Espropriazione per pubblica utilità, Risarcimento del danno

La notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, non incide sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, ma impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest’ultimo – ove l’omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell’espropriante nell’accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione – a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell’indennità: il proprietario effettivo, dunque, non può né deve impugnare gli atti espropriativi emessi nei confronti del proprietario catastale, atti che restano validi ed efficaci, ma può proporre opposizione alla stima dell’indennità avanti al giudice ordinario e richiedere, se del caso, l’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata liquidazione in ipotesi di colpa dell’espropriante.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 marzo 2015, n. 1139)

«Le censure dell’appellante colgono nel segno, seppure per le ragioni che ora si esporranno, ma la loro parziale correttezza, nondimeno, non conduce all’accoglimento delle domande respinte dal primo giudice e qui riproposte.
10. L’appellante, occorre qui osservare, sull’assunto di essere proprietaria effettiva del bene ablato non doveva né poteva impugnare il decreto di esproprio, non notificatole, come essa correttamente osserva, ma la mancata notifica di tale decreto non comporta le conseguenze, restitutorie e risarcitorie, che l’appellante stessa invoca e intende far valere avanti al giudice amministrativo.
11. Costituisce infatti ius receptum che la mancata notifica del decreto di esproprio al proprietario effettivo, che non risulti tale dalla documentazione catastale, impedisce il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima, ma non costituisce motivo di carenza del potere espropriativo, che legittimi il proprietario a chiedere il risarcimento del danno corrispondente al valore del bene, producendosi viceversa l’effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica (Cass., Sez. Un., 27.5.1999, n. 311).
12. In altri termini la notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, se non incide infatti sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest’ultimo, ove l’omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell’espropriante nell’accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione, a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell’indennità (Cass., sez. I, 12.5.2014, n. 10289).
13. Anche dall’attuale formulazione dell’art. 3 del d.P.R. 327/2001 si evince che, in linea generale, non possono essere prospettate violazioni delle norme afferenti alla comunicazione degli atti espropriativi e, quindi, violazione del principio di partecipazione al procedimento amministrativo, una volta che l’amministrazione abbia effettivamente disposto le comunicazioni in favore dei proprietari risultanti dai registri catastali (Cons. St., sez. IV, 26.2.2008 n. 677), salvo che l’Amministrazione non abbia “notizia dell’eventuale diverso proprietario effettivo”.
13.1. Riguardo a tale “notizia” – che, ai sensi dell’art. 3, comma 2, d.P.R. 327/2001, ove sussistente, impone all’Amministrazione di procedere alla comunicazione non già al proprietario “catastale” (secondo la regola generale) ma a quello “effettivo”, essendo quest’ultimo da essa conosciuto – occorre osservare che essa non può essere rappresentata, o essere comunque desunta, da un qualsivoglia atto che, in tempi ed in procedimenti diversi, sia comunque pervenuto alla pubblica amministrazione, ma deve essere correttamente intesa come una notizia recante l’emersione del “vero” proprietario, acquisita dalla pubblica amministrazione nell’ambito della medesima o in diversa procedura espropriativa o nel corso delle attività a questa propedeutiche.
13.2. È necessaria, quindi, una conoscenza dell’effettivo proprietario che sia certa, incombendo l’onere della prova della conoscenza su chi eccepisce l’illegittimità delle comunicazioni effettuate al proprietario “catastale”), e non solo astrattamente desumibile dalla presenza di un qualsivoglia atto, prodotto o acquisito in tempi e procedimenti diversi da quello espropriativo, al quale l’obbligo di comunicazione degli atti afferisce (v., ex plurimis, Cons. St., sez. IV, 16.9.2011, n. 5233).
14. Il proprietario effettivo, dunque, non può né deve impugnare gli atti espropriativi emessi nei confronti del proprietario catastale, atti che restano validi ed efficaci, diversamente da quanto ha ritenuto il T.A.R., ma può proporre opposizione alla stima dell’indennità, avanti al giudice ordinario, e richiedere, se del caso, l’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata liquidazione in ipotesi di colpa dell’espropriante.
15. Ciò non determina una cripto-espropriazione in danno del proprietario effettivo, come suggestivamente afferma l’appellante (p. 17 del ricorso), né una privazione del suo diritto di proprietà in violazione dell’art. 1, all. 1, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, poiché la legittimità della procedura espropriativa non viene meno né è contestabile laddove il decreto di esproprio sia stato notificato al proprietario catastale e non risultino elementi tali da lasciar ritenere all’Amministrazione che esso fosse diverso da quello effettivo, elementi che devono essere allegati e provati, rigorosamente, da quest’ultimo, il quale può comunque chiedere ed ottenere il serio ristoro costituito dall’indennità di esproprio, oltre all’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata corresponsione
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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