Appalti pubblici, Contratti pubblici

E’ illegittimo il DURC negativo rilasciato – dopo l’entrata in vigore del d.m. 30 gennaio 2015 – per un debito inferiore a 150 euro, con illegittimità derivata di tutti gli atti conseguenti della procedura di gara (nella fattispecie, il Tar ha specificato che – non essendo in contestazione il contenuto del DURC, ma la qualificazione giuridica in termini di gravità dell’accertato debito contributivo e la sua incidenza sulla partecipazione a una procedura di evidenza pubblica – il DURC ben può formare oggetto di cognizione incidenter tantum da parte del g.a.).

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 12 novembre 2015, n. 512)

«Prima di affrontare il tema della (non) gravità della violazione contributiva contestata all’aggiudicatario provvisorio, questo Tribunale ritiene opportuno delimitare il proprio ambito di cognizione e l’efficacia del proprio pronunciamento.
Invero, il ricorrente impugna una pluralità di atti, tra i quali anche il DURC sulla base del quale la stazione appaltante ha regolato le proprie – contestate – determinazioni. Sennonché il DURC si sostanzia in una dichiarazione di scienza, si configura cioè come un atto di certificazione o di attestazione avente carattere meramente dichiarativo di dati in possesso dell’Ente previdenziale, assistito da pubblica fede ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 2700 Cod. civ. (cfr., ex plurimis, T.A.R. Campania – Napoli, Sez. IV^, sentenza n. 1493/2015).
Il che comporta che eventuali errori di contenuto del DURC (an e/o quantum del debito contributivo) possono essere corretti esclusivamente dal Giudice ordinario attraverso lo strumento della querela di falso ovvero in sede di ordinaria controversia in materia di previdenza e assistenza obbligatoria (cfr., T.A.R. Puglia – Lecce, Sez. I^, sentenza n. 415/2015).
7.2. Nondimeno, quando non è in contestazione il contenuto del DURC, ovverosia la sussistenza o l’ammontare del debito contributivo, ma è in contestazione – come nel caso di specie – la qualificazione giuridica in termini di gravità, ai sensi della normativa vigente, dell’accertato debito contributivo, e quando tale qualificazione finisce per incidere sulla partecipazione a una procedura di evidenza pubblica, assoggettata alla giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo, allora il DURC ben può formare oggetto di cognizione da parte di detto Organo giurisdizionale (cfr., T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II^, sentenza n. 11095/2015).
Si tratta, peraltro, di una cognizione incidenter tantum, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, Cod. proc. amm., come tale priva di effetti costitutivi (cfr., C.d.S., Sez. V^, sentenza n. 781/2015; C.d.S., Sez. VI^, sentenza n. 2219/2015).
8. Fatta questa premessa metodologica occorre considerare che il D.M. del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 30.01.2015, pubblicato nella G.U. del 1°.06.2015, all’articolo 3, comma 3, stabilisce che non possa essere considerata irregolare la posizione dell’impresa che abbia maturato uno scostamento tra il dovuto e il versato non superiore a €uro 150,00.
La disposizione, ai sensi dell’articolo 10, comma 5, del medesimo D.M., è assoggettata al termine ordinario quindicinale di vacatio legis fissato dall’articolo 10, primo comma, delle cd. Preleggi: essa è dunque entrata in vigore il 16.06.2015.
9. Risulta dalla documentazione versata in atti ovvero acquisita all’esito dei disposti incombenti istruttori che il debito contributivo dell’impresa ricorrente ammontava a €uro 130,00 e che si è originato in conseguenza del ritardo, rispetto al termine di durata del relativo procedimento, nell’accertamento di un controcredito in capo all’impresa medesima di €uro 260,00 da porre in compensazione.
10. Ne consegue che illegittimamente il DURC, rilasciato in data 19.06.2015, ovverosia successivamente all’entrata in vigore dell’articolo 3, comma 3, D.M. 30.01.2015, ha indicato la sussistenza di una situazione di irregolarità, non raggiungendo il debito (anche a non voler considerare il controcredito) la soglia minima di €uro 150,00.
11.1. L’illegittimità del DURC negativo rilasciato alla stazione appaltante ai fini della verifica del possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura di evidenza pubblica determina l’illegittimità per derivazione di tutti gli atti conseguenti della procedura medesima, qui singolarmente e specificatamente impugnati
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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