). Nel caso di specie detta imputabilità … Continua a leggere

Il Tar Reggio Calabria osserva che l’art. 48, comma 2 d.lgs. n. 163/2006 non è univoco nel disciplinare il termine “ad quem” della presentazione della documentazione da parte dell’aggiudicatario e del secondo concorrente in graduatoria non prima sorteggiati (dovendosi inferire dal rinvio al primo comma l’applicabilità alla fattispecie disciplinata dal secondo comma del termine finale di dieci giorni per la presentazione dei documenti), con la conseguenza che è possibile che, come nel caso di specie, l’ufficio procedente assegni un termine maggiore; ma in ogni caso, non può farsi carico alla concorrente che osserva tale termine una qualsiasi responsabilità per il ritardo, dal momento che quest’ultima versa in errore scusabile per fatto della stessa stazione appaltante.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 8 novembre 2013, n. 603) «In linea di principio, è condivisibile la prospettazione da cui parte la censura della parte ricorrente incidentale, circa la natura perentoria del termine di dieci giorni di cui all’art. 48 comma 2 del codice dei contratti, riconosciuta dalla giurisprudenza prevalente (cfr. da ultimo TAR Bari, Puglia, … Continua a leggere

Nell’impianto della l. n. 47/1985, il decorso del termine per la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di condono è collegato ad una condizione di effettività, ossia alla concreta possibilità da parte del Comune di esaminare nel merito la domanda: è dunque il mancato esercizio di questo potere che viene sanzionato con la decadenza per il decorso del termine stabilito, tutte le volte in cui (e nei limiti in cui) esso si rivela sostanzialmente ingiustificabile.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 17 luglio 2013, n. 470) «Il Comune […], nel costituirsi in giudizio, ha eccepito [….] l’inammissibilità del ricorso, in quanto non potrebbe ritenersi formato il silenzio – assenso in relazione alle istanze di condono presentate dalla controinteressata. Ciò in ragione del fatto che [l’istante, odierna controinteressata] ha dichiarato che l’ultimazione dell’edificio … Continua a leggere

L’Amministrazione deve in ogni caso determinarsi espressamente sulla domanda di permesso di costruire, entro il termine legalmente assegnatole per la conclusione del procedimento di cui all’art. 20 T.U. 6 giugno 2001, n. 380.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 aprile 2012, n. 2302) «L’art. 20 T.U. 6 giugno 2001 n. 380, prevede che le domande di permesso di costruire debbano essere esaminate e definite entro termini ben definiti, trascorsi i quali, in base al disposto del comma 9, sulla domanda si forma il silenzio-rifiuto. Trascorso il predetto termine … Continua a leggere

Il termine di durata del permesso di costruire è prorogabile solamente nei casi in cui possa ritenersi sopravvenuto un “factum principis” ovvero l’insorgenza di una causa di forza maggiore.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 23 febbraio 2012, n. 974) «Il secondo comma dell’art. 15 del t.u. 6 giugno 2001 n. 380 prevede che: ”Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i … Continua a leggere

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