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annullamento in autotutela

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Non può essere disposto l’annullamento in autotutela del titolo edilizio in relazione alle opere scindibili e indipendenti, che avrebbero potuto formare oggetto, senza alcuna rielaborazione dei documenti progettuali presentati, di distinti titoli abilitativi.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2022, n. 1056) «L’appello, è invece fondato nella parte in cui i ricorrenti hanno censurato il fatto che l’annullamento in autotutela, e il conseguente ordine di demolizione, abbiano riguardato il complesso degli interventi eseguiti e non siano stato limitati alle sole opere in relazione alle quali erano state … Continua a leggere

Nelle procedure ad evidenza pubblica, il termine di 18 mesi per l’annullamento in autotutela ex art. 21-nonies l. n. 241/1990 non decorrere dal bando di gara, ma solo dall’affidamento dell’appalto.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 3 giugno 2020, n. 399) «[L’]originario ricorso introduttivo ha trovato accoglimento sul rilievo che l’esercizio dell’autotutela sarebbe stato viziato dal mancato rispetto del “termine ragionevole” di cui all’art. 21 nonies della legge n. 241/1990, quantificato in diciotto mesi dalla legge n. 124/2015: termine, quest’ultimo, che il T.A.R. … Continua a leggere

L’annullamento d’ufficio del permesso di costruire richiede un’espressa motivazione in ordine all’interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello status quo ante, non essendo sufficiente l’intento di operare un mero astratto ripristino della legalità violata (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il dedotto interesse pubblico diverso dal mero ripristino della legalità si presentasse, in sostanza, generico e legato a profili meramente economici).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 4 settembre 2015, n. 4286) «Il ricorso si palesa fondato. La situazione di affidamento ingenerata in capo al privato avrebbe richiesto una stringente motivazione di interesse pubblico per l’adozione del provvedimento di autotutela e una valutazione di prevalenza dello stesso in sede di bilanciamento con gli interessi del ricorrente, anche … Continua a leggere

L’attuale sistema disegnato dall’art. 19 l. n. 241/90, come modificato a seguito delle riforme del 2011 e del 2014, si regge sulla tassatività dei casi in cui alla Amministrazione é consentito intervenire dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3 e comma 6-bis dello stesso art. 19: pertanto – fuori dalle situazioni individuate al comma 3 (falsità nelle dichiarazioni) ed al comma 4 (pericolo di danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente e la salute, per la sicurezza pubblica e la difesa nazionale) – l’Amministrazione può intervenire su attività denunciate con D.i.a. o S.c.i.a. solo nel caso in cui un tale intervento risulti sollecitato appositamente da un terzo al quale possa riconoscersi la titolarità di un interesse qualificato (nello specifico, il terzo, in prima battuta, può solo presentare un’istanza con cui si sollecitino verifiche e, quindi, un ricorso ex art. 31, comma 1, 2 e 3 c.p.a., mentre può impugnare in via ordinaria, con azione di annullamento, il provvedimento espresso reso dalla Amministrazione a seguito della istanza sollecitatoria, potendosi poi il terzo giovare dell’effetto conformativo della decisione giudiziale pronunciata su un tale ricorso).

(Tar Piemonte, sez. II, 1° luglio 2015, n. 1114) «Il Collegio deve preliminarmente farsi carico di verificare la ammissibilità delle domande spiegate nell’ambito dell’odierno giudizio alla luce di quanto affermato dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza n. 15 del 29/07/2011, l’attualità delle cui statuizioni deve peraltro essere verificata alla luce delle modifiche … Continua a leggere

L’Amministrazione può provvedere in autotutela – anche quando siano già state aperte le buste contenenti le offerte economiche – ad escludere le imprese già ammesse con riserva ad una gara che si svolge col criterio del maggior ribasso, non rilevando, in tal caso, il principio di segretezza.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 18 giugno 2014, n. 327) «Con il motivo che conviene esaminare in via prioritaria per esigenze logiche l’appellante torna a dedurre che l’Amministrazione non poteva provvedere in sede di autotutela ad escludere le imprese già ammesse con riserva, in quanto erano già state aperte le buste contenenti … Continua a leggere

L’Amministrazione procedente può annullare in autotutela, senza preventiva riconvocazione della Conferenza di servizi, l’autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387/2003 originariamente rilasciata, posto che nel vigente ordinamento amministrativo il potere di autotutela spetta ontologicamente alla stessa Autorità che ha emanato il provvedimento da annullare o revocare (oltre che, in determinati casi, a quella gerarchicamente sovraordinata).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 maggio 2014, n. 282) «Con il primo e articolato motivo l’appellante deduce che l’Assessorato non poteva autonomamente intervenire in autotutela rispetto al deliberato della Conferenza ex art. 12 D. L. vo 387/2003 e che, sulla scorta del principio del contrarius actus, solo la Conferenza stessa avrebbe … Continua a leggere

Il comportamento del Comune – che, nella fattispecie, prima ha concesso e poi ha annullato la concessione edilizia, a fronte però di una disciplina urbanistica particolarmente complicata e oscura – sfugge a un giudizio di riprovazione e non consente di imputare all’Amministrazione il pregiudizio sofferto dal soggetto che ha subito tale (illegittimo) annullamento in autotutela, considerato che, al di fuori di specifici settori (in primis: quello degli appalti pubblici), non si dà responsabilità civile dell’Amministrazione per danno da provvedimento illegittimo senza il concorso dell’elemento soggettivo.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5823) «La Cooperativa [appellante] agisce per ottenere dal Comune […] il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’annullamento in autotutela – poi annullato dal T.A.R. – di una concessione edilizia, secondo quanto esposto con maggiori dettagli in narrativa. Senza dover esaminare, nelle sue articolate sfaccettature, il … Continua a leggere

Sull’obbligo dell’Amministrazione di dar conto dell’interesse pubblico all’annullamento in autotutela di un provvedimento amministrativo.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 20 marzo 2012, n. 2683) «[L]’annullamento in autotutela di un provvedimento amministrativo impone la precisa individuazione delle ragioni di pubblico interesse che giustificano l’adozione del provvedimento di secondo grado. Per quanto attiene precipuamente alle gare pubbliche, la potestà di annullamento in autotutela degli atti è espressamente ricondotta al principio … Continua a leggere

Il termine di impugnazione di trenta giorni ex art. 120 c.p.a. non si applica al giudizio avverso il provvedimento di annullamento in autotutela che assuma la veste di contrarius actus in termini esclusivamente “formali” ma non “sostanziali”, attesa l’impossibilità dello stesso provvedimento di incidere fattivamente e concretamente sulle modificazioni della situazione reale già intervenute, rimuovendole.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 20 marzo 2012, n. 2683) «[L]a prescrizione dell’art. 120 in argomento trova la propria ragion d’essere nell’esigenza di garantire celerità in relazione alla definizione di procedure caratterizzate da un particolare interesse pubblico, ossia di procedure che – presupponendo la necessità di sopperire a precise e determinate carenze di beni … Continua a leggere

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