Accordi amministrativi

L’applicazione della disciplina civilistica delle obbligazioni agli impegni contenuti negli accordi tra amministrazioni dipende dal contenuto degli accordi e delle singole clausole contenute negli stessi.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 giugno 2014, n. 3194)

«[I]l comma 2 del già citato art. 15 della legge n. 241 del 1990 prevede, in generale, che anche agli accordi fra amministrazioni si applichino, se compatibili con la natura degli stessi, le disposizioni dettate dall’articolo 11, commi 2 e 3 per gli accordi che, ai sensi dello stesso articolo 11, hanno il fine di determinare il contenuto discrezionale di un provvedimento ovvero di sostituirlo.
Pertanto anche agli accordi fra amministrazioni, disciplinati dall’art. 15 della legge n. 241 del 1990 e da specifiche discipline di settore, possono applicarsi «i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili» (art. 11, comma 2 della legge n. 241).
10.- L’applicazione della disciplina civilistica delle obbligazioni dipende peraltro dal contenuto degli accordi e delle singole clausole contenute negli stessi.
Gli accordi fra amministrazioni possono avere, infatti, contenuti molto diversi ed essere, prevalentemente, di natura politico istituzionale (come gli accordi quadro e i protocolli d’intesa fra Ministri o fra Ministri e Presidenti di Regione), che necessitano di successivi molteplici atti per il perseguimento in concreto degli obiettivi comuni indicati, o essere viceversa molto dettagliati nella definizione dei reciproci impegni, come quando sono sottoscritti al fine di risolvere singole problematiche comuni di carattere gestionale.
Accordi e protocolli d’intesa possono coinvolgere poi anche soggetti privati come nelle intese istituzionali di programma, gli accordi di programma quadro, i patti territoriali, i patti d’area in cui soggetti pubblici diversi (Stato, Regioni, amministrazioni locali) e anche soggetti privati concordano l’uso di risorse delle quali hanno la disponibilità per lo sviluppo di determinati ambiti settoriali o di determinate aree territoriali impegnandosi, anche con strumenti paracivilistici, al reciproco rispetto dei diritti e dei doveri contenuti negli accordi.
10.1- Se il protocollo d’intesa ha un contenuto prevalentemente politico istituzionale all’eventuale mancata attuazione di uno degli impegni assunti non potrà che provvedersi con modalità istituzionali. Infatti, tali protocolli d’intesa non contengono, normalmente, clausole idonee ad assumere rilievo anche sul piano civilistico.
10.2.- Viceversa il mancato adempimento di un impegno assunto in un protocollo d’intesa riguardante la gestione comune di un servizio pubblico può comportare anche conseguenze di natura civilistica.
10.3.- In uno stesso protocollo d’intesa possono poi individuarsi disposizioni più o meno cogenti e, normalmente, gli stessi protocolli d’intesa prevedono le conseguenze per il mancato rispetto di una o più delle clausole contenute nell’accordo sottoscritto
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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