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giudice ordinario

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Diritto di sopraelevazione, rilascio del titolo abilitativo edilizio e opposizione dei condomini: i limiti al diritto di sopraelevazione, previsti nel secondo e terzo comma dell’art. 1127 cod. civ., assumono carattere assoluto solo per quanto concerne il profilo statico dell’edificio, residuando la possibilità di eventuali opposizioni dei condomini per le diverse ragioni di ordine architettonico o di notevole diminuzione di aria o di luce ai piani sottostanti, in ordine alle quali, tuttavia, le controversie ricadono nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di questioni prettamente civilistiche, senza compromissioni nella sede amministrativa, ove il rilascio del titolo abilitativo edilizio deve ritenersi conseguibile fatti salvi i diritti dei terzi.

(Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, 6 febbraio 2017, n. 45) «Il diritto di sopraelevare (art. 1127 cod. civ.) spetta ex lege al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio, o al proprietario esclusivo del lastico solare, e non necessita di alcun riconoscimento da parte degli altri condomini. Peraltro, l’art. 1120 cod. civ. trova unicamente applicazione alle … Continua a leggere

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E’ illegittimo il DURC negativo rilasciato – dopo l’entrata in vigore del d.m. 30 gennaio 2015 – per un debito inferiore a 150 euro, con illegittimità derivata di tutti gli atti conseguenti della procedura di gara (nella fattispecie, il Tar ha specificato che – non essendo in contestazione il contenuto del DURC, ma la qualificazione giuridica in termini di gravità dell’accertato debito contributivo e la sua incidenza sulla partecipazione a una procedura di evidenza pubblica – il DURC ben può formare oggetto di cognizione incidenter tantum da parte del g.a.).

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 12 novembre 2015, n. 512) «Prima di affrontare il tema della (non) gravità della violazione contributiva contestata all’aggiudicatario provvisorio, questo Tribunale ritiene opportuno delimitare il proprio ambito di cognizione e l’efficacia del proprio pronunciamento. Invero, il ricorrente impugna una pluralità di atti, tra i quali anche il DURC sulla … Continua a leggere

Le inesattezze o gli errori contenuti nel DURC possono essere corretti solo dal giudice ordinario, all’esito della proposizione della querela di falso o a seguito di un’ordinaria controversia in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria; quanto all’art. 31, co. 8, d.l. n. 69/2013, conv. con l. n. 98/2013, e all’art. 7 DM 24 ottobre 2007 – recanti previsioni inerenti al cosiddetto invito alla regolarizzazione – si tratta di disposizioni che si riferiscono agli enti preposti al rilascio del DURC e non impongono alla stazione appaltante di effettuare indagini in ordine alle modalità di rilascio di tale certificazione.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 15 settembre 2015, n. 11250) «[L]a procedura aperta oggetto di causa, è stata indetta con il bando di gara pubblicato sulla GURI del 30 luglio 2012, serie speciale contratti, per l’affidamento, da parte del Ministero dell’Interno e l’Agenzia del Demanio (Stazioni appaltanti), del servizio di recupero, custodia ed acquisto … Continua a leggere

La notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, non incide sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, ma impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest’ultimo – ove l’omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell’espropriante nell’accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione – a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell’indennità: il proprietario effettivo, dunque, non può né deve impugnare gli atti espropriativi emessi nei confronti del proprietario catastale, atti che restano validi ed efficaci, ma può proporre opposizione alla stima dell’indennità avanti al giudice ordinario e richiedere, se del caso, l’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata liquidazione in ipotesi di colpa dell’espropriante.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 marzo 2015, n. 1139) «Le censure dell’appellante colgono nel segno, seppure per le ragioni che ora si esporranno, ma la loro parziale correttezza, nondimeno, non conduce all’accoglimento delle domande respinte dal primo giudice e qui riproposte. 10. L’appellante, occorre qui osservare, sull’assunto di essere proprietaria effettiva del bene ablato … Continua a leggere

E’ ammissibile un ricorso in materia elettorale supportato da dichiarazioni sostitutive di atto notorio ad esso allegate, anche se le contestazioni riferite nelle suddette dichiarazioni non siano state messe a verbale nel corso delle operazioni elettorali, a condizione, però, che si dimostri, con la querela di falso, che tale incompletezza si risolve in realtà in una falsa attestazione implicita (nella fattispecie, il Tar ha rilevato che la contestazione in ordine al dato numerico contenuto del verbale sezionale, ancorché derubricata dal ricorrente a “mero errore di trascrizione”, implica comunque un accertamento in ordine alla sua “non corrispondenza” con il risultato della tabella di scrutinio, che si risolve pur sempre ed inevitabilmente nella valutazione della sua falsità, intesa come “non fedele” rappresentazione di un certo dato storico che il pubblico ufficiale attesta essere stato verificato in sua presenza e che il ricorrente assumeva, invece, essere diverso dal dato reale).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 11 febbraio 2015, n. 417) «Cita, il ricorrente, giurisprudenza del Consiglio di Stato affermante la non necessità della proposizione delle querela di falso allorquando venga “dedotta la sussistenza di un mero errore materiale, commesso dal verbalizzante nella trascrizione dei dati relativi alle preferenze rivenienti dal semplice scrutinio delle schede, agevolmente … Continua a leggere

La scansione procedimentale prevista per l’esercizio del recesso della stazione appaltante ex art. 134 d.lgs. n. 163/2006 non sottrae la relativa controversia alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di disciplina legislativa che comunque configura tra le parti una posizione paritetica, né, del resto, la strutturazione di detto articolo 134 preclude al giudice ordinario di definire il proprio giudizio anche con riguardo al contenuto del contraddittorio procedimentale precedentemente instauratosi tra le parti e al loro concreto operato.

(Consiglio di Stato, sez. V, 30 luglio 2014, n. 4025) «[Ad avviso dell’appellante] il collegamento tra il comma 3 e le altre previsioni dell’art. 134 del D.L.vo 163 del 2006 non lascerebbero dubbi in ordine alla circostanza che la dichiarazione di recesso da parte dell’Amministrazione debba essere preceduta da una fase che si apre con … Continua a leggere

Ancorché vengano in questione atti presupposti, anche di natura organizzativa, relativi alla determinazione (ovvero alla trasformazione) delle piante organiche, sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario, che – con gli strumenti conferitigli dall’ordinamento (anche in funzione dell’accertamento di eventuali responsabilità individuali) – è in grado di apprestare piena ed effettiva tutela alle posizioni giuridiche sostanziali, riconosciute dalle norme legali o contrattuali, per la cui tutela si adisce la sua giurisdizione, coinvolgendo anche l’atto amministrativo presupposto di cui sia applicativo l’atto di gestione del rapporto di lavoro ed accentrando avanti a sé il controllo che, in tal guisa, è esteso in via incidentale anche all’atto amministrativo, senza effetti di giudicato di annullamento.

(Tar Campania, Napoli, sez. V, 5 dicembre 2013, n. 5597) «In via preliminare la Sezione ritiene di confermare il proprio orientamento (1.12.2011, n.5632; 29.3.2011, nn.1829 e 1828; 4.3.2010, n.1303) secondo cui il Tribunale adito difetta di giurisdizione a conoscere della pretesa azionata. 2.1 In particolare – preso atto che con il presente ricorso e con … Continua a leggere

Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere

La sottrazione al controllo giurisdizionale degli atti a contenuto tecnico sportivo trova una deroga solo nel caso di rilevanza per l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con l’ordinamento sportivo.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 19 giugno 2013, n. 6193) «Ritenuto che nell’esame delle diverse eccezioni dedotte dalla Federazione Italiana Pallacanestro il Collegio deve dare la priorità a quella relativa al proprio difetto di giurisdizione, e ciò in quanto le statuizioni sul rito costituiscono manifestazione di potere giurisdizionale, di pertinenza esclusiva del giudice dichiarato … Continua a leggere

Il pubblico dipendente può impugnare dinnanzi al giudice amministrativo gli atti di macro-organizzazione solo allorché tali provvedimenti non costituiscano il presupposto di un atto di gestione del rapporto di lavoro, che in quanto tale va ad incidere direttamente sugli interessi connessi alla posizione lavorativa del dipendente.

(Tar Piemonte, sez. II, 27 settembre 2012, n. 1006) «La norma-chiave per ricostruire la problematica sulla giurisdizione è l’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 la quale così dispone: “Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche … Continua a leggere

Quanto al riparto di giurisdizione in materia di sanzioni amministrative, è necessario – tra l’altro – distinguere tra sanzioni punitive e misure ripristinatorie, riconoscendo solo nel secondo caso la giurisdizione del giudice amministrativo.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 giugno 2012, n. 3786) «E’ pacifico il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine all’impugnativa del procedimento sanzionatorio disciplinato dalla l. n. 689 del 1981. Il collegio osserva sul punto (conformemente alla consolidata giurisprudenza della Corte di cassazione e di questo Consiglio, cfr., ex plurimis, Cass. civ., sez. … Continua a leggere

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