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Corte di Giustizia

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È legittima l’aggiudicazione di un appalto di servizi ad un concorrente che ha specificato i costi della manodopera solo in sede di soccorso istruttorio, se la modulistica predisposta dalla stazione appaltante non prevedeva alcun campo in cui inserire tali costi; e ciò, nel rispetto del principio dell’affidamento e della massima partecipazione (ed altresì di quanto sancito dall’art. 5 comma 2 del nuovo Codice dei contratti pubblici approvato con il d.lgs. n. 36 del 2023, sebbene non applicabile ratione temporis), nonché di quanto specificamente stabilito nella sentenza della Corte di giustizia UE, 2.5.2019, C-309/18.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 26 ottobre 2023, n. 2475) «Nella fattispecie per cui è causa, come dato atto dalla stessa ricorrente, il punto IV.3 del Disciplinare prevedeva che “l’operatore economico deve indicare nell’apposita sezione della busta economica, lo sconto percentuale offerto da applicare”, nonché “gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di … Continua a leggere

Istanza per il riconoscimento del titolo conseguito all’estero: l’Amministrazione ha l’obbligo di provvedere, conformandosi ai principi eurounitari di ragionevolezza e proporzionalità (sul tema, per tutte: Corte di Giustizia UE, sentenza 6 dicembre 2018, causa C-675/17, Hannes Preindl; sentenza 7 maggio 1991, causa C-340/89, Vlassopoulou; sentenza 13 novembre 2003, causa C-313/01, Morgenbesser), nonché a quelli enunziati dalle sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (cfr. nn. 18, 19, 20, 21 e 22 del 28-29 dicembre 2022) che hanno definito la questione.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Bis, 4 ottobre 2023, n. 14657) «L’oggetto del giudizio è rappresentato dalla mancata risposta a un’istanza proposta da parte ricorrente e diretta alle amministrazioni resistenti al fine di ottenere il riconoscimento di un titolo conseguito all’estero. Elementi necessari e sufficienti per ritenere la sussistenza di un silenzio rilevante ai fini … Continua a leggere

Sull’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione anche dopo l’introduzione dell’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990, in considerazione altresì delle regole del giusto procedimento amministrativo come delineato dal diritto eurounitario e della circostanza che, per la giurisprudenza della Corte di Giustizia, il difetto di motivazione rientra nella violazione delle forme sostanziali e costituisce un motivo di ordine pubblico da sollevarsi d’ufficio.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2023, n. 5592) «La possibilità di una tale integrazione è stata, in verità, sempre esclusa dalla giurisprudenza amministrativa prevalente poiché «senza una motivazione anteriore al giudizio, verrebbero frustrati gli apporti (oppositivi o collaborativi) del partecipante al procedimento, essendo la motivazione della decisione strettamente legata alle «risultanze dell’istruttoria», non … Continua a leggere

Sui limiti quantitativi al subappalto nell’ordinamento eurounitario, nel previgente e nel nuovo Codice dei contratti pubblici.

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 27 maggio 2023, n. 187) «La ricorrente lamenta la mancata applicazione, nella fase esecutiva del rapporto contrattuale, della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sez. V, 26.09.2019, C-63/18, Vitali s.p.a.), che ha dichiarato incompatibile con la direttiva 2014/24/UE la disposizione nazionale – art. 105, comma 2, codice dei … Continua a leggere

Se è vero che non è richiesta la prova né del contenuto effettivamente coordinato delle offerte, né degli effetti anti-concorrenziali concretamente consumatisi, deve però essere sicuramente fornita la prova dell’effettiva “unicità del centro decisionale” (nella fattispecie si è ritenuto che tale prova non sia stata raggiunta, non essendo attestata una soglia di criticità significativa supportata da indizi gravi, precisi e concordanti, nel segno di un pericolo serio e qualificato di coordinamento delle offerte).

(Consiglio di Stato, sez. V, 29 maggio 2023, n. 5247) «[I]n conformità al consolidato orientamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. ex multis recentemente Cons. Stato, Sez. V, 7 gennaio 2022, n. 48 e giurisprudenza ivi richiamata), per effetto di quanto statuito dalla sentenza della Corte di Giustizia della Comunità europea 19 maggio 2009 … Continua a leggere

Gara a doppio oggetto per la scelta del socio privato e per l’affidamento del servizio: l’affidamento a società miste è ammissibile a condizione che si svolga in unico contesto una gara avente ad oggetto la scelta del socio privato e l’individuazione del determinato servizio da svolgere, delimitato in sede di gara sia temporalmente che con riferimento all’oggetto (che deve essere predeterminato e non genericamente descritto), con obbligo della società mista di mantenere lo stesso oggetto sociale durante l’intera durata della concessione (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha confermato l’illegittimità del bando che indicava un oggetto eccessivamente ampio, non delimitabile e, pertanto, non determinabile ai fini della tutela della concorrenza, statuendo altresì che le specificazioni necessarie ai fini dell’affidamento del servizio non sono suscettibili di integrazione postuma, in particolare con una modifica dello statuto sociale).

(Consiglio di Stato, sez. V, 15 marzo 2016, n. 1028) «[I]n via generale, le regole applicative che presiedono all’affidamento diretto di servizi a società miste pubblico-private per le quali via stata, come nella specie, una previa gara cd. a doppio oggetto (per la scelta del socio privato e per l’affidamento del servizio) sono state indicate … Continua a leggere

Contributo unificato: il Tar Trento – dopo aver ritenuto sussistente, in senso contrario ai (pochi) precedenti in materia, la giurisdizione amministrativa (invece che quella tributaria) sugli atti dei Segretari generali dei Tribunali amministrativi che classificano i ricorsi e ne individuano la tipologia per determinare l’importo del contributo – chiede alla Corte di Giustizia di chiarire se i principi fissati dalle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 11 dicembre 2007, n. 2007/66/CE, e del Consiglio n. 89/665/CEE e n. 92/13/CEE, sul miglioramento e sull’efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici, ostino ad una normativa nazionale italiana, quale quella sul contributo unificato delineata dagli articoli 9, 13, commi 6-bis e 6-bis.1, e 14, comma 3-ter, del D.P.R. 30.5.2002, n. 115 e s.m.i., e dall’articolo 1, comma 27, della legge 24.12.2012, n. 228, che stabiliscono elevati importi di contributo unificato per l’accesso alla giustizia amministrativa in materia di procedure di aggiudicazione di contratti pubblici.

(Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, sez. unica, ord. 23 ottobre 2014, n. 366) «Torna all’esame di questo Tribunale – cfr., ordinanza 29.1.2014, n. 23 – la questione della compatibilità della disciplina italiana sul contributo unificato per il processo amministrativo, di cui agli articoli 9, 13, commi 6-bis e 6-bis.1, e 14, comma 3 … Continua a leggere

Per la Corte di Giustizia, il diritto comunitario non osta all’esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione, in base alla motivazione che tale operatore non ha rispettato l’obbligo, previsto dai documenti dell’appalto, di allegare alla propria offerta, sotto pena di esclusione, una dichiarazione ai sensi della quale la persona indicata in tale offerta come suo direttore tecnico non è oggetto di procedimenti o di condanne penali, anche qualora, a una data successiva alla scadenza del termine stabilito per il deposito delle offerte, una siffatta dichiarazione sia stata comunicata all’amministrazione aggiudicatrice o sia dimostrato che la qualità di direttore tecnico è stata erroneamente attribuita a tale persona.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-42/13, 6 novembre 2014, Cartiera dell’Adda SpA contro CEM Ambiente SpA) «34 In via preliminare, si deve rilevare che, da un lato, sebbene il giudice del rinvio non menzioni l’articolo 45 della direttiva 2004/18 nel testo delle sue questioni, dalla decisione di rinvio stessa e, in particolare, … Continua a leggere

In attesa che la Corte di Giustizia stabilisca se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione (ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale), il Tar Liguria sostiene l’ammissibilità della prospettazione di censure “al buio”, purché – a seguito della conoscenza della documentazione – il ricorrente abbia provveduto a dare concretezza, con lo strumento dei motivi aggiunti, alle questioni prospettate in via ipotetica con l’atto introduttivo del giudizio.

(Tar Liguria, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 220) «[O]ccorre stabilire se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale. La questione è … Continua a leggere

Per la Corte di Giustizia, l’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nei procedimenti principali (ossia quella italiana), che non consente a un farmacista, abilitato e iscritto all’ordine professionale, ma non titolare di una farmacia compresa nella pianta organica, di distribuire al dettaglio, nella parafarmacia di cui è titolare, anche quei farmaci soggetti a prescrizione medica che non sono a carico del Servizio sanitario nazionale, bensì vengono pagati interamente dall’acquirente.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. IV, cause riunite da C-159/12 a C-161/12, 5 dicembre 2013, Venturini e a. contro ASL Varese e a.) «Procedimenti principali e questione pregiudiziale 12 Ciascuna ricorrente nei procedimenti principali presentava domanda presso l’ASL competente e il comune interessato, il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco, chiedendo l’autorizzazione … Continua a leggere

Sull’azione riconosciuta dall’art. 21-bis della l. n. 287/1990 in capo all’AGCM contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violano le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 15 marzo 2013, n. 2720) «L’Autorità ricorrente, con l’atto di gravame principale ed i successivi motivi aggiunti, ha impugnato davanti a questo Tribunale, ai sensi dell’art. 21 bis della legge n. 287/90, tutti gli atti, meglio indicati in epigrafe, adottati dall’Osservatorio sulle attività di autotrasporto e dal Ministero delle … Continua a leggere

Sugli attuali parametri di legittimità dell’affidamento in house di servizi pubblici locali.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 febbraio 2013, n. 762) «Con il primo motivo di appello si ripropone il primo motivo del ricorso di primo grado e si lamenta che con il ricorso di primo grado, parr. da 19 a 24, si deduceva che la [affidataria] non sarebbe società in house, difettando il requisito del … Continua a leggere

Il diniego dell’autorizzazione ex art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio delle scommesse non può essere fondato sul solo presupposto che il richiedente operi per un allibratore straniero privo di concessione rilasciata dallo Stato italiano.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 10 novembre 2012, n. 1091) «Il ricorrente è socio e legale rappresentante [di una società] che svolge attività di trasmissione dati relativi a scommesse su eventi sportivi in favore della Società austriaca GoldBet Sportwetten Gmbh, titolare di apposita licenza rilasciata dal Governo del Tirolo, previa dimostrazione del possesso dei requisiti … Continua a leggere

Sulle ragioni che determinano l’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione, sia in generale che, in particolare, per la materia pensionistica.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Siciliana, 19 giugno 2012, n. 2033) «Nel merito del caso in questione, la ricorrente rivendica l’annullamento dell’atto dell’amministrazione eccependo l’eccesso di potere per difetto di motivazione. Con l’avvento dell’art.3 della legge 241/1990 e della legge regionale Sicilia 10/1991, tale vizio si è trasformato da eccesso di potere … Continua a leggere

La tutela del legittimo affidamento del privato deve essere contenuta entro precisi limiti delineati dall’esistenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, ragionevolmente, il convincimento circa un determinato assetto degli interessi.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 16 maggio 2012, n. 4455) «[R]isolvendosi la tutela del legittimo affidamento del destinatario dei provvedimenti amministrativi in un limite all’azione della Pubblica Amministrazione, la quale, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dall’art. 97 della Costituzione, è tenuta ad improntare la sua azione non solo agli specifici principi di legalità, imparzialità … Continua a leggere

L’affidamento “in house” non è una fattispecie contrattuale eccezionalmente sottratta all’applicazione del diritto comunitario degli appalti e delle concessioni, ma è, al contrario, una fattispecie non contrattuale che, come tale, per sua stessa natura si sottrae al diritto comunitario degli appalti e delle concessioni.

(Tar Veneto, sez. I, 14 gennaio 2012, n. 1823) L’affidamento “in house” «rappresenta il tentativo di conciliare il principio di auto-organizzazione amministrativa con i principi di tutela della concorrenza e del mercato, trova pacifica giustificazione a livello comunitario, e la trova nella nozione sostanziale di contratto. La Corte di Giustizia, infatti, ha evidenziato che la … Continua a leggere

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