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art. 30 c.p.a.

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Condanna ex art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a. al rilascio del permesso di costruire illegittimamente negato: per il Tar Toscana la cd. “azione di adempimento” amplia la tradizionale causa petendi del giudizio amministrativo di legittimità, consentendo al ricorrente di dedurre in giudizio non solo i motivi afferenti ai vizi del provvedimento impugnato, ma anche la sussistenza di tutti quei presupposti di fatto sulla scorta dei quali l’adozione del provvedimento richiesto appare doverosa; il c.p.a, infatti, contempla l’azione di condanna non solo nell’ambito della norma dedicata al tipo di pronunce che il g.a. può adottare, ma anche al primo comma dell’art. 30, che si riferisce chiaramente alle azioni che il ricorrente può proporre in aggiunta a quella di annullamento prevista dall’art. 29.

(Tar Toscana, sez. III, 14 marzo 2017, n. 392) «E’ impugnato il provvedimento con cui il Dirigente del Settore Edilizia privata del [Comune] ha denegato il permesso […] finalizzato alla demolizione di tre manufatti accessori (due autorimesse e un vano doccia) e alla ricostruzione delle relative volumetrie con destinazione residenziale. Il [Comune] ha ritenuto che … Continua a leggere

Quantificazione del danno da ritardo: il Tar Abruzzo riepiloga le diverse tipologie di fattispecie che rientrano astrattamente in tale composita categoria e, con specifico riferimento al caso di specie, indica, ex art. 34, co. 4, c.p.a., i criteri di quantificazione del pregiudizio subito dalla ricorrente per il ritardo nell’emanazione del provvedimento richiesto – l’approvazione di un progetto per la realizzazione di un manufatto da adibire ad attività commerciale – ritenendo il danno pari al valore locatizio della superficie che la ricorrente avrebbe realizzato se il progetto fosse stato tempestivamente approvato, detratti i costi che la società avrebbe sostenuto per la realizzazione del progetto, oltre interessi legali e rivalutazione.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 15 gennaio 2015, n. 33) «[C]ome già osservato da questo Tribunale con la sentenza n. 548/2011, non c’è dubbio che il danno da ritardo quale componente risarcibile, per equivalente, della lesione di un interesse legittimo pretensivo è concetto cui sono riconducibili diversi contenuti cha spaziano dal diritto ad una prestazione … Continua a leggere

Se residua la pur sola possibilità di risarcimento per equivalente, il giudice investito dell’azione di annullamento – anche in assenza di una domanda risarcitoria (proponibile ex art. 30, co. 5, c.p.a. sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della sentenza) – accerta a questi altri fini l’eventuale illegittimità degli atti impugnati.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 18 luglio 2014, n. 3848) «Circa la domanda subordinata di accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato a fini risarcitori […] il Collegio osserva che effettivamente l’art. 34 Cod. proc. amm. prevede l’ipotesi in cui, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulti più utile al ricorrente: in un tal caso … Continua a leggere

L’onere di impugnazione – al cui mancato assolvimento si riconnette ora l’infondatezza nel merito della domanda risarcitoria – va valutato in concreto, nel senso che tale onere sussiste soltanto allorché si accerti che, effettivamente, l’impugnazione dell’atto lesivo avrebbe potuto concretamente giovare al ricorrente.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, 20 febbraio 2013, n. 248) «Ritiene il Collegio che il primo giudice – che pure ha ben ricostruito e illustrato il sistema nel cui ambito si collocava prima del codice (e anche dopo) l’azione risarcitoria c.d. autonoma – abbia però erroneamente applicato i principi esposti al caso … Continua a leggere

Per il Tar Calabria, la tutela risarcitoria non può essere accordata in relazione alla mera “perdita di tempo”.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 20 novembre 2012, n. 1120) «La disciplina inerente la risarcibilità del cosiddetto “danno da ritardo”, già prevista dall’art. 2-bis, I° comma, della legge 7.8.1990 n. 241, introdotto dall’art.7, I° comma, lett. c), della legge 18.6.2009 n. 69 (“Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono … Continua a leggere

Sulle differenze tra l’azione di accertamento e la c.d. azione di condanna atipica e sulle condizioni di ammissibilità di quest’ultima.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 4 settembre 2012, n. 2220) «Il Collegio deve preliminarmente svolgere talune considerazioni in ordine alla corretta qualificazione dell’azione proposta, in applicazione di quanto disposto dall’art. 32 c.p.a., che conferisce al giudice il potere di qualificare la domanda, al di là del nomen iuris utilizzato dalle parti, attribuendo rilievo al contenuto … Continua a leggere

Anche nel regime anteriore all’entrata in vigore del c.p.a. (art. 30, co. 5), la domanda risarcitoria può essere introdotta in un momento successivo alla proposizione della presupposta domanda di annullamento, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa.

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2012, n. 3444) «[A]llorché una domanda risarcitoria non sia stata formulata congiuntamente alla presupposta domanda impugnatoria, nulla osta a che la prima venga introdotta in un momento successivo, senza che occorra all’uopo necessariamente attendere la previa formazione del giudicato sull’impugnativa. In questo senso è del resto esplicito, oggi, … Continua a leggere

Sui presupposti per la risarcibilità del ritardo della P.A. nella conclusione del procedimento.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 14 maggio 2012, n. 450) «[L]a violazione dell’obbligo di concludere con un provvedimento espresso il procedimento amministrativo avviato ad istanza di parte, (dunque di una posizione di interesse legittimo pretensivo), trova espressa tutela, anche risarcitoria. Alla luce del dettato normativo di cui alla legge 69/2009, che ha modificato la disciplina … Continua a leggere

Il danneggiato deve almeno indicare la prova dell’esistenza di un danno, restando altrimenti preclusa anche la possibilità di una valutazione equitativa dello stesso.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 aprile 2012, n. 2449) «[L]a domanda di risarcimento del danno non sostenuta dalle allegazioni necessarie all’accertamento della responsabilità dell’Amministrazione deve essere disattesa: grava infatti sul danneggiato l’onere di provare gli elementi costitutivi della domanda di risarcimento del danno e dunque in materia di appalti, almeno successivamente alle recenti pronunce … Continua a leggere

L’accertata illegittimità dell’atto ritenuto lesivo dall’interessato rappresenta indice grave preciso e concordante della colpa dell’Amministrazione, sicché spetterà alla stessa Amministrazione di provare che si è trattato di un errore scusabile.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2012, n. 2534) «Secondo l’orientamento prevalente, al privato non è chiesto un particolare sforzo probatorio per dimostrare la colpa della p.a., potendo invocare l’illegittimità del provvedimento quale presunzione semplice della colpa e anche allegare circostanze ulteriori idonee a dimostrare che non si è trattato di errore scusabile. Spetterà … Continua a leggere

Il Tar Campania applica la regola della non risarcibilità dei danni evitabili con l’impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, oggi sancita dall’art. 30, comma 3, c.p.a..

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 15 marzo 2012, n. 1290) «Acclarata l’illegittimità del provvedimento di declaratoria di decadenza, si deve passare al consequenziale scrutinio della domanda risarcitoria inerente ai danni prodotti dal suddetto provvedimento. A parere del Collegio sussistono, in linea teorica, tutti i presupposti per il riconoscimento di una responsabilità per danni da parte … Continua a leggere

La domanda di risarcimento dinanzi al giudice amministrativo è proponibile anche in difetto di previa domanda di annullamento dell’atto lesivo, e, nel regime anteriore all’entrata in vigore del c.p.a., tale azione è validamente proposta entro il termine quinquennale di prescrizione ai sensi dell’art. 2947 c.c.

(Consiglio di Stato, sez. V, 29 novembre 2011, n. 6296) «La questione della pregiudizialità della domanda di annullamento dell’atto illegittimo rispetto all’azione di risarcimento del danno, già risolta dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in favore della autonomia delle azioni e della proponibilità della domanda di risarcimento dinanzi al giudice amministrativo anche in difetto … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato trae le conseguenze dell’autonomia del pregiudizio “da mero ritardo” prodotto dall’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, ai sensi dell’art. 2-bis, comma 1, l. n. 241/1990 (ora trasfuso nell’art. 30, comma 4, c.p.a).

(Consiglio di Stato, sez. III, 3 agosto 2011, n. 4639) L’Amministrazione proponeva appello avverso la sentenza definitiva del Tar Lazio di condanna al risarcimento dei danni nei confronti della società ricorrente in primo grado, condanna disposta ai sensi dell’art. 2-bis, comma 1, della l. n. 241/1990 per “danno da mero ritardo”. La difesa erariale deduceva … Continua a leggere

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